Stanotte.
Non dormi più.
"I'm Dorothy Gale from Kansas"
we're not kids anymore.
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❣ Chile in a Photography ❣

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I'd rather be in outer space 🛸
Sade Olutola
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let's talk about Bridgerton tea, my ask is open

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@gastryte
Stanotte.
Non dormi più.
#sogninelcassetto
ehhh
E a volte manco quello.
“Scoprii che l’ossessione che ogni cosa fosse al suo posto, ogni faccenda a suo tempo, ogni parola nel suo stile non era il premio meritato di una mente in ordine, ma tutto il contrario, un intero sistema di simulazione inventato da me per nascondere il disordine della mia natura. Scoprii di non essere disciplinato per virtù, ma per reazione alla mia negligenza; di sembrare generoso per nascondere la mia meschinità, di passare per prudente solo perché sono malpensante, di essere arrendevole per non soccombere alle mie collere represse, di essere puntuale solo perché non si sappia quanto poco mi importa del tempo altrui. Scoprii, insomma, che l’amore non è uno stato dell’anima ma un segno dello zodiaco.”
— Gabriel García Márquez, Memoria delle mie puttane tristi (via doppisensi)
la libertà
non è lasciare fare agli altri
quello che vogliono fare
ma lasciare essere gli altri
quello che sono.
Gio Evan
““[…] negli abbracci forsennati o dolcissimi non era il tuo corpo che cercavo bensì la tua anima, i tuoi sentimenti, i tuoi sogni, le tue poesie. E forse è vero che quasi mai un amore ha per oggetto un corpo, spesso si sceglie una persona per la malìa inesplicabile con la quale essa ci investe, o per ciò che essa rappresenta ai nostri occhi, alle nostre convinzioni, alla nostra morale; […] Forse non ero innamorata di te, o non volevo esserlo, forse non ero gelosa di te, o non volevo esserlo, forse mi ero detta un mucchio di verità o menzogne, ma una cosa era certa: ti amavo come non avevo mai amato una creatura al mondo, come non avrei mai amato nessuno. Una volta avevo scritto che l’amore non esiste, e se esiste è un imbroglio: che significa amare? Significava ciò che ora provavo a immaginarti impietrito, perdio, con lo sguardo di un cane preso a calci perché ha fatto la pipì sul tappeto, perdio! Ti amavo, perdio. Ti amavo al punto di non sopportare l’idea di ferirti pur essendo ferita, di tradirti pur essendo tradita, e amandoti amavo i tuoi difetti, i tuoi errori, le tue bugie, le tue bruttezze, le tue miserie, le tue volgarità, le tue contraddizioni, il tuo corpo […] […] E forse il tuo carattere non mi piaceva, né il tuo modo di comportarti, però ti amavo di un amore più forte del desiderio, più cieco della gelosia: a tal punto implacabile, a tal punto inguaribile, che ormai non potevo più concepire la vita senza di te. Ne facevi parte quanto il mio respiro, le mie mani, il mio cervello, e rinunciare a te era rinunciare a me stessa, ai miei sogni che erano i tuoi sogni, alle tue illusioni che erano le mie illusioni, alle tue speranze che erano le mie speranze, alla vita! E l’amore esisteva, non era un imbroglio, era piuttosto una malattia, e di tale malattia potevo indicare tutti i segni, i fenomeni. Se parlavo di te con gente che non ti conosceva o alla quale non interessavi, mi affannavo a spiegare quanto tu fossi straordinario e geniale e grande; se passavo davanti a un negozio di cravatte e camicie mi fermato d’istinto a cercare la cravatta che ti sarebbe piaciuta, la camicia che sarebbe andata d’accordo con una certa giacca; se mangiavo al ristorante sceglievo senza accorgermene i piatti che tu preferivi e non che io preferivo; se leggevo il giornale notavo sempre la notizia che a te avrebbe interessato di più, la ritagliavo e te la spedivo; se mi svegliavi nel cuore della notte con un desiderio o una telefonata, mi fingevo più desta di un fringuello che canta al mattino”.”
— Oriana Fallaci da “Un uomo”, 1979 (via tagliatelle-spirituali)
“Sempre d’amore si tratta” - Claudia Arpini
“Le passioni più violente ci concedono qualche volta delle pause, ma la vanità ci tormenta sempre.”
— François de La Rochefoucauld, Massime, 1678
Ci avevo creduto …
Certo che mi fai male, ma non meriti il mio dolore, ti meriti i miei sorrisi con altri.
— Gio Evan
« Sa qual è il bello dei cuori infranti?» domandò la bibliotecaria. Scossi la testa. «Che possono rompersi davvero soltanto una volta. Il resto sono graffi.»
Carlos Ruiz Zafón, da Il gioco dell'angelo, 2008 atto secondo - Lux Aeterna - 11 (via somehow---here)
Cioè: fai in modo di non essere mai per qualcun altro la persona di cui vedi il nome sul quadrante del telefono quando squilla e pensi “ammazza che palle, ancora questo.”
Zerocalcare
Quando si ha paura, non si può andare avanti, non succede niente. Non si può amare nessuno. Tutto si ferma. Si finisce per annaspare sempre nella stessa quantità d’aria come nell’acqua stagnante.
Il Giardino Segreto; Banana Yoshimoto (via labambinachesalvavailibri)
#aiuto
copioincollo da Michele Rech Zerocalcare:
(E’ sempre antipatico puntare i riflettori su una persona specifica, in una guerra dove la gente muore ogni giorno e non se la incula nessuno. Però siccome siamo fatti che se incontriamo qualcuno poi per forza di cose ce lo ricordiamo e quel lutto sembra toccarci più da vicino, a morire sul fronte di Raqqa contro i miliziani di Daesh è stata Ayse Deniz Karacagil, la ragazza soprannominata Cappuccio Rosso. Turca, condannata a 100 anni di carcere dallo stato turco per le proteste legate a Gezi Park, aveva scelto di andare in montagna unirsi al movimento di liberazione curdo invece di trascorrere il resto della sua vita in galera o in fuga. Da lì poi è andata a combattere contro Daesh in Siria e questa settimana è caduta in combattimento. Lo posto qua perché chi s'è letto Kobane Calling magari si ricorda la sua storia.)
Finora tutto nella mia vita era stato solo preludio, attesa, passatempo e perdita di tempo, finché non la conobbi e non l’amai, e allora amai veramente con tutto me stesso.
Goethe, Le affinità elettive (via doppisensi)