Perché strappare le ali allo stesso angelo che ti ha preso al volo mentre cadevi nell'abisso oscuro? Perché privarlo della sua essenza e lasciarlo precipitare? Ora è lì: ha toccato il fondo. L'abisso ormai è all'interno del suo corpo e lo divora. Quello che un tempo era il tuo caro angioletto, ora è pronto a risalire. Allora, nel buio più totale, cerca un appiglio. Lo trova: è duro e rugoso. Inizia ad arrampicarsi. Ad un certo punto, quel pezzo di roccia che sembrava tanto forte e sicuro si sgretola e fa cadere la povera creatura. È di nuovo lì, in quel posto orrendo, ed è ferito. Sente qualcosa scorrere dentro di sé, come se volesse uscire. Urla, si dimena, digrigna i denti. Rabbia. Dopodiché si ferma con lo sguardo perso nel vuoto e la bocca socchiusa. Scende una lacrima. Tristezza. Si arrotola su sé stesso. Si calma. Si distende al suolo e chiude gli occhi. Improvvisamente il terreno si spacca a metà, lasciandolo sprofondare in una specie di pozzo pieno di quella che spera sia acqua. Tutto intorno è liscio e viscido: non c'è modo di arrampicarsi. Guardando sotto nota uno spiraglio di luce e quindi prende un bel respiro e si immerge nella speranza di raggiungerlo in tempo. Una volta lì si infila in quel buco che si rivela essere un tunnel e a fatica si fa strada, ma quando finalmente esce perde i sensi. Quando si risveglia è su una roccia stranamente calda, gli fa male la schiena. Il paesaggio è cosparso solo di rocce e fuliggine e quel piccolo laghetto in cui prima era. Allora si tuffa e l'acqua attorno a lui diventa nera, probabilmente era sporco. Quando esce si rende conto che fra quelle strane rocce c'è un piccolo sentiero e decide di seguirlo. Alla fine trova una grande parete a favore di arrampicata. È calda al tocco. Così, una volta arrivato in cima, guarda giù e vede lava: un vulcano. Dalla paura si sbilancia e cade giù. Mentre precipita pensa che ormai non ce la farà e mentre chiude gli occhi per l'ultima volta sente un dolore atroce alla schiena e un paio di ali scure e gocciolanti si aprono e prende il volo, posandosi nuovamente sulla cima. Ora è pronto.
Ora è pronta.














