« Balliamo » il punto di domanda non si è sentito perché quella non è una domanda. Scosta la sedia dal tavolo abbastanza per potersi rimettere in piede, allungare la mano destra di lei e farle cenno con la testa verso lo spazio davanti al palchetto rialzato dove ci sono i musicisti e alcuni ragazzi e ragazze che si divertono, certamente più di loro che parlano di scuola e di esami.
Le guance si arrossano ancora un altro po`, se possibile, mentre muove qualche passo incerto verso la pista improvvisata. E tutta la sua insicurezza si fa ben vedere visto che non sembra attivarsi più di tanto in questo ballo, gli occhi che cercano i suoi quasi in una richiesta di aiuto.
Evanna potrà accorgersi però che è sempre dietro di lei e molto vicino, quando sentirà una mano che le sfiora le spalle e subito dopo il braccio, e quindi un fianco « Eddai, cosa c`è? » le parla accostando la bocca al suo orecchio « sei davvero troppo » parola che non si capisce, scusate (?) la musica « per la vergogna. »
Si gira per ritrovarsi davanti a lui mentre i denti affondano nella carne interna delle guance. « Troppo cosa? » mica te la cavi così Daemon. La parola non le è arrivata per via della musica ma lei pretende di saperla.
Tira aria dal naso, gonfiando il petto più del dovuto o del necessario, mentre apre la mano sinistra per poggiarla al centro della sua schiena, sorreggendo la sua posizione sulle punte dei piedi, verso di lui, senza nessuna particolare pressione o forza. Gentile, in quel tocco. Molto più ruvide, al contrario, le sue labbra quando cercano di incontrare con un bacio la bocca di Evanna. Il contatto non dura moltissimo, nell`ordine di una manciata di secondi. « Scusami » severo, divincola il polso dalla presa della ragazza, cercando di passarle oltre e lo fa con così poca attenzione che per poco non rischia di mandare la propria spalla a sbattere contro quella della ex-Corvonero.
Aggrotta leggermente le sopracciglia quando lo vede muoversi tutto nervoso e seccato. E` lui il seccato adesso? E gli occhi si sgranano pure, increduli, con un certa ironia che quasi le fa venire da ridere. « Tu non stai bene » sussurra però sbattendo le braccia contro i fianchi.
« L`altra sera al paiolo ho incontrato un ragazzo di Hogwarts » ancora nessun nome, per ora « Mi ha invitato ad uscire il giorno dopo e ho accettato perché forse un po` avevo bisogno di svagarmi » c`è sempre un velo di ironia mal celata nel tono con cui pronuncia tutte quelle parole. « Siamo andati in un pub, abbiamo ballato un po` e poi lo sai che ha fatto? » la coinvolge, addirittura, in questo racconto. « Mi ha dato un bacio, così dal nulla » mentre gli occhi si sgranano un po` a rimarcare tutta la sua confusione. « Ma il bello è arrivato dopo » mentre scuote pure il capo, fermandosi giusto per bere un sorso di tè e dare un po` di suspance al racconto. « Dopo » riprende leccandosi le labbra « Se n`è andato. Mi ha lasciato lì in mezzo alla pista comportandosi da offeso, tutto innervosito » e di nuovo alza le sopracciglia. Che solo ripercorrere quel momento la lascia ancora incredula. « Giusto per far riferimento alla stupidità maschile » con un risatina secca e poco divertita.
‘Sinclair’. E improvvisamente tutto non è più divertente. Strabuzza gli occhi, il liquido che le va di traverso, un colpo di tosse, poi un altro a liberarsi la gola in uno strozzato «Non ci posso credere» Che, a prescindere, le esce dalla bocca in un sussurro senza fiato. Le gote sono arrossate, la tazza è stata fatta cadere bruscamente, quasi sbattendola, sulla superficie lignea.
« Lis » la richiama stringendo appena i denti. « Perché quando l`ho nominato hai fatto così? » hai cambiato espressione. « Che cosa c`è? » il tono è grave, non si farà bastare delle parole a mezza bocca. [...] « Per gelosia? » la butta lì anche se un po` suona strano anche a lei.
«Non sono io ad essere gelosa» Il verde guizza agli occhi altrui, un istante, prima di fuggire di nuovo. Poggia la tazza, sul tavolo, il pollice a giochicchiare con gli altri anellini. [...] «Devi pensare soltanto che hai incontrato un cretino» Shame on Daemon, oh yes. La voce è avvolgente, tranquilla, consolante senza assumere toni patetici, anzi. «E che il suo atteggiamento…» Non gli trova un aggettivo e quindi sbuffa, indispettita, disgustata anche un po’, procedendo di nuovi su toni pacati a rasserenarla «è colpa sua, non tua, comportandosi da vile con te per la sua gelosia» Non ti dirà per ripicca, non si può fare, ma ormai il concetto le pare essere abbastanza chiaro. «Tu non dargli peso, fregatene».