Mi capita spesso tra le mani la sensazione di parlare una lingua diversa da quella della gente che mi circonda. Sembrano essere tutti fermi, immobili su di un palco, a recitare una scena infinita, insulsa, grottesca, tipica di un copione scritto male ma abbastanza commerciale. È tutta finzione. Ed io che mi rifiuto di prender parte a questa commedia in realtà parlo una lingua diversa, difficile da comprendere, da accettare, da imparare. Soltanto da escludere. Chissà se prima o poi tornerà di moda l’autenticità dei sentimenti confinando per sempre l’apparire.