Color Me Curious

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@corineistheneworange
23 Dicembre, sera - Douglas, Irlanda - Medicine Castle «Engòrgio»
«Andiamo». Butterebbe giù, in un colpo solo, quello che resta del calice, lasciandolo cadere al suolo e riponendo poi la bacchetta di corniolo dentro al fodero, cercando poi con poca grazia di salire sulla gondola engorgiata, questa a muoversi in modo pericoloso. Una volta accomodato, se mai ci fosse riuscito senza spezzarsi un braccio, lo sguardo verde cercherebbe anche «ALYCE» incitandola a salire su quella gondola con lui e Corine, smuovendo la mano.
Chissà se ci staranno in tre, lì dentro. Sicuramente non è finita benissimo, l’ultima volta che ha chiesto ad Alyce di salire con lui su qualche mezzo.
8 Luglio, Pomeriggio – Ufficio per gli Incantesimi Sperimentali
In questi primi giorni di luglio c’è stata una silente agitazione tra le scrivanie: pare che il preannunciato pensionamento di Nimuhe O’Sullivan fosse ormai imminente, e con lui la nomina di un nuovo ViceCapo Ufficio. Nessuna dichiarazione, ma nel pomeriggio di martedì un aeroplanino ministeriale proveniente dall’ufficio del Capo Ufficio Folks è atterrato sulla scrivania di Corine Flanagan, la stessa che, rincorsa da Ephraim Goodwin, è sparita in Archivio per leggerne il contenuto senza colleghi curiosi.
Poco dopo, Flanagan è stata vista entrare nell’ufficio del Capo Ufficio. Circa un’ora più tardi, entrambi sono usciti e Folks ha radunato i Dipendenti degli Sperimentali e i Ricercatori per ufficializzare il pensionamento di Nimuhe O’Sullivan e annunciare la nomina di Corine Flanagan come nuova ViceCapo Ufficio, tra gli applausi di tutto il reparto per entrambi.
Alla c.a. di Corine Flanagan, dopo lunghe ed attente analisi del suo operato e precise valutazioni non solo delle sue competenze tecniche e professionali ma anche di quelle personali, ho deciso di affidare a Lei il ruolo di ViceCapo Ufficio del Comitato per gli Incantesimi Sperimentali, Ufficio Applicazione della Legge sulla Magia del II livello del Ministero della Magia. É pertanto pregata di raggiungermi nel mio Ufficio per la firma del nuovo contratto e per organizzare il lavoro dell'Ufficio e degli altri ricercatori. Cordiali saluti, Arthur Folks Capo Ufficio
Il 14 Novembre, la data che segna diritti e castighi della comunità magica, giorno del giudizio, giorno di libertà, il compleanno di Corine Flanagan.
La festeggiata ha segnato il destino dei presenti invitandoli al Leprecauno per la celebrazione del nuovo anno, un gruppo giovane e molto ristretto perché, in virtù della privacy, si è preferito avere davvero poche persone ma buone, buonissssime. In virtù invece della spontaneità, li avrà invitati uno ad uno a voce o con un bigliettino con parole di amicizia e per questo nella consueta e velata minaccia, senza organizzare niente nello specifico se non una serata magnifica perché generata dalle loro stesse brillantissime personalità. Per cui eccola qui, la festeggiata, con un gran sorriso a mostrare i denti lievemente storti e la sua felicità, energica nel chiacchierare e scherzare con i suoi invitati con scioltezza, il quarto stadio della piuma.
E si alza, cercando pure di portare CORINE con sé. « Adesso sulla sedia, su su » e i movimenti sono fluidi, veloci, non dando all’amica nemmeno il tempo materiale di farlo di sua spontanea volontà. Le si parerebbe davanti, le mani libere che andrebbero a cingerle i fianchi per alzarla e farle mettere i suoi piedini proprio sulla sedia, cercando di mettere un poco di forza qualora l’altra opponesse un poco di resistenza. Sembra proprio che stia chiedendo di « Adesso fai un cazzo di discorso ».
«Ringrazio candidamente gli amici che oggi sono riusciti a raccogliere le loro macerie per raggiungerci in questa meravigliosa sede, che Odino benedica tutti noi» [...] «No, davvero, grazie mille per esser venuti a festeggiare con me questo giorno, come anche dei pensieri» [...] «vi voglio bene» (!) «NON CI CREDO» E veloce cerca di scendere senza cadere, posando perfino il bicchiere -un disastro, con tanta fretta che potrebbe aver versato qualcosa nel tragitto- che corre in un «aaaaaaah!!» mezzo afono mezzo no in direzione di WILLIAM, saltandogli al collo in un abbraccio da capogiro «NON CI CREDO SEI RIUSCITO A VENIRE» e per chi non sa del loro rapporto: William a loro mai nominato, ma è evidente come sia identico a quel mentecatto che hanno al Ministero. «MA NON ERI IN AMERICA?»
«devi solo stare fermo dove sei e lasciarti trasfigurare» e picchietta la bacchetta sul palmo sinistro. Easy, no? « Ma in cosa? » «devi dire ai miei genitori che gli voglio bene e che la serra incendiata è stato un inconveniente. Poi a Daemon devi dire che è gay e ad Aurora che invece è molto carina. A Lis dille che va bene anche se c’ha i baffetti, di non vergognarsi che non importa.» «stai zitto» «Fermùto»
Ma è ad un certo punto che al suo posto, sopra quella sedia, compare un gatto rosso dal pelo lungo, un « Miaaaaao » e un successivo « Fuuuuuuuu », un soffio antipatico in direzione di Corine, rizzando appena il pelo, per poi appallottolarsi con la nonchalance che solo i gatti hanno sopra la sedia. [...] La fissa, la coda che inizia a muoversi, ma poi è immediato il muovere il capo rossiccio e chiudere gli occhi mentre accetta quei grattini con un paio di « Miiiiaaaaaooooo » di contorno.
Raggiunta quella che viene chiamata anche la Capitale del Sud direttamente con la metropolvere, ora dopo qualche ora passata nel pub di arrivo hanno deciso di uscire. Davanti quindi alla porta verde abete del posto, affacciati ad una piazzetta con al centro una fontana, Miss Flanagan sta con il naso lentigginoso rivolto verso l'alto, al cielo prossimo ad esplodere visto il condensar di nuvole grigie sulla città marittima. Ebbene, caschetto al suo posto, indossa un mantello nero che lascia ben visibili le calze viola e le scarpette verde smeraldo solite, il vestitino del medesimo colore nascosto dal soprabito. Waiting chi? Forse Nathaniel che si dia una mossa ad uscire magari, anche se lei è appena uscita.
La destra va a unirsi alla mancina così da innalzare l`offerta succulenta della Cioccorana mentre, piantato lo stivale destro in avanti, reclina la gamba sinistra fino a far cozzare il ginocchio col pavimento in un meccanismo muscolare piuttosto militare.
« Corine Lunantishee Flanagan, vuoi essere tu la mia dama? »
La chiama con voce un po` severa, la fronte corrugata a forzare una serietà già sfuggente.
« Ti offro … l`animo di questo Mago o Strega famoso in sacrificio per te. »
Lo sguardo calmo, palpebre mezze basse e una morsa tra i denti la dice tutta sulla facciata da uomo fiero e convinto adesso. Una attenzione ancora sofferta - come avesse qualcosa di diverso e vischioso a ronzargli nella testa, da cui tenta scappare.
Boh.
L u n a n t i s h e e. Ha già udito più volte quel nome, biascicato a mezze labbra da suo padre, la bocca completamente nascosta dalle sue manone ruvide, intrecciate. C'era un'aggressività palpabile nel modo in cui lo sillabava: Lu-nan-ti-shee. Raschiava a dovere tutte le consonanti mentre le vocali venivano proferite con appena un'aspirazione nasale che allungava la loro sosta sulla lingua. Nel prolungare quell'agonia, irrigidiva i muscoli degli avambracci scoperti per metà, tendendo le pieghe che si increspavano sulle maniche della camicia arrotolate sotto i gomiti. Il guizzo di nervi pulsanti avvertibile sotto la pelle, oltre la peluria castana della braccia, suggeriva la stessa ira repressa di quando un avventore iniziava una rissa giù al locale. La stessa stasi fremente concentrata nella piega delle sopracciglia corrugate e nel respiro pesante, prima di sbattere ii pugno sul bancone con tale potenza da farsi penetrare la carne da schegge di legno e urlare a quei dannati dei fratelli Bowen di andarsele a dare in strada, a qualche isolato da lì, preferibilmente. Se continuavano bastava separarli strattonandone uno per le spalle e tenere le presa finché non si fosse deciso a smetterla di dimenarsi contro il contendente.
«Che un Gramo bastardo si porti via quella vecchia megera»
Ma Golyath non poteva scontrarsi direttamente coi Lunantishee. O forse ci aveva solo rinunciato.
If mama knew now How you turned out
«Fa strano»
I was warm flesh, unseasoned You found me, in your gaze
Con sguardo fessurizzato che corruga la fronte e palpebre, le spia il profilo puerile per cogliere tremiti delle ciglia che lo avvertano di quanto abbia bisogno. « Esistono Specchi Comunicanti. » La voce ancora graffiata dal recente risveglio. « Le farà piacere. »
Yeah I feel you burning Everything’s burning
«Non vorrei essere invadente». Osserva adesso David con gli occhi a fessura, studiandolo nel minimo dettaglio dall`impercettibile spostamento delle pupille, cercando quel qualcosa che non sta all`esterno, ma all`interno, quello che ora è proprio sulla sua punta della lingua, una curiosità che continua a trattenere e a celare dentro l`educazione di non invadere gli spazi interiori altrui. Rimane in silenzio quindi, cercando una via traversa al proprio pensiero che si riduce ad un molto generico «A te non fa strano?»
You’re much too good to be true I’m just bad for you
Muovendosi nel sonno lei, inamovibile d’una muscolatura pesante lui, il plaid finisce per coprirle parte del bacino e le gambette, distese sottili sopra quelle maschili spalancate nel sonno supino in cui è immerso - le braccia bambine sul suo torace. Lei invade. Lui persiste.
«E suppongo le tue intenzioni a riguardo fossero quantomeno remote» Continuando a sghignazzare. Fa un po` male quella supposizione, seppur rimanga tranquilla davanti a tutte quelle risa, rispondendo con la medesima schiettezza utilizzata per l`intero discorso con un «si»
(via demonicfloweret)
«Mi dovevo vedere con Hirshfield, da sola» ecco forse il motivo per cui non l'aveva raccontato all'amica [e si è presentato insieme a lui. » Inspira, le iridi chiare si lanciano addosso all'altra, seria «la volta dopo qualche mese fa ero con Nathaniel alla testa di Porco a giocare a Scacchi e il signor Waleystock si è presentato all'improvviso a noi, iniziando a guardarmi malissimo come un pazzo lì dall'alto della sua faccia sfregiata come se gli stessi scopando il ragazzo sopra la scacchiera.» Schietta, senza troppi giri di parole «Poi se ne è andato via senza porgere scuse o quanto meno dare spiegazioni, Così. Sbattendo i piedi.» deglutisce, torna a guardare il tavolo, poi di nuovo Aconite «Non mi pare abbia un buon criterio di approccio nel rapporto io con gli altri.» per utilizzare parole fini «di certo non con me, che sono solo una ragazzina.»
«Ho collegato molto tardi che il tizio che conoscevo io era anche il tuo ex insegnante» la butta lì, lanciandole le iridi addosso solo dopo «circostanze insolite, un fenomeno come pochi devo dire»
«Lo conoscevi»
«si» lo conosceva «la prima volta circa un anno fa, forse di più» si inumidisce il labbro mordendoselo «eravamo per strada, avevo appena beccato Nathaniel con il suo ex mano a mano.» stringe le labbra «e niente, questo qui passa di lì fra di noi e inizia ad insultarli. Te pensa la mia faccia quando me lo sono ritrovato per il mio compleanno.»
«Sai, pure Morgan non ha tutti i Venerdì. E Waleystock è evidente abbia qualche problema con le ragazzine in generale»
«David è uno stronzo, comunque. Con debito ritardo però mi ha detto che sono nella tua eredità, ti ringrazio. » «Ovvio che se nella mia eredità. Ci mancherebbe altro» «Anche se lo sai benissimo che non andrai mai ad Azkaban. Ci vuole ben altro per quello, figuriamoci.» «Sei un giudice, tu?» «Sì» «Saresti la prima strega che va ad Azkaban per una torta. E non mi pare che tu abbia massacrato una congrega intera ad un matrimonio» «Hai controllato i registri di Azkaban?»
«Ora di visite finita, ti faccio aggiornare appena possibile»
«ci vediamo fuori»