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@evansdan
per chi ci ha messo il cuore e altrettanto cuore non ha trovato
Io che ho paura di non essere abbastanza per te e mi faccio i complessi tutti i giorni, tu che mi dici che sono troppo bella per uno come te.
però tu fammi una promessa
che un giorno, quando sarai persa
ripenserai ogni tanto a cosa siamo stati noi
— Pinguini Tattici Nucleari; Ridere
Hai notato come vivono bene senza di te le persone che un tempo dicevano che non potevano fare a meno di te?
«Cosa succede quando la persona che ami di più, decide di andarsene da te?»
«Forse arriverà un giorno in cui sarai seduta in auto, con la persona che più ami al mondo, e lei terrà il volume della radio così alto che non riuscirete a parlare.
Forse arriverà un giorno, in cui la persona che più ami al mondo smetterà di risponderti ai messaggi, e le tue chiamate suoneranno a vuoto. E quando chiederai il motivo, otterrai silenzi, perché penserà che tu non meriti risposte.
Forse arriverà un giorno, in cui camminerai in spiaggia con la persona che più ami al mondo, e mentre tu cercherai di incrociare il suo sguardo, lei guarderà il mare e desidererà essere lontana.
Forse arriverà un giorno, in cui la persona che più ami al mondo smetterà di uscire con te, e camminando per strada la vedrai ridere con altri, in un modo che non le vedevi fare da tempo, e quando tu, stanca, con gli occhi rossi per i pianti e lo stomaco stretto in una morsa, le chiederai perché, lei ti guarderà come se ti vedesse da molto lontano, e con un tono indifferente, ti risponderà che, per lei, non sei più abbastanza.
Non so dirti se quel giorno arriverà. Non so dirti se capiterà un mercoledì mattina, prima di un esame, o un venerdì sera, quando non suonerà alla tua porta.
Ma se arriverà, ti sentirai come se ti demolissero pezzo per pezzo. Un grido di dolore ti brucerà la gola, ti seccherà le labbra, e penserai di avere del fuoco nei polmoni. Le tue gambe diventeranno così molli che ti sentirai cadere. E la tua testa diventerà così pensante, e incomincerà a pulsare così forte, che crederai scoppierà da un momento all’altro.
E i giorni diventeranno settimane, fino a tramutarsi in mesi.
Il tempo passerà, ma il ricordo che avrai di lei no.
Non riuscirai a staccare dall’armadio di camera tua le vostre foto, nonostante lei non faccia più parte della tua vita.
Continuerai a conservare le lettere che ti aveva scritto, nonostante sai che non riuscirai più a rileggerle.
Manterrai su Spotify la playlist che vi eravate create, anche se sai perfettamente che non la canterete mai più assieme.
Quando guiderai per strada, ti ritroverai a cercare il suo volto in ogni macchina grigia.
E quando gli altri nomineranno il suo nome, tu ti volterai dall’altra parte, consapevole che, se ti guardassero negli occhi, vedrebbero tutte le crepe in cui ti ha spezzato, e tu che ancora non le hai sanate perché speri venga lei a farlo.
Passeranno gli anni, e incontrerai qualcun altro. Le sue labbra avranno un sapore diverso, e le sue mani ti stringeranno in altri punti. Tornerai a sorridere, e a sentirti come se nel mondo fosse rimasto ancora un po’ di amore per te.
Ma ci saranno notti, in cui sarai stesa nel letto, incapace di prendere sonno, e mentre fissi il soffitto, e ti risistemi i cuscini sotto la testa, penserai a lei. Alla persona che più amavi al mondo, che ti ha lasciata perché per lei non eri abbastanza. E automaticamente eri diventata non abbastanza anche per te stessa. Ripenserai al suo profumo, e al calore della sua pelle. Ripenserai alla fossetta che si scavava nella sua guancia quando abbozzava un sorriso, e alle lacrime che ti ha asciugato quando nessuno notava che stavi male.
Ripenserai a lei, ma non a tutto il male che ti ha fatto.
Ripenserai a lei, e a tutto l’amore che ti ha dato. Ripenserai al modo in cui ti ha fatto sentire, e ti ritroverai a pingere, perché in quel momento, e solo in quel momento, ti renderai conto di aver perso per sempre il tocco delle sue mani, e il timbro della sua voce, e tutto il mondo che avevi costruito con lei si dissolverà nella nebbia.
E desidererai solo di rivivere quei momenti un’ultima volta.»
-Alessia Alpi, pensieri delle 21:14.
(Volevoimparareavolare on Tumblr)
Non innamorati di una ragazza che scrive, perché resterà sveglia la notte a comporre poesie sul modo in cui la tua bocca si piega per pronunciare il suo nome, e di come i tuoi occhi castani imprigionano la luce del sole in pagliuzze dorate nelle tue iridi, la stessa luce di cui ardono le stelle che le faranno perdere il sonno, perché lei non potrà chiudere gli occhi, quando i tuoi tempesteranno il cielo nero.
Non innamorarti di una ragazza che legge. Perché ti nasconderà fra le pagine che le hanno bagnato le guance di lacrime, e accelerato il cuore. E finirà per sottolineare tutte le frasi che parleranno di te, e di come la fai sentire quando la tua pelle sfiora la sua.
Non innamorarti di una ragazza che ama l’arte. Ti vorrà portare nei musei e baciarti fra le sue opere preferite. Ti dipingerà le labbra di rosso coi suoi baci, come i papaveri di Monet, e il suo viso screziato di malinconia, la stessa malinconia delle tele di Van Gogh, riuscirà a toccare le parti più tristi di te, ad accarezzare quelle più ferite, facendole fiorire come girasoli.
Non innamorarti di una ragazza sensibile. Di una che ancora ci mette il cuore, nelle cose che fa, nelle parole che dice.
Non innamorarti di una ragazza così, se non potrai amarla almeno la metà di quanto ti amerà lei.
-Alessia Alpi, pensieri delle 15:06
(Volevoimparareavolare on Tumblr)
“Conoscersi, amarsi, allontanarsi. A tratti perdersi. Una settimana, un mese o dieci anni. Che importa. Chi fa davvero parte della tua vita, lascia sempre dietro di sé un pretesto per tornare. Il tempo, a volte, non converge con le persone. Lui, sfasato, impone distanze. Ma, se trovarsi è stupendo, ritrovarsi è sublime.”
— Web
La verità è che da quando non parlo più con te ho paura di parlare
~ quello strano~
Se è per tutti allora non fa per me
Smettetela di chiedervi se siete abbastanza per gli altri ed iniziate a chiedervi se sono gli altri ad essere abbastanza per voi.
Mi rendo conto che per anni ho cercato di nascondermi, di non entrare in intimità con nessuno, di non far vedere alle persone, anche care, ogni lato di me. Perché fondamentalmente penso che questi lati non siano "amabili", non siano sopportabili. Il problema è che in questo modo mi sono nascosta, ho celato me stessa e ora voglio proprio fare questo lavoro: un lavoro di verità. Dire la verità, sempre, il più possibile. Essere vera, più che posso, far venire fuori sempre più liberamente e totalmente chi sono davvero e smetterla di pensare che devo compiacere qualcuno. Fortuna che questo lavoro, più facile a dirsi che a farsi, non dipende solo da me, sennò sarebbe un vero casino.
È un messaggio che voglio dedicare a me stessa. Un giorno magari mi imbatterò di nuovo in queste parole e so che avranno la forza di farmi sorridere. Sono fiera di me. Sono grata di aver scelto di svegliarmi e di essermi ripresa tutta quella vita che ho visto scorrere davanti quando stavo male. Sono orgogliosa di aver pianto ogni lacrima, di aver curato le ferite senza mai nasconderle, di aver creduto nelle persone anche quando non se lo meritavano e di continuare a farlo perché ho un cuore buono. Sono entusiasta di me: ho deciso di mettermi come primo obiettivo, ho voluto mettere alla prova i sogni e ho lasciato percorsi che non erano più parte della mia storia. Sono stata sciocca, ho pensato di fare da sola, non mi fidavo più e ho scoperto che credere di nuovo in qualcuno fa tanta paura ma può essere al contempo bellissimo. Sono speranzosa perché mi rimbocco le mani ogni giorno senza fare sconti e se qualche volta va male ho smesso di ripetermi che sono io l’errore, l’ingranaggio che non funziona nel sistema. Sono riuscita a bastarmi al punto che adesso bramo nuovi incontri, nuove amicizie, nuove possibilità perché so che saranno valori aggiunti ad un equilibrio che vive già bene di suo. Non ce l’ho fatta a metabolizzare il lutto e questo me l’aspettavo, anche se riempio le mie frasi con le espressioni tipiche del nonno e così è un po’ come averlo qui. Sono fiera di me, so che l’ho già detto, è così. Sono fiera al punto da gonfiare il petto e camminare a testa alta, io che ho sempre fatto un passo indietro nascosta nell’ombra degli altri. Volevo dirmi che ho avuto coraggio e che sono stata brava. Sorrido fra i girasoli.
stai con chi ha voglia di stare con te anche quando tu gli fai passare la voglia
- gio evan
Un anno prima della sua morte, Franz Kafka visse un'esperienza insolita. Passeggiando per il parco Steglitz, a Berlino, incontrò una bambina, Elsi, che piangeva sconsolata: aveva perduto la sua bambola preferita, Brigida. Kafka si offrì di aiutarla a cercarla e le diede appuntamento per il giorno seguente nello stesso posto. Incapace di trovarla, nonostante l'estenuante ricerca, scrisse una lettera - da parte della bambola - e la portò con sè quando si rincontrarono: “Per favore non piangere, sono partita in viaggio per vedere il mondo, ti riscriverò raccontandoti le mie avventure…”, così cominciava la missiva. Quando lui e la bambina si incontrarono, egli le lesse questa lettera attentamente descrittiva di avventure immaginarie della bambola amata. La bimba ne fu consolata e quando i loro incontri arrivarono alla fine, Kafka le regalò una bambola. Era ovviamente diversa da quella perduta, e in un biglietto accluso spiegò: “i miei viaggi mi hanno cambiata”. Molti anni più avanti, la ragazza cresciuta trovò un biglietto nascosto dentro la sua bambola ricevuta in dono. Riassumendolo, diceva: ogni cosa che tu ami, è molto probabile che tu la perderai, però alla fine l'amore muterà in una forma diversa.
I overthink. I overlove. I overfeel