PapĂ , oggi sono nove anni da quando non sei piĂš qui con noi e in questi giorni mi scoppia la testa ogni volta che penso che mi hai lasciato ancora quindicenne, ma che tra cinque giorni ne spegnerò venticinque di candeline e tu non sei durato una vita, nemmeno un pezzo, nemmeno un poâ. Sei rimasto un ricordo giovane e felice, di quelli che ti tolgono il fiato quando ci pensi.
Sai papĂ , câè la me bambina perennemente insoddisfatta, mi chiede il perchĂŠ di tutta questa sofferenza, è da anni seduta sulle scale di casa ad aspettare che tu torni da lavoro e intanto piange perchĂŠ ha dimenticato il suono della tua risata, rivuole il suo papĂ e io non so cosa dirle, sento la sua paura ogni volta che realizza daccapo che dovrĂ stare senza te e mi verrebbe da abbracciarla, da dirle âce la faremo a crescere senza di lui e sarĂ tutto merito tuoâ ma so che non mi ascolterebbe, non riesciurei a calmarla e allora le dico che deve rassegnarsi, che la vita senza te avrĂ per sempre un sapore amaro e ci saranno giorni in cui avrĂ paura di vivere in un mondo in cui non esistono piĂš i tuoi abbracci, le tue carezze e i tuoi âamore mĂŹâ accompagnati da quei baci che pungevano le guance per colpa della barba, che sarĂ sempre difficile pensare al nostro papĂ che da piccole ci teneva sotto braccio e fischiettava la marcia nuziale, a quel papĂ che ne suoi, nostri, ricordi resta il piĂš grande di TUTTI. Al suo primo amore.
Al mio cielo, al mio papà che oggi mi manca ma so che è vicino a me: ti voglio bene, a chilometri di distanza o con il cielo a separarci.



















