| 𝐃𝐈𝐒𝐓𝐔𝐑𝐁𝐈 𝐌𝐄𝐍𝐓𝐀𝐋𝐈 - 𝐈𝐌𝐏𝐀𝐑𝐀𝐑𝐄 𝐀 𝐏𝐀𝐑𝐋𝐀𝐑𝐄 𝐒𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐃𝐈𝐒𝐂𝐑𝐈𝐌𝐈𝐍𝐀𝐑𝐄 | 𝐂𝐫𝐨𝐧𝐚𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐨𝐟𝐨𝐛𝐢𝐜𝐚 #𝟎𝟐 |
Depressione non è sinonimo di tristezza.
Bipolare non è sinonimo di indeciso.
Fobia sociale non è sinonimo di timidezza.
Le nostre scelte linguistiche sono molto importanti per porre fine alla discriminazione nei confronti di chi convive con un disturbo mentale. Imparare a distinguere tra un’emozione o un aspetto del proprio carattere da quello che invece è vissuto come un problema, è il primo passo per aiutare chi vede costantemente minimizzato il proprio disturbo. Il secondo - ma non per importanza - è fare attenzione alle parole che usiamo quotidianamente per parlare dello stato emotivo nostro o di qualcun’altro.
Ad esempio, colloquialmente usiamo la parola “depresso” come sinonimo di “triste”. Oppure la parola “bipolare” per indicare una persona che è molto indecisa e che cambia idea facilmente. La maggior parte delle volte si tratta di una semplice “svista”, ma anche se sembra una stupidaggine la scelta della parola corretta è fondamentale per non complicare ulteriormente la vita a chi cerca di spiegare che quello che sta vivendo non è una semplice emozione ma qualcosa che richiede supporto e cure.
Un altro esempio che mi viene in mente perché l’ho sentito spesso - e ogni volta mi fa rabbrividire - è quando viene usata la parola “mongoloide” come un insulto verso qualcuno considerato “poco intelligente”, quando in realtà il termine indica chi è affetto da sindrome di down. Questo per farvi capire quanto la disinformazione passi attraverso il nostro linguaggio e le nostre azioni quotidiane.
Nonostante per noi possa essere ben chiaro che l’utilizzo di queste e altre parole che si riferiscono a disturbi mentali non nascondono l’intenzione di discriminare qualcuno, dobbiamo cominciare a prendere consapevolezza del fatto che per altri tutto questo crea problemi.
Perché anche se le nostre intenzioni sono “buone” e semplicemente dovute a un atto di goliardia, l’effetto che produciamo è totalmente nocivo per chi combatte ogni giorno contro una malattia mentale.
Quindi, imparare ad usare le parole giuste in ogni contesto è un ottimo metodo per iniziare ad abbattere tabù legati alla salute mentale e ad evitare di diffondere ulteriormente messaggi negativi e informazioni sbagliate.
Ce la facciamo? :)
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