Voglio sapere di solito a che ora ti svegli, come prendi il caffe e se ci metti il latte oppure no.
Quante ore al giorno ti metti a pensare al futuro, che mi sembri uno che ci pensa parecchio, ma che comunque spera tanto che arrivi perché il presente gli sta stretto.
Voglio sapere di te, quali libri hai letto e che sensazioni ti hanno lasciato.
E che ricordi ami e che ricordi disprezzi, di tutti quelli immensi che ti tieni dentro e pesano parecchio.
Voglio sapere se ti piace il mare, perché un giorno che c'è il sole ti ci vorrei portare e guardarti mentre i capelli ti si fanno un po’ biondi alla luce, e te li sposti e il vento te li fa ribelli e tu non lo senti, ma sei più bello di tutto il mare che c'è intorno.
Voglio scoprire cosa ti ha fatto male, cosa ti ha fatto bene, che cosa ti ha aiutato a guarire e le tue ossessioni combattive.
Dove la trovi la poesia che ti serve per sognare e se sogni, che sogni fai.
Voglio sapere ogni quanto pensi che è meglio se ti arrendi, però poi ci ripensi e ricominci a credere che ce la puoi fare.
Che cosa ti distrae, dove ti piace perdere gli occhi, come ti senti prima di dormire, se felice, o incompleto, oppure terribilmente solo.
Che io ti vorrei riempire i vuoti che hai dentro, come si riempiono le strade d'acqua quando si allagano.
Voglio conoscere ogni tuoi sbaglio e come porti i capelli quando stai in casa, e cosa senti se ti guardi allo specchio che io, fossi il tuo specchio, ti direi ogni secondo di restare come sei.
Perché come te non ce n'è ed è un peccato, veramente un peccato che tu non l'abbia mai immaginato.
Voglio conoscere tutto di te.
È così che mi sento quando ti guardo, come davanti a un quadro che ti fa sentire a mezz'aria, rimbambito, estasiato, ma che non sai bene da dove proviene, chi l'ha dipinto e perché, e invece vorresti proprio di si.