Eccola la mia più grande debolezza: la speranza.
“ Sventura” // Chuck Palahniuk
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"I'm Dorothy Gale from Kansas"

❣ Chile in a Photography ❣
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Eccola la mia più grande debolezza: la speranza.
“ Sventura” // Chuck Palahniuk
“Sventura” // Chuck Palahniuk
Il sole splende, il cielo è terso, ma non ho nessuno con cui uscire e niente da fare. La mia vita, così com'è oggi, diventa più complicata in estate: le giornate sono lunghe e non c'è l'oscurità a proteggermi. Tutti vanno in giro a divertirsi e sono così disgustosamente felici. È frustrante. E tu ti senti a disagio se non riesci a essere come loro. Il weekend si spalanca davanti a me: quarantotto ore vuote, tutte da riempire.
Paula Hawkins // "La ragazza del treno"
La bibliotecaria mi ha detto di riportarlo il prima possibile perché è molto richiesto. Speriamo che non mi deluda. Voi l'avete letto? Com'è?
"Grigio su bianco" // Giulia Savarelli
Ogni tanto, e con una certa costanza, mi torna in mente, soprattutto di notte, la frase che una ragazza mi disse tanti anni fa: «Non tutti i giorni, però ti penso sempre». Cerco di analizzarla, di smontarla, di girarla. Cerco di capirla, insomma. Ma non l'ho capita. Se ho capito, ho capito solo questo, secondo me: sembra bella, ma non è bella.
“Momenti di trascurabile infelicità” // Francesco Piccolo
Allora ho avuto problemi con il mio blog e a quanto pare non sono l’unica. All’improvviso il mio blog non esisteva più, la password o indirizzo email erano errate. Cambiando la password dal PC (acceso dopo l’una - di notte, ora sono l’una e 40) sono riuscita ad entrare ma dal telefono a quanto pare il mio blog continua a non esistere. Ora il problema è: se spengo il pc, domani mi ritrovo un blog inesistente o posso accedere ancora almeno dal Pc?
Che incubo.
Una volta a Sanremo hanno cantato un uomo e una donna. In quel periodo io ero molto innamorato di una ragazza che viveva molto lontano. Ci vedevamo una volta ogni due o tre mesi. Pensavo spesso che forse era una stupidaggine essere innamorato di una ragazza che viveva molto lontano, visto che soffrivamo così tanto. Tutte le cose che accadevano, accadevano mentre eravamo separati. Anche il Festival di Sanremo non lo stavamo guardando insieme. Mentre sto pensando tutte queste cose, sento che i due cantanti cominciano a parlare proprio a me, perché dicono: «Dimmi perché piangi. E perché non mangi. Dimmi perché stringi forte le mie mani, e coi tuoi pensieri ti allontani». E poi lui, dopo aver esitato a lungo, affronta il nocciolo della questione, con la sincerità e la spietatezza necessarie in alcune situazioni. Dice: «Non amarmi perché vivo a Londra». Cioè, voleva dire che piangeva e non mangiava perché era un amore impossibile, perché lui viveva troppo lontano. A Londra. Da Sanremo a Londra, non ci si può amare. Stava parlando a me e alla mia ragazza che viveva molto lontano. Era con tutta evidenza un segno del destino. Io stavo riflettendo e avevo tanti dubbi, e una sera una canzone mi diceva che uno che stava a Londra intimava alla fidanzata di non amarlo più, perché viveva troppo lontano. Allora ho chiamato un mio amico e gli ho urlato al telefono: hai sentito? È un segno del destino. La devo lasciare. Quando finalmente è riuscito a parlare, il mio amico mi ha spiegato che nella canzone lui non diceva «non amarmi perché vivo a Londra», che dovevo ascoltare bene, e ascoltando bene infatti lui non diceva «non amarmi perché vivo a Londra», ma «non amarmi perché vivo all'ombra». Diceva all'ombra. Lo diceva perché era cieco. E il mio amico mi chiedeva: ma non lo hai visto che era cieco? Sì, l'avevo visto, ma che c'entra, non pensavo che tutti i ciechi dovessero cantare delle canzoni sui ciechi. Bocelli non lo fa, mi pare.
“Momenti di trascurabile felicità” // Francesco Piccolo
Gli sms dopo le undici di sera che dicono: «dove sei?», che significano molto di più di quello che dicono.
“Momenti di trascurabile felicità” // Francesco Piccolo
Prima di uscire di casa, spengo l'ultima luce quando sono ormai vicinissimo alla porta, e ci sono quei due secondi di buio improvviso in cui le mani cercano a tentoni la porta, la toccano, si spostano verso la serratura, cercano il punto esatto dove infilare la chiave e poi finalmente apro e ritorna la luce dall'esterno.
“Momenti di trascurabile felicità” // Francesco Piccolo
Il giorno in cui sta per scattare l'ora legale, o solare. Perché non si capisce mai se questa volta scatta l'ora solare al posto della legale, o quella legale al posto della solare. E se la notte dormiremo un'ora in più o in meno: questo è causa di discussioni estenuanti che si protraggono oltre l'ora dello spostamento delle lancette, vanificando pure l'eventuale ora di sonno in più. Perché c'è sempre qualcuno, che pure quando gli hai fatto dei disegnini sulla carta, non è convinto, e dice che secondo lui è il contrario: cioè che dormiremo un'ora in più, e non un'ora in meno come dite tutti (o un'ora in meno e non in più). Quando sbadigli, o dici di aver fame, o sonno, c'è sempre qualcuno che ti ricorda che è logico, perché sono le dieci, ma è come se fossero le undici; sono le due, ma è come se fosse l'una. E poi, quando alle sette di sera il sole è ancora alto e ti commuovi perché ormai hai capito che è arrivata la primavera, e dici «che bello, le giornate si sono allungate», ti dicono che non è esattamente così, perché è vero che sono le sette ma è come se fossero le sei, ed è soltanto per questo che il sole è ancora alto. E così torni subito triste. Però è bello quando nell'angolino basso della prima pagina, sul giornale, c'è il disegnino dell'orologio con la didascalia che dice: stanotte ricordatevi di mettere le lancette un'ora avanti o (o indietro). E il giorno dopo, quando dice: vi siete ricordati di mettere le lancette un'ora avanti (o indietro)?
“Momenti di trascurabile felicità” // Francesco Piccolo
suneclipsedbymoon ha risposto alla tua foto: “Momenti di trascurabile felicità” // Francesco...
Uau, qiesta cosa mi intriga!! Fammi sapere come sono, please! :D Certamente :)
"Momenti di trascurabile felicità" // Francesco Piccolo "Momenti di trascurabile infelicità" // Francesco Piccolo
“Un regalo che non ti aspetti” // Daniel Glattauer
“Per sempre tuo” // Daniel Glattauer
“Un regalo che non ti aspetti” // Daniel Glattauer
“Per sempre tuo” // Daniel Glattauer
“Undici minuti” // Paulo Coelho