E la ragazza mia me lascia se pensa che ‘n so fedele, forse davvero pensa che io nun so vedere la differenza tra una puttana co ‘n bel sedere e qualcuno che parla e passa co’ me tutte le sere.
— Gemitaiz
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E la ragazza mia me lascia se pensa che ‘n so fedele, forse davvero pensa che io nun so vedere la differenza tra una puttana co ‘n bel sedere e qualcuno che parla e passa co’ me tutte le sere.
— Gemitaiz
Ma ci sono dieci minuti nelle mie giornate, mezz’ore in cui non capisco più niente, e non mi importa di quante persone mi vogliano bene in giro per il mondo: sono sola. Non posso chiamare nessuno. Vado giù e posso tirarmi su solo con le mie forze. Non è niente, è solo che ho paura. E la paura è una delle sensazioni più estranianti che abbia mai provato.
- Susanna Casciani.
“Se una sera per caso ci ritroviamo a parlare e non era previsto,ma le parole sembrano scorrere come non aspettassero altro che ci incontrassimo ancora,allora va tutto bene. Grazie e poi grazie di che,ci volevamo bene,ce ne vogliamo ancora,e dire grazie forse è inutile,ma grazie. E mi dispiace,perchè quello che c'è con te,qualunque cosa sia,dura sempre troppo poco.”
— Susanna Casciani.
Avrei potuto mandarlo al diavolo e cercare una vita più semplice. Avrei potuto, invece l'ho preso per mano. Tanto ci saremmo mancati, tanto ci desiderevamo ancora, tanto a volte bisogna rimboccarsi le maniche e salvarli, certi amori.
- Susanna Casciani
Vieni qui, ti spiego come è stare tra le tue braccia. L'hai mai fatto un viaggio importante? Anche breve, uno di quelli che ti portano a fare un esame universitario, un'interrogazione, un colloquio, una visita medica urgente. L'hai mai fatto? Credo proprio di sì. Ecco. Stare tra le tue braccia è il viaggio di ritorno, quando finalmente è tutto ok.
- Susanna Casciani
“Mi aggrappo alla certezza che ognuno di noi, pur non essendo “il migliore”, possa almeno cercare di essere al proprio meglio: forse non avrò un fisico perfetto, ma ho un paio d'occhi di tutto rispetto.
Forse non avrò una bella voce, ma so accarezzare.
Forse non saprò correre, ma di camminare non mi stanco mai.
E sicuramente, categoricamente, anche le mattine in cui mi sveglio e sono al peggio, anche i giorni in cui faccio di tutto trovando forze che non credevo di avere e quelli in cui non riesco a fare niente, sempre, da sempre, merito un fiore.
Tre fiori. Dieci fiori. Tutti i fiori del mondo. E una canzone d'amore.
Me la merito tanto.”
Susanna Casciani
Resta viva.
Non accontentarti.
Porta i tuoi occhi a fare una passeggiata, appena puoi.
Non rinunciare ai tramonti, alla speranza.
Accetta la sofferenza.
Accetta la felicità.
Accetta la forza che a volte ti pervade.
Non lasciarti schiacciare da quello che è stato, da quello che non hai. Non farti portar via la gentilezza, la curiosità, la fantasia.
Continua a saltare nelle pozzanghere, se ti va.
Cambia pettinatura, cambia pelle. Cambia modo di vestirti e di truccarti, cambia abitudini, amicizie, luoghi e sogni.
Cambia spesso, ma lotta fino alla fine per non perderti.
Abbi cura di te, soprattutto quando tornerai ad amare.
Abbi cura del modo in cui guardi gli altri.
Abbi cura del tuo amore, soprattutto adesso.
Soprattutto quando non saprai a chi donarlo.
Non gettarlo.
Non sprecarlo.
Tienilo da parte, ti servirà.
Piangi pure; piangi quando vuoi. Ricordati di farlo, ogni tanto.
Ricorda che la cura, se davvero ne esiste una, sono le persone.
Non dimenticarti di loro.
Delle loro mani.
Dei loro guai.
Delle loro storie piccole ma grandiose.
Non precluderti niente solo perché potrebbe distruggerti.
Non sparire.
Resta, goditi lo spettacolo.
Resta coraggiosa.
Resta dolce.
Testa alta. Cuore in mano.
Susanna Casciani
“Io l’ho trascurata. Sai cosa significa questo verbo?”
“Non ne sono sicura.”
“Significa non curare qualcosa, o qualcuno, con la dovuta attenzione. Quando vogliamo bene a una persona,..non dovremmo mai trascurarla. Significa questo: significa che se non abbiamo cura dei nostri fiori, i nostri fiori prima o poi appassiranno.”
Maledettamente semplice e maledettamente crudele, perché la maggior parte della gente, prima di capirlo, deve veder morire qualche pianta. Questo però evito di dirlo.
Susanna Casciani
Arriverà una sera, prima o poi, in cui ti guarderai indietro e ti chiederai - tra le cose che hai - quali sono quelle che hai voluto davvero e quali invece hai finto di amare perché era più semplice. Quella sera lì, come ti definirai? Su chi scaricherai la colpa? Perché lo sai che di certe infelicità siamo noi i responsabili. Lo sai, e allora dimmi: come farai a perdonarti per tutto quello che avrai lasciato indietro, per tutto quello che avrai messo da parte, per tutto quello che avresti potuto fare e poi, però, non hai fatto? Come farai a perdonarti quando qualcuno, una sera, ti mostrerà cosa ti sei persa, a cosa hai rinunciato tanto a lungo? Cosa vuoi fare? Continuare a fingere o iniziare a vivere?
-Susanna Casciani
Non dimenticare il bene. Non dimenticare le carezze, le chiamate inaspettate, i sorrisi degli sconosciuti, i fiori che continuano a crescere imperterriti, i baci improvvisi, quelli tanto attesi, le chiacchiere sotto il piumone prima di lasciarsi andare, le estati al mare e guai a fare il bagno prima delle quattro, tornare a casa e riconoscerne l’odore, sentire che è sempre lo stesso, girare l’angolo e trovare quello di cui avevi più bisogno, i sogni che non sapevi di avere, le persone che sanno chiedere scusa, quelle che abbracciano senza paura, fare l’amore guardando il cielo, che se non l’hai mai fatto devi assolutamente provare, un bicchiere di vino dopo una settimana di lavoro, chi ti vuole bene senza chiederti di cambiare, chi ti vuole bene anche quando poi cambi, l’arcobaleno e la luna che nelle foto non vengono mai belli come sono nella realtà, la magia del mondo che non si ferma mai e noi proviamo ad intrappolarla, ma niente, non è possibile, lei vaga, vola, ci attraversa, ci sconvolge e noi non facciamo che aspettare che torni dicendo a tutti “sto bene, grazie, non ho bisogno di niente”, e invece non è mai vero, e si sa, ma facciamo finta di crederci, è un tacito accordo, la tenerezza degli esseri umani che non sanno piangere insieme.
Susanna Casciani
“Anch’io tenevo le persone a distanza di sicurezza oltraggiandole, provocandole e irritandole. Perciò fidati di me: è una difesa da dilettanti, e inoltre è dolorosamente ovvia, perché dà a vedere il tuo terrore.”
David Foster Wallace
“«Io penso che l’amore sia un sacrificio sociale. E tu puoi dirmi che non è vero, ma questo è quello che ho visto. Mi guardo intorno ed è pieno di gente divorziata, di storie d’amore franate e io come faccio a stare con una persona e a credere che non finirò anch’io tra quelle macerie?» «Io penso che un tuo bacio può valere le macerie in cui forse un giorno mi lascerai.»”
— Giulia Carcasi, Io sono di legno.
Vanno, vengono, ritornano e magari si fermano tanti giorni che non vedi più il sole e le stelle e ti sembra di non conoscere più il posto dove stai. Vanno, vengono per una vera, mille sono finte e si mettono lì tra noi e il cielo per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.
F. De Andrè
“Non sei come le altre storie, con te soli senza paranoie.”
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“Forse non si desidera tanto essere amati quanto essere capiti.”
— George Orwell - 1984 (via perdoviamestessa)
La bellezza non è di chi la usa facendone sfoggio, ma di chi la preserva facendone pregio.