“Per me, è una disgrazia. Una disgrazia tutti sanno cos’è. È una cosa che lascia senza difesa. Ebbene, per me è una disgrazia.”
— Lo straniero, Albert Camus

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“Per me, è una disgrazia. Una disgrazia tutti sanno cos’è. È una cosa che lascia senza difesa. Ebbene, per me è una disgrazia.”
— Lo straniero, Albert Camus
"La stanchezza è la migliore amica della libertà. Uno passa la vita a credere che la volontà, l’applicazione, la determinazione di carattere possano avvicinare alla libertà. Manco per il cazzo. Solo la stanchezza ti porta in quella famosa stanza senza pareti, la libertà. Solo stanco di tutto puoi finalmente dire: no non vengo. Non partecipo. No, no e ancora no. La libertà è dire sempre no."
Paolo Sorrentino - Hanno tutti ragione
"Le mattine peggiori, coi pavimenti freddi e le finestre calde, e la luce senza pietà - la certezza dell'anima che il giorno non dovrà essere attraversato ma scalato verticalmente, e andare a dormire alla fine della giornata sarà come cadere da un punto molto in alto, a strapiombo."
(David Foster Wallace, Infinite Jest)
“Nei sogni della notte i cattivi chiedono perdono ed i buoni uccidono. Sarebbe bello durare quanto i racconti che abbiamo ascoltato e che raccontiamo. Ma loro dureranno più di noi. E anche se il vento ci soffia contro, abbiamo sempre mangiato pane e tempesta, e passeremo anche questa.”
— Stefano Benni, Pane e tempesta
«Non è la nostra tempra che è cosí forte, Marco, è il cuore. Il nostro cuore è fortissimo. È forte perché aspetta sempre. Cosa aspetti, non si sa. Ma è dotato di un'infinita pazienza. Tutto il resto in noi è tanto fragile. Abbiamo lo stomaco delicato, la pelle delicata, il palato sensibile, i nervi fragili. Abbiamo insonnie, tremiti, incubi, sudori notturni. Ma il cuore non ha mai niente. È sanissimo. Ingoia tutto, manda giú tutto, i distacchi, la solitudine, i veleni, i pensieri angosciosi, gli anni orribili. È il cuore che è forte, Marco, è il cuore ».
Natalia Ginzburg
«Non è la nostra tempra che è cosí forte, Marco, è il cuore. Il nostro cuore è fortissimo. È forte perché aspetta sempre. Cosa aspetti, non si sa. Ma è dotato di un'infinita pazienza. Tutto il resto in noi è tanto fragile. Abbiamo lo stomaco delicato, la pelle delicata, il palato sensibile, i nervi fragili. Abbiamo insonnie, tremiti, incubi, sudori notturni. Ma il cuore non ha mai niente. È sanissimo. Ingoia tutto, manda giú tutto, i distacchi, la solitudine, i veleni, i pensieri angosciosi, gli anni orribili. È il cuore che è forte, Marco, è il cuore ».
Natalia Ginzburg
Come Penelope, continuiamo a tessere le relazioni con il filo delle stesse tensioni drammatiche. Nel buio spaesato o nel chiaroscuro consapevole, sabotiamo spesso la nostra tessitura, imprigionati dai fili piú forti di un telaio piú antico.
Vittorio Lingiardi (2025), Farsi male (p.78). Einaudi
Io non amo, non so amare nulla veramente, fino in fondo, cioè senza fondo - a parte la mia anima, che trabocca e si riversa per tutta la terra e oltre i suoi confini. In tutto - in ogni persona e sentimento - io sto stretta, come in ogni stanza: di una tana o di un castello.
Marina Cvetaeva, da Il paese dell'anima. Lettere 1909-1925
“Se solo i nostri occhi non fossero visibili agli altri, pensa. Se solo si potessero nascondere i propri occhi al mondo.”
Hang Khan - La vegetariana
Il punto è che, a partire dall'età della ragione, questa futura madre odiava se stessa. Nella vita prendeva tutto con apprensione, come se ogni occasione o opportunità fossero una specie di esame tremendamente importante che lei era stata troppo pigra o stupida per preparare come si deve. Era come se fosse necessario ottenere il massimo dei voti a ciascuno di questi esami per evitare una punizione catastrofica. Tutto la terrorizzava, e la terrorizzava darlo a vedere.
David Foster Wallace, Brevi interviste con uomini schifosi
Wildness Before Something Sublime Leila Chatti
Mary Oliver, from “Straight Talk from Fox”, Red Bird
Oh God, I’m so tired. 6 July, 1927 The Letters of Vita Sackville-West to Virginia Woolf (1924-1941)
Salvatore Toma
“Tutto ho raccolto di te: briciole, frammenti, polvere, tracce, supposizioni, accenti restati in voci altrui, qualche grano di sabbia, una conchiglia, il tuo passato immaginato da me, il nostro supposto futuro, ciò che avrei voluto da te, ciò che mi avevi promesso, i miei sogni infantili, certe sciocche rime della mia giovinezza, un papavero sul ciglio di una strada polverosa.”
— Antonio Tabucchi (via il-colore-del-vento)
““Eravamo seduti in fondo al caffè, quasi soli; io lo lasciavo parlare, ma ogni tanto gli riempivo il bicchiere di birra. Quasi non ricordo ciò che mi disse, credo che in fondo fossero sempre le stesse cose. Mi è rimasta una frase: «La tengo qui », e il gesto di puntarsi l'indice contro il petto come se volesse indicare un dolore o una medaglia.””
— J. Cortazàr