Dieci anni dopo il mio primo tour di TRL
Circa dieci anni fa si chiudeva il mio primo tour come conduttore di TRL su Mtv, un programma che i ragazzini di oggi giustamente ignorano ma che ha invece fatto parte dell’immaginario teen italiano di almeno un paio di generazioni. In questi giorni di grande calore estivo mi sono preso del tempo, con l’aria condizionata accesa, per riordinare un po’ il mio archivio digitale. E’ una cosa che faccio raramente ma che mi piace molto, perché mette a confronto quello che sono oggi con l’idea che avevo di ciò che sarei diventato. Ho ritrovato un po’ di documenti che proprio avevo scordato. Dato che il tempo ha risolto molte questioni, vorrei condividerne uno con voi. Si tratta di una lettera che scrissi a Antonio Campo Dall’Orto - all’epoca AD di Mtv Italia - nel gennaio 2008, quando dopo avermi comunicato la chiusura di Your Noise - il bel programma che conducevo all’epoca - mi proposero di passare a TRL. Per molti sarebbe stata la proposta della vita, per me era fare un grande passo. La confusione era tanta, sentii il bisogno di esorcizzarne un po’ scrivendo. Non ricordo nemmeno se infine la inviai o meno (credo di no), ma poco importa ormai. Qui dentro ci sono tutti i miei 22 anni: tratti di ingenuità evidente alternati a sprazzi di enorme consapevolezza, egotismi che grazie a dio ho perso nel tempo a favore di un equilibrio meno competitivo ma più armonico con il mondo. Tutte cose che mi permettono di dire, con il senno di poi, che fare TRL fu per molti versi complicato e straniante, ma davvero intenso e molto educativo e formativo.
(TRL Reggio Calabria, Luglio 2008, backstage)
spero tu abbia passato delle buone vacanze.
Mi avevi chiesto di aggiornarti sulla mia situazione dopo l'incontro con Rossini al quale ha partecipato anche Fiacco. Ti scrivo per condividere con te, esattamente un anno dopo essere entrato in Mtv, quello che ho visto e capito di questa grande famiglia. E quello che sento per il futuro.
In questi mesi ho maturato una preparazione, una sensibilità e un'esperienza di cui devo gran parte a Mtv e alle persone che vi lavorano. Ritengo Mtv una cosa importante, e sono una persona che si dedica alle cose importanti con abnegazione. Sono dunque molto contento che questo lavoro sia stato capito e apprezzato dalla rete, che mi ha comunicato per via ufficiale di essere una persona sulla quale investire e lavorare. Frasi come “non c'era nessuno che ci convinceva come te da quando abbiamo preso Nongio” hanno per me un significato speciale.
Credo d'altronde di aver portato a Mtv una ventata di aria fresca, qualcosa di urgente che cercavo/trovavo nel canale anche da spettatore, e sono contento di aver avuto la possibilità di esprimere questa caratteristica importante della mia personalità.
Il discorso, ora, è come crescere ancora assieme.
La rete mi ha proposto di condurre TRL. Un programma che da giovanissimo ho guardato, a cui oggi mi relaziono con rispetto e stima, ma che non rientra proprio nel mio percorso. Il fatto che mi si proponga lo show più visto del canale mi lusinga. Ma non c'è solo questo. L'idea di affidare a me lo show è principalmente incentrata su tre fattori che si incontrano: 1) Cattelan non ne vuole più sapere; 2) Your Noise è destinato a chiudersi; 3) la rete – anche secondo le parole di Rossini - vuole affidarmi qualcosa di forte e non più cose “tiepide”.
Io penso che una persona che fa questo mestiere a Mtv debba soltanto essere contenta di avere una tale possibilità su questo canale, ma penso anche che una persona come me che ha fatto del proprio percorso un punto di forza debba necessariamente porsi delle domande. Quanto posso portare di mio dentro un contenitore così forte e così rodato come TRL? Dal punto di vista dell'empatia con il pubblico, penso di aver capito di avere una capacità che prima avevo annusato solo quando ero rappresentante di istituto durante le assemblee scolastiche. L'altro giorno ero al Palladium a Roma a presentare un contest di Fazi Editore legato alla saga della Meyer (in America ha superato Harry Potter) e mi sono divertito alla grande, lo show è venuto fuori cazzutissimo (1′30 di improvvisazione), ho buttato in mezzo tutti. Dal punto di vista della professionalità e del ritmo, la visibilità di TRL ti impone necessariamente una crescita che non può che farmi bene. Devo migliorare parecchio. D'altro canto, pensavo di poter rappresentare un'alternativa e uno squarcio di futuro per questa rete; questa scelta in qualche modo cambia le cose.
In questi mesi ho ricevuto i complimenti di Fabri Fibra, Jovanotti; Tiziano Ferro mi ha detto: “sei il futuro di Mtv”. Non sono mondano, spero non sia piaggieria. Se penso a Mtv, dico che è dieci anni che TRL va avanti come un carrarmato e ancora non siamo riusciti a costruire qualcosa di altrettanto forte e nuovo. Forse non ce n'è bisogno, Striscia d'altronde va avanti da 20 anni e non mi pare soffra di salute. Però io penso che dobbiamo lavorare sul lungo periodo e non sulle necessità dell'oggi. I Clash cantavano “no Elvis, Beatles e Rolling Stone”. L'Italia ha bisogno di innovazione e cose forti. Credo che fare di Carlo Pastore il “nuovo Maccarini” o il “nuovo Cattelan” non sia proprio la cosa giusta.
Come mi hai consigliato, ho chiesto alla riunione di dirmi cosa Mtv aveva in mente. La risposta, quella l'ho intuita, è questa: se fai TRL ti becchi un sacco di visibilità e ci togli un sacco di problemi. Apprezzo. Però possiamo fare di più, no? Quello che mi pare manchi in questo momento sia la percezione completa di un percorso. Se da un lato è chiaro che una televisione come Mtv debba porsi l'obiettivo di arrivare competitiva all'incontro/scontro con i dati d'ascolto (anche se credo che sulle date sarebbe opportuna una maggiore chiarezza: Our Noise cambiò lo scorso marzo perchè entro settembre si sarebbe entrati nel rilevamento dati... non mi pare sia successo né mi pare succederà nel 2008), dall'altro non è assolutamente chiaro *come* si debba arrivare a quel punto. Mtv è in questo momento un agglomerato di reality americani, serial TV, cartoons, show, videoclip musicali e in minima parte show musicali. E' giusto che non possiamo più permetterci la nicchia, è sbagliato perdere l'identità. Mtv è stata forte nel costruire alternative che generassero in maniera nuova, fresca, striking, un senso comunque di aspirazione fra i ragazzi. Quest'anno il palinsesto di Mtv è molto bello. Kebab For Breakfast, bellissima serie. Skins, spaccherà. Però sappiamo tutti che sono gli OC e i Grey's Anatomy che spostano il grosso, e quelli costano parecchio. E mentre si investe sui grandi nomi - che automaticamente, necessariamente e giustamente attraggono a sé tutte le risorse (economiche ma non solo) - quello che caratterizzava Mtv (e che Mtv produceva) viene a diventare meno prioritario.
Non ti nego di aver colto segnali di disorientamento all'interno dell'azienda in questi ultimi periodi, soprattutto fra i lavoratori semplici, quelli che attraversano l'Arabia ogni giorno per arrivare in Via Belli; segnali che a mio avviso vengono enfatizzati per un cambiamento strutturale/logistico sicuramente importante ma anche ancora poco lucido, ma che non possono essere trascurati. La linea editoriale è poco percettibile. Come andiamo incontro al videoclip che domina ormai su Internet e alla televisione satellitare che offre quello che si cerca? Se è solo con Ambra, mi spiace ma non ho capito.
Perdona la mail un po' lunga, i temi si accavallano. Purtroppo non ho mai occasione di parlare con te; e se c'è un motivo per cui lavoro in questa azienda è perché ne condivido i valori e perché tu ne sei amministratore delegato.