“In quel buio provai molte volte ad allungare la mano. Le mie dita però non incontravano niente. Quella piccola luce era sempre un po’ più avanti delle mie dita.”
— Haruki Murakami, Norwegian Woods
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“In quel buio provai molte volte ad allungare la mano. Le mie dita però non incontravano niente. Quella piccola luce era sempre un po’ più avanti delle mie dita.”
— Haruki Murakami, Norwegian Woods
“Non si dimentica niente, le cose cambiano solo posto ma rimane tutto dentro.”
- Sigmund Freud
Cambiò l’olio alla lampada, l’accese, l’appese fuori la porta del faro e tornò dentro. Tirava vento ed il mare era inquieto. Oliver prese la sua pipa e aspirò a pieni polmoni. Aveva novant'anni il signor Oliver o forse ottantanove, chissà, ogni volta mi diceva un’età diversa. Non era famoso o conosciuto, era un uomo normale, con una vita normale e non sarebbe comparso in nessun libro di storia una volta scomparso. Aveva vissuto al vecchio faro fin da piccolo con i suoi genitori e dopo averlo ereditato, continuò a viverci con sua moglie Eleti. - “Non è burbero o cattivo, è solo mareopatico” ripeteva Eleti alla gente. “Mareopatico” sussurravo fra me e me ogni volta, sorridendo. Stranamente quella sera Oliver era calmo, fuori c’era una tempesta e lui fumava la sua pipa vicino alla libreria del sottoscala. Ogni tanto guardava dalla finestra e bisbigliava: “Speriamo che la veda, ora torna, adesso torna.” - “Torna chi signor Oliver?” Rabbuiato, Oliver non rispose. - “Questo faro, quanti giovani ha illuminato questo faro. Avrò avuto la tua età sai, quando conobbi Eleti. La vidi proprio nella spiaggia qui di fronte, lei voleva un posto tranquillo in cui pensare ed io come ogni sera dopo cena guardavo fuori la finestra. Pensavo sentisse freddo, così mi presentai da lei con una coperta, mi avrà preso per pazzo.” Respirò piano, chiuse gli occhi. - “Dopo avermi ringraziato” – riprese- “mi chiese se volessi sedermi lì con lei ed iniziammo a parlare. Le nostre nottate le cominciammo a passare in quella spiaggia, ad un passo dal mare e tre da casa mia, tra le sue risate ed i miei brividi di freddo. Ci innamorammo fra un’onda e l’altra. La luce del faro quando facemmo l’amore la prima volta accecò e portò via il nostro imbarazzo.” Tossì. - “Non pensa che le faccia male fumare la pipa alla sua età?” Si alzò dalla poltrona, uscì fuori la porta e si assicurò che la lampada brillasse ancora nelle intemperie. - “Se c’è una cosa che Eleti mi ha insegnato è l’importanza di dire sì. Ormai siete tutti abituati a discorsi ridondanti e frasi dal duplice significato, infatti avete perso la capacità di sbalordirvi davanti ad una parola così semplice. Sì, aver paura che scostandole i capelli si spostasse anche il mio cuore, è amore. Sì, pensavo di essere completo prima di conoscerla ma lei mi ha dimostrato che la completezza l’ho raggiunta solo dopo averla incontrata. Sì, non pensavo di poter conoscere un'altra parte di me con lei; lasciarsi amare è come lasciarsi portare dal mare, alla deriva. Sì, lasciar modellare il proprio carattere e addolcire gli spigoli è amore per sé stessi e per l’altra persona. Il miglior modo per amare è rispettare gli spazi altrui, anche se vorresti essere solo te ad occuparli. Sì, quando corro sugli scogli sto attento e sì vado piano con la macchina quando torno da lavoro. Sì, non smetterò mai di guardarti con gli occhi con cui ti ho guardato la prima volta. Sì, non farà mai così caldo da dormire troppo distanti dal letto e sì, ti porto il caffè in camera, anche se non è granché quello che faccio.” Prese una lunga pausa, mi guardò. -“Sì, ti amerò anche quando non potrò più fartelo sapere.” Disse alla fine. Aveva novant'anni il signor Oliver o forse ottantanove, chissà, ogni volta mi diceva un’età diversa. Non era famoso o conosciuto, era un uomo normale, con una vita normale e non sarebbe comparso in nessun libro di storia una volta scomparso. Per una cosa però tutti lo avrebbero ricordato: l’infinito ed eterno amore che provò per la sua Eleti, caduta da uno scoglio anni prima e portata via da quel mare che per lungo tempo aveva accompagnato il suo amore. Ogni sera da quel giorno, il signor Oliver mette fuori una lampada ad olio. -“Chissà forse è troppo buio, magari vede meglio la strada verso il faro, magari torna.” Elia M. (-via daem-on)
“I segreti sono spazi di intimità da preservare, nascondigli per azioni incoerenti, fughe, sguardi, libertà particolari, il trucco che nasconde l’evidenza, pozze in cui saltare a piedi scalzi, regali senza mittente, errori, vendette. Persone amate. Chi non ha qualcosa da nascondere, ha almeno una verità da raccontare. E la verità, a volte, è il più grande di tutti i segreti.”
- Paola Cereda
“Stare lontano da lui era come volersi allontanare dalla riva, prendere il largo e sperare di non trovare più il mare.” — manuela g.
Mi hai amato quando non c'ero
ed ora che sono qui non mi ami più.
Di me hai amato la mia assenza.
Conosco un paio di coppie che funzionano. Ma funzionano sul serio, nel senso che vedi due persone felici, che condividono tutto, dalle preoccupazioni per il conto in banca al tovagliolo a tavola, pur mantenendo le rispettive identità, amicizie, passioni. Sono persone che vedi felici anche quando l’altro non c’è, perché sono risolte e piene anche nei giorni d’assenza. Persone che si amano e che ridono molto, che vivono una vita insieme continuando a tifare l’uno per la vita dell’altro. Che non si sentono monche se l’altro non c’è, ma con un braccio in più se l’altro c’è. Io la felicità l’ho vista lì. Il resto - ossessioni, ansie, struggimenti - sono robe che hanno a che fare con l’affanno. E l’amore felice non s’affanna. L’amore felice respira lentamente, a pieni polmoni. Avrei dovuto capirlo, quando mi credevo felice col fiato corto.
l'attrazione mentale che si trasforma in voler scopare con quella persona a tutte le ore
“Le cose, come le rose, fioriscono perché fioriscono. Oh, non che non ci si debba prendere cura delle cose. Con attenzione. E con amore. Ma è inutile prendersi cura di alcunchè, se prima non si è imparato a lasciar fare.”
— Sergio Givone - La favola delle cose ultime
Mariangela Gualtieri, Fuoco centrale.
A tutte le volte che, invece di stoppare il mondo, ho messo in pausa me.
Tu non sapevi. Mi credevi senza sentimenti, senza un briciolo di cuore, con il solo ghiaccio a congelarmi le vene.
Non era così. Il mio cuore batteva solo piano, più del normale, per paura di essere sentito, per paura di essere scheggiato.
Con il tempo ci si costruisce attorno una corazza, il metallo è freddo e a volte, emanare i propri sentimenti da sotto di esso diventa difficile.
Giulia Pollastrelli @areyoulookingatme
Da adesso non importa più chi siamo stati, ma chi sceglieremo di essere. Le strade che intraprenderemo saranno separate e non ci saranno più parole di conforto, se cadremo ci sbucceremo le nostre mani, se ci rialzeremo lo faremo con le nostre gambe. L’unica cosa che condivideremo sarà la consapevolezza di riuscire a farcela anche da soli.
21 agosto 2018
Giulia Pollastrelli @areyoulookingatme
Alfred Hitchcock
La verità è che nessuno è mai del tutto pronto, non esiste il “momento giusto”. Viene un momento in cui uno semplicemente spera nel meglio, si tappa il naso e si tuffa nell’abisso.
Clarissa P. Estés
Isabella Leardini