Tutti ti parlano alle spalle. Solo il cielo ti parla in pieno viso.
(Fabrizio Caramagna)
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we're not kids anymore.

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@impariamodalmare
Tutti ti parlano alle spalle. Solo il cielo ti parla in pieno viso.
(Fabrizio Caramagna)
😍Ma esattamente che problemi anno quelli a cui non piace Ultimo?!?
Buona domenica
Se potessi ti comprerei una casa grande, enorme, capace di contenere la tua anima e la riempirei con tutti i tuoi sogni grandi e piccoli.
David Grossman
“Non sei tu a cambiare, è il riflesso negli occhi di chi ti guarda. Siamo la stessa persona, eppure per qualcuno siamo un porto sicuro e per altri una tempesta da evitare. Siamo un dono prezioso per chi sa leggerci dentro e un rimpianto amaro per chi ci ha lasciati andare. La verità? Non puoi controllare la percezione degli altri. Ognuno ti vede attraverso il filtro delle proprie ferite, dei propri sogni o delle proprie mancanze. Smetti di cercare di essere la versione ‘giusta’ per tutti. Sii solo te stesso, perché alla fine l’unica opinione che conta davvero è quella che hai di te quando si spengono le luci e resti solo con i tuoi pensieri. E tu, per chi hai scelto di essere un dono oggi?” @omeopatia22 ************************* “It's not you who changes, it's the reflection in the eyes of those who look at you. We are the same person, yet for some we are a safe haven and for others a storm to be avoided. We are a precious gift to those who can read us deeply and a bitter regret for those who let us go. The truth? You can't control other people's perceptions. Everyone sees you through the filter of their own wounds, their own dreams, or their own shortcomings. Stop trying to be the 'right' version for everyone. Just be yourself, because in the end, the only opinion that really matters is the one you have of yourself when the lights go out and you're left alone with your thoughts. And you, for whom have you chosen to be a gift today?” @omeopatia22
Non tutti coloro che sono stati feriti diventano feritori, e non tutti coloro che si sono spezzati scelgono di spezzare gli altri.
C’è chi ha attraversato il buio, ma ha deciso di non spegnere la luce degli altri.
Il passato può ferire, sì… ma non ha il diritto di trasformarsi in una scusa per l’ingiustizia o la durezza.
Perché un vero essere umano non è colui che non ha sofferto, ma colui che non ha permesso alla propria sofferenza di corromperlo.
🕺 Alors ils dansent 👧
Père et fille ... 😍
🎵 Tony Dark Eyes
👋 Bel après-midi
Therapy 🌊!.
Therapy 🌊!.
“Il giorno in cui seppellirai tuo padre,
capirai di aver perso l’unico uomo
che voleva davvero vederti migliore di lui.”
Ci sono verità che arrivano tardi…
troppo tardi.
E una delle più dolorose
è capire, quando non c’è più,
quanto fosse importante tuo padre.
Perché mentre era vivo
forse non sei sempre riuscito a vederlo davvero.
Forse lo hai giudicato
per il suo carattere,
per il suo modo duro di amare,
per i suoi silenzi,
per ciò che non sapeva dire.
Ma poi il tempo,
che mette sempre ogni cosa al suo posto,
ti fa capire qualcosa di enorme:
pochi uomini nella vita
desidereranno il tuo successo
quanto tuo padre.
Un vero padre non compete con te.
Non ti invidia.
Non vuole vederti sotto di lui.
Al contrario…
anche se non lo dice,
anche se non lo dimostra nel modo giusto,
dentro di sé spera che tu vada più lontano,
che soffra meno,
che realizzi ciò che lui non ha potuto
e che diventi un uomo migliore di lui.
E questo amore…
è tra i più puri che esistono.
Perché spesso non si vede.
Si nasconde nei sacrifici silenziosi,
nella stanchezza,
nelle preoccupazioni che non racconta,
nei giorni interi passati a lavorare
per non farti mancare nulla.
Non era perfetto.
Non sempre sapeva abbracciarti,
ascoltarti,
dirti “ti voglio bene”.
Ma nel modo in cui ha lottato per te…
lo stava dicendo ogni giorno.
E quando lo perdi…
non perdi solo un padre.
Perdi consigli
che non sentirai più,
una presenza che credevi eterna,
una parte di te
che non sarà mai più la stessa.
E allora capisci…
che se n’è andato uno dei pochi
che voleva vederti vincere davvero,
senza condizioni,
senza ego,
senza paura di essere superato.
Per questo, se lo hai ancora…
ascoltalo di più.
abbraccialo di più.
perdonalo di più.
parlagli di più.
Perché quando non ci sarà più…
ci saranno silenzi
che peseranno per sempre.
A volte,
l’uomo che ha detto meno “ti amo”…
è stato quello che ha pregato di più, in silenzio,
per vederti stare meglio di lui.
Babbino mi manchi. Questa riflessione é bellissima ❤️
CHI PUÒ’, LEGGA.
Mi chiamo Beatrice, ho 26 anni, so esattamente che sapore ha lo zucchero delle bustine del bar quando lo mangi di nascosto perché è l'unica cosa che puoi permetterti per cena. Per tre mesi ho vissuto con 14 euro in tasca, scegliendo di morire di fame pur di non morire di paura sotto lo stesso tetto di mio padre.
La gente pensa che la fame sia un brontolio dello stomaco.
Non lo è.
La fame è un rumore bianco nelle orecchie. È il freddo che non va via nemmeno se ti metti tre maglioni.
La fame è guardare un piccione che becca una briciola di pane per terra e provare invidia.
Ecco il listino prezzi della mia libertà.
1. CAFFÈ LUNGO (Prezzo: € 1,10)
Era il mio biglietto d'ingresso per il caldo.
Entravo nel bar alle 10:00 del mattino. Ordinavo un caffè.
Lo bevevo a sorsi minuscoli. Doveva durare due ore.
Il barista mi guardava male dopo un po'.
Io fissavo la tazzina vuota e rubavo le bustine di zucchero sul bancone.
Due in tasca. Una in bocca.
Lo zucchero ti dà energia per mezz'ora. Ti toglie il tremore alle mani.
Mio padre mi chiamava in quel momento.
Vibrazione. Rifiuta.
Lui era a casa. Al caldo. Con l'arrosto nel forno.
Il suo messaggio diceva: "Torna a casa, stupida. Senza di me non sei niente. Mor*rai sotto un ponte".
Io leggevo il messaggio, succhiavo la bustina di zucchero e pensavo: "Forse mori*ò, papà. Ma mor*rò libera".
2. PANINO DEL DISCOUNT (Prezzo: € 0,60)
Quello confezionato. Quello che sa di plastica e conservanti.
Era il mio pranzo, la mia cena e la mia colazione del giorno dopo.
Lo dividevo in quattro pezzi.
Un morso ogni quattro ore.
Masticavo piano. Cercavo di ingannare il cervello.
"Vedi? Stiamo mangiando", dicevo al mio stomaco che si contorceva come un animale in trappola.
Passavo davanti alle rosticcerie.
L'odore del pollo arrosto era una tortura fisica. Mi faceva girare la testa.
Mi appoggiavo al muro per non svenire.
La gente passava. Donne con le buste della spesa piene.
Nessuno vedeva che la ragazza con il cappotto carino (l'unico che avevo preso scappando) stava calcolando quante calorie aveva bruciato solo per camminare fino lì.
3. ACQUA DELLA FONTANELLA (Prezzo: € 0,00)
L'acqua riempie.
Se ne bevi due litri in fretta, lo stomaco si gonfia e per un po' smette di fare male.
La notte dormivo in macchina di un'amica, o sul divano di chi mi ospitava per pietà.
Ma non potevo dire loro: "Non mangio da due giorni".
La vergogna è più forte della fame.
Quando mi chiedevano: "Hai cenato?", io rispondevo: "Sì, ho mangiato fuori, sono pienissima".
E poi andavo in bagno a bere l'acqua del rubinetto con le mani a coppa, guardandomi allo specchio.
Ero grigia. Avevo le occhiaie viola. Ero scheletrica.
Ma negli occhi... negli occhi non c'era più il terrore di quando sentivo la chiave di mio padre girare nella toppa.
Quello sguardo da cane bastonato era sparito.
4. LA PRIMA PIZZA (Prezzo: € 5,00 - Guadagnata)
Dopo tre mesi ho trovato lavoro. Cameriera. In nero.
Il primo giorno il proprietario mi ha detto: "A fine turno puoi mangiarti una margherita, se vuoi".
Ho pianto.
Lì, davanti al forno a legna, con il grembiule sporco di farina.
Ho mangiato quella pizza con le mani che tremavano.
Il pomodoro scottava. La mozzarella filava.
È stato il sapore più buono della mia vita.
Non sapeva di pomodoro.
Sapeva di vittoria.
Sapeva che mio padre aveva torto.
Non ero mor*a sotto un ponte.
Ero viva. Ero in piedi. E stavo mangiando cibo che mi ero guadagnata pulendo i tavoli, non subendo insulti.
Mi chiamo Beatrice, e oggi ho il frigo pieno, ma non butto mai via niente. Nemmeno una crosta di pane secca.
Perché ogni volta che apro quel frigo e vedo la luce accendersi, mi ricordo che la dignità costa cara, ma è l'unico piatto che ti sazia davvero per sempre.
Dalla pagina facebook Diario di un ipocondriaco