Simple food, for simple people! Spaghetto alle vongole giuste, i lupini dell'Adriatico. #altrabucco #Peschici #Gargano #Puglia #trabuccofood #vieniamangiareinpuglia @viaggiarepuglia #igerspuglia
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Fave&Cicorie garganiche
Ci sono fave&cicorie diverse. Benché si creda che uno dei piatti principe della cucina Pugliese sia omologato per tutta la regione, vi diciamo che non è così! Sul Gargano infatti il classico pugliese varia da quello del resto della Puglia: vi si utilizzano fave intere invece della favetta senza buccia e ad un certo punto della preparazione i due protagonisti s'incontrano per cuocere assieme.
Ma procediamo con ordine. Punto primo: comprare la cicoria al mercato rionale del sabato, lavarla per bene e mondarla eliminando la parte più dura e finale del gambo. Le cicoria vanno così lessate in acqua salata per una mezz'ora circa.
Indispensabile partire con la preparazione il giorno prima perché le fave secche intere vanno prima private, con l'aiuto di un coltello, del picciolo nero chiamato comunemente naso, e vanno lasciate una notte a bagno in acqua, come solito fare per tutte le leguminose, prima della loro cottura.
Opportuno spendere due parole anche sulle nostre Fave. La fava di Carpino, di dimensione medio-piccola, è una delle più apprezzate della regione. È caratterizzata da una fossetta nella parte inferiore e la sua raccolta avviene tra i mesi di Giugno e Luglio quando le piantine assumono un colore giallastro. Si falciano a mano e si legano in covoni, detti manocchi, che seccano sul campo. A fine Luglio si separano le fave dalla paglia utilizzando un forcone e poi si lanciano in aria per eliminare le particelle più piccole e leggere grazie alla brezza marina che lambisce le colline garganiche.
Per la Fava di Carpino è attivo un presidio Slow Food ( il gargano ne ha ben cinque!) per tutelarne le modalità tradizionali di coltivazione ed incentivarne la produzione. A questo link potete trovare informazioni sui produttori locali che seguono il disciplinare di produzione del presidio.
Lagane tradizionali con polpa di cefalo del trabucco e bottarga
Lagane tradzionali con polpa di cefalo del trabucco, pomodorini e bottarga.
Per le Lagane
Preparato un impasto di farina, acqua tiepida e un pizzico di sale, tirate la sfoglia, non troppo fine che dovete poi tagliare nella classica forma delle lagane: ad una larghezza tra le tagliatelle e le pappardelle.
Per il sugo:
Preparate un soffritto con cipollotto e olio extravergine d’oliva a cui, a fuoco alto vanno aggiunti pomodorini interi e passata di pomodoro fresca nelle stesse proporzioni. Lasciate sobbollire a fuoco lento per una ventina di minuti, allungando con dell’acqua di cottura e aggiustando di sale. I cefali vanno eviscerati e squamati nonché sfilettati.Private i filetti della pelle e delle spine rimanenti e mettete da parte.
Utilizzate le teste propriamente squamate per fare insaporire il sugo lasciando cuocere a fuoco lento per 15 minuti. Una volta insaporito, colate con uno chinoise il sugo e schiacciate le teste, separando in precedenza i pomodorini interi con uno schiumino.
Nel fondo così preparato, andate a unire la polpa che dovrà cuocere per altri 10 minuti a fuoco lento. Se lasciato riposare qualche ora in frego, il sugo acquisterà ancora più il sapore del Cefalo.
La cottura della pasta fresca sarà molto veloce: pochi minuti in acqua bollente, e una veloce spadellata con il ragù di cefalo. Impiattate e finite con prezzemolo fresco e bottarga di Muggine tagliata fine.
Le Cipolle bianche (al forno) del trabucco
Come promesso, eccovi la nostra ricetta di uno dei pilastri (nonché contorni) della cucina del Trabucco: Le cipolle al forno
contorno veloce, facile, buono. che volete di più?
Ingredienti per 4 persone
400 gr. di cipolle bianche dolci
150 gr. di pomodorini maturi a pezzi
80 gr. di Capperi dissalati
100 gr di Formaggio vaccino semi stagionato grattugiato
prezzemolo
basilico
sale
Olio extravergine d'oliva
Pangrattato
Procedimento
Mondate e tagliate le cipolle per il lungo a fette di circa un centimetro di altezza. Intingete un tegame di opportuna grandezza di olio extravergine d'oliva, sale fino, e pomodorini tagliati a pezzetti. Adagiate così le cipolle in modo da avere un unico strato di altezza uniforme e cospargetele con il prezzemolo tritato, le foglie di basilico, i pomodorini rimasti, i capperi dissalati, il formaggio semi-stagionato, e a discrezione con il pangrattato. finite con abbondante olio extravergine e sale fino. Prima di infornare a 180° per 20 minuti, aggiungete dell'acqua per velocizzare la cottura, ma non troppa, o rischiate di lessarle!
Zuppa di cefalo del trabucco su pane raffermo del Gargano! #trabuccofood #VieniaMangiareinPuglia
Brodetto di scorfano e pasta corta! Ricetta per 4 persone: Uno scorfano di almeno 800 grammi che va squamato ed eviscerato. Successivamente sfilettato e ridotto in tocchetti privati della pelle. Utilizzate la testa e la lisca per il fondo: soffritto di olio extravergine d'oliva e cipollotto fresco tagliato fine, pomodorini a pezzi e passata di pomodoro. Una volta soffritta la base allungate con qualche mestolo d'acqua e tuffateci dentro la testa e la lisca e lasciate che si cuocia a fuoco alto per 20 minuti. Dopodiché utilizzando uno chinoise o un colino setacciata il sugo dalle lische che si saranno sfaldate. Nel fondo rosso buttate così il filetto a tocchetti e cuocete la pasta corta (cotta già per metà della sua cottura in acqua salata). Una manciata di prezzemolo tritato, foglie di basilico e peperoncino secco se gradite poco prima di impiattare! Buon appetito! #altrabucco #Peschici #Gargano #Puglia #trabuccofood #vieniamangiareinpuglia #trabuccorecipes
Le mitiche cozze ripiene
Innanzitutto vi do un caloroso consiglio: se in un ristorante del Gargano vi si da la possibilità di scegliere tra la classica pepata di cozze ripiene, non dubitate, scegliete la seconda. Saranno spesso sublimi, con una scarpetta finale che fa impallidire la classica versione.
Il Mytilus galloprovincialis o mediterraneo viene allevato in Italia con ottimi risultati in particolare al sud: In Italia si producono delle 120.000 ton/anno annue, di cui circa trentamila provengono da Taranto e dalla costa del Gargano: Cagnano Varano, ( circa 13 mila tonnellate), Manfredonia, (circa 3 mila tonnellate), Mattinata, sul Gargano (circa 5 mila tonnellate). Spesso sulle tavole del Gargano trovate le nostre cozze, oppure un prodotto di qualità di poco inferiore importato da allevamenti Greci o Spagnoli. Le cozze provenienti dal pese iberico sono di maggiori dimensioni ed è quindi più apprezzata (more mussles info). In alternativa potete armarvi di maschera e pinne per una sempre abbondante raccolta nelle acque basse lungo il litorale, cercando di evitare aree densamente popolate da attività ricettive e prediligendo acque più profonde per un prodotto più “pulito” perché i mitili sono organismi filtratori, e si cibano appunto filtrando di tutto. Controllando le analisi dell’arpa (Qui) relativi alla balneazione potrete avere un idea della pulizia delle acque e quindi delle zone dove sarà meglio non raccogliere per evitare indesiderate tossinfezioni alimentari.
Passiamo agli ingredienti
Cozze in quantità (preparatene il più possibile, attenzione: creano dipendenza)
Per il ripieno:
Pane raffermo
Grattugiato di formaggio vaccino semi-stagionato
(caprino per la ricetta originale, ma troppo preponderante)
Prezzemolo
Aglio finemente tritato (possibile ometterlo)
Uova intere
Pepe qb
Sale fino qb
Per il sugo:
manciata di cozze intere
olio extravergine d’oliva
una cipolla bianca
passata di pomodoro fresca
acqua
sale qb
Procedimento
Come per le vongole, lasciare le cozze per un paio d’ore in una soluzione di acqua e sale (o acqua di mare pulita) è cosa buona è giusta. Perciò se lo fate, avrete cozze più pulite. Successivamente pensiamo alla loro pulizia: Sapete come? No!? Ve lo diciamo noi! Per le cozze d’allevamento l’operazione sarà facile e veloce (forse noiosa in base alla quantità di cozze ripiene di cui avete deciso di rimpinzarvi). Dopo averle, decantate, e lavate sotto acqua corrente, le cozze vanno private del “baffo, cosà che metterà fine alla loro vita, perciò pensateci bene prima di farlo se non intendete consumarle subito (si accorcia anche la vita del prodotto). Per le cozze raccolte in autonomia, sappiate invece che le conchiglie saranno tutt’altro che pulite. Organismi avranno opportunamente costruito le loro conformazioni di tipo calcareo, che dovranno essere eliminate per non finire nel sugo, parte essenziale per la scarpetta! Le cozze private del baffo, vanno tenute in verticale su un tagliere, e con l’aiuto di un coltello rigido va rimossa la parte calcarea, (per cui forse è meglio acquistarle, le cozze). Con lo stesso coltello andremo poi ad aprire le cozze, infilando la lama nella porzione piatta e cercando di raccogliere il frutto in una delle due porzioni complementari della conchiglia.
Il pane raffermo va messo ammollo in acqua per qualche minuto e strizzato vigorosamente. In una ciotola uniamo al pane il formaggio vaccino, il prezzemolo, dell’aglio finemente tritato e le uova fino a ottenere l’impasto desiderato per farcire le cozze. Aggiustiamo di sale e pepe tritato e farciamo le cozze in precedenza aperte. Prepariamo un soffritto leggero con olio extravergine della nostra qualità 100% ogliarola garganica e cipolla bianca tritata finemente. Aggiungiamo la passata di pomodoro e ci aggiungiamo alcune cozze chiuse che daranno subito un forte sapore al sugo. Allunghiamo con dell’acqua e aggiustiamo di sale, lasciamo che cuocia a fuoco basso per qualche minuto. Spegniamo così la fiamma ed aggiungiamo le cozze ripiene facendo attenzione a riporle tutte nello stesso verso in maniera concentrica dall’esterno verso l’interno (la foto è molto chiara), allunghiamo con altra acqua se necessario, aggiustiamo di sale, e copriamo il tegame con un coperchio. Le cozze cuoceranno a fuco basso e dopo un quarto d’ora, venti minuti al massimo saranno belle che pronte! Un consiglio. Non abbiate fretta! Toglietele dal fuoco e lasciatele raffreddare, le mitiche cozze ripiene si godono appieno tiepide con un immancabile scarpetta finale!
Spaghetti veloci alle vongole giuste
Vongole giuste! i lupini
Innanzitutto una precisazione: ci sono vongole e vongole! Spesso, quando venite a pranzo o cena da noi (o in altri luoghi) e ordinate un primo alle vongole vi aspettate che queste siano grosse e succulente. Legittimo. Poi, però, vi trovate davanti a un piatto di spaghetti ai lupini di mare. Tragedia! I lupini sono più piccoli, hanno un sapore diverso e non sono quello che vi aspettavate! Ebbene, cari amici, non dovete disperarvi perché quello è il piatto indicato sul menù e quindi quello che avete scelto. Vado a chiarirvi il disguido tornando sul concetto di Vongola. Quanti tipi di vongola con questo nome conoscete? Credete che ci sia un'unica e universale vongola da spaghettata? Beh vi sbagliate! Le specie di molluschi bivalvi, della famiglia delle Veneridae (Rafinesque 1815) che si richiamano a questo nome comune, sono diverse, ben 13! Restringiamo tuttavia il campo di analisi: delle varie tipologie presenti sul mercato solo una non è definita da altra accezione che vongola, il lupino Dosinia exoleta (Linnaeus 1758). Mentre la vongola di maggiori dimensioni, più diffusa e più conosciuta dal consumatore è la vongola Verace Venerupis decussata (Linnaeus 1758). In realtà nemmeno questa riduzione delle vongole a due casi è corretta. Si deve perciò tirare in ballo una terza specie che, difatti, ha occupato prepotentemente il posto della varietà Verace: una tipologia asiatica conosciuta come vongola verace ma il cui vero nome è finta vongola verace, Venerupis philippinarum (A. Adams & Reeve 1850). Questa qualità di vongole è molto diffusa nei mari italiani e ricopre una fetta importante del mercato. Di conseguenza quelle che voi vi aspettate nel piatto e che siete convinti siano vongole veraci, in realtà sono finte vongole veraci.
Chiarito questa possibile incomprensione, possiamo passare agli ingredienti:
Di cosa abbiamo bisogno:
Spaghetti
Vongole della qualità lupini in base al numero dei commensali.
Diversi spicchi di aglio in camicia
Olio extravergine d’oliva
Del vino bianco
Peperoncino secco
Prezzemolo
Procedimento
Diciamolo pure: questo non è un piatto difficile e molto veloce. La parte più lunga di questo piatto è solamente quella a monte: dopo aver acquistato le vongole lasciarle per un paio d’ore in acqua di mare (se avete la fortuna di vivere al mare, assicurandovi che sia pulita), oppure in acqua potabile salata artificialmente con del sale da cucina. Togliete così le vongole dall’acqua di depurazione e lavatele accuratamente e riponetele in una casseruola aggiungendovi dell’acqua (un paio di mestoli) e coprendole con il coperchio, a fuoco alto. Dopo qualche minuto tutte le vongole si saranno aperte. In una pentola bassa con manico, invece, versate abbondante olio extravergine d’oliva e qualche testa d’aglio in camicia per il soffritto. A fuoco alto lasciate imbiondire l’aglio che va rimosso poco prima di aggiungere al soffritto le vongole aperte in precedenza. Di seguito versate il vino bianco e lasciate sfumare. Sfumato il vino aggiungete alle vongole l’acqua di cottura ottenuta in precedenza dalle vongole facendo attenzione perché spesso salata (è acqua di mare contenuta nelle vongole) e dosandola in pari quantità ad acqua potabile fino a coprire le vongole. Lasciate che le vongole cuociano per al massimo 10 minuti aggiungendo a piacere del peperoncino secco.
“Buttate la pasta” e spegnete il fuoco sotto i lupini. In contemporanea stappate una bottiglia di Bombino bianco e in attesa che la pasta si cuocia e bevetene in compagnia. Ovviamente la pasta dovrà essere scolata al dente e saltata con le vongole, allungando se necessario con dell’acqua di cottura. Spolverata di prezzemolo, ancora un po’ di peperoncino in grani se gradite e sporzionate! Buon appetito!
Varianti? Uno spaghetto alle vongole con aggiunta di pomodorini freschi al soffritto non si disdegna mai (le false vongole veraci si prestano meglio a mio modesto giudizio), se invece siete sofisticati e andate a funghi (o li comprate al mercato spacciandoli per appena raccolti), beh i porcini sono un ottimo accostamento. Vanno aggiunti sempre al soffritto e anche una pasta fresca si presta molto bene!
Grigliata di pesce del trabucco. suggerimenti? procuratevi del prodotto di prima qualità, della pezzatura più piccola che trovate per poter controllare al meglio la cottura che sarà molto veloce!
Scampi delle Isole Tremiti agli agrumi IGP del Gargano
Piatto di grande semplicità, veloce da preparare e di sicuro effetto nella presentazione. Gli agrumi del Gargano danno molta importanza alla polpa degli scampi, senza coprirne il sapore. Sprigionando una grande componente aromatica che all’olfatto sorprende ancor prima del gusto. Gli scampi, come tutti i crostacei di piccole dimensioni sono molto versatili in cucina, sopratutto perché richiedono tempi di cottura relativamente brevi e (se freschi) sono una sicurezza, anche sgusciati crudi e serviti tal quali. Per questo piatto sI possono utilizzare anche le Mazzancolle o i Gameberi rossi di Gallipoli, avendo cura però di utiizzarli entrambi sgusciati, ma integri di testa e e coda.
Ingredienti
Scampi di medie dimensioni
scorza di Limone Femminello e arancia del Gargano IGP
Olio extravergine d'oliva
Un calice di vino bianco
Uno spicchio d'aglio
Origano marino essiccato
Qualità prima di tutto!
Per prima cosa assicurarsi che gli scampi siano di buona qualità e che siano freschi. L'annerimento della porzione inferiore della testa o della coda è dovuto al normale inbrunimento enzimatico e può essere velocizzato da un errata conservazione del prodotto. Oggi agli scampi, sia freschi che congelati sono aggiunti solfiti e conservanti per rallentare il processo, di conseguenza scampi di qualità non dovrebbero presentare alcuna alterazione. Diffidate inoltre di scampi ad un prezzo scontato o abbordabile...la qualità infatti si paga! ( scampi di prima qualità possono arrivare anche a più di 25 euro al kg ). Gli scampi decongelati che trovate di norma al banco pesce a volte presentano una forte componente olfattiva ammoniacale per via della degradazione enzimatica e batterica delle proteine e degli amminoacidi liberi presenti nel prodotto.
Procedimento
alici e sardine appena pescate pronte per essere fritte!