Sala Comune, 13 gennaio
« Ero lì. » il respiro sembra farsi più pesante e chissà se è per contrastare l'effetto che la schiena e le spalle si raddrizzano, stavolta con cautela, mentre lo sguardo vacuo sale per cercare di piantarsi in quello di Eirlys. « Il ferito di cui parlano... » soffia, impegnata in un respiro forzatamente calmo per non lasciar uscire di un solo millimetro il proprio cuore galoppante. « sono io. »
[E] (...) quella rivelazione la fa trasalire un tremito della mano qualche goccia di tisana che viene versata, ritrae la mano dalla tazza la porta alle labbra guardandola e poi sospira lentamente « Sybelle… mi… mi dispiace » posa la tazza di lato e cercherebbe quindi di avvicinarsi piano per posare una mano su quella della concasata e, qualora non si ritraesse provare un abbraccio « deve essere stato terribile, ma sei al sicuro qua, ora… » chiude gli occhi espira con calma un attimo poi li riapre lentamente «siamo al sicuro» afferma e lo dice con una certa profondità quasi cerimoniale, quasi avesse effettivamente fatto chissà quale incantesimo la guarda ancora « hai… hai bisogno di parlarne? »
Ufficio Spooner, 31 gennaio
[N] « Non hai dormito stanotte, St.Cloud? » un piccolo assist però glielo dà, indicando le proprie occhiaie per intendere quelle di lei. Segno inconfondibile di stanchezza. « peggio del solito? » perché qualche giorno prima quella signorina aveva una certa vivacità nelle risposte di chi comunque è ancora pronta a combattere il sistema. Non ora. Per niente.
[H] E che non dorma, è chiaro, ed è Nihe a lanciare la pluffa verso la giovane, sotto lo sguardo attento del Medimago. « incubi, vero? » non è difficile supporlo « …alcuni ben peggiori degli altri. » Non è più una domanda, è la consapevolezza dei conti fatti quella mattina, quando è stato informato dell’assenza della ragazza durante tutta la giornata.
D'altronde ci vorrà qualche secondo ma alla fine prende nuovamente parola, accertandosi di non alzare lo sguardo neanche per un istante. « L'altra volta... ho detto al Vicepreside che spesso sogno quel- » s'interrompe bruscamente, deglutendo, prima di continuare. « Vedo sempre il momento in cui mi è comparso davanti. Nel Labirinto. E non riesco mai a vederlo bene... » un altro respiro tremulo che precede il tremolio che prende a scuoterle più visibilmente il corpo, assieme al respiro che pare accelerare. « I-io... io l'ho visto di nuovo stanotte. » la voce si spezza definitivamente, accompagnando quegli occhi che si riempiono di lacrime al punto da non vedere più la gelatina che sta praticamente torturando tra le dita.
[H] « Se da una parte è totalmente normale fare sogni riguardanti ciò che ti è successo, perché il cervello umano cerca di venire a patti con quanto accaduto tramite l’inconscio » un piccolo interludio psicologico e medico « ci saranno incubi diversi. Incubi più … reali. Come l’ultimo che hai vissuto. » (...) « Ma » mette in fretta le mani avanti, almeno metaforicamente, cercando il suo sguardo con tutta la fiducia possibile « te l’ho detto. L’ho già visto. Ho avuto a che fare con due persone che come te erano entrati in contatto con lui e avevano gli incubi e sono l’hanno superata, Sybelle. Ok? Non li ha presi. Stanno bene. Quindi troveremo una soluzione. Mi assicurerò, tramite San Mungo e l'Infermeria qui, che tu abbia Bevanda della Pace e Soporifera, Rilassante ed Adone della Primavera e qualsiasi cosa tu abbia bisogno per poter riposare a dovere. E per gli incubi più forti, troveremo un modo per aiutarti. E troveremo il modo per risolvere la situazione in qualche modo. Non te ne devi preoccupare. » in fondo gli altri due sono sopravvissuti, quindi un modo c’è.
Bagni femminili, 4 febbraio
[C] Solo dopo le sue parole sembra rimanere così ancora per qualche istante lasciando il silenzio almeno finché non decide si sospingersi verso Sybelle nel TENTATIVO di lasciarle sì il polso ma stringerla adesso in una stretta decisa, ben presente. Sarebbe un abbraccio, forse, ma è fatto in modo un po’ scattoso come se fosse qualcosa che non è abituata a donare. Ma lo fa e se l’altra non si allontana o non la allontana, allora la stringerebbe per un bel po’ con il petto che a questo punto pare scoppiarle. A prescindere se riesca ad abbracciarla o meno le rivolgerà, dopo aver esitato parecchio, un basso e tesissimo « Non ti toccherà. Non ti toccherà più hai capito? Non permetterò a quel... » demone, ma non lo riesce a dire « di farti del male. E’ chiaro? » durissima, neanche la stesse sgridando adesso nonostante la voce rimanga bassa. Ma è chiaro che le intenzioni siano tutt’altre adesso.
L'ultima settimana di gennaio non ha fatto altro che dimostrarle che c'è chi tiene a tenerla non solo in vita, ma anche serena e questa consapevolezza pare aumentare con l'abbraccio al punto che inizia a tremare. Lentamente le braccia si alzano per tentare di avvolgersi attorno alla figura, ben più alta, della Serpeverde e ricambiare la stretta. La più grande non farà fatica ad accorgersi che anche il respiro della St Cloud ha preso un ritmo irregolare, anticipando quel tono soffocato e spezzato con cui condisce le parole seguenti. « Non...capisco » un singhiozzo interrompe la frase a metà, dando via ad un pianto che appesantisce il resto del discorso. E della sua confusione. « Perchè ci tenete tanto... n-non sono una brava persona » confessa con un altro singhiozzo, seguito da un « Non me lo merito »
[C] E la voce esce di nuovo bassissima e indurita ma che ci sia apprensione, adesso, lo si sente dal tono che tremula appena « Se parli un’altra volta male di te stessa ti appendo da qualche parte fuori al freddo e ti lascio lì a congelare, ci siamo intese? » i modi possono essere discutibili ma lei ci va convinta « Non mi interessa se ti consideri una brava o una cattiva persona. So solo che voglio tenerti al sicuro e lo farò. Non mi importa di nient’altro. » ammette, seria, annuendo pure appena. E non la molla.










