La mia video-presentazione!
P.S. No, non ho scatti casuali; semplicemente non sono un buon video editor.

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De Historia Economica remastered
Un caloroso bentornato a tutti i visitatori del blog! Oggi vorrei proporvi degli spunti di riflessione sull'evoluzione storica dell'economia .
So benissimo che può sembrare una pappardella filosofica degna di una qualunque facoltà umanistiche, ma senza record storici non è possibile creare un modello probabilistico, persino in campo economico. "In principio era la terra": così si potrebbe parafrasare la prima fase dell'economia modernamente intesa. Prima dello stravolgimento della società fatto dalla borghesia, la ricchezza era strettamente definibile con le proprietà: da proprietà precedenti o lavoro si otteneva merce che veniva successivamente venduta e "trasformata" in nuova proprietà, in un ciclo merce-> capitale -> merce. Questo sistema puntava al mantenimento e non alla crescita e, nella sua struttura, non vi è che pochissimo spazio per la mobilità sociale. Come simbolo si potrebbe proporre il campo, obiettivo di un ciclo continuo e infinito di lavoro.
Campo di grano, la base dell’economia nei tempi antichi. Autore: Albrecht Fietz. Fonte: Pixabay.com . A partire dal tardo Medioevo fino al secolo scorso il processo economico viene stravolto: il capitale passa da mezzo a scopo del ciclo economico. Il nuovo ciclo ( capitale -> merce -> capitale) pone una soglia di sbarramento iniziale decisamente ardua, ma il sistema per sua stessa impostazione tende ad una continua crescita. Come esempio lampante vi è l'idea di macchina, mezzo di produzione dall'alto costo, ma funzionale verso una produzione ancora maggiore.
Telaio meccanico. Miniatura proveniente dal libro “Cotton Weaving: Its Development, Principles, and Practice“ di Richard Marsden. Autore: sconosciuto. Fonte: Wikimedia Commons . L'economia industriale ha avuto uno sviluppo immane al punto che l'economia odierna non può più essere considerata allo stesso modo: il limite dato dal capitale iniziale è diventato tanto basso da essere trascurabile. Come conseguenza, si può parlare di un passaggio al mercato delle idee. Potenzialmente ogni idea, se sviluppata secondo i parametri del mercato, può far partire il collaudato ciclo di crescita economica. C'è una possibilità di mobilità economica senza precedenti, e richiede solamente capacità di pensiero. Questo ciclo idea->merce->capitale-> idea può portare come esempio il brevetto, forma di tutela istituzionale del valore del singolo pensiero. La nascita della rete non ha propriamente modificato l'ultimo ciclo economico. Sicuramente ha creato un nuovo settore economico ( chiamarlo "terziario avanzato" è decisamente riduttivo), ma la vera innovazione è stata la creazione di un nuovo spazio infinito, ha permesso al ciclo economico precedente di staccarsi quasi completamente da basi fisiche e ne ha ampliato il potenziale. Infatti, come fosse un nuovo territorio colonizzato da poco, nel web esistono sì colossi affermati, ma c'è molto spazio per potenzialmente chiunque. La maggior parte delle App può essere alfiere di questo ciclo economico: con neanche troppa abilità o originalità si può spingere un progetto fino al monopolio mondiale.
Fotomontaggio del logo di Bitcoin su un planisferio. Autore: WorldSpectrum. Fonte: Pixabay.com . Ovviamente tutto ciò che ho scritto è opinabile, ma spero almeno possa offrire spunti di riflessione a voi lettori. Ci risentiamo presto!
Per chi capisse l’inglese e fosse interessato ad approfondire un po’
Riccardo Romani
Come risolvere i dilemmi al tempo della quarantena
Ciao a tutti i visitatori del nostro blog!
Spero di poter condividere con voi il mio interesse riguardo la fetta di mercato digitale che più è cresciuta durante il lockdown. Negli ultimi anni il boom di Amazon e, più in generale, dei siti di e-commerce, ha portato a queste aziende sotto l'occhio dell'opinione pubblica; ed esse, ovviamente, non si sono fatte sfuggire questa occasione per ampliare il proprio mercato. Credo però la maggior parte delle persone non è ancora pronta per un mondo completamente digitale, ma la soluzione per i business fisici era a portata di mano: hanno semplicemente rispolverato il modello della consegna a domicilio.
Screenshot di una rapida ricerca google sui supermercati con consegna a domicilio. Autore: Riccardo Romani. Riflettendoci sopra, viene da dire che il guadagno è su tutti i fronti: per produttore, intermediario e cliente contemporaneamente. I produttori hanno beneficiato più degli altri due gruppi a livello puramente economico; sfruttando il sistema della consegna a domicilio, tantissimi supermercati (giusto per proporre gli esempi più emblematici) hanno ampliato il numero dei clienti e riescono pure a lucrarci maggiormente. Oltre a questo, hanno conseguentemente diminuito le spese che il mantenimento degli acquisti in loco implica; perciò, oltre ad essere rimasti i soli aperti, hanno anche avuto gettito extra. Gli intermediari, ovvero i servizi di trasporto, sono il "settore" che è cresciuto di più. Questa nuova fase del commercio 4.0 ha permesso alle grandi aziende di inserirsi con ancora più forza nel mercato del dettaglio (che comporta molto più guadagno); ha permesso, soprattutto ad aziende più piccole, di avere clienti fissi per poter crescere, forti di un introito costante; infine sono nate, soprattutto dall'ambito digitale, molte micro-aziende che funzionano attorno a un sito web o a un'app.
Logo di Amazon Key, videocitofono dell’azienda stessa atto a facilitare le consegne a domicilio. Autore: Amazon.com, Inc. Fonte: Wikimedia Commons .
Il progetto però non è convincente al 100%
I clienti pure hanno tratto vantaggio dal boom di questo mercato. Chi sfruttava tale servizio di frequente si è visto diminuire i costi e aumentare l'efficienza; anche molti scettici hanno, in un certo momento, dovuto ricredersi: nel momento del bisogno, questi servizi si sono resi disponibili verso ogni richiesta più “fisica”. Per di più, vista l'efficacia, vari servizi "vecchio-stampo" hanno iniziato a seguire questo trend.
Amabili code alla cassa in un supermercato. Autore: Paul Townsend. Fonte: Flickr.com . Aggiungendo a questo panorama il tocco digitale della raccolta di dati e della profilazione specifica dei propri clienti, le aziende potranno creare campagne marketing più efficienti, le compagnie di trasporto possono creare sistemi di distribuzione meno dispendiosi e i clienti avranno offerte molto più precise. In sostanza, per la maggior parte di noi sta diventando più conveniente restare a casa per fare tutto! Un buon paradosso per salutarvi. Ciao a tutti!
Riccardo Romani
Primi passi e primi sgarbi al WWF
Ciao a tutti i visitatori del blog! Mi chiamo Riccardo e sono uno studente di Ingegneria Gestionale al Politecnico di Torino. Questo blog nasce dal progetto del corso di Rivoluzione Digitale, e cercheremo di aiutarvi sull'argomento del marketing digitale. Come ormai avrete notato, nel primo post bisogna raccontare la prima esperienza con il web, e nel mio caso si tratta di Gioco.it e, in particolare, di Crazy Penguin Catapult. Non so se voi ricordate questo sito, ma si tratta di una raccolta di minigiochi ai tempi abbastanza nota.
Screenshot di gioco. Autore: Karen Montgomery. Fonte: Flickr.com .
La soundtrack del gioco. Tieni il volume basso ;-)
La storia però inizia con l'arrivo di ospiti (e del computer) a casa; prima di allora sapevo a malapena cosa fosse un computer, e non ne comprendevo l'utilità. Sta di fatto che lo stesso giorno in cui mio padre lo monta e allaccia alla corrente elettrica arrivano a casa nostra degli amici di famiglia che ci mostrano un po' di utilizzi pratici; mentre è ancora acceso, riesco ad avvicinarmi e ad accedere a internet. O, per meglio dire, tentai. In mio soccorso venne Luca, il figlio maggiore dei nostri ospiti, e mi mostra ciò che la scatola della meraviglie può fare e, in particolare, mi svelò alcune delle sue perle videoludiche gratuite.
Un computer di pietra probabilmente più potente del mio. Autore: Wolfgang Eckert Fonte: pixabay.com .
In mezzo a tutti i simil-arkanoid e a vari Tower-Defense molto basilari mi salta agli occhi un'icona intrigante: e come si può combattere contro un gagno che ha adocchiato un gioco? La copertina del pinguino con elmetto militare era un portale d'accesso per ... Un gioco banale. Crazy Penguin Catapult è un videogame molto semplice e richiede l'utilizzo della sola barra spaziatrice e attenzione al tempismo. L'obiettivo è di annientare gli orsi polari a colpi di pinguini kamikaze: più educativo non potrebbe essere!
Screenshot della pagina iniziale di Gioco.it. Autore: Riccardo Romani.
E così, abbastanza ironicamente (specie pensando alla mia scarsa passione verso i videogiochi), io scoprii il web, almeno agli inizi, come un catalogo di videogames. Spero solo di non avervi annoiato troppo con questa storia ma pazientate, the best is yet to come. A presto!
Riccardo Romani
test A/B, cosa sono e come hanno cambiato il mondo del marketing?
un test A/B è un esperimento controllato su due singole variabili A e B.
lo scopo principale per il quale vengono usati su internet è verificare come singole variazioni di fattori, agiscano sull'utente.
esempio di test A/B con una semplice variazione di colore di un banner, immagine di regione Veneto Informazione, creative Commons
testare solo due valori a volta, nonostante abbia dei tempi di analisi molto ampi e richieda dei numeri di soggetti campione altrettanto grandi, ad oggi rimane uno dei metodi più utilizzati per andare ad analizzare in profondità il comportamento dell’utente medio difronte a dei cambiamenti, che seppure impercettibili talvolta sono risultati significativi.
un’azienda che ha fatto di questi test la loro filosofia è la multinazionale Amazon che ogni giorno testa migliaia di variabili differenti sui suoi utenti, al fine di garantire la migliore efficienza possibile su ogni componente dell’e-commerce.
è interessante notare che nel momento in cui un prodotto viene messo in vendita, la stessa azienda si domanda quale sia la frase più efficace per quel singolo articolo, ad esempio: sarà più funzionale scrivere “compra subito” o “compra ora”?
questo è un classico, seppure banale, esempio di ciò che è stato illustrato.
inoltre si nota che la possibilità, sempre più concreta, da parte di queste aziende di avere dati specifici sull'utente campione, permettono che ai risultati di questi test venga associato un target sempre più specifico selezionandolo in base all'età, la lingua, l’identità di genere, la regione.
si conferma sempre di più la direzione, che già era stata esplicata nei precedenti articoli del blog, verso la creazione di un rapporto intimo tra l'utente e l’azienda, dove anche le singole parole cercano di mettere a proprio agio il consumatore.
Post a cura di: Oliver Howard Glanville
fonti:
-Wikipedia,creative commons
-Veneto informazione
-semrush
Video presentazione
Oliver Howard Glanville
il marketing attraverso lo sviluppo tecnologico: l'approdo in internet.
Con pubblicità si intende quella forma di comunicazione di massa adottata da imprese e privati al fine di diffondere un servizio, un prodotto o un’idea che aiutino a far crescere la considerazione di se stessi all'interno della società per concretizzare i personali obiettivi di marketing.
Fin da subito appare evidente come lo sviluppo tecnologico dei sistemi di comunicazione abbia avuto un ruolo determinante in questo ambito e, nello specifico, ci risulta facile immaginare come internet abbia rivoluzionato anche questo settore.
La pubblicità, così come è stata descritta, ha radici nella storia dell'uomo molto pù profonde di quanto si possa immaginare: basti pensare che recenti scavi archeologici effettuati a Pompei, hanno riportato alla luce incisioni di stampo politico che, rapportate alla situazione sociale e tecnologica dell'epoca, ci danno la possibilità di considerarle pubblicità a tutti gli effetti.
Le successive rivoluzioni tecnologiche che hanno dato un grande apporto, in maniera crescente, in questo ambito, sono sicuramente l'invenzione della stampa, della radio e della televisione, ma, come in ogni rivoluzione, la loro applicazione reale nel mondo del marketing non è stata immediata.
Per ognuna di queste rivoluzioni il mondo pubblicitario ha assunto un ruolo sempre più centrale all'interno della società, portando dunque alla realizzazione di sempre maggiori ricerche volte a studiarne l'efficacia sulla massa di diversi metodi.
Già nel 1898 si sviluppò il modello AIDA, dagli studi di Elias St. Elmo Lewis, che aveva l'obbiettivo di trovare uno schema generale su cui poter basare ogni pubblicità.
modello Aida di Lewis, fonte: f-team.
Se negli anni '90 del 1900 tale modello iniziava ad affrontare le prime critiche nel mondo accademico relativo, con l'arrivo di internet esso viene ormai considerato troppo esemplificativo per descrivere una realtà così complessa.
L’approdo su internet della pubblicità non fu immediato e se già dai primi anni si iniziava ad intravederne un applicazione reale anche in questo nuovo mondo, secondo gli studi di Iab Italia, solo nel primo semestre del 2006, con aumento del 54% di capitale investito nel web-advertising, si può parlare di pubblicità tramite internet.
Secondo gli esperti la vera rivoluzione che è stata applicata con questa nuova tecnologia è la possibilità di creare annunci mirati, tramite ad esempio i cookies, al fine di far crescere nel singolo utente una partecipazione attiva tra lui e l'inserzionista per creare un vero e proprio rapporto di fiducia che talvolta sfocia in venerazione del brand, un esempio pratico è il lavoro di alcune multinazionali quali Apple, per citarne una, che ha intrapreso questa strada già da tempo per stabilire una propria identità sul mercato.
Nascono dunque le teorie del Marketing non-convenzionale e del Marketing d'influenza, quest'ultimo in particolar modo sfrutta l'enorme apporto che i social network hanno dato alla comunicazione di massa, permettendo ancora di più di ampliare quel meccanismo di fiducia incondizionata tra consumatore e azienda.
In tal senso, per aiutarci a comprendere la grandezza di questo settore e l’enorme crescita annuale, ci basiamo, ad esempio, sui dati forniti dal “ solo” Facebook ads, riguardanti al 2019, dove viene attestato che gli ingressi derivati dalle pubblicità si attestano sui $69 mld. con un aumento del 27% rispetto al 2018.
grafico di crescita Alphabet (holding Google) azienda impegnata nel mondo del digital marketing, riguardante al 2019, Google analytics inc.
Fonti:
-Wikipedia, Creative Commons
-studio: “tecniche di marketing non convenzionale dalla guerriglia alla werilla” a cura di Andrea sbardella, anno 2015
-Corriere della sera, storia della pubblicità.
Per la consultazione dei dati:
-Wikipedia, Creative Commons
-IAB Italia, Associazione per il web digital marketing
-Facebook ads pubblic result.
Post a cura di: Oliver Howard Glanville
Video presentazione
Stefano Francios
Video Presentazione
Tommaso Luzzati
L’IMPORTANZA DELLA PRESENZA ONLINE PER LE ATTIVITÀ NEL POST-COVID
L’inizio di quest’anno, il 2020, probabilmente non lo scorderemo mai, caratterizzato da una pandemia globale che ha messo a soqquadro l’intero pianeta. Solo nel primo trimestre, in Italia, sono fallite 30mila imprese (fonte ilsole24ore), i dati di metà anno non sono ancora stati ufficializzati ma le previsioni sono disastrose.
Durante questa pandemia però le aziende italiane hanno capito una cosa: la presenza online, nel 2020, è obbligatoria, e si può dire che quest’obbligo sia imposto direttamente dai consumatori che infatti nello stesso periodo dei dati citati precedentemente hanno fatto si che il commercio online aumentatasse di circa 80 punti percentuali (fonte corrierecomunicazioni), dati che fanno rabbrividire se confrontati con quelli del commercio offline.
E-commerce, Fonte: web-station.
Sarà importante quindi d’ora in poi che le attività italiane, da quelle locali alle grandi imprese, diano la giusta importanza alla presenza online; ma come farlo?
Diciamo che ci sono due metodi, il primo, consigliato, è quello di affidarsi ad un esperto di Digital Marketing, il secondo, è un po’ più complicato ma sicuramente più economico, ovvero cercare di apprendere più nozioni possibili sul marketing digitale attraverso Internet, in particolare Youtube e i vari blog inerenti ad esso, e applicarli curando da solo la presenza online della propria attività. Ovviamente i risultati saranno diversi ma a volte basta avere una minima presenza sui social per fare la differenza.
P.S. proprio mentre finivo di scrivere questo post mi sono imbattuto in questo articolo de’ “lastampa” che racconta come Zara “dopo una perdita di 409 milioni di euro nel primo trimestre ora investe un miliardo sugli store online”. Anche i colossi hanno capito che il futuro è online.
Negozio fisico Zara, Fonte: contributipmi.
Stefano Francios.
COS’È IL SOCIAL MEDIA MARKETING
Il Social Media Marketing è la branca del Digital Marketing che si occupa della gestione e controllo delle attività di marketing e comunicazione sui social media. è doveroso poi evidenziare le differenze tra Social Media Marketing e Social Media Manager, cioè tra lo sfruttare il marketing a pagamento dei Social Media e invece il creare contenuti e gestire le relazioni con gli utenti.
Fonte: glossariomarketing.
Oggi voglio parlarvi quindi del vero e proprio Marketing sui Social cioè la creazione di campagne pubblicitarie mirate verso un target di persone interessate al contenuto che vogliamo pubblicizzare.
Il Social più utilizzato per creare campagne Marketing è sicuramente Facebook che, con il suo strumento a pagamento Facebook Ads, permette di creare e mostrare annunci circa prodotti o servizi a persone che per età, interessi, posizione geografica o eventi specifici rientrano nei target di riferimento.
Ma come fa Facebook a garantire la privacy dell’utente e allo stesso tempo a permettere agli inserzionisti di selezionare un target che sia interessato? Lo ha spiegato lo stesso CEO di Facebook, Mark Zuckerberg: “C’è una falsa percezione molto comune su Facebook, ovvero che vendiamo dati agli inserzionisti. Noi non vendiamo dati agli inserzionisti, non vendiamo dati a nessuno. Ciò che lasciamo è che gli inserzionisti ci dicano chi vogliono raggiungere, quindi facciamo in modo che ci riescano. Pertanto, se un inserzionista viene da noi e dice: “Sono un negozio di sci e voglio vendere gli sci a un pubblico di soli donne”, possiamo farlo perché le persone hanno condiviso contenuti relativi allo sci, o comunque hanno dichiarato di essere interessati all’argomento, hanno condiviso di essere ‘donna’, e quindi possiamo mostrare gli annunci alle persone giuste” (fonte Business Insider).
Ovviamente esistono altri Social Network in cui è possibile creare campagne quali Intstagram (essendo di proprietà di Facebook si creano sempre attraverso Facebook Ads), Tik Tok, YouTube, Pinterest, Twitter e LinkedIn.
Schema Social Media Marketing, Fonte: www.sardiniaformazione.
Stefano Francios.
Search Engine Optimization (SEO): cos’è e come funziona
SEO si traduce “Ottimizzazione per i motori di ricerca” e consiste in termini pratici nell’insieme di piani atti a migliorare la posizione di un sito web nelle classifiche dei motori di ricerca, nei risultati non a pagamento.
Essendo Google il motore di ricerca più usato, l’attività SEO consiste nel studiarne l’algoritmo per rendere il sito il migliore possibile per tale. Inoltre si migliorano anche altri aspetti come l’ottimizzazione del codice HTML, della gestione del link e della struttura del sito.
Pagina di ricerca iniziale di Google Fonte: Wikimedia Commons
La SEO è incorporata nella SEM (”Search Engine Marketing”), la quale comprende sia i risultati cosiddetti “puri” o “organici” che sono quelli su cui lavora la SEO sia i risultati di ricerca a pagamento. La SEM è quindi composta da SEO e SEA (”Search engine advertising”) che si occupa dei risultati a pagamento che tramite opportuni circuiti vengono visualizzati per primi con la dicitura “Ann.”.
Differenza tra SEO e SEA in una ricerca su Google Fonte:Screenshot effettuato da me su una ricerca qualisasi
Una fase fondamentale di una strategia SEO è la scelta delle parole chiave. La ricerca delle keyword può essere effettuata con l’uso di software appositi , interviste agli utenti e analisi della concorrenza. Esistono anche diverse teorie per la scelta come per esempio quella della Long Tail che per applicarla nella strategia SEO dice che conviene scegliere molte parole chiave specifiche piuttosto che poche generiche.
Un esempio di strategia SEO “long tail” Fonte:Flickr
L’attività SEO si occupa anche dell’ottimizzazione della struttura del sito detta “on-page” invece la sezione detta “off-page” si occupa della gestione dei link in ingresso (”inbound link”) ed uscita, che sono importanti per i motori di ricerca quando giudicano l’autorevolezza di un sito e quindi il suo posizionamento sui motori di ricerca . L’ottimizzazione “on-page” si suddivide nell’ottimizzazione del codice HTML e della struttura di un sito e l'ottimizzazione dei contenuti testuali e immagini di un sito.
Quindi per una strategia di web marketing perfetta bisogna far combaciare la parte riguardante la SEA quindi a pagamento e la parte riguardante la SEO.
Tommaso Luzzati
La mia prima esperienza con internet.
Mi chiamo Oliver Howard Glanville e sono uno studente di Ingegneria Informatica al politecnico di Torino. Tre miei compagni di corso e io abbiamo aperto questo blog per affrontare l'ampio mondo del Web marketing ma, in questo post, partirò dal raccontare la mia prima esperienza con internet e di come ho imparato, nel tempo, a relazionarmici. Ho ricevuto il mio primo personal computer all'età di 8 anni e, soprattutto agli inizi, le mie sessioni online erano limitate dalla supervisione dei miei genitori, ciò è stato fondamentale per permettermi di comprendere le potenzialità, positive e negative, che questo strumento era in grado di offrirmi. Dopo alcuni anni, le cui attività principali erano limitate a giochi, accenni di Facebook e youtube, ho iniziato a scoprire, lentamente, il mondo della programmazione approcciandomi a Visual Basic.
logo Visual Basic .NET Fonte: Wikimedia Commons
Cercando di comprendere il funzionamento di tale linguaggio, ho iniziato a vedere sempre di più internet, con i relativi blog, come un potentissimo mezzo di informazione. Tale visione mi ha portato, all'inizio delle superiori, appoggiato da un mio grande amico del liceo, al desiderio di avere un ruolo attivo nel web, diffondendo nel mio piccolo ciò che sapevo.
Ho aperto, quindi, un mio blog personale che ad oggi ho abbandonato; tuttavia, tale esperienza seppur forse fatta troppo prematuramente, mi ha permesso di determinare, per ora, il mio ruolo in rete.
Sono sicuro che il mio modo di relazionarmi con questo strumento cambierà ulteriormente e ho la certezza che anche questa esperienza mi aiuterà a crescere.
Post a cura di: Oliver Howard Glanville
La mia prima esperienza con Internet.
Mi chiamo Stefano Francios, sono uno studente di Ingegneria Gestionale al Politecnico di Torino ed insieme a tre miei colleghi del corso di “Rivoluzione Digitale” ho dato il via a questo blog dove parleremo di Web Marketing.
Nel mio tempo libero gestisco, anche se sono ancora all’inizio, un’agenzia di Social Media Marketing, SE Media. In questo post però, viaggerò molto indietro nel tempo per parlare della mia prima esperienza con internet.
Racconterò della mia prima esperienza personale, ovvero quando, circa 12/13 anni fa i miei genitori mi attivarono la prima scheda SIM con un contratto che comprendeva anche, se non ricordo male, 400 Mb per la navigazione in rete al mese.
Tutto questo perché io potessi “parlare” con i miei amici su MSN Messenger (che ho recentemente scoperto essere stato definitivamente chiuso nel 2014).
Logo MSN Messenger, Fonte: Wikipedia.
Ricordo poi di essermi avvicinato molto al mondo YouTube dove passavo ore e ore a vedermi i pochi film italiani disponibili su questa piattaforma e successivamente di aver iniziato ad usare internet in modo più consapevole per fare ricerche e presentazioni scolastiche grazie all’abbonamento ad Office.
Loghi dei tool di Office nel 2018, Fonte: wikipedia.
Mentre Office e YouTube continuano ad essere presenti regolarmente nella nostra quotidianità, MSN ha lasciato spazio a WhatsApp e ai Social Network, su tutti Instagram, Facebook e TikTok.
Vedere come è cambiato internet in così poco tempo fa impressione ma fa anche capire quanto la tecnologia possa progredire e cambiarci la vita velocemente.
Stefano Francios.
Cosa sono e a cosa servono i Cookie?
Ad ognuno di noi è capitato di cercare qualcosa su un sito e poi ritrovarlo in un’inserzione in un altro sito web o su un social network. Tutto questo è dovuto ai cookie, i quali sono dei piccoli file di testo che vengono memorizzati sul dispositivo dell’utente quando questo naviga su determinati siti web tramite il browser predefinito. Ci sono diverse tipologie di cookie e proverò ad elencarne alcune.
Codice HTTP Cookie Fonte: Wikimedia Commons
Innanzitutto i cookie si possono suddividere in base al ciclo di vita tra quelli di sessione e quelli persistenti, i primi vengono cancellati alla chiusura del browser invece i secondi vengono memorizzati e verranno poi cancellati dopo un determinato periodo di tempo. La seconda suddivisione riguarda la “provenienza” ed è tra i cookie di prima parte e quelli di terza parte. Quelli che riguardano il web marketing e quindi quelli a cui faccio riferimento nella prima frase sono gli ultimi citati. I cookie di prima parte sono gestiti direttamente dal proprietario della pagina web e servono al corretto funzionamento di alcune sezioni del sito e a salvare le preferenze come ad esempio la lingua predefinita.
Digital Marketing Fonte: Flickr
In ultima istanza i cookie si possono dividere ulteriormente in base all’utilizzo e tra questi ci sono quelli pubblicitari che possono essere utilizzati per creare un profilo dell’utente in modo da proporre messaggi pubblicitari in linea con le sue ricerche e i suoi interessi.Ovviamente ci viene sempre chiesto di accettare la formativa riguardante i cookie di ogni tipo, ma la “fregatura” sta nel fatto che continuando a navigare sul sito in questione l’utente ne accetta automaticamente l’uso e quindi la manipolazione dei propri dati in base al tipo.
Quindi si possono vedere i diversi aspetti riguardo a questa manipolazione dei dati e alla creazione del nostro “profilo”. Il punto a favore è che ormai non bisogna neanche dover cercare più di tanto quello che ci interessa perché ormai il web ci anticipa e imposta automaticamente le pubblicità. Le criticità riguardano l’uso che viene fatto dei dati che può essere una minaccia per la privacy degli utenti, per questo le autorità europee hanno deciso di regolamentare l’uso di questi cookie, mediante una legge del 2011, imponendo a tutti i siti degli stati membri di informare gli utenti che il sito in questione utilizza certe tipologie di cookie, che per quello che si diceva prima non rassicura più di tanto.
Tommaso Luzzati
Fonte:https://www.webagencyrighetti.it/blog/2018/08/24/cos-e-web-marketing/
Tommaso Luzzati
Cosa intendiamo per web marketing? Quanto sono grandi le potenzialità del marketing online per l’acquisizione dei clienti? Scopriamolo insieme!
Interessantissimo articolo che spiega in modo dettagliato il web marketing e tutte le sue diramazioni
Tommaso Luzzati