La Cripta dei Cappuccini
Scheda informativa
Titolo originale: Die Kapuzinergruft
Autore: Joseph Roth
Editore: Adelphi
Prima pubblicazione: 1974
Prezzo: € 12,00
Trama
Il romanzo si apre con il giovane Francesco Ferdinando Trotta — erede di una famiglia di umili origini nobilitata da Francesco Giuseppe dopo che il sottotenente di fanteria Trotta gli aveva salvato la vita nella battaglia di Solferino — che descrive la sua vita amabilmente dissipata di giovane brillante alla vigilia dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. L’arrivo di un ignoto parente sloveno, un caldarrostaio dal ricco spirito nomade, che affascina subito il cugino cittadino, è per Francesco Ferdinando l’ultima felice sorpresa prima di quel giorno di pioggia in cui gli abitanti dell’Impero lessero per le vie il manifesto di Francesco Giuseppe che annunciava la guerra e cominciava con le parole: «Ai miei popoli.» Da quel momento il destino del giovane Trotta comincia a precipitare, mentre si fa in lui un sempre più netto senso di amarezza disperata e intorno gli si rivela un modo degradante, già pronto a imporsi. Silenzioso e conscio testimone, Francesco Ferdinando attraversa la follia della guerra e le umiliazioni del dopoguerra, scoprendosi estraneo in mezzo a un nuovo ordine di cui già vede la meschinità e la violenza. Vede, infine, l’entrata dei nazisti a Vienna, sigillo di tutte le morti.
Recensione
La Cripta dei Cappuccini di Joseph Roth è un libro del 1938, ma non è solo l’epitaffio dell’Impero Austro-Ungarico, bensì lo specchio perfetto delle attuali crisi identitarie del mondo.
Francesco Ferdinando Trotta vive la dissoluzione di un mondo che sembrava eterno, solido e protetto del mito asburgico, ma come crolla lo Stato crollano i punti di riferimento geopolitici e culturali. Il mondo odierno sta vivendo una simile transizione epocale, segnata dalla crisi delle democrazie occidentali, dalla frammentazione geopolitica e dalla fine dell’illusione di una globalizzazione pacifica e stabile. Questo crollo genera un senso di smarrimento dell’individuo, che si ritrova bloccato in un limbo, sospeso di fronte a un “vecchio mondo” che muore e a un “nuovo mondo” che tarda a manifestarsi.
[...] a mio parere, viene chiamata ‘guerra mondiale‘, e non già perché l‘ha fatta tutto il mondo, ma perché noi tutti, in seguito ad essa, abbiamo perduto un modo, il nostro mondo [...]
Il protagonista perde tutto: lo status sociale, la ricchezza, la patria e persino il ruolo familiare, diventando un fantasma che vaga per una Vienna impoverita e irriconoscibile. L’iper-digitalizzazione odierna, la precarietà lavorativa ed economica e i flussi migratori globali creano una profonda crisi d’identità: molti giovani si sentono “sradicati” ed estranei alla società in cui vivono, scontrandosi con una retorica meritocratica e spietata che si ripete come un dogma:
Se un uomo, a questo mondo, ha delle capacità arriva a qualcosa.
L’alienazione esistenziale dell’uomo contemporaneo coincide perfettamente con l’ultima, celebre, domanda del libro:
Dove devo andare, ora, io, un Trotta?...
In questa deriva, crollano anche i pilastro morali. Nel romanzo, l’amico del protagonista, il conte Chojnicki, individua nella tradizione spirituale l’ultimo argine al caos, ricordando che:
«La Chiesa romana» usava dire «in questo marcio mondo è l‘unica ormai in grado di dare, di conservare una forma. Anzi, si può dire, di dispensare forma. In quanto racchiude nella dogmatica, come in un palazzo di ghiaccio, l’elemento tradizionale delle cosiddette ‘antiche usanze’, procura e concede ai suoi figli tutt’intorno, fuori di questo palazzo di ghiaccio che ha un ampio e spazioso vestibolo, la libertà di coltivare l’indolenza, di perdonare l’illecito, e anzi di commetterlo. Mentre statuisce dei peccati, già li perdona. Non ammette assolutamente uomini perfetti: questo è il suo contenuto eminentemente umano. I suoi figli perfetti essa li santifica. Con questo ammette implicitamente l’imperfezione degli uomini. Anzi, ammette l’inclinazione al peccato nella misura in cui non considera più come umani quegli esseri che al peccato non sono soggetti: questi diventano beati o santi. Con ciò la Chiesa romana dà testimonianza della sua fondamentale propensione al perdono, alla remissione. Non esiste più nobile propensione del perdono. Considerate che non ne esiste di più volgare della vendetta. Non c’è nobiltà senza generosità, come non c’è brama di vendetta senza volgarità.»
Senza questa forma e questa generosità, l’illegalità e la violenza prendono il sopravvento, nonostante l’illusione che:
L'illecito ha vita corta, il lecito è a priori già di per sé duraturo.
Al contrario, la realtà si rivela brutale, domninata da una violenza cieca e dalla consapevolezza che:
Chi uccide, sarà ucciso.
Anche la sfera intima viene travolta. Il matrimonio di Francesco Ferdinando con Elisabeth è un guscio vuoto, segnato dall’incomunicabilità e da sbandamenti ideologici, come l’emancipazione fraintesa di Elisabeth e l’arte d’avanguardia vissuta come una moda vuota. L’era dei social network promette connessione costante, ma produce spesso un profondo isolamento emotivo, con relazioni liquide e una costante ricerca di approvazione superficiale. L’incapacità di trovare un’autentica vicinanza emotiva, rifugiandosi in surrogati ideologici o di facciata.
Infine, Joseph Roth descrive con lucidità i primi germi del nazionalsocialismo che avanza, l’odio che si insinua nelle crepe della società impoverita e la rozzezza che sostituisce la vecchia cultura cosmopolita. È lo stesso scenario a cui si assiste oggi con la forte polarizzazione politica, al ritorno di nazionalismi aggressivi, populismi e retoriche di esclusione sociale, alimentate dalla paura del futuro e da futili tentativi di ribellione.
Ma le rivoluzioni di oggi hanno un difetto: non riescono.
La cecità della borghesia dell’epoca di fronte al pericolo imminente dovrebbe far riflettere sulla sottovalutazione odierna dei rischi legati all’estremismo politico e sociale. La Cripta dei Cappuccini resta così un monito aperto: quando un mondo muore, nessuno può considerarsi al sicuro dalle sue macerie.
Valutazione
★★★★★ 5/5
Se questa recensione ti è stata utile e vuoi supportare la mia attività, supportami su Instagram: dallo scorso 23 dicembre 2025, mi puoi trovare anche come @katnisslegge — seguimi per rimanere aggiornatə sulle mie prossime letture in diretta! Se vuoi aiutarmi a comprare nuovi libri, invia una donazione qui (ricordati di selezionare “amici/parenti” per inviare l'esatto importo che vuoi inviare).












