
titsay
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Monterey Bay Aquarium
untitled
Cosmic Funnies
let's talk about Bridgerton tea, my ask is open
almost home

Kiana Khansmith

PR's Tumblrdome
taylor price
★
Noah Kahan

if i look back, i am lost
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH
I'd rather be in outer space 🛸
$LAYYYTER

@theartofmadeline
The Stonewall Inn

Game Changer & Make Some Noise
macklin celebrini has autism

seen from Malaysia
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@vogliounanuovame
Non ci scegliamo reciprocamente in modo casuale. Noi incontriamo persone che già esistono nel nostro subconscio.
Sigmund Freud
Perfetti sconosciuti dir. Paolo Genovese, 2016
@abominevoleallitterazione
@saichehogiuratodiamartianapoli cosa mi tocca subire, ogni volta
@abominevoleallitterazione mi tocca fare passi indietro/avanti
“Come si fa a smettere di voler bene a una persona a cui sei stato affezionato per tanto tempo? Quando ci penso sento ancora tutto il bene che le volevo. E le voglio ancora bene come se non fosse mai accaduto niente. Forse è perché nonostante tutto, tendiamo sempre a ricordare quella persona che abbiamo amato per anni come fosse bloccata a quei tempi e rifiutiamo di odiarla per ciò che è diventata. Ad ogni modo, non dimentico”
—
“Aveva una sensualità capace di strappare dolcemente, a una a una, le sottili membrane che avvolgono il cuore umano.”
— Haruki Murakami
“E poi, cosa strana, il primo sintomo dell’amore vero in un giovane, è la timidezza, in una fanciulla, l’ardire: ciò stupisce e tuttavia è naturalissimo: sono i due sessi che tendono a riavvicinarsi e si scambiano le qualità. Quel giorno lo sguardo di lei rese lui pazzo e quello di lui rese lei tremante: lui se n'ando fiducioso e lei inquieta; da allora si adorarono.”
— Victor Hugo; I Miserabili
“Tu sei per me una creatura triste, un fiore labile di poesia, che, nell’istante stesso che lo godo e tento inebriarmene, sento fuggire lontano tanto lontano, per la miseria dell’anima mia, la mia miseria triste. Quando ti stringo pazzamente al cuore e ti suggo la bocca, a lungo, senza posa, sono triste, bambina, perché sento il mio cuore tanto stanco di amarti cosí male. Tu mi dài la tua bocca e insieme ci sforziamo di godere il nostro amore che sarà mai lieto perché l’anima in noi è troppo stanca dei sogni già sognati. Ma sono io sono io il vile, e tu sei tanto in alto che, quando penso a te, non mi resta che struggermi d’amore per quel poco di gioia che mi dài, non so se per capriccio o per pietà. La tua bellezza è una bellezza triste quale avrei mai osato di sognare, ma, come tu mi hai detto, è solo un sogno. Quando ti parlo le cose piú dolci e ti stringo al mio cuore e tu non pensi a me, hai ragione, bambina: io sono triste triste e tanto vile. Ecco, tu sei per me null’altro che una fragile illusione dai grandi occhi di sogno, che per un’ora mi si stringe al cuore e mi ricolma tutto di cose dolci, piene di rimpianto. Cosí mi accade quando stancamente mi struggo a infondere nei versi lievi un mio spasimo triste. Un fiore labile di poesia, nulla di piú, mio amore. Ma tu non sai, bambina, e mai saprai ciò che mi fa soffrire. Continuerò, piccolo fiore biondo, che hai già tanto sofferto nella vita, a contemplarti il viso che ti piange anche quando sorride – oh la dolcezza triste del tuo viso! non saprai mai, bambina – continuerò a adorare accanto a te le tue piccole membra melodiose che han la dolcezza della primavera e son tanto struggenti e profumate che io quasi impazzisco al pensiero che un altro le amerà stringendole al suo corpo. Continuerò a adorarti, e a baciarti e a soffrire, finché tu un giorno mi dirai che tutto dovrà essere finito. E allora tu non sarai piú lontana e non mi sentirò piú stanco il cuore, ma urlerò dal dolore e ribacerò in sogno e mi stringerò al petto l’illusione svanita. E scriverò per te, per il tuo ricordo straziante pochi versi dolenti che tu non leggerai piú. Ma a me staranno atroci inchiodati nel cuore per sempre.”
— Cesare Pavese, Tu sei per me una creatura triste | 4 settembre 1927
L'attimo fuggente
« Bevevo nei suoi occhi, vividi di tempesta, la dolcezza che incanta e il piacere che uccide. »
— Charles Baudelaire, I fiori del male
@c-brescia
“Siamo sempre, tragicamente soli, come spuma delle onde che si illude di essere sposa del mare e invece non ne è che concubina”
— Charles Baudelaire
“Quale forza fa splendere di un simile fuoco quegli occhi tristi e pensierosi?”
— Fedor Dostoevskij, Le notti bianche
Nazim Hikmet, estratto da Lettere dal carcere a Munevvér, 1949
“Ella gli volse uno di quegli sguardi che lo ubriacavano come calici di vino.”
— Il piacere; Gabriele D'Annunzio.
“Delle prigioni che ho abitato, di tutte possedevo le chiavi.”
— Aldo Penna
“È una benedizione e una condanna, vedere oltre, vedere più degli altri che ti circondano, vedere un mondo più grande di quello che ti appare davanti.”
— Jón Kalman Stefánsson, Grande come l’universo.
“C'è chi comprende e chi non comprende, caro signore. Sta molto peggio chi comprende, perché alla fine si ritrova senza energia e senza volontà. Chi comprende, infatti, dice: «Io non devo far questo, non devo far quest'altro, per non commettere questa o quella bestialità». Benissimo! Ma a un certo punto s'accorge che la vita è tutta una bestialità, e allora dica un po’ lei che cosa significa il non averne commessa nessuna: significa perlomeno non aver vissuto, caro signore.”
— Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal
“Il giorno è sparito e non torna più. È venuto, l'abbiamo riempito dei nostri errori e delle nostre vittorie, dei nostri tradimenti e della nostra quotidianità, poi è arrivata la sera […]”
— Jón Kalman Stefánsson, Il cuore dell’uomo.