Ci vuole troppo tempo a trovare gente con la quale vivere le mie idee e, cosi, me le vivo da solo.
Fabrizio De Andrè

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Ci vuole troppo tempo a trovare gente con la quale vivere le mie idee e, cosi, me le vivo da solo.
Fabrizio De Andrè
Secondo disegno grafico: Amarsi
“Ma contro la paura
Ti aiuterò
Perché la mia gioia di vivere
È ancora lo splendore dei tuoi occhi”
Erich Fried, “È QUEL CHE È”
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“Ma è davvero possibile conoscere gli altri? Soltanto la nostra versione di essi, la quale, che si voglia o no, è una mera emanazione di noi stessi.”
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Spegnere le luci e guardare il mondo di tanto in tanto, Virginia Woolf
“(…) ci lasciammo senza esserci capiti. Come di solito capita a questo mondo nessuno comprende facilmente l'altro.”
— Goethe - I dolori del giovane Werther
Nuoto a dorso tra le fotografie Ci somigliamo ancora molto
Ce l’abbiamo fatta Stefano. 12 anni ad alcuni carnefici del tuo presente e del tuo corpo. Una lotta alla ricerca di giustizia in un paese che ha demonizzato il tuo corpo, la storia e i tuoi fantasmi. La demagogia squallida di alcuni ed alcune rappresentati del popolo italiano, una sorella che non ha fatto un passo indietro. Il sistema carcere che uccide e che tomba dietro a sbarre anime e speranze. A tutt* coloro che non hanno trovato pace. A tutt* coloro che ancora oggi lottano contro il sistema carcerario. Una carezza a te, Stefano. Ciao ragazzo.
www.militanzagrafica.it
Birkenau, Polonia. 7 marzo 2022.
A Birkenau il vento soffia forte. Fa freddo e c’è un silenzio sepolcrale. Quante vite massacrate nel campo di concentramento, di sterminio, costruito durante la seconda guerra mondiale dai nazisti. Siamo vicino katowice, a circa 60km da Cracovia, nel secondo sito di Auschwitz. Hitler voleva eliminare le impurità dal popolo tedesco, sognava la sopravvivenza di un’unica razza umana, la razza ariana, la razza considerata superiore. Iniziò dunque una lunga caccia agli ebrei, ma non solo, i quali vennero catturati e deportati in Polonia per essere poi sterminati in massa. Camere a gas, il muro delle fucilazioni, malnutrizione, maltrattamento e violenze, abusi, lavori forzati “l’ ARBEIT MACHT FREI” il lavoro che rende libero scritto sui cancelli di entrata ad Auschwitz. La sofferenza e la morte. Dal campo venivano riprese immagini di giovialità, di allegria nel sovversivo tentativo di correggere l’opinione che i più avevano sui lager, per propaganda .
Sono passati tanti anni dall’Olocausto, ma non troppi, perché oggi in Polonia si vive un avvenimento di svilimento simile. In migliaia sono i profughi che dall’Ucraina trovano rifugio in questa terra, fino a ieri un campo di sterminio, oggi un rifugio non molto lontano dalla guerra che si combatte a poche centinaia di kilometri. Ieri Hitler voleva scindere la razza ariana da quella ritenuta inferiore, oggi Putin vuole unire due popoli che non dovevano mai separarsi: russi e ucraini. Ma come all’epoca del terzo Reich, anche oggi la questione non è solo di razza. Interessi sociali, ambizioni di espansionismo territoriale ed economico, sete di potere e supremazia risiedono alla base dello sterminio a cui tutti assistiamo in diretta dalle nostre case. Anche Putin ha cercato di manipolare le immagini che andavano in onda nelle televisioni russe. Per fortuna abbiamo Anonymus e la globalizzazione con sui pro e contro fa cadere i muri di gesso, i veli e le maschere. Quanti bambini, donne, padri, ragazzi stanno morendo? Migliaia! Stesso scenario, stessa ferocia. La storia si ripete. Si ripeterà all’infinito fino a quando tutti, dal primo all’ultimo, non avranno fatto tesoro degli orrori del passato che sono destinati a tornare. Le nostre democrazie, le nostre libertà, la nostra pace non sono tanto scontate.
Partecipate tutti alla vita politica, interessatevi, istruitevi, combattete per i diritti sempre, anche quando sembra che siano stati conquistati appieno. Non vivete distrattamente il presente, ma siate vigili, orgogliosi e onorati di ciò che avete, difendetelo sempre, ma soprattutto abborrite la guerra in ogni sua forma, mettete giù le armi, perché no, non siamo migliori del passato, non persuadiamoci di esserlo per gli sviluppi tecnologici che abbiamo raggiunto, siamo rimasti lì, siamo rimasti qui, a Birkenau.
Si gela di più.
Quante canzoni non sono ancora state scritte, dimmi cuculo, cantamelo. Dove dovrei vivere? In una città o in un paesino? Giacere come una pietra o bruciare come una stella? Una stella....
Adesso il mio palmo è diventato un pugno.
если есть бог, пусть все это прекратится. А Путин .. сумасшедший преступник....
just my best adele singing one of my fav songs ever
The lyrics is deep, meaningful and very well thought out.
I drink wine
"Non usare il tuo corpo per attirare attenzioni, troverai solo persone disposte ad usarlo. Ricopriti di aculei e toglili solo a chi ti vuole per quello che sei dentro, non per il tuo corpo."
- L'eleganza del riccio
“Nasciamo soli, viviamo soli, moriamo soli. Solo attraverso i nostri amori e l'amicizia si può creare l'illusione, per un momento, di non essere soli.”
— Orson Welles
Il teatro sociale di Cechov: La Corista
Con leggerezza pensami, con leggerezza dimenticami.
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Marina Cvetaeva / Il paese dell’anima
La Strada - Giugno 2021
Primo disegno grafico
[..farsi scegliere dalla dimenticanza, come prima dall’amore, dal mestiere, dalla vocazione, come ancora prima dalla vita, dalla vita sbilenca, da una vita a forma di tavolo dalle gambe segate..] -Clouddep
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La Strada, Giugno 2021 #grafica #disegno #graphicdesign
e io che avevo paura di farti male non mi rendevo conto di quanto tu ne stavi facendo a me
“Credo nel Grande Amore.
Ma parlo, e frequento gente, come se non ci credessi.
Non nutro aspettative frivole sulle storie d'amore. Non sto cercando qualcuno che mi faccia perdere la testa. Sono una di quelle rare (e forse leggermente ciniche) persone a cui piace sul serio la cultura dell'incontro casuale e che sono felici di vivere in un'era dove la monogamia non è necessariamente la norma.
Ma credo nel grande amore perché l'ho vissuto.
Ho vissuto quell'amore forte. Quell'amore totalizzante. Quel "non posso credere che un amore simile esista nel mondo reale".
Quel tipo di amore che esplode in un incendio incontrollabile, poi si riduce in braci e brucia in modo discreto e tranquillo per anni. Quel tipo di amore a cui si dedicano romanzi e sinfonie. Quel tipo di amore che t'insegna molto più di quanto credessi di poter mai imparare e ti restituisce molto più di quello che prende.
È "l'amore della tua vita".
E credo che funzioni così:
Se sei fortunato, riesci a incontrare l'amore della tua vita. Riesci a stare con quella persona, imparare da lei, darle tutto te stesso e permettere alla sua influenza di cambiarti in modi imperscrutabili. È un'esperienza unica su questa terra.
Ma ecco quello che le favole non ti diranno: a volte incontriamo l'amore della nostra vita, ma non riusciamo a tenerlo al nostro fianco per sempre. Non arriviamo a sposarci, a passare i nostri anni uno accanto all'altro, a tenerci per mano sul letto di morte dopo una vita felice, vissuta insieme.
Non riusciamo sempre a tenerci stretto l'amore della nostra vita perché, nel mondo reale, l'amore non vince tutto. Non appiana differenze inconciliabili, non trionfa sulle malattie, non concilia le discrepanze religiose, non ci salva da noi stessi quando stiamo deviando.
Non riusciamo a tenerci stretto l'amore della nostra vita perché, a volte, l'amore non basta. A volte tu vuoi una piccola casa in campagna e tre bambini, mentre lui (o lei) vuole una carriera frenetica in città. A volte tu vedi davanti a te un mondo intero da esplorare, mentre l'altro ha paura di avventurarsi fuori dal suo orticello. A volte si coltivano sogni più grandi.
A volte la scelta più importante, più amorevole da fare è lasciar andare.
Altre volte, semplicemente, non hai scelta.
Ma c'è un'altra cosa che non ti diranno sull'amore della tua vita: non avere il vostro lieto fine non sminuisce il suo valore.
In un anno una persona può amarti più di quanto altri possano fare in cinquanta. In un solo giorno, una persona può insegnarti più di quanto altre potranno mai insegnarti in una vita intera.
Alcune persone entrano nella nostra vita per un determinato periodo di tempo, ma con un impatto che nessun altro potrà mai eguagliare o sostituire.
E chi siamo noi per non definire queste persone "gli amori della nostra vita?"
Chi siamo noi per minimizzarne il valore, per riscrivere il loro ricordo, per alterare il modo in cui ci hanno cambiato in meglio soltanto perché abbiamo preso strade diverse? Chi siamo noi per decidere che dobbiamo assolutamente rimpiazzarli, trovare un amore più grande, più forte, più ardente, da tenerci stretto per tutta la vita?
Forse dobbiamo solo essere grati per aver incontrato queste persone.
Per averle amate. Per aver imparato da loro. Perché, dopo averle incontrate, la nostra vita si è come ampliata, è migliorata.
Conoscere e lasciar andare il grande amore non deve per forza diventare l'unica e più grave tragedia della nostra vita.
Se lo permettiamo, può diventare la nostra fortuna più grande.
In fin dei conti ci sono persone che non lo incontrano neanche, il grande amore”
Heide Priebe per HuffPostUsa