top 5 horror movies
-having a job
-not having a job
-applying for jobs
-the job market
-the concept of working my whole life
Sweet Seals For You, Always
Claire Keane
Keni
Monterey Bay Aquarium
almost home
macklin celebrini has autism

oozey mess
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Cosimo Galluzzi

Kiana Khansmith
Lint Roller? I Barely Know Her
No title available
Doug Jones
KIROKAZE
One Nice Bug Per Day
taylor price
Fai_Ryy
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No title available
let's talk about Bridgerton tea, my ask is open

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@briicioledime
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my body is a machine that turns normal situations into psychological horror
Why does adulting suck ass?
In your 20s, you'll feel like you're losing the race. It's important to understand that there is no race.
here’s to all the things you survived quietly and privately this year
i’m very self aware. which unfortunately hasn’t solved anything
Art by Worry Lines
Vai bene così,
smettila di pensare sempre che non sei abbastanza.
- romyy999
Fregatene di cosa pensano gli altri,
è la tua vita non la loro.
- romyy999
Ricorda:
tu vali,
ce la puoi fare,
credi in te, anche se questo ostacolo ti sembra insuperabile o più grande di te,
riuscirai a trovare la strada giusta,
concediti di sbagliare.
- romyy999
“Smetti di definirti. Concediti tutte le possibilità di essere, cambia strada ogni volta che lo senti necessario.”
— Alejandro Jodorowsky (via anormalguywithabnormalmind)
Che poi scusa, ho passato esami universitari e fatto cose a tirocinio che erano indiscutibilmente più difficili di questo.
Niente può essere peggio di un orale di chimica organica o di uno scritto di biologia cellulare con un prof pazzo. O di una presentazione di oncologia molecolare sempre con lo stesso pazzo.
Ho praticamente portato avanti e concluso un progetto da sola con colleghi che mettevano i bastoni tra le ruote e un relatore narcisista patologico a drenarci il sangue dalle vene, cristo santo.
E mi preoccupo di non saper far funzionare una cassa. O di sembrare una scema.
Non sono una scema, nel mio settore. Nel resto devo solo ancora imparare.
E che cazzo.
Ecco, ora ho finito.
Mille pensieri per la testa.
E se deludessi le loro aspettative?
Se non riuscissi ad integrarmi, esattamente come l'ultima volta?
E se facessi figure di merda perché con gli anni sono sempre più socially awkward?
Se non riuscissi a capire come fare bene le cose che mi diranno di fare?
Se fossi troppo lenta ad imparare?
E se la situazione dell'ultima volta si ripresentasse perché il problema sono veramente io?
Se, se, se, se. Mi scoppia la testa.
Una volta riuscivo a ragionare oggettivamente e a districare razionalmente i miei pensieri, poi di colpo il mio cervello è regredito. Che sia normale dopo anni di masking selvaggio? Forse dovrei farmi diagnosticare, almeno poi tutto avrebbe un senso.
Potrebbero essere anche loro a deludere le mie di aspettative, non potrebbe essere altrettanto importante come pensiero? La loro opinione non vale più della mia.
E se invece trovassi una nuova famiglia? Se ci fosse qualcuno folle ed appassionato come me che porti serenità invece di oppressione?
Nessuno è nato sapendo già esattamente tutto ciò che deve fare e come farlo e mentre il mio compito è di chiedere ed ascoltare, il loro è di essere disponibili a spiegare. Io devo solo pensare a calmarmi, chiedere ed ascoltare.
Ognuno ha i suoi tempi ed imparare velocemente non è la normalità, come farlo lentamente non è un fallimento.
Non si può andare d'accordo sempre con tutti, ci sarà sempre qualcuno che la pensa diversamente e che te lo farà pesare perché magari non gli è stato insegnato come comportarsi civilmente. Se succedesse di nuovo come l'ultima volta, questo non fa di me un problema. Io mi sono messa in discussione, ho capito cosa avrei potuto migliorare in me e ci sto lavorando tutt'ora. A piccoli passi. Finché continuerò così, non sarò io il problema.
Questo è più che sufficiente. Quello che sto facendo è più che sufficiente. Non sta a me soddisfare le aspettative degli altri.
La vita non funziona a "tutto e subito". Si impara facendo, vivendo, provando, sbagliando, con il tempo.
Vivi a piccoli passi.
Give yourself some grace.
Oggi abbiamo giocato a palle di neve.
Quest'anno voglio imparare ad avere compassione per me stessa. Essere per me come io sono per le persone che amo.
Voglio imparare ad accettare le vie di mezzo. I piccoli passi.
Voglio imparare che il fallimento non è un dramma, soprattutto quando gli obiettivi sono irrealistici.
Voglio imparare ad essere più costante con le cose che so che mi farebbe bene fare, ma che spesso non faccio per la task paralysis.
Voglio imparare a smettere di paragonarmi ai successi degli altri e di avere paura di non essere all'altezza.
Dare pace a me stessa e vivere la vita un passo alla volta, perché nessuno arriva dove vuole senza tappe.