L’illusionista: Storie tratte da “ma non avevi chiuso il sipario”
Si, ma mi piace scrivere. O più che scrivere, condividere con ignoti emozioni e sentimenti, che ugualmente non riesco a imprimere con le parole.
“Il grande limite del ragionamento umano è la parola.”
Al di là di tutto, basta un niente per farti credere di avere possibilità; ma il guaio non è tanto questo, perchè come arriva se ne può andare; il guaio si presenta quando ti da corda, e trovi delle peculiarità che troppo si adattano a te. Eh beh, qua si rischia il punto uno del post precedente, ma credo di aver scongiurato in calcio d’angolo. Fatto sta che è strano: quando decidi di evitare alcuni errori passati e vuoi passare al sodo, conoscerla realmente, anche senza pretese, così tanto per, pure magari come amica.
- Eh eh eh vecchio mio! Pensavi fosse così semplice?! - Embhè, senza quella sana botta di culo non si va da nessuna parte, e in due minuti, o due settimane, ti ritrovi da “Ha accettato una passeggiata” al “Per me non vuole manco conoscermi”. Signori e signore, è lo spettacolo nella vita. Ma il dilemma non è questo. Perchè nella tanta perfettosità, (perfettositò, non perfezione), si potrebbe anche scartare per affacciarsi nel sublime, vasto e immenso oceano di persone... ma no, perchè pure rimangiandosi le idee, lascia sempre aperto uno spiraglio, una porticina, piccola piccola ma che ti tiene lontano dal mollare definitivamente, e ciò è ulteriore fonte di casini.
Quando prima di creare il virtuale, cerchi in tutti i modi di avvicinare il reale, pure verso una friendzone, un tentativo mancato, un’amicizia normale, vieni illuso di speranze e poi vanamente allontanato sia da quello reale che da quello virtuale, capisci inizialmente di essere stato preso in giro; non contento realizzi di non avere poi realmente tutte quelle speranze che l’illusionista aveva fatto crederti di possedere; o quella più reale: che non ci hai capito assolutamente niente, ed è meglio che vai a comprare il pesce, perchè sennò si fa sera
Il prestigiatore stupisce il pubblico con il suo numero, facendogli vedere ciò che vuole che lo spettatore vede. In un gioco di velocità, destrezza e inganno, realizza agli occhi dell’osservatore l’impossibile, illudendolo che sia possibile.
Meglio lasciar perdere e dimenticare il tempo perso: come l’estate è appena cominciata, si riparte nuovamente da zero. Addio.











