(”Cosa fate di bello te e Italians mentre ve ne andate in giro per Poznan sotto il sole della primavera?” “Ci imbuchiamo alla sede immensa della Feltrinelli locale e ci diamo al folle shopping”). (Ecco perché poi torni a casa con “against the double blackmailç refugees, terror and other troubles with the Neighbours”)
Zizek è sempre Zizek, e in 100 pagine or so non ne risparmia una né a noi, né alla destra ultra-nazionalista. E per mia somma gioia, espande l’argomento sulla vicinanza e sulla necessità di un minimo di alienazione per sopravvivere al costante contatto con il proprio vicino (The limits of neighbourhood).
Perché, in fondo, il sostrato di “siamo tutti umani, volemosebbbbene” dovrebbe basarsi sul fatto che siamo tutti dei gran rompicazzo, e che è quindi salutare non solo sapere come approcciarsi all’altro, ma anche come sapersi togliere dai coglioni quando necessario.
(E vabbè, rega, io ho smesso di bazzicare la filosofia 11 anni fa. Se volete una recensione un po’ più filosoficamente ragionata posso convincere Italians a darmi due dritte. Questo è il suo dominio, in fondo).
(E ok, potrei o non potrei ammettere che abbiamo passato le tre ore di regionale a leggere insieme, ma se vedeste come gli si illuminano gli occhi quando inizia a (stra)-parlare di filosofia, non mi dareste torto).
(Meanwhile, sappiate che Italians mi ha finalmente consegnato il suo regalo per il mio Ah-ehm compleanno. La versione Deluxe della Penguin Classics de Il Maestro e Margherita. Questa cosetta qui. E’ di una bellezza infinita. E sì, mi ha fatto commuovere come un’idiota).