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@ilciacci
È il mio 15 anniversario su Tumblr 🥳
Sembra ieri.
Il tempo passa ma il ricordo è più vivo che mai.
Quel giorno come ogni giorno era stato preceduto da una notte. Insonne. Non riuscii a capire la gravità della situazione. Non ero un medico e lei non era molto collaborativa ma molto lucida. E negava con tutte le sue forze che la situazione fosse grave. Anzi gravissima. Rifiutò in prima istanza il ricovero ma si lasciò convincere dalla figlia che arrivò quasi scocciata al capezzale della madre. Dopo il ricovero provai a chiedere a un'infermiera in là con gli anni e che dava l'idea di averne visto di ogni colore cosa ne pensasse di ciò che avevo visto e mi tolse ogni speranza: "la signora ha digerito una delle pareti dello stomaco, sia forte…". Potei parlarci per pochi minuti. Ormai ero sveglio da una ventina di ore ed ero esausto. Qualche parola e poi lei mi afferrò un dito. Fu l'ultima cosa che fece da viva verso di me. Tornai a casa e mi buttai vestito sul letto e provai a dormire. Dopo un po' un primario mi telefonò. Nonostante la stanchezza e il brusco risveglio il tono del medico particolarmente sgarbato mi riportò alla realtà . Una triste realtà . È scioccante essere dall'altra parte di una porta e sentire le ultime parole di chi sta lasciando questa terra. Ci fu l'accanimento terapeutico perché, mi disse chi lavorava in ospedale e a mezza voce perché sono cose che non si possono dire, se muore qualcuno e muore durante il turno il medico deve riempire un mucchio di scartoffie. Nel caso che sto raccontando il primario dispose il trasferimento in terapia intensiva. All'UTIC, l'unità di terapia intensiva, iniziò quella triste pratica che da allora ho battezzato con il nome di "altalena". In pratica il medico di turno ti comunica prima un miglioramento, poi un peggioramento, poi un piccolo miglioramento finché non ti vede così prostrato da attendere la comunicazione del decesso come una liberazione. Così avvenne. Non so se una persona sia più preparata se vede morire un proprio caro dopo una lunga malattia ma so che quando un decesso è così rapido, poco più di quindici ore, non si è preparati neppure volendo. Tralascio il seguito di questa storia che è simile a tante altre che giornalmente e ogni ora succedono in tutto il mondo. Il senso di averla voluta raccontare è che ogni storia che per gli altri è casistica per chi la vive è uno degli eventi più drammatici della propria esistenza. Ma bisogna tirare avanti. Pensare che il caro estinto è in un luogo migliore di questo mondo e che è nelle regole del gioco chiamato vita. Si nasce, si vive e si muore. Ma non è semplice. Non è mai semplice. Soprattutto se chi muore magari aveva almeno un'altra decina d'anni di vita davanti. Sia nella Bibbia che nel Corano c'è scritto che Dio o Allah (che poi è la stessa cosa) non ci danno mai un peso più grande di quello che potremmo essere in grado di sostenere. Io però sono di un altro parere: abbiamo concordato con l'altra persona come trovarci, ritrovarci e abbandonarci. E mi chiedo il perché, a meno di non essere stato costretto da chissà quale legge universale, ho scelto che fosse un addio così repentino a separarmi da quella persona che avrete capito era mia Madre.Â
Sono passati ventun anni. Sembrano tantissimi e per certi versi lo sono. Quaggiù questa terra sembra peggiorata parecchio rispetto ad allora. Diciamo che conoscendoti bene questo mondo non ti sarebbe piaciuto. L'avresti saputo affrontare comunque vista la tua forza d'animo che in certi casi vorrei avere e che anzi mi ritrovo pensando a come ti saresti comportata tu. Lassù non so ma quaggiù il tempo si sente. Ma il tuo ricordo è insensibile al trascorrere degli anni. Rimane sempre vivo. Sento di persone che dicono che il tempo sbiadisce i ricordi e rimargina le ferite. Ma è vero solo in parte. Come penso avrai saputo ho tutta una mia teoria su come si sta dalle tue parti che mi sembra molto più logica e plausibile delle puttanate che le religioni ci propinano da sempre. Quindi quella che era una ferita è diventata la consapevolezza che sei tornata da dove eri arrivata e si è rimarginata pur lasciando un segno indelebile che non viene sbiadito dagli anni. Sono passato al San Michele perché come sai il due del mese prossimo non ci andrò. Come non ci sono andato per quella ricorrenza da ventun anni a questa parte. Quel giorno ci va la gente che vuole far vedere che ancora si ricorda almeno una volta all'anno di chi ora riposa in pace. Beh, si è fatto tardi. Ora ti saluto. Ciao Lucy, ciao Ma.
Sono passati 240 mesi che su questo pianeta non sono pochi ma neppure tanti. Però il tempo è relativo. Dove sei tu probabilmente il tempo perde di significato e un ventennio assume la stessa valenza che potrebbe significare per noi quaggiù un weekend. E magari neppure quella. Quaggiù, valle di lacrime che segna lo scorrere del tempo sui nostri corpi mortali poiché costituiti dalla materia che tende lentamente a disgregarsi, hanno un peso. Vent'anni possono essere testimoni di tante cose. Possono vedere un figlio che cresce, possono vedere la fine di un amore e possono vedere il cambiamento del modo in cui si vive in una nazione. Sono testimoni muti di gioie e dolori e di drammi e di momenti felici. Vent'anni. Sono passati venti lunghi anni. Ma non sono sufficienti per dimenticare. Non bastano per sbiadire i colori di allora. Non intaccano i ricordi. Non riescono a far mettere da parte alcunché di allora. Ed eccomi qua a buttar giù due righe come ogni anno non tanto per ricordarti o per ricordare quel giorno visto che sei nei miei pensieri ogni giorno ma come se fosse una sorta di segnatempo, un altro rigirare la clessidra. Spero ovunque tu sia che tanta felicità e tanta spensieratezza che quaggiù ti è stata negata ti sia stata restituita e che tu sia nella Luce. Ciao Ma'. Ciao Lucy.
Ciacci. Liberamente liberal... ha compiuto 12 anni oggi!
Diciannove anni. Il tempo, però, è relativo. E lo è ancor di più quando di mezzo ci sono i sentimenti. I sentimenti agiscono in modo tale da azzerare il tempo che passa. Non c'è momento in cui non mi sovvengano i momenti in cui eri ancora su questa terra. Però, come mi ero ripromesso anni fa, continuo a sentire la tua mancanza il giusto tanto. Soprattutto per te che oramai sei libera dalle catene di questo mondo. Non era assolutamente giusto che lasciate alle spalle le tribolazioni di questo mondo dovessi rimanere legata alle catene del mio egoismo. Sai benissimo che non ti ho dimenticata e non ti dimenticherò mai. Stai serena ovunque tu sia. Ti abbraccio forte forte. Ciao Ma'.
Inutile aggiungere che sono passati ben diciassette anni ma il ricordo continua a esser vivo. Come fosse successo ieri. Ciao Lucy, ciao Ma.
Sono passati ben sedici anni. E, mi si perdoni la frase fatta, sembra ieri. Dopo tanti anni non ho parole e non perché si sia affievolito il ricordo bensì perché ho come la sensazione che ovunque tu sia ora sicuramente avrai raggiunto la pace e la serenità . "Lui" deve essere uscito dalla Soglia, dopo ben tre anni dalla sua dipartita. Tu avevi impiegato solo sei mesi. Sarei curioso di sapere se lo hai rivisto e se sì cosa hai provato. Chissà , magari uno di questi giorni potresti farmelo sapere facendomi il regalo di farmi visita in quel luogo che è più di un sogno e meno della realtà . Non ti preoccupare per me. So cavarmela da solo e ho, come già saprai, delle Grandi Anime al mio fianco che presumo siano le stesse con le quali ho iniziato questo viaggio. Ti abbraccio, ovunque Tu sia. Ciao Lucy, ciao Ma'.
#ritorno