Ecco il mio video di presentazione!
Ditemi che ne pensate! #staytuned
Stefano
Stranger Things
occasionally subtle

★

if i look back, i am lost
cherry valley forever
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RMH

Janaina Medeiros

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shark vs the universe

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Acquired Stardust
Sade Olutola

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Claire Keane

祝日 / Permanent Vacation
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d e v o n
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@ilmondodelquantumcomputing
Ecco il mio video di presentazione!
Ditemi che ne pensate! #staytuned
Stefano
Applicazioni del Quantum Computer al giorno d’oggi
Buongiorno cari e appassionati lettori!
Penso sia ormai chiaro a tutti che il computer quantistico, non rappresenti più un’utopia ingegneristica, ma che giorno dopo giorno sia una realtà sempre più concreta e pronta ad essere messa al servizio della popolazione mondiale. Con il post di oggi volevo infatti parlarvi degli svariati utilizzi che sono stati fatti di questa tecnologia dal 2018 ad oggi (nel caso foste interessati alla storia precedente vi consiglio di leggere questo articolo, sempre sul nostro blog).
Nel 2018 infatti il colosso informatico IBM ha rilasciato un servizio chiamato Quantum Expierience che permette, tramite cloud, di utilizzare 3 processori quantistici da 5 e 16 qubit e di eseguire algoritmi e codici per analizzare i possibili impieghi di un computer quantistico. Il cloud ad oggi ha avuto più di 80000 utenti con più di 3 milioni di “run”.
Sul modello sopra descritto, l’azienda canadese D-Wave specializzata in calcolatori quantistici, ha lanciato all’inizio del 2020 Leap 2, un cloud accessibile a chiunque, con diverse tariffe in base alla complessità che le operazioni richiedono, che mette a disposizione un’elevata potenza di calcolo per risolvere qualsiasi problema. Leap 2 al giorno d’oggi rappresenta il miglior servizio di calcolo quantistico sul mercato e un’interessante strumento di ricerca.
Con l’avvento del COVid-19,IBM ha aperto una campagna per mettere a disposizione di tutti gli scienziati i computer quantistici, alla quale ha subito aderito anche la D-Wave rilasciando gratuitamente le chiavi di accesso al proprio cloud. Grazie a questa concessione è stato possibile sviluppare in breve tempo dei test e dei tamponi che potessero rilevare la presenza del virus maligno nel sangue, e tutt’ora si sta ancora lavorando per cercare la migliore terapia e per studiare un vaccino efficace che sia disponibile il prima possibile.
Tampone per il COVid-19. Fonte: Pixabay
L’utilizzo di questi calcolatori per trovare una soluzione alla pandemia è stato uno dei più significativi, ma sicuramente non l’unico.
Importanti menzioni vanno infatti all’ottimizzazione delle batterie Litio-Zolfo, che sono state migliorate in termini di autonomia, cosa che è stata annunciata recentemente dall’IBM nell’ultimo Consumer Elettronic Show a Las Vegas, ma anche agli svariati utilizzi in ambito finanziario, che permettono calcoli più veloci e più accurati nelle previsioni di mercato, o addirittura agli studi astrofisici e meteorologici.
In conclusione è facile accorgersi che l’avvento del calcolo quantistico può risultare fondamentale in numerosi ambiti di ricerca dove una maggiore potenza di calcolo può dimostrarsi necessaria per progredire ulteriormente. E’ evidente che in un futuro sempre più vicino le applicazioni del Quantum Computer saranno estese a qualsiasi settore.
Spero che anche questo post vi sia piaciuto e abbia ispirato curiosità e nuovi spunti di riflessione. Un caro saluto e alla prossima!
Stefano
Breve video di presentazione del Blog!
Un saluto ~ by Brendon!
Le 5 domande di Postman
Ciao a tutti cari lettori!
Con il post di oggi ho intenzione di condividere con voi un’analisi dell’avvento del computer quantistico e delle sue dirette conseguenze sulla società, attraverso le celebri cinque domande di Neil Postman tratte dal suo libro “Come sopravvivere al futuro”.
1. “Qual è il problema di cui questa tecnologia sarebbe la soluzione?”
Proprio grazie alla sua potenza di calcolo, superiore di gran lunga a quella di qualsiasi altro calcolatore, il Quantum Computer ha tutte le carte in regola per segnare una cambiamento significativo nel mondo della ricerca e dell’elaborazione dati.
Potrebbe infatti rappresentare il punto di svolta nei settori più disparati come ad esempio il machine learning, le nuove intelligenze artificiali, ma anche in ambito chimico e fisico o finanziario.
2. “Di chi è il problema?”
Questa penso che sia la domanda che trova più facilmente una risposta, infatti i problemi che il calcolo quantistico sarebbe in grado di risolvere, coinvolgerebbero in primis tutta la comunità scientifica, e poi direttamente il resto della popolazione mondiale per conseguenza diretta.
3. “Quali persone e quali istituzioni potrebbero venir danneggiate da questa tecnologia?”
Fino ad ora sono stati analizzati solo gli impieghi strettamente positivi e utili al bene comune, ma come spesso accade quando si tratta di tecnologie così impattanti, è facile che ci sia un rovescio della medaglia.
Il rischio principale è che l’avvento del Quantum Computer metta ulteriormente a rischio la privacy, minando la sicurezza di tutti gli attuali sistemi crittografici (per approfondire consiglio la lettura del post dedicato sul nostro blog). Potrebbe dunque creare seri problemi a banche, grandi aziende, ma anche direttamente alle stesse amministrazioni statali e ai singoli cittadini.
Immagine privacy online. Fonte: Pixabay.
4. “Quali nuovi problemi verranno generati dall’aver risolto questo problema?”
Se si analizza a fondo il problema iniziale, legato principalmente al progresso e alla ricerca, è difficile trovare delle dirette conseguenze negative.
I problemi inizierebbero a crearsi solo nel momento in cui questa nuova potenza di calcolo venisse utilizzata perseguendo l’utile di pochi individui, piuttosto che il bene comune, ma si rientra dunque nella quinta e ultima domanda.
5. “Quali persone (o tipo di persone) e istituzioni potrebbero acquisire uno speciale potere economico o politico a causa di questo cambiamento tecnologico?”
Il Computer Quantistico, soprattutto negli ultimi anni rappresenta sempre di più un oggetto del desiderio che le grandi aziende tecnologiche si contendono di continuo in quella che è diventata la corsa alla “supremazia quantistica” (E’ presente all’interno del nostro blog un articolo che tratta dell’argomento).
E’ stato infatti presto chiaro che lo sviluppo di un efficiente calcolatore quantistico che possa sbaragliare la concorrenza comporti numerosi vantaggi economici e politici che non possono essere trascurati. A maggior ragione se la nuova tecnologia viene usata per fini ultimi che si discostano dal progresso scientifico, ma che mirano più ad ottenere grandi quantità di dati ed informazioni che possono poi essere elaborati anche molto velocemente.
Spero vivamente che la lettura di questo post possa avervi chiarito le idee e fornito nuovi spunti di riflessione sull’argomento!
Un saluto a tutti e alla prossima!
Stefano
Primi Ricordi di un Esperienza con Internet.
Ciao a tutti! Mi presento, il mio nome è Brendon e sono uno studente di Ingegneria Informatica presso il Politecnico di Torino frequentatnte il corso di Rivoluzione Digitale ed insieme ad un gruppo di ragazzi abbiamo creato questo blog per divulgare notizie sui Computer Quantistici.
Questo post è un po diverso dal solito, al psoto del consueto argomento vi parlerò della mia prima esperienza con Internet! I miei primi ricori risalgono algi anni della scuola elementare, ancora non sapevo bene cosa fosse l'Internet e neppure lo distinguevo da Google, infatti per me erano la stessa cosa, l'unica mia conoscenza a riguardo era che si potesse cercare qualsiasi cosa e quella, dopo un click, appariva!
Titolo: Vecchia Homepage di Google Fonte: Flickr Autore: elgreg
La mia vera "prima esperienza" tattile di Internet fu quando, a 10 anni, mio zio comprò una chiavetta Internet e mi invitò a casa sua per usarla insieme. Per la prima volta venni introdotto al mondo di Facebook (anche se non particolarmente interessato), di YouTube e dei suoi innumerevoli video, i primi in assoluto che incominciai a guardare furono sui giochi Pokémon, dove veniva illustrato come catturare tutti i pokémon del gioco.
Successivamente quando ricevetti anche io la mia connessione ad Internet, cominciai ad accuisire dimestichezza con la barra di ricerca, scoprendo Wikipedia ed i siti web per i giochi in Flash, come Giochi.it.
Durante il primo periodio di uso della rete la mia unica attivatà fu esclusivamente quella videoludica, ed i giochi su cui passai più tempo furono Bomber Pengu e Puzzle Bobble, titolo a cui tutti almeno una volta abbiamo fatto una partita, che nella sua semplicità risulta molto difficile, infatti non riuscii mai completare tutti i livelli.
Titolo: Sessione di Puzzle Bobble Fonte: Flickr Autore: Alex Jones
La mia presesnza su Internet, però, fu molto limitata dai brevissimi tempi che le chiavette offrivano melsilmente: durante quegli anni le offerte erano a tempo e non a consumo del traffico. Infatti il mio fu un processo graduale e molto lento della consoscenza di Internet e delle possibilità che ci offere, che se sappiamo sfruttare al meglio, sarà sicuramente un ottimo strumento per aiutarci a comprendere meglio il mondo.
~ by Brendon
Ecco una mia breve presentazione! Continuate a seguirci su Tumblr e su Twitter, a presto!
Lorenzo
Supremazia Quantistica
Bentornati! Sono Lorenzo e in questo post vi andrò a parlare della supremazia quantistica e di come questa sia stata raggiunta.
Il 23 ottobre 2019 Google, grazie al lavoro del team del suo Google Quantum Artificial Intelligence Laboratory, ha ufficialmente annunciato di avere raggiunto la supremazia quantistica con un articolo pubblicato sulla rivista Nature.
Sycamore, il processore quantistico a 53 qubit della compagnia, è riuscito infatti a svolgere in appena 200 secondi un calcolo che, a detta del colosso americano, anche il miglior supercomputer al mondo avrebbe svolto in 10.000 anni.
Nel calcolo in questione, come ben descritto da questo articolo della rivista Scientific American, il processore ha generato 253 stringhe di bit “campionando i risultati per ottenere la probabilità che appaia una certa stringa” (la diversa probabilità è dovuta al modo in cui i qubit all’interno del calcolatore interagiscono tra di loro).
Esempio di stringa di bit, una sequenza ordinata di 0 e 1 in codice binario - Fonte: Pixabay - Autore: Gerd Altmann
Ma precisamente in cosa consiste la supremazia quantistica?
Il termine è stato coniato nel 2012 da John Preskill, docente di Fisica Teorica presso il California Institute of Technology e professore, tra gli altri, di un certo Richard Feynman. Egli in un suo recente articolo, pubblicato sulla rivista Quanta Magazine, afferma di aver proposto il termine
“per descrivere il momento in cui i computer quantistici avrebbero fatto cose che i computer classici non potranno mai ripetere, a prescindere dall'utilità dell'operazione svolta."
Di particolare interesse è la precisazione che Preskill fa sull’utilità: il calcolo effettuato da Sycamore, infatti, non ha avuto alcuna immediata utilità pratica, ma ha impiegato molto meno tempo nel farlo rispetto ad un computer classico, ed è questo quello che conta. In altre parole, ha dimostrato una cosa fondamentale, ossia che la supremazia quantistica è realizzabile.
Questo concetto è molto chiaro a Sundar Pichai, CEO di Alphabet, parent company di Google, che in un’intervista con la MIT Tecnology Review ha risposto così a una domanda sul risultato ottenuto da Sycamore: “Il primo aereo volò solo per 12 secondi - afferma Pichai - e non c’era un’applicazione pratica per quello. Ma ciò dimostrò la possibilità per un aereo di volare” (trovate l’intervista integrale in lingua originale qui).
Foto di Sundar Pichai - Fonte: Flickr - Autore: Maurizio Pesce
Nonostante si sia dimostrata la supremazia quantistica però, questo non significa che in un prossimo futuro tutti noi potremo usufruire di un personal quantum computer o che i computer classici verranno completamente sostituiti da quelli quantistici: è lecito pensare che nelle azioni semplici e quotidiane rimarrà una sorta di “supremazia classica”.
Tuttavia è innegabile che l’obiettivo raggiunto da Google abbia una grande rilevanza per il futuro di questa straordinaria tecnologia: il prossimo passo sarà trovare sempre più campi in cui le altissime prestazioni dei calcolatori quantistici si rendano necessarie.
Continuate a seguirci per scoprirne sempre di più! A presto!
Lorenzo
The universe is a quantum computer. Since you can simulate any set of particle interactions with a quantum computer made of the same number of particles, then there’s no practical difference between the universe and a quantum computer simulating the universe
David Walton, Supersymmetry.
Come è fatto un qubit?
Salve a tutti e ben tornati sul nostro blog! Avrete sicuramente sentito parlare di qubit e del loro uso nei computer quantistici, se siete già passati dal nostro blog sapreste che i qubit sono degli oggetti regolati dalla meccanica quantistica, come scriviamo in questo post.
Ma che cosa è un qubit? Come ho scritto in precedenza, un qubit è un oggetto che assume un comportamento quantistico, come: la polarizzazione di un fotone, lo spin di un elettrone, lo spin di un nucleo atomico, altri. Per spiegare questo comportamento e la relazione con i qubit, prendiamo una lente polarizzata, questo tipo particolare di lente ha la proprietà di lasciar passare solo la luce con una specifica polarizzazione, infatti questi filtri hanno vasto utilizzo negli occhiali da sole e nelle macchine fatografiche.
Ora immaginiamo di avere un fascio di luce polarizzato verticalmente (90°) e di farlo passare attraverso la lente, inizialmente con direzione verticale, notiamo che ruotando la lente la percentuale di luce che riesce ad oltrepassarla diminuisce, passando dal 100%, fino ad essere nulla quando la lente si trova in posizione orizzontale (0°).
Titolo: Rotazione della lente polarizzata Autore: Smouss Fonte: Creative Commons
Ma cosa succede se spariamo un singolo fotone contro la lente? Grazie agli studi svolti da Einstein sappiamo che l'energia contenuta dal fotone è indivisibile, vuol dire che non possiamo creare un fotone con metà della sua energia senza annullarlo ("quanto"). Prendiamo la nostra lente polarizzata orizzontalmente (0°) e spariamo due fotoni con polarizzazione orizzontale e verticale, accade ciò che ci aspettiamo: nel primo caso il fotone passa liberamente mentre, nel secondo rimane bloccato.
E se lo sparassimo con direzione a metà tra verticale ed orizzontale (45°)? Abbiamo detto che il fotone non può essere dimezzato, allora come si risolve questo problema? Si osserva, sperimentalmente, che il fotone ha il 50% di probabilità di attraversare la lente o di rimanere bloccato. È come se il fotone fosse contemporaneamente nello stato orizzontale e verticale ("superposition"), che possiamo chiamre stato 0 e 1, e scegliesse all'ultimo momento quale dei due essere. Abbiamo appena creato un qubit!
Esiste una descrizione analoga per gli altri oggetti fisici. Ad esempio la IBM dimostrò l'Algoritmo di Shor, discritto nel nostro post, usando lo spin di sette nuclei.
Titolo: Quantum computer della IBM Autore: washuugenius Fonte: Creative Commons
Oggi i grandi produttori come IBM e Google usano un sistema di raffreddamento (l'intero scheletro in figura), per mantenere temperature di 10 millikelvin, creando dei superconduttori che poi generano i qubit (la parte inferiore).
Ma una nuova scoperta potrebbe cambiare il modo in cui vengono prodotti i computer quantistici. Un team dell'University of New South Wales-Sydney, grazie ad una serie fortuita di errori sono riusciti a controllare la spin di un nucleo di antimonio immerso nel silicio con un campo elettrico, problema irrisolto dal 1961 predetto da N. Bloembergen, scoperta che risolverebbe la problematica del raffreddamento e la riduzione di errori legati alla misurazione. Link all'articolo pubblicato sul loro sito.
by~Brendon
Origini del Quantum Computer
Bentornati a tutti e a tutte! Sono di nuovo Lorenzo e in questo post andremo a vedere insieme i primi studi che hanno portato alla nascita del Quantum Computer, ma prima è bene chiedersi: perché si è sentito il bisogno di creare tale tecnologia?
Sicuramente i nostri computer sono strumenti dall'enorme potenziale e nel mondo di oggi rivestono un ruolo fondamentale. Perché, quindi, creare un Computer Quantistico?
L’esigenza a cui questa innovazione risponde riguarda la potenza e la velocità di calcolo: nei computer classici rimangono, infatti, dei limiti fisici nella velocità di elaborazione dovuta all’esecuzione in sequenza dei calcoli.
Chip di Vesuvius, computer quantistico a 512 qubit della D-Wave Systems - Fonte: Flickr - Autore: Steve Jurvetson
La possibilità di sfruttare le leggi della fisica quantistica per eseguire i calcoli in parallelo, e non più in sequenza, e processare simultaneamente più soluzioni ad un problema significa un esponenziale miglioramento nel campo della computazione. A chi dobbiamo tale intuizione?
Il primo a dimostrare la possibilità per un computer di svincolarsi dalle leggi della fisica classica fu il fisico Paul A. Benioff all’inizio degli anni ’80 del ‘900, il quale sviluppò un proprio modello di Macchina di Turing Quantistica, una macchina astratta usata per modellare l'effetto di un Computer Quantistico. Questo lavoro gettò le basi teoretiche per lo sviluppo del Quantum Computer.
Pochi anni dopo, nel 1982, Richard Feynman teorizzò i simulatori quantistici, capaci di studiare complessi problemi fisici e sistemi quantistici: la classica Macchina di Turing nel simulare un sistema quantistico avrebbe subito un più che significativo rallentamento nel tempo di elaborazione, problema che non si sarebbe riscontrato con un computer basato sui qubit.
Nel 1985, grazie ai lavori di Benioff e Feynman, il fisico britannico Deutsch giunse a una svolta fondamentale pubblicando uno scritto intitolato “Quantum theory, the Church-Turing principle and the universal quantum computer" (trovate il file pdf del suo elaborato qui): egli descrisse un Computer Quantistico elencandone le principali caratteristiche, ad esempio la possibilità di elaborazione come congegno non specializzato.
A partire dalla metà degli anni ’80 la ricerca per lo sviluppo di questa tecnologia è sempre cresciuta, passando ad esempio per l’algoritmo di Shor del 1994 (argomento che abbiamo già trattato in questo nostro post precedente, andate a dargli un occhiata! ) fino ad arrivare a importanti risultati negli ultimi anni: nel 2011 la D-Wave Systems, azienda canadese, ha annunciato il suo D-Wave One, il primo Quantum Computer a essere commercializzato.
Da quel momento sempre più aziende, come IBM e Honeywell, si sono interessate a questo campo.
Foto del Quantum Computer della IBM - Fonte: Flickr - Autore: IBM Research
Il futuro del Quantum Computer però è ancora tutto da scrivere, quindi se volete scoprirne di più continuate a seguirci!
Lorenzo
I miei primi passi nel digitale
Ciao a tutti quanti! Mi presento, io sono Stefano, studente di Ingegneria Elettronica presso il Politecnico di Torino, e sono uno dei ragazzi che posterà contenuti su questo blog, cercando di rendere un po’ più accessibili a tutti nozioni di base riguardanti il Quantum Computer.
Prima di tutto però, visto che mi sembra scortese iniziare a parlare subito di argomenti tignosi, volevo raccontarvi un po’ come ha avuto inizio il mio rapporto con il mondo del web, che senza dubbio è uno dei rapporti più longevi della mia vita appena ventennale.
Devo infatti dire che fin da piccolo sono sempre stato attratto dal computer, e ogni occasione era buona per avvicinarmi a questo oggetto e per cercare di scoprire qualcosa di nuovo, all’epoca ancora ignaro dell’esistenza di internet.
Mi ricordo molto bene però la prima volta che stanco di vedere i soliti programmi in televisione mio zio mi fece scoprire il modo di YouTube dove era possibile guardare liberamente le vecchissime puntate di Goldrake e degli eroi della sua infanzia da lui tanto decantate; anche perché all’epoca io conoscevo moltissime sigle a memoria senza effettivamente aver mai visto neanche un episodio.
Foto di Goldrake. Fonte: Flickr. Autore: Salvatore Di Giacomo.
Successivamente, diventando più grande scoprii il mondo dei flash games (anche io come Lorenzo sono stato un utilizzatore seriale di Friv, lui ne parla nel suo fantastico post di presentazione, quindi se siete interessati non vi resta che passare a dargli una lettura!) e piano piano iniziai sempre più a girare liberalmente per la rete, qualche volta magari di nascosto, e col senno di poi sono stato fortunato a non essere incappato in nulla di spiacevole.
Per quanto riguarda utilizzi di Internet più utili e meno dilettevoli, mi ricordo molto bene quando alle medie ci fu richiesto, per un laboratorio di statistica, di raccogliere il più vasto numero di dati attraverso un questionario da rifilare alle persone. Così decisi di utilizzare Survey Monkey, un programma che permette di creare il proprio sondaggio personale e di condividerlo facilmente con un semplice link anche grazie all’utilizzo degli smartphones che si stavano pian piano iniziando a diffondere. Inutile dire che il risultato fu sorprendente, raccogliemmo una grande quantità di dati risparmiando molto tempo rispetto a tutti gli altri gruppi.
Il mio post giunge al termine e che dire, spero vivamente vi sia piaciuto, ora non vi resta che dare un’occhiata al resto del blog!
Auguro a tutti un buon proseguimento di giornata e mi raccomando ancora #staytuned.
Stefano.
La Fisica del Quantum Computer
Salve a tutti e a tutte! Sono Lorenzo. In questo post vi andrò a parlare del funzionamento di questa grande innovazione che è il Quantum Computer e insieme scopriremo quali leggi fisiche lo rendono possibile.
Secondo la definizione dell’Enciclopedia Treccani, nell’appendice di lessico del XXI secolo, un Quantum Computer o Computer Quantistico è una
“macchina che elabora l’informazione e compie operazioni logiche in base alle leggi della meccanica quantistica. Esso opera cioè secondo una logica quantistica, profondamente diversa da quella classica”.
Già da questa definizione si vede come questa tecnologia segni un profondo distacco dal modo “classico” di pensare alla fisica e alla computazione. Ma andiamo a vedere meglio in cosa consiste questo distacco.
La principale differenza tra il computer che abbiamo a casa e un Quantum Computer si basa sull’unità di informazione di base: il primo usa il bit, unità che può assumere in modo univoco o il valore 1 o il valore 0, mentre il secondo sfrutta i qubit (quantum bit), che possono assumere allo stesso tempo il valore 1 e il valore 0.
Come è possibile ciò? Poiché i qubit appartengono al mondo della fisica quantistica, sottostanno a leggi diverse da quelle della fisica classica, e una di queste è la sovrapposizione quantistica.
Questo principio afferma che prima del processo di misurazione tutti gli stati quantistici sono, a livello probabilistico, contemporaneamente possibili e pertanto prima che si vada a osservare il valore di un determinato qubit, esso è contemporaneamente 0 e 1, spento e acceso; è nel momento della misurazione che il qubit assume un determinato valore.
Per capirci, è ciò che sta alla base del paradosso del gatto di Schrödinger: dopo aver chiuso un gatto in una scatola con del veleno, non possiamo sapere se l’animale sia vivo o morto fino a quando non la apriamo: in altre parole, il gatto, per noi, è contemporaneamente vivo e morto fino a quando non “misuriamo il suo stato”.
Rappresentazione grafica del paradosso del gatto di Schrödinger - Fonte: Wikimedia Commons - Autore: Dhatfield
Ma come è possibile determinare il valore di un qubit? Essendo queste particelle instabili, potrebbe essere un processo lungo e difficile determinarne tutti i valori, ma per fortuna c’è un’altra legge della fisica quantistica che permette di farlo in un modo più semplice: l’entanglement quantistico.
Secondo questa legge è possibile conoscere lo stato quantistico di una serie di particelle (in questo caso, i nostri qubit) all’interno di uno stesso campo tramite lo studio di una sola a cui le altre sono vincolate: vi è infatti una correlazione che fa sì che la modifica dello stato di una particella abbia un effetto misurabile sulle altre.
Sfruttando queste leggi, quindi, è possibile creare un calcolatore quantistico che non esegue più operazioni macchina in modo sequenziale ma che, grazie ai qubit, è capace di processare in parallelo più soluzioni ad un problema, aumentando in modo esponenziale la velocità di calcolo.
Grazie per la vostra attenzione e mi raccomando, continuate a seguirci!
Lorenzo
La Crittografia e l’algoritmo di Shor.
Ti sei mai chiesto perché quando invii una e-mail, viene effettuata una transazione bancaria oppure, più banalmete, quando si naviga su internet i nostri dati sono al sicuro?
Tutto ciò è possibile grazie alla crittografia. Oggi la più usata è la crittografia a chiave pubblica ("public-key"), basata sull'algoritmo RSA. Il sistema si basa sull'esistenza di due chiavi distinte, che vengono usate per cifrare e decifrare. Una di queste è pubblica, la public-key appunto, che serve per cifrare i dati, mentre la seconda è detta privata ed è segreta, solo la banca o il provider di posta elettronica la possiedono, ed è grazie ad essa che possono decifrare i dati, impedendo cosi a chiunque altro di potervi accedere.
Titolo: Modello di Crittografia Public-Key Autore: B140970113 Fonte: Creative Commons
Ma cosa sono queste chiavi? La public-key è, sostanzialmente, un numero molto grande, che chiameremo \(N \), il quale ha una proprietà specifica, è fattore di due numeri primi \(a \) e \(b \), anche loro molto grandi, se fossimo a conoscenza dei due fattori di \(N \) ( \(N = a*b \) ) saremmo in grado di creare la chiave privata e quindi decriptare il messaggio. Trovare questi due fattori di \(N \) è un operazione molto lunga, perfino gli algoritmi più ottimizzati, a noi conosciuti, che lavorano sui computer classici richiedono migliaia di anni per essere portati a termine, risultando dunque impraticabili.
Titolo: Esempio di Chiave Pubblica Autore: Χρήστης:Chggr Fonte: Creative Commons
Ma grazie all'algoritmo di Shor, inventato nel 1994 da Peter Shor, che opera su un computer quantistico, il problema della fattorizzazione potrebbe avere una soluzione in tempi ragionevoli. Prima di tutto partiamo con il ragionamento che sta alla base dell'algoritmo, scegliamo casualmente un numero \(A \) che non condivide fattori con \(N \), moltiplicato \(p \)-volte per se stesso è uguale ad un multiplo di \(N \) più uno (Teorema cinese del resto). \[ A^p = mN+1 \]
Riordinando l'equazione otteniamo: \( A^p-1 = mN \Rightarrow (A^{p/2}+1)(A^{p/2}-1) = mN \). Notiamo che \(N \) non divede i due termini, ma grazie ad un algoritmo conosciuto da duemila anni (Algoritmo di Euclide), possiamo trovare i fattori comuni, e risolvere il problema della fattorizzazione. Però con questa procedura sorgono due problemi:
Il nostro \(p \) postrebbe essere dispari, creando numeri irrazionali come \(7^{ \frac{3}{2} } (=18.520259...)\), inutilizzabili;
Uno dei due fattori potrebbe essere un multiplo di \(N \), rendendo inutile l'algoritmo di Eulero.
L'unica soluzione è tentare con un nuovo numero \(A \) casuale, ripetendo il procedimento.
Ma come troviamo \(p \)? Qui ci viene in aiuto il computer quantistico, grazie al quale possiamo calcolare simultaneamente tutte le possibili combinazioni di potenze \(x \) elevate al nostro \(A \), ottenendo cosi uno un insieme di stati sovrapposti ("superposition"), al quale applicando l'operazione modulo otteremo il resto della divisione per \(N \) (in forma compatta: \(A^x mod N = resto \) ), ricordo che noi stiamo cercando il resto \(1 \).
\[ |1\rangle + |2\rangle + |3\rangle + ... \Longrightarrow |A^1\rangle + |A^2\rangle + |A^3\rangle + ... \Longrightarrow \] \[ \Longrightarrow |A^1modN\rangle + |A^2modN\rangle + |A^3modN\rangle + ... \]
[NOTA: questo è quello che in modo molto semplificato avviene ai qubit sovrapposti]
Se misurassimo gli stati, secondo le leggi della meccanica quantistica, avremmo un eguale possibilità di ottenere un solo risultato tra tutti gli elementi, ciò sarebbe inutile. Mentre basandoci su un altra osservazine, il resto di \(1 \) accorre in manira periodica, questo periodo è proprio il nostro \(p \)! Grazie alla trasformata quantica di Fourier possiamo estrapolare il periodo \(p \) dalgli stati e finalmente riusciamo a risolvere il problema!
Nel 2001 la IBM ha dimostrato la validità dell'algoritmo, fattorizzando \(15 \) in \(5 \) e \(3 \). Link all'articolo pubblicato su Nature.
by ~ Brendon
Per iniziare: la mia prima esperienza con Internet!
Ciao a tutti e a tutte! Io sono Lorenzo e insieme ad altri ragazzi del Politecnico di Torino proverò ad introdurvi al mondo del Quantum Computing.
Ma prima di iniziare a parlare di Computer Quantistici vi racconterò il mio primo approccio con Internet, avvenuto circa 10 anni fa, quando avevo poco più di 9 anni.
Da bambino, la parola “Internet” per me rappresentava solamente un’entità incomprensibile piena di segreti e pertanto ho sempre lasciato che se ne occupassero i più grandi: infatti mio padre si trovava molto bene con l’utilizzo di questa strana tecnologia che permetteva di trovare tutto quello che si cercasse in pochi secondi.
Questo tasto mi avrebbe fatto decisamente comodo! - Fonte: Flickr - Autore: GotCredit
Il primo vero motivo che ha fatto sì che mi approcciassi al mondo di Internet è stato banalmente trovare un modo per passare i pomeriggi, e il modo ideale per farlo era giocare su qualche piattaforma online gratis, come Friv, un sito che mette a disposizione centinaia di minigiochi di ogni genere, o trascorrere ore su YouTube ad ascoltare musica e a guardare video randomici suggeriti nella home.
Schermata principale di Friv - Fonte: Flickr - Autore: cea+
Quindi Internet diventò semplicemente un icona sul desktop del mio computer, capace di portarmi ad un mondo di intrattenimento.
Ma presto, per motivi didattici, ho iniziato ad ampliare il mio panorama scoprendo Wikipedia: questo è stato il mio primo uso della rete non finalizzato al semplice svago.
Tuttavia ogni volta che desideravo accedere ai contenuti online, per passare il tempo o per svolgere qualche ricerca, ero sempre affiancato da mio padre che controllava che non incappassi in qualche sito pericoloso o semplicemente impallassi il computer (capitemi, ero alle prime armi non solo con Internet ma con la tecnologia in generale).
Ho impiegato molto tempo ad avere una consapevolezza del potere di Internet: questo mi ha trattenuto dall’esplorarlo e a lungo la mia conoscenza di questo straordinario strumento si limitò ai siti detti sopra. Sicuramente non avrei mai pensato in futuro di scrivere un blog sul Quantum Computer!
Spero questa breve presentazione sia stata di vostro gradimento! Al prossimo post, è stato un piacere!
Lorenzo