Il mondo dell'emozione pretende di valorizzare l'individuo, ma lo priva in realtà della sua autonomia, del suo libero arbitrio, minando ciò che gli permette di scegliere, decidere, conoscere, a favore del bisogno imperioso di «provare» e «sentire», affidandosi poi a questo sentire per agire nella società. [...] Il predominio dell'emozione altera lo spazio pubblico favorendo lo sviluppo di una forma di relativismo che isola l'individuo nella sua sfera intima. La sopravvalutazione di sé e del proprio sentire ha un effetto deflagrante sul dialogo civile. Paradossalmente, proprio nel momento in cui si reclama con toni accortati il rispetto delle sensibilità individuali, gli individui sono costantemente sollecitati a oltrepassare i limiti, a spostare il confine naturale della decenza.
Anne-Cècile Robert, La strategia dell’emozione, trad. di Andrea Libero Carbone, Elèuthera 2019, p. 155 e 156.













