Rispondere al quiz di fine anno mi costringe inevitabilmente a fermarmi un attimo e riflettere su come sia stata, nel complesso, questa annata seriale. Guardando indietro, la prima cosa che salta all’occhio è che i drama giapponesi, sorprendentemente, non sono riusciti a lasciare il segno. Per alcuni titoli mi sono persino ritrovata a dover rivedere la locandina per ricordarmi di cosa trattassero, segno che l’impatto è stato piuttosto debole. È un vero peccato, perché negli anni passati c’era sempre almeno una serie capace di distinguersi e di restare impressa. Non sono stati brutti per carità...ma niente che lasci il segno.
Decisamente meglio è andata, invece, con le produzioni coreane, taiwanesi e cinesi, che sono riuscite a tirare fuori alcune proposte interessanti e degne di nota. Accanto a titoli riusciti e coinvolgenti, però, non sono mancate nemmeno alcune brutture degne di nota, con drama che si sono rivelati deludenti sotto diversi aspetti. Un bilancio quindi un po’ altalenante, fatto di piacevoli sorprese ma anche di scelte molto meno felici.
Giappone(12): Kimi No Haru Ni Naru; Umi no Hajimari; Runway; Jitenshaya San; Watashi No Otto to Kekkon Shite; Nami Uraraka Ni; Heaver and Hell; Saiai; An Incurable Case Of Love; Lupin No Musume; Trillion Game; Vivant.
Corea(14): Ghost Doctors; The Heirs; The Penthouse 1,2,3; Twinkling Watermelon; The King's Affection; Beyond Evil; Dali and the Cocky Prince; Bon Appetit, Your Majesty; The Golden Spoon; The story of Park's Marriage Contract; Avengers Social Club; Healer.
Taiwan(1): Oh No! Here Comes Troubles.
Cina(9): I Am Nobody; Being a Hero; Adventure Behind The Bronze Door; A Journey Of Love; 19th Floor; Mysterius Love; The Prisoner Of Love; Justice In The Dark, Legally Romance.
Tailandia( 10): The The Moon and Back; 55:15 Never Too Late; Leap Day; The Warp Effect; PitBabe 2; Hua Jai Sila; Blackout; Home School; Not Me; Dalah:Death and Flowers
Filippine(1); Ang Mutya NG Section E
1) Fai una TOP 3 dei migliori drama visti [Oh No! Here Comes Troubles, Twinkling Watermelon e The Penthouse]
I taiwanesi giocano poco, ma quando scendono in campo lo fanno per vincere sul serio. Oh No! Here Comes Trouble mi ha conquistata fin dal primo episodio grazie alla sua capacità di raccontare una storia profonda e intensa senza mai risultare pesante. È uno di quei drama che riescono a farti piangere e ridere nello stesso momento, con un equilibrio raro e riuscitissimo. Credo che uno dei suoi punti di forza sia proprio nella calibrazione perfetta tra i personaggi e le loro storie, che si intrecciano in modo naturale e coinvolgente. Il fantasy inoltre non è semplice contorno o mero divertimento, ma viene inserito in maniera sublime e funzionale alla storia, diventando parte integrante del messaggio emotivo della serie. Per me, primo posto a mani bassissime.
Al secondo posto troviamo Twinkling Watermelon, che gioca una carta sempre vincente: il viaggio nel tempo. Ma non si ferma lì. La serie parla di legami familiari da recuperare, da comprendere o addirittura da costruire da zero. Si muove su temi delicati e universali come la famiglia, la disabilità, la bellezza della giovinezza e il coraggio di fare le proprie scelte, il tutto accompagnato dal potere universale della musica. Il risultato è una storia tenera, emotiva e sincera, capace di lasciare qualcosa anche dopo l’ultimo episodio. Un vero gioiellino.
A chiudere il podio troviamo The Penthouse, una giostra di emozioni senza fine. A differenza delle altre due serie, qui il ritmo è serrato, quasi soffocante, e il dramma viene portato all’estremo senza alcuna pietà. I personaggi non sono mai davvero buoni o cattivi: sono grigi, profondamente umani e spesso decisamente stronzi. Come avevo già scritto a caldo, Penthouse è un lunghissimo psicodramma, capace di tenerti incollato allo schermo episodio dopo episodio, come su una giostra impazzita da cui non riesci a scendere. Dentro c’è davvero di tutto, nel bene e nel male.
2) Il drama peggiore che hai visto [An Incurable Case of Love]
In questa categoria potrebbero rientrarci comodi comodi altri 2/3 drama ma voterò per An Incurable Case Of Love. Una serie che per quanto è stata pubblicizzata quando uscì e per il voto di Mydramalist sembrava destinata ad essere carina da morire. Avevo quindi delle aspettative molto alte.
Ed invece è stata una mezza delusione. La storia poteva anche essere interessante - la lead che scopre la sua vocazione infermieristica mentre coltiva la storia d'amore con quel pezzo di fregno di Satoh Takeru - ed è riuscita nel mostrare la crescita indipendentistica della protagonista femminile verso il finale.
Ma ahimè per gran parte della storia mi sono dovuta sorbire una lead totalmente assoggettata al protagonista, una storia d'amore che non mi ha mai convinto del tutto a causa del divario di maturutà tra i due lead e dei personaggi secondari che tutto sommato non mi facevano morire.
3) Miglior coppia romantica [To The Moon And Back]
To the Moon and Back a mani basse. Che carini, davvero.
Una coppia normalissima che si conosce in modo normalissimo e che passa il tempo insieme in modo altrettanto normale. Ed è proprio qui il punto. Non c’è bisogno di colpi di scena forzati o situazioni improbabili: stanno insieme, si parlano, condividono momenti quotidiani e, quasi senza accorgersene, iniziano a piacersi.
I sentimenti crescono piano piano, in modo naturale e credibile, fino a trasformarsi in qualcosa di più profondo e consapevole. Questo li porta ad affrontare conversazioni serie e mature, sia sulle rispettive vite personali sia su ciò che vogliono e possono essere come coppia. È una storia d’amore semplice, lineare, “come Dio comanda”, senza inutili complicazioni. Grazie Signore!
Ed è proprio per questo che mi hanno conquistata così tanto. Niente fraintendimenti tirati per le lunghe, niente innamoramenti a caso o inciampi messi lì solo per allungare il brodo. Solo due persone che si scelgono, passo dopo passo.
4) Una coppia che proprio non ti è piaciuta [The King's Affection]
Qui la scelta è stata tutt’altro che semplice: di coppie che non mi hanno convinta quest’anno ce ne sarebbero a sufficienza per riempire comodamente l’intera categoria. Alla fine, però, ho deciso di puntare sulla coppia principale di The King’s Affection.
Sia chiaro: non è una coppia bruttissima in senso assoluto, ma è senza dubbio una delle più noiose viste di recente. I due protagonisti passano l’intera serie a grondare miele, con dialoghi costantemente melensi e ripetitivi, incentrati su quanto si amino, si desiderino e non possano vivere l’uno senza l’altra. A un certo punto la sensazione è quella di ascoltare sempre la stessa conversazione, episodio dopo episodio, al punto che persino Romeo e Giulietta probabilmente si sarebbero sentiti offesi.
Il problema non è l’assenza di conflitti estremi, ma la totale mancanza di tensione, conflitto, in una storia che di "momenti potenzialmente di tensione" ne aveva a iosa.
Una coppia talmente piatta e prevedibile che, arrivata a un certo punto, mi sono ritrovata quasi a sperare che uno dei due lasciasse questa Valle di Lacrime, giusto per inserire un minimo di dramma e ravvivare la dinamica.
[SPOILER] E chi ha visto il finale sa che non sono stata accontentata manco su questo! [FINE SPOILER]
5) Un drama che ti ha fatto piangere [Oh No! Here Comes Troubles]
Oddio, qui le lacrime sono scese davvero più volte… due, tre, e forse anche di più. Alcune storie dei personaggi, i temi trattati e il modo in cui venivano sviluppati mi hanno commossa tantissimo. La delicatezza e l’intensità con cui certe vicende venivano raccontate mi hanno fatto piangere anche l'acqua del battesimo.
[SPOILER]
Una delle parti più devastanti è stata senza dubbio la storia del ragazzo senzatetto, abbandonato e solo fino alla fine. Vederlo morire senza nome, senza famiglia e senza affetto, è stato straziante. La scena del suo funerale, in cui finalmente gli viene data un’identità, è di una potenza emotiva enorme.
[FINE SPOILER]
In generale, Oh No! Here Comes Trouble non si limita a raccontare una storia, ma riesce a far entrare lo spettatore nelle emozioni dei personaggi.
6) Miglior bromance (scusa @ili91-efp XD) [Ghost Doctors]
Voterò per Ghost Doctors, anche se devo ammettere che ci sono state altre bromance meritevoli quest’anno. Tuttavia, la coppia principale di questa serie mi è rimasta nel cuore per carisma e chimica fin dai primi episodi. La loro relazione, fatta di alti e bassi, è stata semplicemente irresistibile: l’aiuto reciproco, il sostegno nei momenti difficili e persino le inevitabili arrabbiature hanno creato una bromance tanto divertente quanto coinvolgente.
A rendere tutto ancora più interessante è stata la differenza caratteriale tra i due lead: completamente opposti e costretti a convivere nel solo corpo di uno di loro. Questo ha aperto la porta a momenti comici e a sviluppi intensi che hanno reso la loro amicizia unica e memorabile. Guardarli interagire, litigare e aiutarsi a vicenda ha reso la serie un vero piacere, e la bromance tra questi due personaggi si è guadagnata il primo posto senza alcun dubbio.
7) Miglior e Peggior attore maschile [Gun e Sakai Masato]
Il premio come miglior attore maschile quest’anno va senza dubbio a Gun. L’ho visto recitare in ben quattro drama – 55:15, Not Me, Leap Day e Home School – e ogni volta mi ha impressionata per la sua incredibile versatilità. Riesce a incarnare personaggi totalmente diversi tra loro, dal ragazzo autistico alle due personalità opposte all’interno della stessa serie, mantenendo sempre credibilità e profondità emotiva. La capacità di adattarsi a ruoli così complessi e diversi è davvero rara, e per questo Gun si guadagna il mio riconoscimento a mani basse.
Come peggior attore, invece, devo purtroppo indicare quello di Vivant. La sua interpretazione mi ha decisamente rovinato l’esperienza della visione. Forse a teatro certe smorfie, urla ed espressioni eccessive possono funzionare, ma in un drama di azione/thrillere avventura mi sono sembrate esagerate e fastidiose. La sua recitazione è stata talmente poco convincente che ogni volta che appariva in scena soffrivo così tanto che mandavo “avanti veloce” alcuni dei suoi momenti per sopravvivere alla visione. Un vero peccato, perché il resto dell cast era bravissimo.
8) Miglior e Peggior attrice femminile [Ang Mutya Ng Section E e Blackout]
Voglio premiare JJ di Ang Mutya Ng Section E perché, per quanto io l’abbia mal sopportata nel libro, nella serie è semplicemente fantastica. Il merito non è solo di una scrittura decisamente più riuscita rispetto alla versione originale, ma soprattutto dell’interpretazione.
Ashtine riesce a portare sullo schermo una ragazzina spensierata e allegra, sempre pronta a divertirsi con gli amici, senza però nascondere le profonde ferite emotive che si porta dentro. È bravissima nel far convivere queste due anime: il modo in cui la sua espressione cambia nei momenti più seri, per poi tornare immediatamente a essere una “testa matta” nelle scene successive, è davvero degno di nota.Ashtine è riuscita in un’impresa non da poco: farmi adorare un personaggio che avevo mal digerito nella sua versione originale. E scusate se è poco.
Sul versante opposto, invece, c’è la protagonista di Blackout, che purtroppo meriterebbe una bella rimandata a scuola di recitazione. Interpretava un ruolo drammatico e intenso, dove sarebbe stato fondamentale catturare le emozioni dello spettatore. Invece, per le prime quattro puntate, l’espressione della signorina era piatta come un tavolino appena sciacquato, e nei successivi episodi ci ha regalato pianti e balbettii così finti che mi sono sembrati più autentici i bambini a scuola quando fingono di stare male per scappare prima da scuola. Semplicemente terribile e difficile da guardare senza fastidio.
9) Un villain che ti è rimasto impresso [Ang Mutya Ng Section E]
Per questa categoria ho deciso di fare una scelta un po’ diversa: non voglio premiare il “cattivo” classico, quello che trama nell’ombra o fa del male per il gusto di farlo, ma il villain “lato oscuro” della storia, quello che colpisce per il suo modo di essere vicino al lead di turno e al contempo distruttivo.
Per me, la famiglia di Jay Jay in Ang Mutya è il vero villain della serie. Il modo in cui trattano la ragazzina, la manipolano, le fanno ricatti morali e le nascondono informazioni è semplicemente assurdo. La trattano come una bambina di 5 anni dandole ordini senza spiegarle mai nulla. E tutto questo da parte di persone che dovrebbero volergli più bene di chiunque altro. Perché io lo so che le vogliono bene e vogliono proteggerla...ma non si fa così!
[SPOILER]
Tra parenti che preferiscono che non si diplomi, a quelli che le vietano di incontrare il padre senza dirle il motivo, fino a chi arriva addirittura a programmarle un matrimonio combinato senza informarla… ci sarebbe da chiamare i servizi sociali. E non mi dilungherò sulla madre di Jay Jay, altrimenti cadono tutti i santi.
[FINE SPOILER]
Questi sono i veri cattivi della storia.
BONUS: la mamma di Umi in Umi No Hajimari. Presentata per tutta la serie come santa e sacrificale, l'ho trovata terribilmente cattiva. Le sue scelte egoistiche e dannose hanno impedito a sua figlia e a Haru di conoscersi e costruire un legame autentico. Una vera str…a!
10) Il drama con il finale peggiore [PitBabe Season 2]
Ma come?! E quindi la prima stagione l’ho guardata a fare?!
Questo potrebbe essere stato il mio pensiero alla fine di Pit Babe Season 2. Dopo pianti, morti, intrighi, complotti, rapimenti e chissà quali altri drammi, tutto si conclude in un modo talmente insipido da lasciare basiti. Un happy ending romantico poteva anche starci, ma un finale di trama così imbarazzante?!
[SPOILER]
E poi, soprattutto, Tony al matrimonio di Charlie e Babe?? Ne vogliamo parlare?!!
Tralasciando il fatto che in teoria dovrebbe essere morto – ma in Pit Babe si resuscita meglio che nella Bibbia e se non ti si può resuscitare, creano apposta un personaggio per non sprecare l'attore perchè dai..ormai ce l'hai. Che fai, non lo usi?! – cosa ci fa lì? Come può essere presente se ha passato due stagioni a tentare di uccidere, rapire e far soffrire i due protagonisti? Perché??
[FINE SPOILER]
In sintesi, un finale che ha annullato tutto il pathos e le emozioni accumulate durante la serie, trasformando due stagioni di suspense e tensione in un “tutto a tarallucci e vino” che ancora oggi mi lascia sbalordita.
BONUS: il finale di King's Affection. Anche qui ci presentano una storia densa di tranelli, prove, complotti e morti ammazzati male... ma la serie finisce a tarallucci e vino andando pure a mettere in discussione tutto quello che avevano scritto prima. No, ma complimenti.
11) Il personaggio che all’inizio odiavi e poi hai rivalutato [19th Floor]
Voterò per il bulletto di 19th Floor. All’inizio, il suo comportamento codardo e l’atteggiamento egoista mi avevano fatto provare un vero e proprio senso di antipatia nei suoi confronti. Eppure, col passare degli episodi, quell’odio ha lasciato il posto a un affetto totale, fino a trasformarlo nel mio personaggio preferito dell’intera serie.
È vero che Zhang Tian Qiang ha abbandonato i suoi amici nei momenti cruciali, ma la sua paura era autentica e lo faceva soffrire profondamente. Si vedeva che voleva aiutarli, desiderava fare la cosa giusta, ma la paura lo bloccava.
Quando, nel finale, il suo percorso di crescita giunge al termine, ci troviamo davanti a un personaggio completamente trasformato: coraggioso, pronto a sacrificarsi per gli altri e a combattere al fianco dei suoi amici senza più paure È una rivalutazione completa che rende la sua storia una delle più appaganti e gratificanti della serie.
12) Una serie che ti fa venire voglia di farci un rewatch
Onestamente, quest’anno nessuna serie mi ha davvero spinto a rivedere l’intero drama dall’inizio. Ci sono stati momenti e scene memorabili, ma nessuna storia ha avuto quell’effetto da farmi premere “play” di nuovo dall’episodio uno.
Forse l’unico titolo che si avvicina è Oh No! Here Comes Trouble, che è riuscito nell’impresa di farmi riguardare alcune scene specifiche, quelle più strazianti e toccanti, giusto per rivivere le emozioni più forti. - e aprire i condotti lacrimali -
Ma un vero rewatch completo? No, non quest’anno.
13) Una serie che merita più conoscenza [Dalì And the Cocky Prince]
In un mondo di commedie romantiche coreane che spesso riscuotono successo soprattutto per la gnoccagine del lead, ci sono alcune serie che, a mio parere, meritano decisamente più attenzione. Dalì, ad esempio, è una di queste.
La serie è ben costruita, realizzata con cura e con una storia d’amore davvero adorabile e credibile. Riesce a combinare leggerezza, emozione e personaggi ben definiti, elementi che la distinguono da molte altre commedie del genere. Se ancora non l’avete scoperta, secondo me merita assolutamente una chance e una visione più approfondita. Sopratutto se amate le serie romantiche...una chicchettina.
14) Un drama che ti penti di aver visto [Umi No Hakimari]
Sarò io che sono strana, ma Umi No Hajimari mi ha fatto solo arrabbiare. Vedere il povero Haru dover fare i conti con una figlia comparsa all’improvviso, mentre la serie cerca di convincerti che la madre della bambina abbia fatto bene a nascondere la gravidanza e a impedire che padre e figlia si incontrassero fino ai sei anni della piccola… beh, mi ha fatto salire il nervoso a livelli atomici.
I drama giapponesi spesso hanno questa malsana tendenza a spiegare e sottolineare fino all’inverosimile la morale della storia, ma in questo caso, considerando la delicatezza della tematica e le scelte della protagonista, ho trovato davvero ingiustificato questo tentativo di manipolazione emotiva. Invece di coinvolgere e far riflettere, mi ha lasciata frustrata e infastidita per gran parte della visione. Avrei preferito non vederla proprio questa serie.
15) Serie che hai droppato [The Bond]
Essendo un drama del calendario ho davvero provato ad arrivare fino in fondo, ma non ce l’ho fatta. Non riuscivo a trovare la forza di andare avanti episodio dopo episodio e, ogni volta che pensavo al fatto che fosse una serie da ben 33 puntate, la voglia diminuiva drasticamente.
A oggi, onestamente, non saprei nemmeno dire con precisione cosa non mi piacesse davvero: non c’è stato un elemento specifico che mi ha fatta mollare, ma più una generale mancanza di coinvolgimento
17) L'ambientazione più bella e più brutta [Vivant / Blackout]
Vivant si aggiudica senza alcun dubbio il premio per la miglior ambientazione. Le immagini della Mongolia, del deserto, delle yurte e delle location esotiche sono semplicemente stupende. Le riprese, spesso realizzate con i droni, regalano panorami mozzafiato che non solo valorizzano la serie, ma ti fanno venire una voglia irrefrenabile di preparare lo zaino e partire per un viaggetto. L’ambientazione non è un semplice sfondo, ma contribuisce in modo attivo all’atmosfera e al fascino della storia.
Di contro, Blackout vince il premio per la peggior ambientazione. L’intera serie è girata praticamente nello stesso luogo: un locale che, per dimensioni, spazialità e luminosità, dà più l’idea di un labirinto lovecraftiano che di un posto dove bere qualcosa con gli amici. Non so se fosse una scelta narrativa raffinata – tipo la metafora del labirinto come riflesso delle cazzate della protagonista – ma dopo quattro puntate passate a vedere questi poveri disgraziati girare a vuoto, premere bottoni che aprono stanze segrete e attraversare corridoi con alberi in fiamme (ricordiamo: siamo in un locale), l’effetto è stato più straniante che suggestivo.
18) La coppia “slow burn” che ti ha consumata dentro [Prisoner Of Beauty]
Ok, forse “consumata dentro” è un termine un po’ troppo forte per descrivere quello che ho provato con la coppia principale di Prisoner of Beauty, ma è innegabile che abbia contato con ansia crescente gli episodi mancanti per vederli finalmente finire insieme.
La loro è stata una costruzione lenta, paziente e, soprattutto, ben fatta: una classica storia hate/love sviluppata con i giusti tempi. Puntata dopo puntata li vedevo avvicinarsi sempre di più, tra scontri, tensioni e momenti e ogni volta mi ritrovavo ad agonizzare nell’attesa del passo successivo.
Non è uno slow burn forzato, ma uno di quelli che ti tiene lì, incollata allo schermo, a sperare che succeda qualcosa… e a soffrire un pochino quando, puntualmente, non succede ancora.
19) Il personaggio secondario che avrebbe meritato una serie tutta sua [I Am Nobody]
Pagherei oro per vedere una serie interamente dedicata alle avventure di Wang Ye in I Am Nobody. Viene presentato come uno dei personaggi più importanti e potenti della storia, eppure su di lui ci viene raccontato sorprendentemente poco. Ed è proprio questo a renderlo per me così affascinante.
Considerando che I Am Nobody ha un cast e una trama che richiamano un wuxia moderno, popolato da anziani, segreti e una storia che affonda le radici in un passato lontano, una serie con Wang Ye come protagonista sarebbe stata perfetta. Mi sarebbe piaciuto vederlo viaggiare per il mondo, riscoprire antiche storie, incontrare nuovi personaggi e, soprattutto, mostrare appieno i suoi poteri. Un potenziale enorme rimasto sullo sfondo, che avrebbe meritato decisamente più spazio.
20) Il personaggio vestito meglio (e quello vestito peggio) dell’anno [the Penthouse / Legally Romance]
Per il premio miglior outfit voto senza esitazioni per le donne di The Penthouse. In quella serie hanno tirato fuori una sfilata continua di vestiti stupendi, eleganti, di classe e indossati in modo impeccabile. Ancora oggi mi è rimasto impresso il vestito rosa cipria visto nella prima puntata: semplicemente meraviglioso, me lo sono letteralmente mangiato con lo sguardo.
Di contro, il premio per il peggior stile va alla protagonista di Legally Romance. Una volta tornata all’università, si presenta con acconciature e abiti che sembrano usciti direttamente da un liceo. E la cosa mi lascia parecchio perplessa: nessuna delle sue amiche si veste in quel modo e, soprattutto, lei ha mentalmente trent’anni e uno sguardo già proiettato nel futuro. Dovrebbe quindi avere una consapevolezza completamente diversa anche nel modo di vestirsi. Una scelta di styling che non ho proprio capito e che mi ha stonato per tutta la serie.
21) La canzone dell’OST che hai messo in loop fino allo sfinimento
Quest’anno, purtroppo, nessuna canzone è riuscita a fare breccia nel mio aridissimo cuore. Nessun brano da ascoltare in loop fino allo sfinimento, nessuna OST capace di accompagnarmi per giorni. Speriamo vada meglio l’anno prossimo, che musicalmente parlando c’è decisamente margine di miglioramento.
Ed ovviamente concludiamo con la Challenge.
Sarà anche perché l’ho pensata io, ma questa challenge è assolutamente fattibile. D’altronde, se qualche anno fa mi sono vista Bokura No Yuki (classe 1997), il 2010 mi sembra quasi fantascienza futuristica.
Per quanto riguarda invece il Calendario dell'Avvento dello scorso anno, non solo sono riuscita a vedere la serie che avevo pescato ma son riuscita a finire quasi tutte le caselle. Me ne manca solo uno di drama che ahimé temo andrà visto nel 2026. Oh, d'altronde non si fanno miracoli! Comunque è stata un esperienza carina e utile questa del Caledario che mi ha permesso di vedere serie che vegetavano nella mia lista da decenni... buono così!
Si conclude così anche quest'anno il quiz del 2025. Ringrazio chi ha partecipato - e me stessa per averlo creato XD - e augurio a tutti un BUON NATALE!!!