Niente di niente
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Lint Roller? I Barely Know Her

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@exaliens
Niente di niente
Che ti amo ne sono sicura
Ne sono sicura come quando è il secondo giorno di primavera
e nevica.
Ragazzi, voi siete persone e non numeri .
la mia professoressa di latino
mi hanno sempre detto che io essendo una femminuccia non potevo certo arrampicarmi sugli alberi, mi hanno sempre detto che io dovevo andare bene a scuola, che non potevo protestare se mio fratello dopo pranzo o dopo cena non sparecchiava perché quello era il mio compito, mi hanno sempre detto che se avessi fatto carriera sarei stata sempre prima “bella” e poi “brava” mi hanno detto che dovevo giocare con le barbie, che non potevo stare solo con i maschietti, che quando sarei diventata grande non avrei potuto girare da sola di notte, mi hanno insegnata a difendermi dai mal intensionati, mi hanno detto che ero inopportuna, troppo scollata, troppo accollata, mi hanno chiuso in faccia porte, portiere, portoni, mi hanno detto che sono femmina, mi hanno detto che non avrei potuto fare tante cose, mi hanno detto che non avrei potuto fare il primo passo in una relazione, mi hanno detto che non valorizzo il mio fisico e altre volte mi hanno detto che mi metto troppo in mostra, mi hanno detto “sei mia” come se fossi un’oggetto legata ad un padrone esclusivamente maschio, mi hanno detto “me la dai?” come se fosse una cosa di poco conto e di poco valore, mi hanno detto di no, altre volte hanno detto che non potevo, che non ce l’avrei fatta, che non avrei resistito, che avrei mollato,
e invece sono ancora qua.
con tutte le mie insicurezza, i miei umori, con tutte le mie convinzioni sbagliate, con i miei ideali e le mie battaglie, con tutte le mie cicatrici e le mie ferite ancora aperte, con le mie paure e le mie debolezze, prendimi portami via e
amami
almeno tu.
non ti meriti di stare male, non meriti tutto questo dolore.
meriti il mare in inverno, meriti chi ti ci porta a guardare il mare, magari con la neve o con la pioggia.
meriti chi non ti sfiora mai per sbaglio
perché chi ti ama per sbaglio non ti sfiora mai.
spero solo che la voglia di riscattarmi superi questa paura di deludere ancora una volta
tutti quanti.
ti avrei dato la mia felicità
ma tu te la sei presa con la forza
quando sei andato via.
Ragazzi, voi siete persone e non numeri .
la mia professoressa di latino
mi hanno sempre detto che io essendo una femminuccia non potevo certo arrampicarmi sugli alberi, mi hanno sempre detto che io dovevo andare bene a scuola, che non potevo protestare se mio fratello dopo pranzo o dopo cena non sparecchiava perché quello era il mio compito, mi hanno sempre detto che se avessi fatto carriera sarei stata sempre prima “bella” e poi “brava” mi hanno detto che dovevo giocare con le barbie, che non potevo stare solo con i maschietti, che quando sarei diventata grande non avrei potuto girare da sola di notte, mi hanno insegnata a difendermi dai mal intensionati, mi hanno detto che ero inopportuna, troppo scollata, troppo accollata, mi hanno chiuso in faccia porte, portiere, portoni, mi hanno detto che sono femmina, mi hanno detto che non avrei potuto fare tante cose, mi hanno detto che non avrei potuto fare il primo passo in una relazione, mi hanno detto che non valorizzo il mio fisico e altre volte mi hanno detto che mi metto troppo in mostra, mi hanno detto “sei mia” come se fossi un’oggetto legata ad un padrone esclusivamente maschio, mi hanno detto “me la dai?” come se fosse una cosa di poco conto e di poco valore, mi hanno detto di no, altre volte hanno detto che non potevo, che non ce l’avrei fatta, che non avrei resistito, che avrei mollato,
e invece sono ancora qua.
La malinconia te la portavi addosso come un profumo e la tragedia era l’unica situazione umana che tu capissi veramente. Se una persona non era infelice, non ti interessava.
Oriana Fallaci, Lettere a Pier Paolo Pasolini (via tremendousandsonorouswords)
Per ogni volta che mi illudo, che mi ripeto giuro cambio tutto ma ogni volta mi deludo.
Mezzosangue - Piove Musica (via ilragazzotempesta)
Odio il fatto di non avere nessuno con cui andare ad una mostra d'arte.
E mentre le altre ragazze combattevano per piacere al ragazzo più carino della scuola, io combattevo per piacere a me stessa.
Web. (via orgogliosifinoastaremale)
La gente pensa che tu stia male solo se lo mostri fisicamente. Non lo capiscono che puoi essere completamente morto dentro e fuori continuare a sorridere.
vogliosolopotervolare (via vogliosolopotervolare)
Una volta lessi che, per essere felici bisognava trovare l'amore. Presi una matita e sottolineai quella frase più volte, cerchiando la parola “felici”. Infine, chiusi il libro, lasciando in mezzo la matita come promemoria, e lo posai sopra la mensola. Mi infilai sotto le coperte di quel letto sempre troppo piccolo per contenere tutti i miei pensieri, e sistemai i cuscini in modo da avere la testa rialzata per poter intravedere le stelle, che bruciavano e brillavano, fuori da quelle fredde finestre di camera mia. Pensai. Pensai che forse, un giorno, anche io avrei trovato qualcuno che, col suo amore, mi avrebbe reso davvero felice. Mi immaginavo spesso come una palla composta da frammenti di vetro; tutti, guardandomi, riflettevano il loro sguardo, e vedevano in me ciò che volevano vedere loro, non conoscendomi mai realmente. Nessuno mi capiva, tantomeno cercava di aiutarmi, perché appena tentavano di avvicinarsi, si ferivano toccandomi. Non sapevano che quelle scaglie appesantivano anche me, soffocandomi sotto di loro, annullando la mia persona, il mio carattere, me stessa. Si, ero imprigionata in una gabbia invisibile agli occhi. Leggendo quella frase passai molto tempo fantasticando e nutrendo la speranza che qualcuno, un giorno, avrebbe posto fine al mio dolore. Qualcuno che mi avrebbe accettata per come ero, coi capelli costantemente spettinati e gli occhi bassi. Che mi voleva accanto nonostante i miei silenzi, i miei sospiri, i miei momenti bui. Qualcuno che non scappasse dalle mie paure ma mi aiutasse ad affrontarle. Ma ero troppo ingenua per capire che il dolore che provavo non era esterno, bensì interno. Era il cuore di quella palla di vetri rotti. Solo dopo anni, mentre sistemavo i miei vecchi libri in un cassetto, rispolverandoli mi ritrovai quel romanzo fra le mani. Le pagine stropicciate perché lette troppe volte, le parole un po’ sbiadite, la matita ancora in mezzo, come segnalibro per quella frase. Solo allora, dopo tutti i miei sbagli, dopo essermi procurata troppe ferite, dopo aver finito le lacrime dai pianti ed essermi mangiucchiata tutte le unghie per la paura Solo dopo essermi persa nel buio, da sola, col cuore che minacciava di rompermi la gabbia toracica, ho saputo interpretare nel modo corretto quella frase. Ho sempre creduto che per essere felice, qualcuno dovesse amarmi. Ma con l'esperienza ho imparato che dovevo essere io stessa quella persona. -Alessia Alpi (Volevoimparareavolare on Tumblr)
Scritta da me (via volevoimparareavolare)
Robe ambigue