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@i-am-amneris
moss mage
Sunny day in the woods 🌿
Summer 2024
emilie.hofferber
full bloom
Art by JenPanepinto
Oggi pomeriggio nel diario delle cose che ho bisogno di scrivere c'è uno spazio scuro dove risuona uno squarcio di luce, si potrebbe dire una scia, una polvere luccicante, forse anche un po' troppo luccicante, perché alla fine era o non era la causa del fatto che non riuscissi a guardarti ieri sera?, io penso di sì, anche se sicuramente mentirei nel raccontare che nell'angolo del mio sguardo non c'era una figura nell'ombra, forse una camicia forse a scacchi. è rimasta annidata nella mia pancia la sensazione di angoscia, dei brividini di freddo sulle pietre dell'abbazia, attenzione, però non era solo il vento sulla mia schiena scoperta, era l'eccitazione, il silenzio ebbro? di occhiate rigorosamente mancate e minuziosamente evitate, il piacere nervoso e segreto di starti accanto senza parlare. e mentre mi pervade il sapore frustrante di malto fermentato io giungo alla resa e metto per iscritto, infine, che per quanto ci provi non mi è indifferente la tua voce, anzi mi calma, anzi mi dà pace, e forse mi piace; e ci vorrei indugiare, sull'angolo della bocca quando si alza in un sorrisetto, ma non riesco, e li vorrei osservare i due occhi da cui mi despido sempre per ultima. mi piacerebbe camminare di notte al tuo lato, capire un po' di più chi sei, che magari queste formiche le ho sentite solo io eh, non dimentichiamoci che sono la regina dell'unidirezionalità, che poi proprio non ti capisco, però ti vorrei capire, ti vorrei conoscere, ti vorrei parlare, ti vorrei
the kitchen table series: untitled (nude), 1990, by carrie mae weems.
"Light catcher" (2012) by Helene Beland.
Testo
Ascolta
La mia vita senza te non è così diversa Faccio tutto un po' più piano ed ho tempo per me La mia vita senza te non è così diversa Io lo canto per non piangere e non piangerò
La sua vita senza te io che lo vedo spesso Non capisco bene come farà ma sopravviverà La mia vita senza te non è così diversa Io lo canto per non piangere e non piangerò
C'è un momento per tutto vai pure dritto sai Devi farti un po' male che dopo capirai È un momento poi passa giuro passerà Puoi chiamarla se vuoi libertà
La mia vita senza te non è così diversa Io lo canto per non piangere e non piangerò La mia vita senza te non è così diversa Io lo canto per non piangere e non piangerò
C'è un momento per tutto vai bene come vai Qualche cosa si spegne altre ne riaccenderai Al dolore rispondi col sorriso che hai Le ragazze non piangono mai
La mia vita senza te non è così diversa Io lo canto per non piangere e non piangerò La mia vita senza te non è così diversa Io lo canto per non piangere e non piangerò
La mia vita senza te non è così diversa Io lo canto per non piangere e non piangerò La mia vita senza te non è così diversa Io lo canto per non piangere e non piangerò
L’inghippo
Forse è un’ombra
nel fumo di una sigaretta
che non ho mai toccato
O forse è nello schiocco
di un bacio sulla fronte
che non mi hai mai dato.
Oppure è nella mia voce
indecisa, a metà
nell’alito di una risata
inopportuna, timida,
nell’incertezza di una domanda
imbarazzata (inosservata)
nel frastuono dove non senti
una parola sbagliata.
O forse il nostro inghippo
di noi due, me e te, tu e io
è nell’urgenza maldestra di queste dita
di questa testa, della finestra aperta,
della me assopita
in quella stanza, ancora ferma,
ancora accesa la luce verde,
ancora viva la tua parola,
la notte estiva, ancora aperti i tuoi occhi
svelti, ancora fresco un suono
che non sento più spesso
e che, ascoltato adesso,
ha un altro suono, un altro effetto, un altro
e non sei lo stesso, non è la stessa.
(Non sono me stessa? Non ero me stessa?)
Forse l’inghippo non c’è mai stato?
Forse mi sbaglio
Ma tu
Non sei lo stesso
Eppure,
non sei cambiato.
sono, ancora, da sola
Nessuno riesce a farmi sentire brutta come te.
Ho pettinato i capelli, ho curato i vestiti e le scarpe, ho indossato un trucco semplice ed elegante, rossetto incluso. Ho scelto con attenzione gli orecchini.
Prima di uscire papà mi ha guardata e mi ha detto: come sei bella.
In ascensore mi sono guardata allo specchio e ho pensato: nessuno mi fa sentire brutta come fai tu.
Tu, che non mi hai guardata per tutta la sera.
Tu, che non mi hai parlato per tutta la sera.
Tu, che non mi hai salutata, né con un bacio né con un cenno del capo.
Mi sono guardata allo specchio e ho notato l’eyeliner ancora al suo posto, gli occhi grandi e lucidi, le labbra rosse e vive, tanto sole stasera.
Mi sono guardata allo specchio e ho pensato: chissà se un altro mi avrebbe detto che sono carina. Tu mi hai accanto eppure di me non t’importa. Sono tua, ma non mi tieni, non mi guardi, non mi parli e non mi ascolti, non mi prendi, non mi vuoi. Sono sola e sono mia. Ma non libera.
Mi sono sciacquata la faccia e ho pensato che non voglio sentirmi mai più come mi sono sentita stasera.
ti trovo se non ti cerco e se ti cerco non ti trovo
Mio padre l‘aveva detto, dicevi, che a stare troppo tempo separati succede qualcosa, che non si torna più indietro dicevi, è un pensiero che ti tormenta fino a quando non ti ritrovi sotto la pioggia, mi dicevi e mi offrivi una scatola di cartone per non bagnarmi i capelli. ti guardavo e sorridevi e sorridevo, e ridevamo e finalmente ero libera, ero sola, senza occhi puntati addosso senza orecchie senza niente, ridevi e dicevi sei troppo bella e non ricordo più niente se non che ti seguivo salivo e la strada saliva e pensavo che non volevo pensare a nient’altro che a godermi quel sole a occhi chiusi