Oggi, tra le pieghe di una giornata che si spegne, ho riflettuto molto sulla chiusura di Digiland.
Molti di noi hanno visto svanire in un click archivi di decenni, pezzi di vita digitale che credevamo inossidabili.
È una perdita che brucia, perché ogni blog, ogni riga scritta, era un frammento di chi eravamo.
Ma la vita non ama le permanenze.
Ci ritroviamo a lasciar andare pezzi di noi che pensavamo inossidabili. Non è solo la tecnologia a tradirci; è la natura stessa del nostro cammino.
Le persone che hanno abitato le nostre stanze più intime, gli amori che credevamo cuciti addosso come una seconda pelle, le perdite che ancora sanguinano dietro le palpebre chiuse... tutto, prima o poi, ci viene portato via.
Accade in un istante. Un momento sei avvolta nel calore di un legame, il momento dopo resti a guardare il vuoto, cercando di capire come si faccia a camminare quando il terreno sotto i piedi è sparito.
Lasciar andare è lo strazio più onesto.
È comprendere che amare significa accettare che, di tutto ciò che teniamo stretto, alla fine restano solo le ombre.
Forse, la nostra unica vera missione è imparare a far pace con questo buio: riconoscere che, anche spogliati delle cose o delle persone che ci definivano, noi restiamo, in qualche modo, ancora interi.
VioletGemel 🌙💜
Buona Notte