Qualche estate fa
Fa strano tornare a replicare quei movimenti che vent'anni fa erano quotidiani mentre oggi sono solo ricordi lontani.
Tirare fuori dalla custodia una VHS, inserirla nel videoregistratore, spingerla finché l'apparecchio se la tragga al suo interno.. e poi l'effetto nebbia in tv, il rumore delle testine che entrano in azione. E' stato piacevole tuffarsi nel passato per qualche istante..
In un'immagine ricca di tutti quei difetti tipici del nastro magnetico, vado in scena io: Quasi 30 anni di meno, in sovrappeso, su una spiaggia circondato da familiari. Apparentemente divertito e in compagnia. Ma nella realtà dei fatti ero una persona sola e ferita.
Acerbo, ingenuo, innocente. In una famiglia giudicante, me ne stavo in spiaggia con i miei capezzoli pronunciati a sporgenti, coperti da una t-shirt. Ricordo perfettamente il dolore nel pizzicarmi ripetutamente le areole, che sollecitate in tal modo, si ritiravano e diventavano turgide, più piccole e quasi piane al petto. Uno strazio! Per intenderci era come continuare a punzecchiare energicamente un livido già dolorante da tempo. Un dolore, si... Un dolore fisico per ridurre il dolore dell'umiliazione e del giudizio. Solo al pensiero, un gesto incondizionato ha portato il palmo della mia mano destra sul mio capezzolo sinistro. Per coprirlo. Per proteggerlo. Devo scusarmi con il mio corpo.. l'ho odiato e seviziato per anni, pur non essendo minimamente colpevole di nulla.











