E alla fine sappiamo che ognuno di noi può essere soltanto quello che è. E che il vero splendore è la nostra singola, sofferta, diversità.
Margaret Mazzantini

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@furiosa80
E alla fine sappiamo che ognuno di noi può essere soltanto quello che è. E che il vero splendore è la nostra singola, sofferta, diversità.
Margaret Mazzantini
Poi ditemi se il bello della convivenza non è quello di rientrare a casa con la voglia e trovare nel letto qualcuno disposto a e capace di soddisfarla.
Vorrei vivere con te.
Vorrei vivere con te per guardarti seduta a tavola, assorta dai tuoi pensieri, che tamburelli le dita sulla tovaglia e lo fai seguendo una qualche melodia, un ritmo, che senti solo tu nella tua testa.
Vorrei vivere con te per avere l'emozione di vederti entrare nella stanza, di vedere l'ambiente attorno a me colorarsi all'improvviso e riempirsi di te.
Vorrei vivere con te per apparecchiare per due.
Due bicchieri, due piatti, due forchette, due tovaglioli, due sedie, due anime alla stessa tavola che parlano di tutto e si sorridono a vicenda.
Vorrei vivere con te per osservarti mentre, la mattina, in punta di piedi, ti alzi dal letto lentamente sperando di non svegliarmi, ed io che tengo gli occhi socchiusi, fingendo di dormire, mi gusto il tuo corpo vestito a metà che si muove tra i primi raggi di sole che trapassano le tapparelle socchiuse proprio come tu trapassi la mia anima con la tua luce.
Vorrei vivere con te per ridere di tutto, discutere di ogni cosa, risolvere i problemi insieme, baciarti ogni volta che mi passi vicino o lontano..non importa.
Vorrei vivere con te per stringerti la notte, che tanto odio, perché mi spaventa e tu lo sai.
Vorrei vivere con te per trovarti ancora lì, tra le mie braccia, quando mi sveglio.
Vorrei vivere con te per non perdermi niente di ciò che sei, per vedere tutti i tuoi dettagli e sospirare perché sei bella.
Vorrei vivere con te per trovarti tutti quei difetti che dici di avere, ma che io non vedo, così posso amarli tutti.
Vorrei vivere con te perché già vivo di te.
(@ilmostrosenzaanima )
“Ti ho mai detto che cosa mi aveva attirato verso Pitagora? Il fatto che è stato lui ad inventare la parola amicizia. Lo sapevi? Quando gli chiesero che cosa era un amico, lui rispose: “Colui che è l'altro me stesso, come accade ai numeri 220 e 284”. Due numeri sono “amici” o “amicabili” se ognuno di essi è la somma di tutti i divisori dell'altro (esclusi i numeri stessi). I due numeri amicabili più celebri del Pantheon pitagorico sono appunto 220 e 284, che formano una bella coppia. Puoi fare la prova se hai tempo. E noi due, siamo “amici”? Quali sono i tuoi divisori, Pierre? E i miei? Forse è arrivato il momento di fare la somma dei nostri divisori.”
— Denis Guedj - “Il teorema del pappagallo”
“io sto attenta a non calpestare i fiori a non schiacciare le chiocciole a non pestare i piedi a nessuno a chiedere sempre permesso a dire sempre grazie io sto attenta, a sorridere a non crollare di fronte a chi non tollera il dolore a non dimenticare nessuno alle parole che uso io sto attenta e mi si spappola il cuore quando gli altri, distratti, non si accorgono se cado se arranco se muoio.”
— Susanna Casciani
“Potrei dirti che per me, qualsiasi posto è casa mia se sei tu ad aprire la porta”
— Elvira Sastre
“Amami.
Non solo quando sorrido, sono serena, in forma, soddisfatta, col trucco perfetto e senza qualche chilo in più.
Amami quando sono delusa, stanca, preoccupata e sconfitta.
Amami quando sono pungente, provocatoria e a volte ti faccio del male.
Amami quando fallisco e mi sento una nullità.
Amami quando mi perdo e mi sento insicura.
Amami quando sono egoista.
Amami quando sono petulante e ossessiva, quando ti metto fretta e pianifico troppo.
Amami quando sono pigra e ho voglia di stare a casa a non far niente.
Amami quando mi lamento e sono nervosa.
Amami quando ho paura del futuro, quando mi soffermo troppo a guardare il bicchiere mezzo vuoto e non quello mezzo pieno.
Amami quando piango, perché è il mio modo di urlare le mie paure, le mie incertezze, il mio dolore.
Amami quando fisso il vuoto pensando troppo.
Amami senza smettere di rispettarmi mai.
Amami quando le spine sembrano più dei petali.
Amami nei momenti in cui nemmeno io riesco ad amarmi.”
Vorrei mandare avanti il tempo, andare al momento in cui ci svegliamo insieme tutte le mattine, litighiamo perché sto troppo tempo in bagno e ci togliamo i vestiti che ci eravamo appena messi; voglio andare al momento in cui ti chiamo a pranzo e ti chiedo a che ora torni a casa, se torni tardi magari provo addirittura a fare un dolce, e magari riesco a mettere anche un po’ in ordine il salotto e la camera da letto. Vorrei andare subito al momento in cui entri a casa dopo il lavoro e mi trovi lì ad abbracciarti, in cui mi dici che il dolce non è proprio un granché ma va bene lo stesso, nel momento in cui mi metto il pigiama e mi stendo accanto a te. Vorrei correre al momento in cui ci teniamo stretti, tutte le sere, prima di dormire. Vorrei arrivare a tutti quei momenti. E trovarti lì.
Vorrei passare tutte le sere con la testa sul tuo petto mentre mi accarezzi i capelli, che poi sai quanto odio che mi si tocchino i capelli ma da quando sei tu a farlo è diverso; e sai anche quanto odio sentirmi fragile e piccola ma non mi fa più male da quando ci sei tu a stringermi forte. Vorrei addormentarmi tutte le sere tra le tue braccia. E se durante la notte ci perdiamo, voglio trovarti vicino a me la mattina e colmare di nuovo in fretta quella distanza, perché la sola cosa che mi fa più male dell'esserti lontana è non esserti vicina abbastanza.
Stupendo.
“Sei il mio “soprattutto”. Perché, nel senso letterale del termine, sei sopra tutto. Sei al primo posto, sei il pensiero fisso e più importante della mia vita. Sei il mio “soprattutto”, che è come dire che sì, penso a tante cose, ma soprattutto penso a te. È come dire che voglio bene a diverse persone ma soprattutto a te. Perché ti amo, e tu sei il mio soprattutto.”
— Miriana Cimbro, lezionidivoloperprincipianti
“Ma che m’importa di quella felicità di cui parlano tutti, per me la felicità ha la forma degli occhi tuoi, e il suono della tua voce. — David Grossman”
— (via acida-muriatico)
È impresentabile, la tua assenza.
Dovresti evitare
di mandarla in giro.
Elena Mearini
Mi ascoltava. Ascoltava anche le mie pause, tutto, anche quello che non riuscivo a dire. Sedevamo lì, e io sapevo che questo si prova quando si è completamente accettati. Si siede accanto a un’altra persona e si viene capiti, tutto viene capito, e niente viene giudicato, e si diventa indispensabili.
Peter Høeg
“I tatuaggi sono segni nuovi scelti da te. Metti qualcosa tra la tua pelle e il destino. Un sorso di coraggio.”
— Margaret Mazzantini
Non voglio essere la cosa più bella della tua vita. Voglio essere la cosa che sceglieresti ancora, malgrado tutte le cose belle che hai.
— Paola Felice
Volevo dirti di sorridere sempre, anche quando sorridere ti sembrerà impossibile, anche quando la vita ti metterà alla prova con tutto quel rumore, tu sorridi! Solo così annullerai qualunque tentativo esterno di intossicare la tua felicità. Volevo dirti che, quando sarai grande, quando sarai una donna, sarà importante guardare ancora il mondo come lo guardavi da piccola, come lo guardi ora, con gli occhi di una bambina: belli, puliti, sinceri, pieni di entusiasmo e di stupore… Volevo dirti che ci sarà sempre una parte di te che sa quello che è ‘giusto’, e un’altra che sa quello che vuole, tu ascolta la voce della prima, ma segui sempre la seconda, perché solo quella voce ti farà sentire davvero viva! Perché solo quella voce ti farà sentire meravigliosamente sbagliata ma sempre nel posto giusto… Volevo dirti che arriverà la paura, lei sarà lì, silenziosa ma ingombrante, ti consiglierà la cosa più facile, quella più comoda, quella più distante dal tuo cuore. Tu potrai scegliere fra la sicurezza di essere perfetta e il rischio di essere felice. A te la decisione. Ma io ti auguro di essere imperfetta, di lasciare ogni certezza, la felicità è lì, subito dopo tutti quei calcoli, subito dopo tutta quella paura… E ogni volta che succederà dovrai decidere se seguire il tuo cuore o uccidere una parte dei tuoi sogni, se scappare o combattere, se vincere o perdere. Tu prenditi gioco di lei e perdila. E poi perditi… Volevo dirti che fra tutti i modi possibili di essere qualcosa, sarai tentata di essere quello che piace agli altri, per farti accettare, per non essere esclusa, per conquistare un piccolo spazio nel cuore di chi dice di esserti amico, ma solo a questa o a quella condizione. Tu invece cerca di essere te stessa, solo così ti riconoscerai sempre. Volevo dirti che arriverà l’amore, e ti farà vibrare il cuore, ti farà saltare di gioia, ti porterà sulla luna, sulle stelle, fra le nuvole, su Giove, su Marte, oltre le galassie… poi forse ti farà cadere, all’improvviso, giù per terra, e ti renderà fragile, e ti renderà insicura, e ti farà urlare in silenzio. E non ci sarà nessuno a chiederti perché, o come è successo. Così dubiterai di te stessa, della tua bellezza. Del vestito che forse non ti donava, che forse non era quello adatto. Delle parole che forse non erano abbastanza chiare, o che sono state fraintese. E allora ti chiederai ‘perché non ha scelto me?’, e di notte abbraccerai il cuscino cercando la sua mano senza trovarla, e senza chiudere occhio, trattenendo il fiato, stringendo i pugni… ma poi un giorno tornerà, e tu sarai di nuovo felice! Ecco, l’amore è questo, un follia, la più bella e meravigliosa fra le follie! Tu accoglilo, prendilo sempre! Sii pazza d’amore, sii pazza per amore. Fai in modo che la tua vita sia tutta un’immensa sconclusionata follia, la più bella e meravigliosa fra le follie!
Roberto Emanuelli, “E allora Baciami” (via amo-irresponsabilmente)
“Non amate mai una creatura selvatica. Non si può dare il proprio cuore a una creatura selvatica; più le si vuole bene più forte diventa. Finché diventa abbastanza forte da scappare nei boschi. O da volare su un albero. Poi su un albero più alto. Poi in cielo. E sarà questa la vostra fine, se vi concederete il lusso di amare una creatura selvatica. Finirete per guardare il cielo.”
Colazione da Tiffany, Truman Capote (via ermione13)