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John Frederick Kensett, Sunset on the Sea
Franco Battiato
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“Il mare è disponibile, non si nasconde, quando parli non interrompe. Col mare puoi piangere, urlare, bestemmiare, tirare pietre, lui non si spaventa. Continua ad andare avanti e indietro: ti cerca, non ti cerca, ti chiama, non ti chiama. Sarebbe bello imparare i segreti del mare. Il mare è immenso, è tutto. Al suo cospetto, non c’è pena che non sembri piccola. Davanti al mare ritrovi il tuo posto nel mondo e nel tempo, vedi quanto la vita è breve, col suo soffrire, e riesci a porti la domanda che ti fa piú paura. Il piú è fatto, poi si vedrà. Il mare ascolta le persone una per una e intanto continua ad andare e venire: ti tocca, non ti tocca, ti prende, non ti prende. Il mare aspetta, e appena il dolore ti è piú lieve ti distrae col vento freddo che si infila sotto al cappotto o col sole che brucia la pelle. E’ furbo. Inizia a dondolarti col ritmo dell’onda che s’infrange tra gli scogli e poi rigurgita, ora piú forte, ora piú piano. E, senza che tu te ne accorga, ti incanta, ti ipnotizza, e ti addormenta. Finalmente riposi. Quando è l’ora, ti dà una spruzzatina d’acqua sui piedi. Ti svegli. Ringrazi, saluti e te ne vai.”
― Paolo Milone, “L’arte di legare le persone”.
Siamo fatti di emozioni noi.
Siamo pieni fino all'orlo di paure e di dubbi,
di felicità, di gioie, siamo giorni tristi e grigi alternati a giorni composti da cieli azzurri e raggi di sole a giorni che, invece, sembrano quasi insignificanti.
Siamo sbagliati, ci sentiamo inadatti ed incapaci e poi ci sorprendiamo dalla forza che abbiamo dentro, abbiamo voglia di volare e la costante paura di cascare, siamo le sconfitte che ci rendono più forti. Siamo le delusioni che scalfiscono la pelle di coraggio, siamo i pianti nascosti col cuore che sembra affogare ed il respiro pieno, i sorrisi che spaccano di gioia, le canzoni che sembrano capirci più di tutto e tutti, quelli che esprimo ancora un desiderio se vedono una stella cadente, che si ritrovano in un paio d'occhi sconosciuti
e non si sentono più soli.
Siamo quelli innamorati dei tramonti, quelli che, stendendo su un prato con una chitarra, riescono ad avvicinare di più i sogni e a chiudere il mondo fuori. Siamo quelli che viaggiano controcorrente per rincorrere i sentimenti, quelli emotivi, quelli che si accorgono ancora dei dettagli e ne fanno tesoro, quelli che si mettono in discussione, sempre, quelli che fanno discorsi profondi per sentirsi meno soli e più compresi, quelli che credono ancora al finale di un libro e si commuovono per un abbraccio più profondo. Siamo quelli che credono ancora all'amore e, visti i tempi, ci vuole coraggio..
Cara me
tu pensi troppo,
pensi troppo e dormi troppo poco.
Ci pensi troppo
alle cose che non sai spiegare
alle cose che non puoi cambiare
al passato che è passato eppure fa ancora male.
Su dettagli insignificanti
tu costruisci castelli
Cara me,
se pensi troppo
è solo per illuderti di avere il controllo
quando la soluzione, a volte,
sarebbe perderlo
Dietro una persona ansiosa c’è un cuore che sente tutto, anche troppo.
Ascoltarla senza giudicare è già metà della cura.
Ho un'idea di amore che questo mondo ha reso rara.