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Ti amo mare... 🌹👏 I love you
Non ho dimenticato gli amici è solo distrazione. Il tempo passa in fretta e gli altri ci travolgono sembriamo non coscienti, ma ci riprendiamo subito. Una mia foto per dirvi che ci sono e sono serena. A più tardi con un caffè nero bollente come cantava la Mannoia. ☕
IL 2 NOVEMBRE
Ogn’anno, il due novembre, c’è l’usanza per i defunti andare al Cimitero. Ognuno
ll’adda fa’ chesta crianza; ognuno adda tenè chistu penziero.
Ogn’anno puntualmente, in questo giorno, di questa triste e mesta ricorrenza, anch’io ci vado, e con i fiori adorno il loculo marmoreo e zi Vincenza…..
Così recitava una famosa quanto indimenticabile poesia di Totò “ A livella”.
Nessuno è messo da parte, tutti o quasi tutti una preghiera la esternano. Non di certo in egual misura, ma la buona volontà e il ripetersi fa buon cristiano.
Quante volte ci siamo trovati in un cimitero in cui non si conosceva nessuno, eppure, un Pater Noster gli è stato rivolto all’ignaro sconosciuto. Forse tanto sconosciuto in quel momento non è.
Si diventa per un attimo, sorella, fratello, madre per rivolgersi a colui o colei che forse abbandonati e senza più un fiore sono rimasti soli.
Tombe decorate a festa, lustrate nei giorni che precedono la festività del due novembre, marmi bianchi, fiori freschi e profumati quasi da voler dimostrare a colui che non c’è più, che anche senza la sua presenza è onorato e rispettato.
Ognuno in quei giorni, stende di bianco il candore e la preghiera per infiltrare quasi con magia la giaculatoria ai propri cari.
E’ di rigore l’ascolto della S. Messa, le buone azioni e il devolvere di pochi spiccioli a qualche orfanella che sempre di raro si incontra. Il silenzio è sovrano, il profumo dei pini, è come una nube colorata che non va mai via, l’odore dei ceri vuole quasi sostituire il caro incenso, tutto è disturbato senza alcuna colpa dal pianto.
Tutto è permesso al Cimitero, una preghiera a chi non si conosce, un sorriso a un bimbo che forse non ha goduto di sicuro la vita, adagiare fiori su una tomba di una persona che a stento se ne ricorda la parentela.
Tutto sembra esserti amico, fratello, parente lontano o stretto che sia.
Quanti giovani militari che per un valore alla Patria le hanno consegnato la vita. Per poter godere gioia nell’aldilà. Volti di fanciulli, tanto giovani che tra una corsa verso il nemico e uno sparo dal moschetto, non hanno avuto il tempo di pensare, o forse lo hanno fatto tra il trapasso dell’aldilà.
Un pensiero è di sicuro andato alla mamma. Tra un lettera in attesa e un telegramma quella mamma non lo ha più visto fare ritorno.
Compito arduo e doloroso, ogni madre è dal figlio in ginocchio per una preghiera e un pianto silenzioso.Tutti i giorni dell’anno sono diventati il due novembre.
Il cimitero sembra una scacchiera; il bianco dei giovani che di certo non è dipeso da loro andar via e non tornare più senza poter godere della vita; il nero colore dei cari dai capelli grigi che per ogni carezza ricevuta in vita, oggi viene versata una lacrima.
Quanto dolore c’è nel vagabondare in un cimitero, tristezza, rimorso, amore e felicità: con la tristezza di non avere amato abbastanza un caro estinto; il rimorso di non averlo aiutato nelle difficoltà; con l’amore e la felicità di aver fatto tutto in vita e si continua nella gioia della morte.
La fede è grande, ci porta ad attendere la risposta della vita. Non si può vivere senza. Una vita senza fede è come una madre senza il sorriso del suo bambino, la promozione di uno scolaro, la vittoria di una partita di pallone, tutto ci fa amare e tutto ci fa riflettere.
E’ forse anche la tanto attesa morte che si preferisce quando la sofferenza è tanta.
E’ facile decidere: meglio morire.
La morte che risolve tanti problemi, basta poi, una preghiera per alleviare il tormento dell’anima. Tutti al cimitero, dunque a pregare e a singhiozzare che di sicuro per un giorno ci farà bene.
Un dovere a cui nessuno si può sottrarre, anche il più infido ha il coraggio quasi silenzioso di rivolgere se non una preghiera uno sguardo. Ore sante e liberatorie, per allegerire la propria coscienza per conservarla senza più macchie.
Che strano, un posto come il cimitero la cui casa è per uno strano caso del destino uguale per tutti, senza troppi fronzoli, si può godere di una eterna uguaglianza in un destino che accomuna tutti.
Ricchi, poveri, belli, brutti, cattivi e buoni siamo tutti pronti mano nella mano in un vorticoso girotondo che dura per l’eternità.
L’anima sarà risollevata dal grigiore dei giorni passati e diventerà per un attimo soave e candida come una vergine.
All’uscita del cimitero si lasciano tanti amici che per un attimo lo sono diventati, diventeranno qualcosa di più con la visita dell’anno avvenire.
Vincenzina Morra
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La voglia di emergere c'è tutta, la voglia di uscire dal guscio nonostante gli anta è dentro, la voglia di parlare fino a far diventare sordi l'ho messa in atto, la voglia di stupire è in cantiere, la voglia di mangiare non c'è, perché non ho voglia di sentire la bilancia lamentarsi, la voglia di incazzarmi in un mondo di cacca pure, la voglia di esplodere no, la voglia di dormire quando si ha voglia si, la voglia di zittire quando il mondo te lo permette, la voglia di picchiare duro contro te o il muro lo farò, la voglia di bere acqua di sorgente, la voglia di portare il cane a spasso no, non ho tempo ne la voglia, la voglia di dire forse cazzate si, il mondo ne dice tante, perché mai io dovrei tacere. La voglia di vedere un mondo più pulito e senza falsità, per favore indicatemi la strada ve ne sarò grata per tutta la vita...la voglia di smettere? Ho appena cominciato!!!! Vina Morra Colavolpe
Momenti...
Sono dal parrukkiere ed é pronta per farsi ammirare una bellissima ragazzina di dodici anni nn di più bella solare lentiggini che le coronano il viso come gocce di cioccolata su una torta....il mio sguardo il suo sguardo si sono incrociati come se ci conoscessimo da tanto ho avuto il desiderio di maledire i giorni che per me nn sono stati fecondi...la dolce e angelica ragazzina se ne va e con un saluto finisce un dolce momento...Vina Morra Colavolpe ...🇮🇹
Amori....
dedico la mia poesia a Marco Lenza. .
E' bastato un fugace incontro, un sorriso una stretta di mano e ti ho amato
mio caro Marco.
Ti rivedo ancora oggi forte, sorridente e imprevedibile nelle tue scelte, la libertà
è stata la tua identità.
Tra i miei sogni ho visto te al mio fianco,
ascoltami quando ti chiamo, guidami nelle scelte quotidiane e colora le mie ambizioni
come le note sul pentagramma.
E' bastato un abbraccio, un silenzio e ti ho amato mio caro Marco. .
Maria Pia Morra
#iorestoacasa❤️ e preparo le #brioche ..stare ferma per me è impossibile. Una nuova ricetta per un impasto veloce..ma tanto buone... #dolcichepassione🍰♥️ #giallozafferanoricette #giallozafferanoblogs #foodbloggers #foodography #majoo #briochesfatteincasa #eggs #breakfasttime #colazionesiciliana 🍋☕🇮🇹 https://www.instagram.com/p/B_Eq4NknUgS/?igshid=1ovkk5sdo4ou9
Devo dire kare donne prima di amare i vostri figli...i vostri cari...cercate di amare prima voi stesse...e tutto sara' piu' facile...uomini amate le vostre donne saranno il bastone , il cuore, la forza, la gioia di vivere. #8marzo #donne
Il mio pensiero di destra mi impone di guardare oltre la staccionata.. solo così potrò difendere il mio Onore...🇮🇹
L'AMORE PER DURARE NEL TEMPO NON DOVREBBE ESSERE OSSESSIONANTE...MA REGALARE ATTIMI D'AMORE COME GOCCE.. UN BRIVIDO SULLA SCHIENA HA DONATO ALLA MIA PELLE UNA SENSAZIONE....MA E' SOLO UNA SENSAZIONE....MI SONO VOLTATA E NON C'ERA NESSUNO....ERA IL VENTO DELLA FORESTA.....
Giornata della Memoria.."Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario" (Primo Levi)
IL GIORNO DELLA MEMORIA
Come ogni anno e precisamente il 27 Gennaio si commemora la “Giornata della Memmoria”. Istituita 11 anni fa è un’occasione per riscoprire e mai dimenticare una delle pagine più buie della storia dell’uomo.
E’ senza dubbio un giorno dal significato pungente e che, ognuno di noi dovrebbe fare tesoro. Il giorno della memoria non è tanto semplice ricordare quanto tanto facile dimenticare, tale è stata la brutalità. L’essere umano va oltre ogni immaginazione.
Un famoso giornalista che è incappato in un vortice e che ne è uscito, più per fortuna che per virtù. Arrigo Levi con il suo “ Se questo è un uomo” sua la testimonianza di anni passati in un campo di concentramento il più famoso e orrendo Auschwitz. Si ripeteva se “ esistono i campi della morte non esiste Dio”. No, Dio esiste e la preghiera ci salva da ogni buio e naufragio morale.
Ho conosciuto tempo fa, un uomo che ha vissuto sulla sua pelle la sventura di quegli anni, tra fame, paure e orrore che gli occhi hanno visto e il cuore ha racchiuso. E’ qui la sua storia. Facciamone tesoro.
Angelino Petraglia classe 1918 un giovanotto antico come spesso scherzava un vecchietto ormai non più in vita. E’ da molti o da pochi conosciuto come il leggendario nonno di una sofferenza di cui nessuno vorrebbe essere testimone. Lui lo è stato. Wuppertal Germania Ovest, anno tragico per l’umanità 1943 e prigionia per lo sfortunato di turno codificato con un numero di riconoscimento, perché l’identità non esisteva. Campo di lavoro e due anni di vero inferno, di fame, freddo e di stenti. Un campo di prigionia non è molto diverso da un campo di sterminio nazista. Gli assassini erano gli stessi. Trecento o più erano gli italiani che insieme ad Angelino Petraglia svegli all’alba si recavano al lavoro dopo ore di marcia per raggiungere la fabbrica di seta. Il cibo, di certo non bastava a sfamare l’organismo che richiedeva acqua e pane, qualche volta però, i soldati di poco più generosi alla solita brodaglia aggiungevano qualche patata.
Testimonianze simili, farebbero bene al cuore e allo spirito, tanta è l’agiatezza di oggi. Il ricordo di quei giorni è disturbato da qualche lacrima, quando indietro ancora nel tempo, Angelino Petraglia si rivedeva ragazzo sul varone del terrazzo della sua casa, la soffice neve venir giù. Subito, si ricatapultava nella realtà: urla e spintoni e magari qualche sera senza niente da mettere sotto i denti. Dopo una giornata di fatica.
Non si riusciva a capire, perché tanta malvagità e tanta bassezza umana. “La sfortuna riusciva ad unire gli uomini come non mai, il ricordo più tenero e che non potrò dimenticare, sono le parole di Petraglia è dell’amico buono e sincero Serri di Forlì, al quale mi legava la sventura, le pene e le bacchettate subite, ci facevano sentire più forti e sempre uomini combattenti”. Poi, tra tante lacrime versate, un giorno si capì che si potevano versare quelle vere, gli americani furono la salvezza dell’umanità.
“Calde lacrime, rigano il mio volto questa volta, però sono lacrime di gioia, lacrime che sanno di libertà”. Si urlava, ci si abbracciava, non per poco ma per ore intere e forse per giorni. Un racconto di un testimone proveniente da un campo di lavoro nazista, dovrebbe far riflettere giovani e anche forse, quelli meno giovani.
Siamo uomini liberi in una terra libera e questa è per noi e per l’Italia il bene più grande, la conquista più universale. Il sacrificio non è stato vano.
Dopo una dura e inspiegabile esperienza non di certo umana e nemmeno animalesca, dovrebbe insegnare a distinguere il bene dal male e non certamente giustificare quest’ultimo, solo perché la guerra. La volontà di continuare a vivere per testimoniare con il corpo e le parole e diluire nel tempo le emozioni incassate dalla fatalità per poi preservarle ai giovani d’oggi e per quelli che verranno. Dal ricordo il proposito del mai più.
Vincenzina Morra
Non dimenticare di sorridere alla vita, di essere felice, di accarezzare il vostro bimbo, di andare a braccetto con gli amici, di pensare a non fare del male, di proteggere chi ve lo chiede, di stendere la mano anche a chi non lo ha chiesto e non dimenticate chi vi ha voluto bene.....(V.M) io l'ho fatto fallo anche tu....⚘⚘⚘
Con la sera cala il buio ma solo chi ama vede la luce.....(VMC)....