Scaramanzia portami via (ma proprio andiamo a farci le vacanze di pasqua assieme)
Non ho mai creduto alla sfiga, malocchio,premonizioni ecc. Se incontro un gatto nero che mi taglia la strada,semmai lo inseguo perché me lo porterei a casa. Sotto la scala non ci passo perché semplicemente sono alto, se casca il sale non ci vado a buttare l'olio a meno di non voler fare una spaghettata sul pavimento. Non credo a ste robe al pari di come trovo poco sensato per me aggrapparsi alle religioni. L'istinto umano di vedere una forza superiore a controllare qualcosa è uno dei più brutti vizi che ci concediamo da secoli, sia per scaricare la colpa a qualcuno o immaginarne un ipotetico salvatore. Ma ammetto che ieri sera ho trovato curiosa la coincidenza che mi è capitata, mentre ero ad un circolo letterario a fare pubblicità alla mia opera attraverso uno speed date (hai 10 minuti per presentati e leggere qualcosa di tuo) e per la prima volta ho letto un mio racconto ad una platea che comprendeva più di un paio di persone, è giunta la notizia che era morto Gabriel García Márquez; il che sarebbe interpretabile come un "Federì , fatti i cazzi tuoi la prossima volta". Ma anche a voler prendere sul serio le coincidenze, sarei troppo tentato a ripetere il procedimento di continuo per giorni fino a far schioppare anche Moccia e Fabio Volo, però non conoscendo l'ordine dei possibili defunti scrittori, preferisco nome rischiare. Scherzi a parte, leggere dinnanzi a sconosciuti un tuo lavoro da il giusto feedback di motivazione. Sia nel cogliere nuovo spunti che per capire quanto davvero le tue storie possano incuriosire. Mi sono sentito come svuotato tutto ad un tratto, raccontare storie brevi in una radio nazionale sarebbe cosi assurdo come programma magari notturno? Tanto di storie ne abbondiamo, spesso anzi so ha l'idea che, come nella vita, ci siano più "scrittori" che "lettori", al pari di come vogliamo spesso più e esprimere noi che far parlare gli altri; quindi perché non provarlo come programma sperimentale, invece di quel dannato reality sui libri che fece un flop clamoroso? Il libro autoprodotto sta andando bene, forse, non so. Una quindicina di copie vendute ed una manciata in digitale, non avrei mai pensato di tirarne giù qualcuna , onestamente. Perché sono onesto ad affermare che io ad uno sconosciuto non darei manco la chance di 89 cent per un PDF. Sarà che la rete in generale ancora non ha improntato questa cultura, sarà anche che è quasi prima nato il download illegale che quello legale e che quindi siamo sempre un po' portati a delegittimare quest'ultimo. Eppure io credo che i libri digitali avranno un radioso futuro: potrebbero essere la soluzione per abbassare i costi annuali dei testi scolastici oramai alle stelle, ridurrebbero il peso delle cartelle dei ragazzi. Poi in generale la praticità di leggere dei volumi altrimenti ostici. Avete per esempio mai provato a leggere uno di quei tomi della collana mammuth? Magari il volume su Lovecraft o Poe. Sono enormi, con una carta ultraleggera che sembra quella in cui arrotoli le patatine al cartoccio, giri le pagine con la praticità di un T-Rex che gioca a tennis e hai pure l'ansia che le pagine si strappino stile pubblicità ace. Si,si. Lo so. "Ma l'odore del libro". E famo uscire i Kindle al profumo di carta, magari con le ricariche di fragranza stile lo spray casalingo. No? Parlate bene voi che avete ancora spazio in libreria, io tra un po' rischio di spostarli persino in frigo. Ed una rilegatura Brossura che sa di pecorino credetemi, non ha così tanta magia. Ps: alcuni avvisi di avvenuta ricezione del mio manoscritto da parte di alcune case editrici sono giunti poche ore fa, aka 20 giorni dopo il mio invio. Se il buongiorno si vede dal mattino... Mi sa che c'è stata una eclisse.










