Series: Fleabag, #2.4
Song: Poison tree by Grouper
io non sono altro se non questo
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Kiana Khansmith
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@fuckedinthemind
Series: Fleabag, #2.4
Song: Poison tree by Grouper
io non sono altro se non questo
Non ti sazi mai.
Mi cerchi e mi trovi quando nessuno più ha qualcosa da darti, quando ho finalmente qualcosa per nutrire me stessa tu corri e te la prendi.
Non ti è bastata la mia mia infanzia, né la mia giovinezza vero? Vuoi prenderti tutti i miei giorni e tutti i miei sorrisi. Ti prendi la mia gioia quando finalmente io lotto da sola per ottenerla, ti prendi la mia sicurezza quando finalmente me la impongo come standart di vita, ti prendi le mie parole quando finalmente trovo da sola il coraggio di sbagliare davanti a tutti. Non ti stanchi mai, non ti sazi mai, non sei mai felice e cerchi da mangiare dentro di me anche quando sei troppo stanca per entrare da sola nella mia testa, allora ti riduci a mandare qualcun'altro a prenderti uno spuntino.
O insaziata inadeguatezza, sei una sanguisuga dello spirito, sei il male di cui parlano nei testi sacri, ti chiamerò Shejtan perché sei l'incubo di tutti, ti sfami sempre con i più gioiosi, con i più attenti e premurosi, con quelli che sai benissimo riuscirebbero a cancellare la tua esistenza dalla vita degli altri. Sbagli sempre, mangi un po' male, mangi fortuna che non è tua, cibo che non fa e non è per te, cibo che per quanto provi a rubare rimarrà inchiodato sulla mia tavola imbandita, c'è del marcio tra tutta questa fortuna, ma presto arriverà l'ora per me di alzarmi e di ripulire, lascerò qui sopra solo ciò che tu desideri così tanto e ti farò guardare affamata senza concederti nemmeno un avanzo, sarà la cosa più giusta che riuscirò a fare con le mie forze. Ti sei presa tutto ormai, prenditi finché puoi, altre delle mie persone, delle mie cose, delle mie opportunità, io un giorno quando sarai di nuovo alle mie calcagna pronta a sbranarmi, ti lascerò mordere l'aria.
Io SONO fortunata e il SONO felice e seppure sono inadeguata, ti farò morire di fame.
ho sete di conoscenza ma sento solo i morsi della fame, sento la gola secca e ciò mi impedisce di parlare, di esprimere cio che vorrei, di esternare i tormenti dei miei giorni.
Ho così tanta sete eppure penso solo a sfamarmi, a inghiottire tutto ciò che sento possa darmi un po' di acqua, una parvenza di dissetamento. Cibo, svaghi, vizi e conversazioni cercano di colmare questa mancanza ma sento che il mio corpo sta per cedere mentre la percentuale di acqua nel mio organismo scende a picco per raggiungere la sua fine.
Fumo e mi abbuffo e spendo le notti insonni attaccata ad uno schermo così che possa sentirmi piena di qualcosa, qualcosa che non è mai acqua, qualcosa che mi lascia sempre più vuota mentre sento che invece più mi consola.
L'acqua per le civiltà azteche era considerata la fonte primaria di vita, un elemento sacro da conservare e proteggere.
Fonte divina di vita e io credo di starmi uccidendo pian piano, mi sto privando di ciò che mi fa essere, che mi fa esistere, che mi fa respirare aria nuova, continuo ad ingerire la stessa anidride carbonica che rilascio ad ogni respiro stentato, non c'è niente di nuovo in circolo nella mia mente e non so dissetarmi.
Mi sembra che la sorgente sia così lontana da me, anzi ancora peggio, sento di esserci sempre così vicina, sento sempre delle gocce che mi bagnano la fronte ma nessuna di queste basta per raggiungere la mia mente, devo bere, devo avvicinarmi alla sorgente e rifornirmi di ciò che mi manca per vivere, mi anca solo questo, ma ormai non trovo più spazio per l'acqua nel mio corpo malamente occupato da spazzatura che non riesce a digerire, che rimane ad ammuffire nel mio stomaco, che mi avvelena e mi priva di tutte le forze necessarie per provare a salvarmi finalmente.
Che qualcuno mi insegni ad ereggermi verso la sorgente, che io stessa trovi le forze per farlo da me, devo cavarmela da sola, nessuno apprenderà per me le cose di cui io necessito, i miei occhi e le mie orecchie possono nutrire il mio cervello, nessun'altro può farlo per me, devo smetterla di lasciarmi morire, devo iniziare a provare invidia verso la persona che potrei essere, ciò che sono adesso non è da meno, devo invidiare quell'idea di me che tanto desidero da tempo, invidiarmi così tanto da sentire il bisogno di raggiungermi, di superarmi e di arrivare finalmente, alla forma di me che sentirei mia, che sentirei viva.
Nella vita c'è chi non sa tacere nemmeno difronte alle lacrime dell'altro, poi c'è chi, ingenuo, si fa logorare da una serie di simboli fonici organizzati armoniosamente su di una pagina ingiallita.
C'è una sorta di piacere nel vivere tutto con una sensibilità esagerata, un piacere che sfiora la follia quasi a solleticarla.
Che ogni altrui guancia rosea e umida possa, sempre e per sempre, essere genesi della mia sofferenza personale.
Chissà che fine fanno i cuori delle persone che non ne fanno uso, chissà se la natura li lascia a noi che li consumiamo fin troppo, come scarpe per gli atleti, noi pestiamo ogni giorno i nostri cuori fino a che non smettono di servirci.
Leggo le parole di una Alda lontana da ciò che le è accaduto, ma segnata da eventi macabri al punto che ogni suo passo lascia traccia degli orrori vissuti, mi chiedo a questo punto se il marciume odrieno potrebbe fare impressione alla gente del passato o se ne rimarrebbe indifferente, o ancor peggio fiera. Sono loro ad aver impiantato i noi il seme della crudeltà? O sarà un errore genetico ad averci resi dei mostri?
Dai per favore, ditemi che questo è un errore, ditemi che tutto ciò che vedo è frutto di un errore meschino dell'universo, che non era questo il percorso originario della nostra specie, che non era l'indifferenza ad essere la strada da seguire in principio, ditemi che c'è stata un po' troppa confusione tempo fa e che prima il nostro cammino portava alla pace eterna, non ditemi che siamo stati segnati fin dall'inizio dalla violenza e dall'odio, non ditemi che all'inizio di tutto noi siamo stati creati per la distruzione, non ditemi che questa sofferenza è la nostra essenza, non ditemi che il male che proviamo calpesterà le nostre tombe quando cesseranno i nostri respiri. Non ditemi niente dell'indisposizione di questa vita per favore. Dai sul serio, non ditemelo.
È un libro così breve eppure non riesco a concentrarmi su più di un mucchio di parole alla volta, devo digerire piano ogni lettera prima di passare alla prossima. So che scrivere può sembrare liberatorio, ma la libertà che sentiamo è fittizia, lasciamo una parte delle nostre catene in mano ad altre vittime dell'esistenza, rafforzando la loro prigionia finché i loro occhi guarderanno dritto nella nostra degenza, questo libro mi consumerà come l'odio ha consumato quella povera esistenza che non ha trovato altra pace se non nella scrittura, ma io mi libererò e forse farò pure finta di dimenticarmene, quelle parole però non si dimenticheranno, non si distruggeranno quando io distoglierò il mio sguardo, saranno sempre lì, pronte a catturarmi e ferirmi ogni volta che io sentirò il loro richiamo e io come un sciocca bambina ingenua poserò di nuovo i miei occhi su quei grafemi.
Odio tutto ciò che ho scritto in questo post, di solito scrivo meglio, vi prego di non giudicare quello che scrivo solo da queste righe sminchiate, prima di diventare un piccolo fantasmino scrivevo meglio.
Ho la nausea, non riesco a leggere niente, non riesco a fare niente di ciò che dovrei fare, dovrei anche dormire e domani dovrei uscire, vedere persone che non vogliono vedere, fare cose che non voglio fare e essenzialmente svegliarmi per vivere un giorno che non voglio vivere.
Devo scrivere per forza, sono mesi che non scrivo, che non parlo, che non mi faccio sentire, che non mi faccio vedere, che vivo senza esserci sono mesi che penso cosa vorrei dire e poi sto zitta.
Non capisco più niente e non so più niente, non capisco più la musica che ascolto, il libri che leggo, le cose che faccio, le persone che vedo, gli ambienti che vivo, non so più fare le cose che mi distinguono, non so più le cose che sapevo, non so più che canzoni mi piacciono, non so più se mi piaccia leggere effettivamente, non so più aiutare chi mi sta attorno, non so più apprezzare ogni cosa che vedo.
Non voglio fare i soliti discorsi dove dico che questa vita mi pesa, questa volta credo che in questa situazione non ci sia alcun peso, né quello della vita né quello della mia persona. Mi sento un piccolo fantasmino che va a zonzo in questa piccola città, una piccola anima la cui vita è cessata qualche mese fa e ancora non l'ha capito, si mette nel suo lettino la notte, si addormenta per risvegliarsi al mattino, parla e interagisce con persone che ancora non si accorgono di questo filo tagliato, forse sta diventando invisibile piano piano questo fantasmino, forse un giorno sparirà del tutto e nemmeno allora gli altri se ne accorgeranno.
Non mi sento ignorata, ogni tanto sì, ma poi mi rendo conto che è la mia negatività a influenzare questo pensiero; non mi sento nemmeno trascurata, ho persone che ci tengono a me e si impegnano per il mio benessere; sento invece di star morendo piano piano, non sono triste come al solito, di solito ho periodi felici e periodi molto tristi, gli ultimi mi fanno rendere conto ancora meglio della mia esistenza, invece questo sentimento, sensazione, condizione, chiamatelo un po' come vi pare, è qualcosa di nuovo che non comprendo ancora.
Squaletto mi ha chiesto di scrivere di nuovo, sa che mi fa bene, sa che mi piace tanto, sa che ci tengo e ha deciso di spronarmi a scrivere almeno un po', gli ho appena scritto di come sta andando questa prova, è veramente una merda vi giuro. Le testuali parole sono "Io sto scrivendo un po', ma non lo so Squaletto, non mi sembrano parole mie, non mi sembrano pensieri miei, non sento questa vita mia, non sento mio nulla di quel che faccio".
Io veramente mi arrendo a questa situazione, non so più che fare, non so più che dire, non so più chi essere o come essere, non so nemmeno che cazzo di problema ho, sapessi almeno cos'è me ne farei una ragione pure se non ci fosse una soluzione.
Mi chiedo spesso se la mia testa abbia qualcosa di rotto, qualcosa di malforme che non mi faccia sentire del tuo la felicità anche quando mi sembra di percepirla bene dentro di me.
Non riesco a dormire, l'idea di te solo in quel casino mi fa rabbrividire.
Ho visto un film che parlava di noi (se fossimo stati infinitamente più stupidi) trovavo noi in ogni risata dei protagonisti e in ogni loro paura, l'idea di passare anche solo un giorno lontana dai tuoi pensieri mi ha rattristata molto, per fortuna abbiamo avuto il coraggio di soffrire un pochetto e adesso le cose vanno come dovrebbero.
Piccola digressione, dicevo: Ho il terrore che se andrò a dormire, d'improvviso tu sparirai, tu non sarai più mio e qualcuno ti porterà vi da me per sempre. Sono stanca da ore, giuro, ma il mio corpo si rifiuta di riposare, ogni mio personale turbamento viene sfigurato da ciò che mi preoccupa di te, sento i tuoi dubbi, sento le tue paure, sento il tuo disagio, sento la tua tristezza è tutto espresso armonicamente in una sinfonia che scompone il mio respiro.
Ho tanto sonno, ma il terrore di svegliarmi troppo tardi domani mattina mi travolge, mi risveglia e mi sfinisce poi di nuovo, non so che fare, il buio delle mie palpebre mi spaventa se non riesco a vederci stampato il tuo sorriso dolce; forse, abituata alla luce così intensa che porti nella mia vita, il buio mi fa paura un'altra volta ancora, mi credevo cresciuta in questi anni, mi sbagliavo, con te sono ancora piccola.
Cerco di non darti incoraggiamenti, perché non voglio condizionare le tue azioni, qualsiasi cosa tu decida di fare, sarò più che contenta di seguire. Però vorrei ricordarti della forza che hai e so che ti è difficile farlo, ma credi un minimo in te stesso, nelle tue capacità e nelle tue convinzioni, sì forte e non farti abbattere per favore, voglio abbracciarti tutto intero e caldo.
Abbiamo così tanta paura
Shpirti jem
Di te, non amo come fai stare me, amo come fai stare il mondo, amo come le cose attorno a me, quando ci sei tu, cambiano forma e trovano di nuovo il loro posto.
Amo uscire con te e vedere che la natura porta tutta la sua bellezza dove passi tu, dove mi stringi la mano, dove ti stringi a me. Pure i lampi ramati in quel cielo spento della notte, hanno cercato il nostro amore, hanno cercato di vedere i nostri sorrisi che illuminavano in quella sera scura e fredda di luglio, cercavano i noi quel calore che nemmeno loro riescono a sprigionare, quei lampi, armi del padre degli Dei, non posseggono il potere che abbiamo noi nei nostri cuori, ci hanno cercato per capire com'è che funziona, cos'è che c'è nei nostri incontri che sprigiona più energia di qualsiasi altra cosa.
Amo il bene che condividiamo, quella mancia che avevamo entrambi nei nostri pensieri, quei bisticci difronte alle casse ogni volta che si deve comprare anche solo una caramella, quei "mi dispiace per X" che diventano discorsi sul bene che vogliamo a quella persona, quei baci dolci sulla mano che non facciamo mai mancare l'uno a all'altra, quei "ti amo da impazzire" che ci sussurriamo quando l'altro fa qualcosa di semplice, quei gesti di amore che facciamo per aiutare gli altri, quei pensieri che condividiamo già nell'esatto secondo in cui l'altro dice una singola parola, quei sorrisi davanti alla felicità degli altri, quelle risate tra un bacio e quello dopo, quella felicità incontrollabile quando sigilliamo il nostro amore tra le nostre braccia, quei tuoi occhi piccoli e dolci che sono sempre lucidi per il bene che condividiamo.
Amo il tuo ordine, amo il tuo bisogno di sistemare tutto ciò che è storto, di fare subito tutto quel che c'è da fare, di trovare un posto e un senso a tutto, amo la tua ricerca continua di ragione, questa necessità che hai, di fare tutto per dare a tutto il senso che vuoi tu e non il senso che vuole l'universo.
Amo tutto di te porca miseria, anche le cose che mi danno fastidio, le amo, le amo perché danno fastidio a me, perché posso essere infastidita da te, perché tu mi sei così vicino da infastidirmi, da farmi innervosire per scherzo, da farmi ridere con il solletichio dei tuoi baci che non sopporto affatto ma di cui non credo più di saperne fare a meno.
Odio, di me invece, i miei pensieri; limitano tutto ciò che sono e che potrei essere per te, tu non sai tutto di me, non hai visto del tutto un lato di me, te l'ho sempre nascosto e io ho paura che tu possa innamorarti così tanto di me da farti consumare da questo lato così mesto del mio essere, cerco di convincermi ogni giorno che sia solo un errore della mia testa, un qualcosa da sistemare, una stanza da ristrutturare, purtroppo oggi mi sono resa conto che invece è proprio un'ala intera della mente, è una parte in cui vado vagando spesso, penso sempre di essermi persa, di essere uscita dalla mia dimora e di essermi andata a perdere per i boschi nei dintorni, ma non è così, sono sempre a casa, anche in quel buio di cui ho paura e in quel freddo che non tollero affatto, sono a casa; credo sia per questo che comunque ci torno sempre, in una casa non si vive mai in sole due stanze, si deve vivere tutta e io vivo tanto proprio quella parte della casa; è orribile, trascurata, buia da farmi salire la pelle d'oca, gelida da farmi scendere le lacrime e così deserta da farmi sentire priva anche della mia compagnia, ma sto sempre lì, come attirata da una forza magnetica più forte della mia forza di volontà. Desidero l'eternità con te, desidero che nessun dei miei figli porti il tuo nome, che la mia casa abbia entrambi i nostri cognomi sul citofono, che il mio letto prenda la forma dei nostri corpi abbracciati e che il mio futuro venga plasmato dalla tua presenza, ma non riesco a tollerare l'idea di farti vivere con me in quel gelo spossante, in quel buio angosciante, c'è solo il male lì e tu sei il bene più grande che io abbia mai conosciuto, il terrore di farti perdere la tua luce e il tuo calore mi paralizza, rimango immobile difronte a questo mostro, non so come levarlo da qui, non so che fare.
e se smettessi di pensare a te
forse riuscirei a vivere di nuovo.
Come posso fermarmi?
Come posso privarmi della tua anima
quando questa accende la mia?
Catullo chiedeva mille baci
e poi altri cento
io non li posso chiedere
ma desiderarli mi consuma
ed è così bello venire consumati
dai desideri del cuore.
consumami mille volte
come fossi gomma da cancellare
elimina ciò che ti fa schifo della vita
e consumami, altre e cento
fammi sparire.
fammi male se devi, ma tienimi stretta a te
e consumami e usami e mordimi e uccidimi
se vuoi, mille altre volte ancora
distruggi quello che sono
usalo a tuo piacimento
non far rimanere nulla
che non ti renda felice.
ci sono gli squali e poi ci sono io
Nulla ha senso e tu non capisci niente.
So che cosa vuoi dirmi, che devo fare, devo dire, devo essere perché in futuro tutto quello che faccio oggi mi servirà.
Non mi interessa del futuro, non mi interessa di niente, non voglio sapere niente di tutto. Voglio sapere di me, della ragione della mia esistenza e non dirmi che sono qui per caso e che quindi devo godermi questa fortuna, non dirmi nemmeno che sono qui per un motivo che devo scoprire, perché io non ci credo, minimamente.
Non dirmi che andrà tutto bene, non dirmi che sono brava, che sono buona, che sono intelligente a modo mio.
Io non sono niente e mai sarò qualcosa.
Io sono un guscio vuoto che si riempie solo quando ci sono gli altri a riempirlo di significato, di attributi, qualità e difetti.
Io non sono niente lo vuoi capire?
Niente, io sono come un bambino che non è mai nato, che non è mai nemmeno stato nella pancia della madre, che non è mai stato nemmeno pensato, voluto.
Io non sono niente come il nulla è niente, non si può definire a parole tutto ciò che io non sono, io so solo di non essere. Tu mi dici sempre che devo essere qualcosa, io ti ascolto per un po' e provo ad essere, ma poi quando te ne vai io torno a non essere niente, a noi sentirmi niente, perché non ho niente da sentire, se non disgusto per il posto che ho rubato a qualcuno che forse doveva essere qualcosa.
Non sono felice non sono triste, sono vuota, non so cosa sono, se non niente.
Le gocce dovrebbero "alzare il tono dell'umore" e se il mio umore dovesse essere di quel tono e basta? Perché devo "alzarlo"? Perché devo cambiarlo? Perché non va bene? cioè ok sto male, capisco che non vada bene perché sto male, ma se invece io dovessi stare male? Chi mi dice che stare male non sia la cosa giusta per me? Perché io devo stare bene? Perché TU vuoi che io stia bene? Perché tutti devono stare bene per forza? Perché forse non riuscite a gestire il mio male? Perché devo per forza stare bene?
Io, se proprio sono qualcosa, sono il male, sono la tristezza, sono il negativo, sono il nero. Stare bene non mi appartiene, se devo fare tutto questi sforzi per poi comunque fallire, stare bene non è cosa mia.
Se sono felice solo quando ci sono gli altri o solo quando mi distrae qualcosa, ma poi il resto del tempo sto male, forse essere felice non appartiene a me ma solo alle cose che mi stanno attorno.
Quando sto da sola non ce la faccio a stare bene, a vedere le cose colorate, a sentirmi voluta bene, a sentirmi degna di essere amata, a sentirmi degna delle cose che devo ""affrontare"" nella vita, anzi a dirla tutta non mi sento degna di vivere, degna di nulla al mondo, nemmeno di possedere un piccolo fiore.
Non mi merito questa vita, questi vestiti, questa casa, queste coperte, questa famiglia, questi amici, questa scuola, questi libri, questa conoscenza, queste emozioni, queste lacrime, queste parole, queste dita che stanno scrivendo. Non mi merito tutte queste cose perché:
Io. Sono. Fuori. Posto.
Io qui non ci dovevo stare te lo assicuro, sono uno scherzo, un errore dell'universo, doveva mettere qualcun'altro peral posto mio ne sono certa, ma forse l'universo quel giorno era ubriaco o è inciampato magari, ha fatto cadere me su questa terra al posto della persona che voleva metterci originariamente, è per forza così, perché altrimenti io mi sentirei di stare nel posto giusto.
Che poi, ogni volta che ci penso, che sto male, che inizio a piangere e singhiozzare, quando finisco di piangere non mi sento più bene come quando ero piccola, che magari piangevo a dirotto e poi riniziavo a ridacchiare per tutto, adesso piango, mi dispero e desidero così ardentemente di potermi strappare la pelle e di spezzarmi le ossa, che il mio corpo si arrende e inizia a sentire assieme a me, tutto il dolore che provo nella testa, iniziano a farmi male le braccia, le gambe, la pancia, la testa e continuano a fare male tutto il giorno, per ricordarmi che non posso smettere di sentire dolore, perché quel dolore nella testa non se n'è andato ancora e che forse non se ne andrà mai perché devo sentirlo sempre, se non nella testa almeno nel corpo.
Tu dici che penso troppo che devo fare e basta, ma non me ne frega proprio un cazzo a questo punto, quello che penso è così intenso e mi ferisce così nel profondo che non può non essere vero, questi pensieri sono troppo forti per non avere ragione. Tu, io, lo psicologo o chiunque provi a convincermi del contrario, chiunque di noi non è forte quando questi pensieri, nessuno riesce a buttarli giù, nessuno, mai. Volete provare tutti quanti a dirmi che queste fitte strazianti al cuore non sono vere? Che è tutto frutto della mia testa? Che sto esagerando e che nulla di tutto questo è vero? Che tutto questo dolore non esiste?
Non vi credo, non vi crederò mai, perché se fa così male deve essere per forza vero, la cose vere fanno male no?
E poi mi fa schifo tutto, tutto porca miseria, tutto quello che scrivo, tutto quello che dico, tutto quello che faccio, tutto quello che sono, tutto quello che non voglio essere, tutti i miei sogni mi fanno schifo, tutti i miei obiettivi mi sembrano così insensati, tutto, tutto, tutto fa assolutamente cagare, tutto ciò che mi riguarda è una merda.
Solo perché non faccio vedere ste cose a voi, non vuol dire che non ci siano. Mi sono rotta altamente il cazzo di fingere tutto il tempo, tutto il tempo devo ridere, devo sorridere, devo parlare, devo dire grazie, prego e perfavore, devo dire scusa, devo stare in silenzio, devo fare i compiti, non devo fare questo, non devo fare quest'altro, devo essere paziente, devo essere forte, devo questo, devo quello.
Io non vi devo proprio niente porca troia, io qui in principio non ci dovevo nemmeno stare.
sento freddo ma la finestra continuo a lasciarla aperta
me trying to decide what i should do today:
c'è un dolore che mi mangia, non è mio.
Sento da sempre per te un sentimento più forte rispetto a quello che provo per gli altri, sento le tue ferite sulla mia pelle, le tue lacrime mi bruciano il viso come acido, i tuoi pensieri mi trafiggono la mente come spade avvelenate. Sento tutto quello che senti tu, solo che tu tutto questo non te lo meriti, se potessi, mi cancellerei, per donare a te anche solo un momento di serenità.
Per te io immagino e spero ogni giorno, un futuro meraviglioso, scaldato dalla dolcezza del tuo cuore tenero, il tuo piccolo grande cuore, leggero come una piuma, libero da ogni sentimento impuro. Il tuo piccolo cuore mio, si merita una pausa da tutto questo peso, si merita di battere forte e libero nel tuo petto, si merita di scandire da sé il ritmo della tua vita e non di seguire un ritmo non suo, il ritmo di un'orchestra che non si importa mai di lui.
Cosa non si merita questo tuo piccolo cuore mio, questo cuore dolce come il miele, che come il miele si conserva nel tempo e resta sempre buono, sempre buono e dolce per me.
Questo piccolo cuore non si merita di stare così, avvelenato, rimpicciolito, invaso alle erbacce che chiamiamo impegni e preoccupazioni, questo piccolo cuore batte comunque, sotto a tutti i macigni che gli sono stati lanciati sopra, io lo sento sempre sai? lo sento che grida, che si dimena, che implora di essere liberato, non lo sento con le orecchie, non lo vedo con gli occhi, sento il suo dolore dentro al mio di cuore, me lo passa, nella speranza di essere salvato, perché tu non riesci ad ascoltarlo, forse si fida più di me di te, sente che ci tengo tanto al tuo cuore e vuole essere salvato, lo capisco, però mi uccide capisci? Io il mio dolore lo sento e spesso lo sento forte, ma so che in ogni caso posso sempre fare qualcosa per farlo finire e ciò mi rassicura, con il tuo non posso fare niente, ogni giorno che sta male io mi sento peggio, perché non so come fargli capire che ci sono, che lo sento, che mi importa di lui, non riesco fare niente, io non sono nessuno. Mi fa così male non poterlo tenere al sicuro nel mio petto, spostare il mio da qualche altra parte e lasciare il tuo al caldo, dentro di me, per tutto il tempo che serve.
Mi dispiace dirti tutte queste cose in questo momento così delicato, c'è la tua vita in ballo e non voglio che pensare anche a ciò che provo per te tolga altro spazio al tuo cuore, sai che mi farebbe male, anzi ciò che voglio, è che tu prenda queste parole e capisca bene ciò che penso. Piccolo mio, io penso che tu sia la persona più facile da amare al mondo, avrai i tuoi difetti, come li abbiamo tutti, ma ai miei occhi sei così piccolo e dolce, non potrei mai fare a meno di amarti ciccio, so che sono parole grandi ma io ormai è troppo tempo che ti penso così intensamente, ed è troppo tempo che metto i miei sentimenti da parte perché so di non essere abbastanza per te, ma non ce la faccio a vederti così, sofferente, triste, non ce la faccio, mi fa malissimo sapere che tu non ti senti degno di essere amato, quando qui ci sono i miei occhi che piangono ogni volta per le tue sofferenze, per un dolore che non è mio ma che sento più forte di qualsiasi altro dolore. Fai quello che vuoi di questa informazione ma per favore fai in modo di ricordarti che l'amore ti appartiene, appartiene a te solo, è tuo, è fatto per te, sei degno di essere amato, ti meriti di essere accarezzato ogni volta che senti freddo, ti meriti di sentire un bacio sulla pelle ogni volta che senti dolore. ti meriti questo e tanto altro e purtroppo per me, non so mai negatelo quando vedo che ne hai bisogno.
Mi fa male il cuore, non è giusto, non è minimamente giusto che tu soffra così tanto, sei così dolce, così bravo, mi fa rabbia pensare che la tua mente abbia riservato così tanto dolore per te, il mio ciccio. Non lo accetto e non lo accetterò mai, sono arrabbiata a morte con i tuoi pensieri, non li accetto non li voglio non sono giusti dicono solo cose false non starli a sentire più, basta dicono solo fesserie che feriscono il tuo piccolo mio cuore.
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