Un'immagine di questo tipo non ammette titolo, ci coglierebbe impreparati, catapultandoci all'interno di una realtà troppo paradossale, troppo lontana dalla nostra concezione. Verità come queste sono da assorbire lentamente, da metabolizzare pian piano e da immagazzinare saldamente nella nostra testa. Il processo è lento ma alla fine ci svela tutto: Caracas. Il fotografo è anonimo ma la città è più viva che mai. Il contrasto è assoluto, quasi irreale. Il fiume di favelas ammassate l'una sull'altra hanno sottinteso un senso razionale, si percepisce infatti la morfologia del terreno che le muove, creando così un ulteriore conflitto con le geometrie decisamente più pure dei grattacieli all'opposto. Appare così qualcosa di incredibile, plausibilmente guidato da una pennellata di Munch, ma che non sottintende soltanto angoscia, bensì molto di più.