BARZIN - ALL THE WHILE

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let's talk about Bridgerton tea, my ask is open
he wasn't even looking at me and he found me
Lint Roller? I Barely Know Her
trying on a metaphor

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DEAR READER
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@ignorantella
BARZIN - ALL THE WHILE
Capodanno bizzarro
Una serata strana, con gente nuova.
Bigliettini con desideri d'amore affidati a lampade cinesi, troppo pesanti per librarsi nell'aria
Due clown improvvisati, che fanno domande, si tirano calci, a volte tristi in questa finta allegria
Biscottini mai provati che ti fanno volare, un cagnolino che sembra sapere tutte le risposte ed essere più saggio di noi
Desideri non reciproci che anziché perdersi nell'aria si schiantano a terra
Un anno che non si chiude né si apre, perché il tempo ce lo siamo inventati noi
Non chiedere ai tuoi figli
di lottare per avere una vita straordinaria.
Tale lotta può apparire ammirevole,
ma è pura follia.
Aiutali invece a trovare stupore e
meraviglia in una vita normale.
Mostra loro la gioia di gustare
pomodori, mele e pere.
Mostra loro come piangere
quando gli animali e le persone muoiono.
Mostra loro l’infinito piacere
nel tocco di una mano.
E fai in modo che per loro l’ordinario prenda vita.
Lo straordinario verrà da sé.
William Martin
Piccole cose che sanno di libertà
Adottare un nuovo cane dal canile, perché ti ha intenerito la sua storia
Rimettersi a fumare anche se tutti ti dicono di non farlo
Mandare affanculo chi è partito in vacanza senza di te perché deve ritrovare se stesso
Leggere un libro con moltissime pagine sapendo che non ce la farai mai a finirlo
Fare una passeggiata in collina
Ascoltare una meditazione guidata
Sdraiarsi su un prato
Scrivere una lettera a me stessa e non leggerla
Osservare le stelle sino a perdersi
La cosa più difficile oggi è stata non scriverti. Poi però, mi hai scritto tu.
Datemi una sigaretta per accendere il mio buio.
Natura morta.
Ph. @ignorantella
Montescudaio (Toscana)
QUELLA SERA
A saperlo quella torta non l’avrei mai fatta.
In una calda domenica d’agosto mi ero ritrovata a cucinare una crostata di frutti di bosco per portarla alla cena dei suoi amici di vecchia data. Mi ero impegnata al massimo, nonostante la giornata non fosse delle migliori e pensando che forse l’idea della torta sarebbe dovuta partire da me e non da lui. Aveva paura di sfigurare portandomi a una festa a mani vuote? Tra l’altro era stato pure il mio compleanno pochi giorni prima e io la torta me l’ero comprata da sola. La festa che doveva essere di compleanno in realtà si è rivelata una mega grigliata, partita alle sei del pomeriggio con un caldo infernale e un antipasto di salami e formaggi, senza un misero pezzo di pane, che si scioglievano e sudavano a guardarli. Intorno sciami di zanzare che mi roteavano sulle gambe, mentre cercavo gli sguardi del mio accompagnatore per avere un minimo supporto. Ma lui chiacchierava beato con amici e amiche incurante di come io potessi sentirmi un pesce fuori d’acqua. Dopo due ore di questa tortura, con una trentina di persone che a stento mi rivolgevano la parola e i loro figli urlanti e sgocciolanti che facevano avanti e indietro dalla piscina, ci siamo finalmente seduti a un tavolo infinito, con i maschi rigorosamente da una parte a ubriacarsi e dire fesserie e le femmine un po' meno ubriache a parlare delle vacanze appena trascorse dall’altra. Il mio cavaliere, obbligato a sedersi accanto a me per non lasciarmi sola in quella bolgia, ha da subito manifestato grandi segni di contrarietà per averlo separato dai suoi amichetti. A un certo punto poi, quando sudati fradici ci eravamo rimpinzati di pollo alla griglia e costine fino allo sfinimento, ecco che il padrone di casa ha avuto la bella idea di accendere una musica a un volume infernale, bloccando sul nascere i miei tentativi di fare conversazione in quel marasma. Mi sono allora rifugiata nel bagno con la voglia di piangere, ma non sapevo che la festa, è proprio il caso di dire, non era ancora finita! Un temporale improvviso è arrivato provvidenziale a scomporre l’allegra tavolata, che però si è rifugiata tutta in casa, dove i maschi hanno continuato a bere e le femmine a chiacchierare un po' stanche. Finalmente il mio cavaliere ha deciso che si era fatta l’ora di tornare a casa e mi ha portato in macchina al parcheggio dove avevo lasciato la mia e dove, dopo un anno di assidua frequentazione e una vacanza insieme appena finita, mi ha scaricato infastidito tipo pacco con un laconico “buon rientro” a cui avrei risposto con un pugno in faccia. Invece ho avviato la macchina per tornare a casa e sotto la pioggia scrosciante ho pianto tutte le mie lacrime, che si sono fuse con le gocce sul parabrezza.
Va bene anche così. Non dobbiamo sempre parlare.
c'è stato un tempo in cui le emozioni mi si svelavano in piena luce, senza mezzi termini, e scrivere scorreva naturale, come un flusso inarrestabile. Oggi, invece, mi ritrovo a dover lottare con un silenzio interiore, un inverno che ha messo in pausa ogni impulso creativo.
Eppure, nel gelo di questa stagione, oggi ho scorto una piccola breccia. È come se, in un attimo di debolezza, la rigidità del nulla lasciasse intravedere la promessa di una rinascita. Non è una rivoluzione, è un sussurro, una spia che mi ricorda che ogni inverno ha la sua primavera.
Spero di riuscire a trasformare questo varco in una via per riscoprire la mia voce, per far fluire di nuovo le parole e ritrovare quella scintilla che una volta mi faceva sentire viva.
____jamon
Vienna, Austria (by KChevardova)
È pieno di gente che vive quotidianamente sviluppando pensieri di questo tipo:
"In autunno torneranno le restrizioni, gli obblighi di sieri, i lasciapassare, i lockdown".
"Ci saranno razionamenti, crisi economica senza precedenti".
Il lavoro dei media è proprio quello di tenere le masse sotto pressione e sotto costanti minacce.
È giusto rimanere attenti al mondo circostante ma ciò non deve portare ad ammalarsi preventivamente appresso all'informazione e alla controinformazione. Siamo il loro cibo preferito, ci mangiano energie e denaro lasciandoci produrre scorie.
Compulsivamente si controllano notizie dalle fonti più svariate alimentando stati interiori di allerta.
Bisogna uscire da questi cortocircuiti indotti e vivere in maniera più serena, senza per questo bendarsi gli occhi di fronte all'inumano che avanza.
Lavorare su se stessi è oggi più che mai di fondamentale importanza.
-cit-