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@crifg
«Sono ambivalente. Anzi, questa è la mia parola preferita adesso» «Ma tu lo sai che cosa significa ambivalenza?» «Non mi interessa» «Se è la tua parola preferita devo pensare che debba interessarti» «Significa “Non mi interessa”, ecco che cosa significa» «No, al contrario, Susanna. Il concetto di ambivalenza implica forti sentimenti in opposizione fra loro. Il prefisso, come in ambidestro, significa entrambi. Il resto della parola in latino significa vigore. La parola suggerisce che tu sei dilaniata fra due opposte linee di condotta» «Insomma, resto o me ne vado?» «Sono sana oppure sono pazza» «Queste non sono linee di condotta» «Lo possono diventare, cara, per qualcuno» «Be’, allora la parola è sbagliata» «No, io credo che sia perfetta. Quis hic locus, quale regno, quae mundi plaga? Quale mondo è questo? Quale regno? Quali spiagge, di quali mondi? È molto grossa la domanda a cui devi rispondere, Susanna. La scelta della tua vita. Tu quanto vuoi indulgere ai tuoi difetti? Quali sono i tuoi difetti? E sono difetti? Se ti aggrappi a loro finirai ricoverata in un ospedale per tutta la vita. Grandi domande, grandi decisioni. Non mi sorprende che tu professi non curanza in proposito» «È tutto?» «Per ora»
Ragazze Interrotte (via abbraccichesalvano)
Non so se è amor che hai, o amor che fingi, quello che mi dai. Dammelo. Così mi basta. Giacché per tempo giovane, non sono, che lo sia almeno per errore. Poco gli dei ci danno, e il poco è falso. Però, se ce lo danno, sebbene falso, l’offerta è vera. Accetto. Chiudo gli occhi: è sufficiente. Cosa voglio di più?
- Fernando Pessoa
Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero di esserlo, perché temo che la mia gelosia finisca col ferire l’altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità: soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli altri.
- Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso
Nascondere totalmente una passione (o anzi semplicemente il suo eccesso) è inconcepibile: non tanto perché il soggetto umano è troppo debole, ma perché nella sua essenza, la passione è fatta per essere vista.
Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso, 1977 (via somehow---here)
Happy birthday Kurt Cobain.
Thomas, cercando di non fissarlo, come pensando a altro disse: “A volte certe carezze feriscono più di un rasoio. Io ti amo Leo. Ma sei stato tu ad arrivare qui, a te stava la prima mossa. Ci sono momenti terribili in cui mi respingi. E altri, in cui, altrettanto improvvisamente, desideri la mia compagnia. Sei imprevedibile e io non riesco a seguirti. Un pò ci sei, poi sparisci. E quando hai voglia di me, perchè ti sei messo assurdamente in testa che io devo esserci, arrivi come se in questi mesi non fosse successo niente. E io devo riabituarmi all’idea di te. Devo amarti e poi smettere quando non lo sopporti più. Devo esserci e devo scomparire. Se una sola volta io ho bisogno di te, e ti cerco, e questa mia ricerca non coincide con il momento della tua testa che mi chiama, allora sono fuorigioco. E non posso farci più niente. Devo andarmene o farmi maltrattare. Subire il tuo disprezzo, la tua ironia. Le offese. Leo, perché non ti metti il cuore in pace e accetti di amarmi?”
Camere separate - Tondelli (via flamantrose)
E voglio giocare a nascondino e darti i miei vestiti e dirti che mi piacciono le tue scarpe e sedermi sugli scalini mentre fai il bagno e massaggiarti il collo e baciarti i piedi e tenerti la mano e andare a cena fuori e non farci caso se mangi dal mio piatto e incontrarti da Rudy e parlare della giornata e battere a macchina le tue lettere e portare le tue scatole e ridere della tua paranoia e darti nastri che non ascolti e guardare film bellissimi e guardare film orribili e lamentarmi della radio e fotografarti mentre dormi e svegliarmi per portarti caffè brioches e ciambella e andare da Florent e bere caffè a mezzanotte e farmi rubare tutte le sigarette e non trovare mai un fiammifero e dirti quali programmi ho visto in tv la notte prima e portarti a far vedere l’occhio e non ridere delle tue barzellette e desiderarti di mattina ma lasciarti dormire ancora un po’ e baciarti la schiena e carezzarti la pelle e dirti quanto amo i tuoi capelli i tuoi occhi le tue labbra il tuocollo i tuoi seni il tuo culo il tuo e sedermi a fumare sulle scale finché il tuo vicino non torna a casa e sedermi a fumare sulle scale finché tu non torni a casa e preoccuparmi se fai tardi e meravigliarmi se torni presto e portarti girasoli e andare alla tua festa e ballare fino a diventare nero e essere mortificato quando sbaglio e felice quando mi perdoni e guardare le tue foto e desiderare di averti sempre conosciuta e sentire la tua voce nell’orecchio e sentire la tua pelle sulla mia pelle e spaventarmi quando sei arrabbiata e hai un occhio che è diventato rosso e la’ltro blu e i capelli tutti a sinistra e la faccia orientale e dirti che sei splendida e abbracciarti se sei angosciata e stringerti se stai male e aver voglia di te se sento il tuo odore e darti fastidio quando ti tocco e lamentarmi quando sono con te e lamentarmi quando non sono con te e sbavare dietro ai tuoi seni e coprirti la notte e avere freddo quando prendi tutta la coperta e caldo quando non lo fai e sciogliermi quando sorridi e dissolvermi quando ridi e non capire perché credi che ti rifiuti visto che non ti rifiuto e domandarmi come hai fatto a pensare che ti avessi rifiutato e chiedermi chi sei ma accettarti chiunque tu sia e raccontarti dell’angelo dell’albero il bambino della foresta incantata che attraversò volando gli oceani per amor tuo e scrivere poesie per te e chiedermi perché non mi credi e provare un sentimento così profondo da non trovare le parole per esprimerlo e aver voglia di comperarti un gattino di cui diventerei subito geloso perché riceverebbe più attenzioni di me e tenerti a letto quando devi andare via e piangere come un bambino quando te ne vai e schiacciare gli scarafaggi e comprarti regali che non vuoi e riportarmeli via e chiederti di sposarmi e dopo che mi hai detto ancora una volta di no continuare a chiedertelo perché anche se credi che non lo voglia davvero io lo voglio veramente sin dalla prima volta che te l’ho chiesto e andare in giro per la città pensando che è vuota senza di te e volere quello che vuoi tu e pensare che mi sto perdendo ma sapere che con te sono al sicuro e raccontarti il peggio di me e cercare di darti il meglio perché è questo che meriti e rispondere alle tue domande anche quando potrei non farlo e cercare di essere onesto perché so che preferisci così e sapere che è finita ma restare ancora dieci minuti prima che tu mi cacci per sempre dalla tua vita e dimenticare chi sono e cercare di esserti vicino perché è bello imparare a conoscerti e ne vale di sicuro la pena e parlarti in un pessimo tedesco e in un ebraico ancora peggiore e far l’amore con te alle tre di mattina e non so come non so come non so come comunicarti qualcosa dell’assoluto eterno indomabile incondizionato inarrestabile irrazionale razionalissimo costante infinito amore che ho per te.
Sarah Kane, Febbre. (via toccamilemaniamore)
DIARIO DI UNA NINFETTA #4
Non sono arrabbiata con te. Non provo rancore per te. Lo so, lo so, ho detto mille volte di odiarti, ma cos'è l'odio se non il sentimento più simile all'amore, se non l'amore stesso? Perciò no, io non ti odio, nemmeno un pochino. Non sono neanche in grado di giudicare se tu lo meriteresti o meno. So che mi odio, mi odio per farmi trattare così da te. Mi odio per non rispettarmi mai. Mi odio perché continuo ad odiarmi senza magari volermi conoscere. Come faccio a farmi rispettare da te se sono io a non rispettarmi per prima? Per questo non ti odio. Come potrei mai biasimarti. Da me hai tutto ciò che un uomo può desiderare, e forse se fossi maschio mi comporterei anche io così con una ragazzina, perciò non posso biasimarti. Ma ho l'onestà intellettuale di capire che non sei tu a sbagliare, ma io.. io sto sbagliando tutto. E' finita va bene? Non cercarmi più, ti prego, fai questo per me, non hai mai fatto nulla e mai nulla ti ho chiesto, ma ora fai questo per favore. Se tu continui a cercarmi, io continuo a venire da te e illudermi che un giorno tutto questo possa cambiare. Ma non cambierà, e lo sappiamo entrambi. Io lo so. Non sono stupida. " Sono arrabbiata perché capisco, non perché non capisco". Se non vuoi essere tu a salvarmi, lascia che mi salvi da sola.
Diario di una ninfetta 3
Questo non lo leggerai mai, perché ho sprecato davvero troppe parole che tu non sei riuscito a comprendere per cercare di esprimere quello che provo per te. Perciò mi sfogo, come se potessi leggere.
Mi manchi, mi manchi moltissimo. Ascoltare canzoni, leggere un libro, studiare, sta diventando impossibile. La mia mente è frastornata dal tuo continuo pensiero che viene a trovarmi ogni qualvolta mi accorgo di non star pensando a te, e perciò non riesco a distrarmi un attimo. Mi chiedo dove tu sia, cosa tu stia facendo, se anche tu mi stai pensando, se anche io ti manco. Mi è sempre piaciuto pensare che anche a te importasse di me; che anche se non riuscivi ad esprimere quello che provavi per me, poiché spaventato dalla differenza d'età, ci tenevi a me, a modo tuo. E pensavo fosse sicuramente il modo sbagliato, ma era un modo. Invece non riuscivo a capire che in realtà non ti importa. Non ti importa sapere dove sono, cosa faccio, se ti penso e se mi manchi. Così come ci siamo incontrati una sera d'aprile, siamo tornati a condurre due vite completamente parallele. Eppure ti cerco, ovunque io vada spero di incontrarti, di incrociare il tuo sguardo e capire se stai bene o se stai male, se hai bisogno di me e se ti posso aiutare. Puoi tornare da me? Possiamo tornare a passare le serate insieme a bere e fumare? Dimmi che hai bisogno di questo, quanto io ne ho bisogno. Mi manchi. Tua ragazzina
DIARIO DI UNA NINFETTA N2
Leggendo i "dolori del giovane Werther", oltre a commuovermi particolarmente con alcune lettere, ho iniziato a riflettere su quanto sia comune l'amore non corrisposto; su quante diverse e varie situazioni esistano ma su quanto esse ruotano sempre e comunque intorno a un amore non corrisposto. Allora, ho continuato a riflettere, volendo ostentare un certo cinismo che in genere non mi appartiene affatto, e ho cercato di capire, anzi voglio esagerare, ho cercato di comprendere, c'ho provato per lo meno, quanto sia stupido struggersi l'anima solo per un ennesimo amore non corrisposto, che non sarà nè il primo nè l'ultimo, ma soprattutto chissà quante altre volte ancora mi capiterà di provare amore e di non essere ricambiata. Più in generale, ha comunque prevalso la mia anima romantica, e mi sono ( come sempre ) auto-convinta che ne vale la pena, sia che un giorno anche il suo diventi amore, sia che non lo diventi, voglio soltanto godermi la mia avventura da "ultimo tango a Parigi" finchè dura, pur standoci male, pur desiderando altro. In qualche modo, anche se non come vorrei, lui è comunque mio, e forse dovrei apprezzare questo, invece di soffermarmi su ciò che non ho.
Razionalmente mi sembrano tutti ragionamenti piuttosto semplici, applicarli è il vero problema. Accettare che è come dice il tuo cervello, è un vero e grande problema.
DIARIO DI UNA NINFETTA N1
Ho deciso di tenere quanto più posso aggiornata la mia pagina di tumblr, e questo anche perchè potrebbe essere un'ottima valvola di sfogo, riuscendo a parlare dei miei problemi senza che nessuno mi conosca, riuscendoli anche a raccontare in maniera più oggettiva.
Il nome con cui pubblicherò i vari post non è affatto a caso, anzi, ultimamente le persone intorno a me mi fanno proprio sentire come una ninfetta di Nabokov benchè io non abbia 12 anni, ma 20. A tratti mi lusinga e a tratti mi irrita, e questo per il semplice fatto che io sarei disposta a intraprendere una relazione amorosa, fino anche ad innamorarmi con una persona più grande di me anche di venti anni, purchè sia amore e ne valga la pena. Io non voglio che nessuna mia relazione in futuro si basi solo sul sesso e sull'attrazione fisica o l'erotica. Voglio anche i sentimenti, voglio che qualcuno mi veda come molto più che una semplice scopata, perchè non sono solo questo.
Domani ho un'esame dell'università, e non riesco a provare ansia o panico o altre emozioni che esprimano paura, a volte mi sembra di essere vuota, come se qualcuno mi avesse svuotato di tutte le emozioni concentrandole solo su di lui. Come se qualcuno mi avesse consumato.
“Io mi sento di poter dividere gli uomini in quattro categorie, che più o meno mi vanno a coprire circa il 95% dell’universo maschile. Categoria Numero Uno: Gli Insoddisfatti. Tutto il giorno ripetono la mia vita fa schifo, mia moglie non mi ama, i miei figli mi detestano. La donna che cade...
Vecchioni legge Pessoa
Non sarò bella, non sarò una di quelle ragazze che guardi e pensi “Vorrei proprio conoscerla e dirle quanto è magnifica!”, ma, se tu volessi, potresti comunque innamorarti di me, delle mie stranezze. Potresti amare i miei occhi dal colore indefinito e sempre un po’ tristi e disinteressarti del fatto che non ho due gambe chilometriche e magre. Potresti amare il mio sorriso, che, mi dicono, è davvero buffo. Potresti amare il modo in cui ti parlo, in cui mi tocco i capelli ogni dieci parole e non importerebbe se non ho delle labbra carnose. Potresti amare la mia malinconia, i miei occhi che si illuminano quando piove, i miei sguardi un po’ tristi. Potresti amare le mie parole, tutte le parole che ti dedicherei se solo potessi, le lettere che ti scriverei. E quelle resterebbero, al contrario della bellezza, quelle potresti rileggerle col tempo e maledirmi per essermene andata o imprecare perché sarai stato fragile. Forse entrambi, forse sarai felice che io mi sia tolta dalle scatole, forse sarò ancora io la persona che ti ritroverai fra le braccia la mattina. Potresti amare il fatto che io debba mettermi in punta di piedi per abbracciarti, che nelle tue felpe sparirei completamente, che sono così minuta e non faccio che combattere con cose più grandi di me. Potresti amare la mia determinazione, come lotterei fino all’ultimo per te, per noi. Potresti amare le canzoni che ti canterei e il mio averti in tutto ciò che faccio. Potresti amare i miei libri, le citazioni che ti scriverei su fogliettini sparsi un po’ ovunque e ti lascerei da qualche parte, così, per regalarti un sorriso. Potresti amare il modo in cui ti preparerei il caffè alla mattina, magari anche impicciando lo zucchero col sale qualche volta. Potresti amare le risate che ci faremmo, il mio chiederti di portarmi al mare d’inverno e il mio lamentarmi sempre di come il mio corpo non mi piaccia. O potresti odiarlo, arrabbiarti con me perché sminuisco tutto, perché non credo mai a nulla, e litigheremmo, litigheremmo sempre per questo e dopo ci baceremmo fino a farci mancare i respiri. Potresti amare il mio essere negata in cucina. Pensaci, non sarebbe divertente metterci a preparare il pranzo assieme e ridere delle cose stupide che farei? Potresti amare i miei capelli sempre arrabbiati e le mie labbra tutte smangiucchiate, le mie cuffiette sempre nelle orecchie e la mia testa sempre altrove. Ma se ci fossi tu no, se tu fossi qui con me, io ci sarei sempre, ti ascolterei sempre, ti accarezzerei i capelli e farei di tutto perché tu possa essere felice, anche non esserlo io stessa. Potresti amare il mio comportarmi da bambina, i cartoni Disney che vorrei guardare con te, i dolcetti che mangeremmo insieme. Potresti amare le giornate sdraiati sul divano a giocare ai videogiochi e il broncio che metterei perdendo, o, al contrario, il mio viso felice di quando vincerei. Potresti amare le fotografie che ti scatterei, il mio implorarti di andare ovunque perché vorrei un ricordo di te da qualsiasi parte, le foto che ci faremmo insieme e in cui io sarei sempre venuta male, un po’ innamorata, un po’ stupida. Potresti amare le mie incazzature, il mio essere lunatica e perennemente in guerra contro il mondo. Potresti amare l’autunno come lo amo io, le ore insieme sotto le coperte abbracciati mentre fuori piove, la cioccolata calda che ti chiederei sempre e che condivideremmo. Potresti amare tanto, ma davvero tanto di me, perché non sarò bella, ma sono quel tipo di persona che, quando ama, ama davvero. Mi innamorerei di ogni tuo difetto e detesterei ogni tuo pregio che mi faccia sentire inferiore, ti accarezzerei le guance tutti i giorni ripetendoti quanto tu sia importante per me. Scriverei poemi solo sul tuo sorriso che, forse, un giorno leggerai, magari quando saremo vecchi, magari quando ci saremo già persi, e penserai che, alla fin fine, ne valevo la pena. Forse non sarò bella, ma saprei amarti.
- Capelli biondi e spighe di grano on Tumblr. (via capellibiondiespighedigrano)
Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a veder voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un'altra prospettiva.
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/film/l/l-attimo-fuggente-(1989)/citazione-23491?f=w:508>