“Certe cose si sanno e non ha nessun senso chiedersi il perché.”
— Niccolò Ammaniti
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“Certe cose si sanno e non ha nessun senso chiedersi il perché.”
— Niccolò Ammaniti
Blog per chi ama arte, letteratura, libri, aforismi, musica, fotografia, cinema, teatro, testi, radio, danza, storie di vita e altro
Secondo alcuni studi la mente registra la nostra esistenza su due nastri. Il primo, quello della memoria a breve termine, custodisce le cose che ci aiutano a districarci nel presente (dove stanno le chiavi, in quale cassetto teniamo l'aspirina, qual è il civico del dentista) e come si forma, scompare. Il secondo, quello della memoria a lungo termine, trattiene le cose profonde, essenziali, che ci toccano e ci determinano in quanto individui e hanno a che fare con le emozioni: lo scodinzolare festoso del nostro cane, la morte di una persona cara. Queste due categorie di ricordi vengono elaborate in parti diverse del nostro encefalo. Nell'ippocampo memorizziamo le password, nella corteccia imprimiamo il primo bacio.
Niccolò Ammaniti - La vita intima
Artist Andy Warhol
Ci eravamo abituati a non essere più noi stessi. La nostra rabbia cresceva, ma i giorni correvano veloci e il bisogno di sopravvivere la trasformava in qualcosa di debole e sfibrato. Simile alla malinconia, diventava la nostra rabbia, non esplodeva mai.
Resto qui, Marco Balzano.
Le parole non potevano niente contro i muri che aveva alzato il silenzio. Parlavano solo di quello che non c’era più. Tanto valeva che non ne rimanesse traccia.
- Resto qui, Marco Balzano
Non era più niente di quello che voleva essere e la vita, quando non la riconosci, ti stanca in fretta.
- Resto qui, Marco Balzano
Sembrava in quei giorni che le parole potessero smuovere le montagne. Che l’errore più grosso fosse stato non interrogarle, non cercarle, non farle parlare prima. Le parole.
- Resto qui, Marco Balzano
“Mi sentivo selvatica e sempre avida di solitudine.”
— Marco Balzano, Resto qui
Gli innamorati non perdono tempo a scrivere “ti voglio bene”, mandano una sigla, tvb. E se si vuole far partecipi gli amici di un dolore o di una gioia, basta inviare loro il disegnino che mostra un faccino triste o sorridente. L’omologazione assoluta. Spero che i poeti, gli scrittori, gli artisti, gli scienziati continuino a scrivere lunghe lettere agli amici, ai colleghi, alle loro donne. Altrimenti i nostri posteri non capiranno nulla dei nostri sentimenti, di com’eravamo.
Andrea Camilleri - Segnali di fumo
“Io sono stato felice per pochi attimi e per cose inspiegabili.”
— Andrea Camilleri.
“Com’era possibile che l’era della comunicazione globale, che l’era indove tutte le frontiere culturali, linguistiche, geografiche ed economiche erano state scancillate dalla faccia della terra, che questo spazio immenso avissi provocato ‘na moltitudini di solitudini, ‘n’infinità di solitudini ‘n comunicazioni tra di loro, sì, ma sempre in assoluta solitudini?”
— Andrea Camilleri, La rete di protezione
"Diventare. Era un verbo che mi aveva sempre ossessionata, ma me ne accorsi per la prima volta solo in quella circostanza. Io volevo diventare, anche se non avevo mai saputo cosa. Ed ero diventata, questo era certo, ma senza un oggetto, senza una vera passione, senza un'ambizione determinata. Ero voluta diventare qualcosa - ecco il punto - solo perchè temevo che Lila diventasse chissà chi e io restassi indietro. Il mio diventare era diventare entro la sua scia. Dovevo ricominciare a diventare, ma per me, da adulta, senza di lei"
- Lenù
Tratto da Storia di chi fugge e di chi resta
il-pipistrelloh
“Sono morta pure io, morta qui dentro, una morte più insopportabile della morte vera che è morte senza sentimento, mentre questa morte qui ti costringe ogni giorno a sentire ogni cosa, a svegliarti, a lavarti, a vestirti, a mangiare e bere, a lavorare.”
— Elena Ferrante
Spesso mi vengono dei gran malumori e ogni cosa che vedo o penso mi deprime. Sembra che tutto provi che il mondo è un posto di merda e non fa che peggiorare.
Un giorno questo dolore ti sarà utile - Peter Cameron
“Non era solo il mio corpo a sentirsi nel posto sbagliato. Era lo stesso per la mia mente, il mio cuore, il mio spirito, tutto: ero completamente fuori asse, come un tassello incuneato a forza dentro un incastro che non è il suo.”
—
"Adesso sono io che vado lontano. E non sarà vicino a te che morirò. Addio, mio piccolo signore, che sognavi i treni e sapevi dov'era l'infinito. Tutto quel che c'era io l'ho visto, guardando te. E sono stata ovunque, stando con te. È una cosa che non riuscirò a spiegare mai a nessuno. Ma è così. Me la porterò dietro, e sarà il mio segreto più bello."
-Castelli di rabbia, Alessandro Baricco.
Aveva quella bellezza di cui solo i vinti sono capaci. E la limpidezza delle cose deboli. E la solitudine, perfetta, di ciò che si è perduto.
Alessandro Baricco, da “Oceano mare"