È sconfortante questa cosa che più mi guardo in giro più sento il bisogno di chiudere gli occhi.
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È sconfortante questa cosa che più mi guardo in giro più sento il bisogno di chiudere gli occhi.
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Geloso e ossessionato.
Voglio che mi pensi fino a sanguinare.
Brucio dentro se penso che altri ti guardano
Odio quando esisti fuori da me.
Voglio che quando mi guardi perdi fiato.
Ora capisci quanto ti amo ?
Sei l'unico respiro che ho.
12/11/2025
Sei meglio di ogni giorno triste
Sei meglio di ogni giorno triste
Resterai per sempre un libro mai finito di leggere, un film lasciato a metà, quei grammi di pasta e quei chili di troppo, resterai per sempre le decisioni sbagliate e affrettate, le delusioni.
Resterai per sempre la mia prima volta, la mia perdita più grande, anche se sei tu a non meritarmi, a dovermi perdere quasi per orgoglio, perché c'è ancora rancore nei miei occhi, per dovere non perdonerò, ma se c'è una cosa che resterò io è il tuo più grande rimpianto.
Resterai per sempre una frase scritta di troppo, una frase? O meglio quel ricordo che vedi davanti agli occhi quando tutto intorno ricorda noi: due innamorati, due bambini, due uccelli viaggiatori che amano la libertà, due pomeriggi diversi, uno d'estate e uno d'inverno, così diversi tra di loro eppure così complici, non potrebbero esistere l'uno senza l'altro, si influenzano, ci influenziamo anche da lontano, anche tra altre braccia o guardando altri sorrisi.
E quando passeranno anni ed io scriverò ancora di te sui muri di scuola, una scuola che non troppo tardi lascerò e ricorderò ancora, quando finivo di corsa i compiti per correre da te, e poi tu non studiavi mai, ma riuscivi ad avere comunque i miei stessi voti.
Rimarrai per sempre quelle giornate che sembrano interminabili, quei pensieri che si fanno ancora spazio nei libri della mia mente, giorni in cui riaffiora tutto, il tuo profumo, i tuoi occhi, quel niente che sembrava tutto, quel niente che era tutto.
Sei quei messaggi mandati per amare ancora, per amarci ancora, tanto e mai per caso, quell'amore intenso, magari anche un po’ immaturo, ma si sentiva, quando c'eravamo noi, nell'aria, quei baci al vento ma anche quei pomeriggi dove era impossibile camminare dal caldo, e scusami se preferivo rimanere in casa, scusami ancora.
Scusami per non essermi messa in gioco, scusami per le mie paure, per i miei giorni no, per la gelosia, per le mie parole di troppo o quelle non dette.
Ma non meriti le mie scuse.
Scusa a me stessa per aver permesso a te di farmi soffrire ancora, scusa a te se ora ti senti un errore perché davvero, non lo sei, no.
Resterai per sempre la fine di una estate, l'inizio di un lungo inverno insieme, l'incontro giù all'università e la voglia di dormire insieme, perché te lo ricordi, non puoi averlo già dimenticato, no? Quel divano troppo comodo solo perché il tuo petto come cuscino era meglio di qualsiasi altra cosa al mondo, meglio di una giornata al mare o in montagna, anche se sai che non mi piace la montagna, a te si invece, ci vai a sciare e in quei giorni di solito ero al letto con l'influenza, e ancora, sei meglio del mio cartone animato preferito, meglio della casa al mare da bambina o della mia scuola elementare che vedevamo da lontano e che mi manca da morire, erano quelli i tempi del nostro primo incontro, anche se tu non te lo ricordi, lo sai, ma non lo ricorderai mai.
Resterai per sempre quelle emozioni che si provano solo una volta nella vita, che puoi piangere o sbattere al muro la verità però non si provano più, non si possono incontrare dietro l'angolo, fuori al primo bar con i tuoi amici, sul primo social network, in un altro bacio dato per sentire un sapore di cui non ti importa niente, perché dimmelo, ti prego, ho bisogno di saperlo che di quel sapore non t'importa, che è come quando mangi qualcosa di buono, qualcosa che ami o che hai amato, poi per sbadataggine mangi qualcosa che non ti piace e quel sapore non lo togli più via, ma non puoi neanche più assaporare l'altro, e ti manca, ti manca da morire, ma vai avanti, non troppo, non andare troppo avanti, permettimi di raggiungerti, per dirti solo che i vuoti non puoi colmarli con chiunque, e poi me ne andrò, perché mi hai persa, e non troppo tempo fa.
Permettimi di ricordarti quell'amore che sentivi quando eravamo ancora noi, poco più di un anno fa, potrai dirmi che le cose cambiano e devo accettarle, accetto tutto te lo giuro, sono pronta, non troppo tardi, per strada, forse mi vedrai e capirai che con il dolore sto combattendo da tempo, perché sai quanto sono brava a nasconderlo dietro alle risate, e che tu invece te lo sei fatto scivolare addosso, buon per te, avresti potuto regalare anche a me un po’ della tua forza, insieme ad anni della tua vita.
Non far svanire il ricordo, porta i tuoi occhi a ricordare quei posti, quei momenti, quelle ore o anche quei pochi minuti, quelle mani intrecciate, quei corpi stretti, aveva tutto senso, non abbiamo sprecato niente. Ricorda, perché tanto ricorderai comunque, nell'anima, nel cuore, nel prossimo inverno che verrà, amami, ama il prossimo Natale anche se non starai con me, amati, ama il nostro ricordo, amami ogni tanto ancora, anche se abbiamo finito i giorni, le ore, i minuti e i secondi, ama ciò che abbiamo passato insieme e anche ciò che avremo potuto fare, come vedere il mare, le stelle, e amarci un po’ di più.
Amami ancora, amami sempre, ma ti prego odiami, odiami e ricordami, perché un giorno ti domanderai perché i nostri momenti sono ancora così vivi sebbene sia passato tanto di quel tempo.
Ama il nostro ricordo, amami ancora in fondo al tuo cuore, amami se tutto questo ti è servito a qualcosa, a crescere magari, amami per sempre, fa che il mio posto rimanga vuoto, perché potrà essere colmato solo da me, ma io avrò scelto me, se c'è una cosa che devo promettermi è solo questa.
Sceglierò me perché nessuno l'ha mai fatto, nemmeno tu.
Ma fidati che non ti avrò dimenticato, nemmeno per un attimo, nemmeno per un secondo. (Frase mia)
—
Non ti vergognare per via di tutto questo dolore che stai provando. Non sentirti fuori luogo, fuori tempo, fuori moda.
Stai soffrendo per amore.
Ok, c'è di peggio e lo sappiamo tutti.
In ogni caso fa abbastanza male, quindi hai il sacrosanto diritto di essere triste. Di essere molto triste. Di essere triste al cubo. Hai il sacrosanto diritto di chiuderti in casa e di spegnere il telefono, di guardare film struggenti e di leggere libri pessimi che vanno rigorosamente a finire bene. Hai il sacrosanto diritto di piangere, di rimandare un appuntamento, di stare in silenzio o di parlare a sproposito di quello che è stato e che adesso non c'è più.
Hai il sacrosanto diritto di arrivare in fondo al tuo dolore, di attraversarlo e di guardarlo in faccia senza ascoltare quelli che ti accusano di essere troppo sentimentale.
Non sei troppo sentimentale, non sei infantile e non sei ridicola. Sei soltanto onesta: al momento ti fa tutto ribrezzo, non c'è nessuno che riesca a catturare la tua attenzione e non credi più nemmeno alla luna. Al momento ti senti come una bambina che si è persa al supermercato e ha paura che la sua mamma l'abbia abbandonata lì.
Non credi esista una via d'uscita e ti aggrappi a chiunque riesca a farti dimenticare anche solo per venti secondi come ti senti. E ti senti male, anche fisicamente. Ti fanno male le ossa, i muscoli, la testa. Ti bruciano le labbra, la pelle e lo stomaco e non c'è medicina che possa aiutarti a stare meglio.
Allora sentiti libera di appassire, di spegnerti, di arrabbiarti e di ricominciare ogni volta che vuoi.
Non giustificarti con nessuno per i tuoi occhi gonfi e per i tuoi capelli spettinati. È faticoso amare senza essere amati. È logorante ricordare sapendo che a un certo punto la storia s'interrompe. Accetta di buon grado le carezze silenziose e gli abbracci timidi. Rifuggi l'arroganza e la presunzione.
Smetti di chiedere scusa per tutto quello che sei e che non sei.
—
Ci saranno dei giorni in cui non vedrai alcun motivo per andare avanti. Va bene. Ci saranno dei giorni in cui persino il pensiero di alzarti dal letto ti farà venire voglia di piangere. Va bene anche questo. Ci saranno dei giorni in cui non ti ricorderai nemmeno come si fa a piangere, o a sorridere, o a vivere, in cui la stanchezza ti peserà sulle palpebre e sulle ossa fino a schiacciarti. Ne avrai ogni ragione. Ma ricordati sempre che ciò che senti non dura per sempre. Che è tutto temporaneo. Che qualcuno, prima di te, ha provato quello che provi tu adesso, ed è sopravvissuto. Le foglie cadono ogni autunno, e soltanto perché non sei un sempreverde, soltanto perché anche tu sfiorisci, mentre altri riescono a non farlo non vuol dire che tu sia sbagliato e che sia tutto finito. Va bene cadere. Va bene. Quando arriveranno quei giorni, ricorda le cose per cui vale la pena andare avanti, qualsiasi piccola cosa: il prossimo film in uscita, un amico che ti invita a uscire, il libro che non hai ancora letto. Ricorda che tutto prima o poi finisce, che il sipario prima o poi deve sempre calare su tutto. Lascialo calare sulle amicizie finite, sugli amori passati, sulla tristezza che ti stringe la gola, sulle cattiverie che ti hanno detto, sui tuoi sbagli, sui rimpianti, sulle parole che non avresti dovuto pronunciare, su tutte quelle piccole cose che ti pesano sulle spalle come macigni. Lascialo cadere su tutto, tranne che su di te. Mai su di te. Perché non lo meriti. Perché meriti di più di un sipario chiuso, di un copione finito in tragedia. Perché meriti di stare bene, e ti prometto, ti prometto che succederà e sarai felice di non aver deciso di lasciarti andare. Ti prometto che un giorno ti sveglierai e andrà tutto bene. Fino ad allora, tieni duro. Alzati dal letto quando sembra impossibile. Esci quando vorresti rinchiuderti dentro. Apprezza le cose belle quando vorresti solo piangere. È una bella vita, in fin dei conti, te lo giuro. È una bella vita. E tu la meriti.
ci sono momenti della notte in cui si vuole solo scappare, uscire di casa e dimenticare anche da dove si viene. prendere l’auto, andare sulla statale a 130 all’ora, con la tua tristezza seduta sul lato passeggero che ti fa compagnia. almeno c’era la musica ad alto volume ad accompagnarci. nonostante essermi beccato tutta la pioggia di oggi, per l’ennesima volta sono uscito senza ombrello, ho deciso di prendere l’auto e andare senza nemmeno sapere dove. mi sono ritrovato a paestum. dopo aver parcheggiato, sono rimasto in auto a fumarmi una sigaretta. c’era solo un freddo glaciale, un silenzio assordante, ma una passeggiata da solo tra i templi, in quel pezzo di antichità, poteva risollevare un po’ il mio stato d’animo. dopo aver passato un po’ di tempo lì, ho deciso di allungarmi fino ad agropoli. così io e il mio malumore abbiamo ripreso l’auto e via. ho parcheggiato sul lungomare e sono sceso in spiaggia. il mare d’inverno è stupendo, una delle cose che amo di più. c’eravamo solo io, il rumore delle onde e il faro che si illuminava sul promontorio dove sorge il castello aragonese. in quei cinque minuti mi sono sentito così vivo. sentire quel freddo di una notte di gennaio sulla pelle, vedere quel mare che faceva da specchio a un cielo più sereno dopo la pioggia, e sapere che in quell’esatto posto ci fossi solo io, mentre tutti erano in casa o chissà dove. era come se quel posto fosse soltanto mio. dopo essere risalito in auto per intraprendere la strada di casa, mi sono tornati in mente mille pensieri e sentivo che la mia tristezza si acuiva. più macinavo chilometri per tornare verso casa, più acceleravo, più sentivo che nella mia testa regnava il caos. sono rientrato a casa, completamente vuota e silenziosa. pienamente consapevole che dormirò da solo. penso che domani dovrò lavorare, che tutto tornerà ad essere uguale
Buongiorno mio caro tumblr
Buona domenica 16 novembre 2025
Fuori è ancora buio per via anche del cielo nuvoloso, minaccia pioggia
Magari mii rimetterò a letto ma nel frattempo sorseggio il mio prezioso caffè
Dormite, dormite ancora un po' non c'è fretta nell'alzarsi, è domenica cuori miei il giorno in cui non avete impegni
Ne avete solo uno, con voi stessi e vi ci dedicherete con tanto amore
Buona domenica persone care
Che questo giorno vi porti tanta serenità interiore
Con Amore
❤️🌹
Non puoi scegliere chi amare nè da chi essere amato.
Puoi scegliere di stare nell’amore, in quella vibrazione che trasforma ogni cosa dando un senso a tutto quello che ti accade.
Ti è richiesto ora di essere autentico con te stesso, con ciò che davvero proviene dal centro del tuo cuore.
Non importa verso chi indirizzi il tuo amore. Non conta il sesso, l’età, la distanza. Non importa soprattutto se senti che quell’amore non è corrisposto.
L’amore è un’energia che avvolge indistintamente ciò su cui si posa.
Taglia ora i legami con le credenze, con ciò che hai sempre saputo sull’amore. Elimina il giudizio su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. E ama. Posa sguardo d’amore su ogni cosa che arriva, su ogni persona che incontri.
Siamo più attaccati a ciò che avremmo voluto che fosse piuttosto che a ciò che realmente è.
Quindi ora stai, esattamente nel punto in cui sei. E anche se non te ne sei accorto, sei esattamente dove devi essere. E stai attirando a te esattamente le persone di cui hai bisogno.
L’amore è luce che illumina. E se brancoli ancora nel buio, ama ancora più forte.
Ho un debole per chi si ferma ad aspettare chi è rimasto indietro. Per chi non vede un limite nella fragilità e nell’empatia e senza vergognarsi pratica gentilezza e senza vergognarsi trema ascolta e abbraccia. Per chi si mette al posto della vita perché si è rotto di credere ai miracoli ed esaudisce da solo i propri sogni. Ho un debole per chi è scappato dal buio ma nel buio ogni tanto sente quel bisogno maledetto di tornare. Per chi non scende a compromessi. Per chi si sente ultimo sbagliato diverso. E per questo unico. Ho un debole per chi incoraggia la follia. Per chi crede che il dolore sia ricchezza. Per chi piange e si sfoga. Per chi ride e contagia. Per le persone buffe. Per chi Ama a fior di pelle. Ho un debole per le persone vere. Ho un debole per le persone belle.
🖤
🌘💥 — 𝐍𝐄𝐖 𝐑𝐎𝐋𝐄 𝐜𝐚𝐝𝐞𝐧 𝐞𝐚𝐫𝐧𝐞𝐬𝐭 & 𝐠𝐚𝐛𝐫𝐢𝐞𝐥 ❪ ↷↷ mini role ❫ h o s p i t a l 25.08.2021 — #ravenfirerpg
Essere un paramedico e al tempo stesso essere un dooddrear non era una cosa esattamente facile, eppure il giusto equilibrio sembrava essere la risposta giusta per il Lawrence. Reggersi sul filo del rasoio e cadere da una parte o dall'altra poteva spaventare, eppure Caden era il tipo di persona che non si sarebbe mai e poi mai tirato indietro. Era sera ormai inoltrata quando smontò dal turno e arrivò nei pressi del pronto soccorso. Ancora vestito con la divisa, Caden cercava di riordinare in modo quasi maniacale l'attrezzatura dell'ambulanza. Era preciso di natura, forse una di quelle manie che aveva ereditato dalla sua famiglia, ma tutto sommato nemmeno gli dispiaceva. Era stata poi una serata piuttosto tranquilla, un turno che era passato forse più velocemente di quanto si aspettasse, ma non per questo meno impegnativo. Sapeva concentrarsi perfettamente il dooddrear, ma una volta che l'ora segnava la fine del turno, sapeva di poter lasciare andare il fiato. Si passò una mano tra i lunghi capelli biondi l'uomo prima di posare lo sguardo su un giovane che s'era posizionato appena fuori il pronto soccorso. Aveva l'aria di essere uno specializzando, erano tutti uguali, e doveva ammettere che un poco li invidiava.
« Turno finito? »
📖🌙 — 𝐍𝐄𝐖 𝐏𝐎𝐒𝐓 ɢʀᴇɢɢ ᴍᴀxɪᴍɪʟɪᴀɴ ʀ. ʜᴏʟʟᴀɴᴅ 18.08.2021 — #ravenfirerpg …. ↝ ʟɪғᴇ ʙɪᴛᴇs Erano le sere d'estate quelle che preferiva, quando il sole era ormai tramontato che godeva di quella brezza leggera che proveniva dalle montagne. Sedersi nella veranda della propria abitazione sembrava essere divenuta una sorta di tradizione ma erano i diari che teneva in mano ad essere una novità. Non s'era mai avvicinato allo scatolone che conteneva quei diari, quelli che lui stesso aveva scritto anni e anni prima, ma se li aveva portati dall'Inghilterra, qualcosa significava no? Aveva stappato una bottiglia di vino rosso, ne aveva versato un bicchiere e aveva lasciato che il gusto amaro si confondesse con il suo stesso stato d'animo. Faceva scorrere le mani sulla carta ormai ingiallita leggendo parole qui e là. Che senso di solitudine e turbamento che derivava. S'era sentito così tanto alla deriva quando era bambino, che non era così scontato che fosse riuscito ad arrivare dove era arrivato. Poteva ritenersi soddisfatto, eppure il nocciolo della situazione rimaneva sempre uno solo: che cosa era realmente successo ai suoi genitori? Aveva provato ad indagare con una detective, ma in quel momento si sentiva ad un punto morto, e il fatto che Ravenfire fosse stata colpita da un terremoto quattro mesi prima, aveva fatto sì che ogni cosa passasse in secondo piano. Dio, lui stesso aveva accantonato l'idea di indagare. Almeno per il momento. Ma leggendo quei diari, tutto sembrava così nitido, così chiaro da essere impossibile poter lasciar perdere. Si lasciò andare conto lo schienale della sedia, socchiuse gli occhi prima di posarli sul manto del cielo scuro. Poche stelle stavano per fare la loro comparsa, ma sapeva che era anche una figura femminile ad occupare i pensieri dell'inglese, e no, non era sua madre.
ㅤㅤㅤㅤ ㅤㅤㅤㅤㅤㅤ ⏳📌 ▹ 𝐇𝐄𝐀𝐃𝐂𝐀𝐍𝐎𝐍 ᴀɪᴅᴇɴᴅᴀᴠᴇɴᴘᴏʀᴛ ❪ un headcanon sulle vacanze. ❫
ㅤㅤ ㅤㅤ ㅤ Sapore di salsedine prese il sopravvento su tutti quei profumi che inondavano le narici dell'australiano. Inalava il profumo del mare, lo stesso che aveva imparato ad amare nel corso del tempo, e lasciava che fossero le onde a cullarlo in quel ritorno a casa. Il suono di esse era come la ninna nanna che avrebbe voluto rivolgere ad un bambino, mentre s'infrangevano sul bagnasciuga, in una distesa di sabbia a perdita d'occhio. Passo dopo passo Aiden affondava i piedi nudi nella sabbia baciata dal sole di dicembre. Erano strano come il sapore natalizio fosse alle porte, con gli addobbi alle finestre di casa, con le ghirlande alle porte ma la stagione estiva rendevano quella festività quasi meno sentita. Tutti i film natalizi che aveva visto quando era piccolo raccontavano di un Natale fatto di neve, di vischio attaccato agli stipiti di delle porte, e di una temperatura che ti spingeva solamente a desiderare una bevanda calda. Dunque, perché non era così in Australia? Ben presto aveva imparato che tutto era il contrario nella terra dei canguri, ma tornare a casa aveva sempre lo stesso sapore. Aveva fatto una sosta in spiaggia prima di varcare la soglia di casa e dare così inizio ai festeggiamenti. Avrebbe incontrato nuovamente sua madre dopo tanto tempo, avrebbe gustato la torta di mele che sapeva trovare sempre in forno, e sarebbe ritornato da quegli unici abbracci che sentiva davvero. Alzò la sabbia con i piedi prima di fermarsi in direzione della vastità dell'oceano. Una distesa d'acqua che andava fino all'orizzonte era l'unica cosa che vedeva, le onde davano il tempo al suo respiro ma furono alcune parole a farlo voltare. « Sapevo di trovarti qui… Questa volta però non sono riuscito a trattenermi. » « Papà… Che ci fai qui? » « Ti aspettavo, ma sentivo anche il bisogno di fare due passi… Non volevo intromettermi nei tuoi pensieri. » « Non l'hai fatto, tranquillo… Avevo bisogno di qualche minuto prima di entrare, è stato un lungo volo. » Il padre si limitò ad un semplice cenno del capo, come se comprendesse quella sensazione che Aiden voleva così nascondere. Lo affiancò ma senza mai spronarlo a parlare. Nessuno dei due sapeva quanto tempo trascorse prima che qualcuno cominciasse a parlare di nuovo. Era così quieto il silenzio, era così tranquillo da rendere quel momento una distrazione da tutto. « Ogni volta che torno a casa mi sembra di recuperare una parte di me. Da dopo l'infortunio, cerco sempre ogni scusa per non tornare, e non perché non voglia vedervi anzi… Tu e la mamma mi mancate sempre, ma perché ricordare fa male. A volte è più facile, a volte è più difficile… » « Eppure torni sempre… Mai nessuno ti dirà che quello che hai subìto è stata una passeggiata, ma non dovresti guardare il passato con nostalgia, piuttosto dovresti farlo con fierezza. Stai per finire il dottorato e hai un mondo davanti… Ritrovare poi se stessi è un processo che dura una vita. » « E’ questo il problema, e se mancasse qualche pezzo? » « Ci vuole solo del tempo, ogni pezzo andrà sempre al suo posto… Ora è tempo di andare dentro, tua madre ti sta aspettando e sai quanto possa essere apprensiva. » Era come se stesse aspettando quelle parole, come se le parole del padre fossero il balsamo che serviva all'anima spezzata di Aiden.