Il vento ci porterà via
Forugh Farrokhzad Che pena il vento, nella mia piccola notte ha un appuntamento con le foglie. Nella mia piccola notte c’è l’ansia di un crollo imminente. Ascolta, senti l’alito del buio? Con stupore io guardo questa buona sorte io, ormai assuefatta alla disperazione. Ascolta, senti l’alito del buio? Qualcosa attraversa ora la notte rossa e inquieta è la luna. E da questo tetto che teme di continuo il crollo al suolo si affollano le nuvole come nere file di lutto quasi in attesa del momento di pioggia. Un momento, e nient’altro dopo. Sussulta la notte dietro la finestra, e la terra esita nel suo incedere. Dietro questa finestra qualcosa senza nome ci guarda, in ansia, per me e per te Tu, corpo in fiore, riponi le tue mani come ricordo ardente fra le mie dita innamorate e le tue labbra come senso caldo dal petto abbandonale alle carezze delle mie labbra innamorate. Il vento ci porterà via, sì, il vento ci porterà via.
[Forugh Farrokhzad, da Un’altra nascita, in La strage dei fiori, Poesie Persiane]










