Bahia blanca

Love Begins
Alisa U Zemlji Chuda
ojovivo
$LAYYYTER
h
I'd rather be in outer space 🛸
todays bird
Claire Keane
KIROKAZE

JVL
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almost home
wallacepolsom
YOU ARE THE REASON
hello vonnie

#extradirty

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Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ

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seen from Malaysia
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@loblackt
Bahia blanca
My cousins,my grandma,my parent’s italian friend and my aunt dancing at my grandparent's home in summer 1992.
That was the first summer my parents visited albania after immigrating to italy one year before.
Kjo grua - Dritero Agolli
Kjo grua qe bie ere cokollate, Me mua ra dikur ne dashuri, Tani jeton me burrin ne pallatet, Qe ngritem vjet ne bulevard te ri.
Dhe nuk e di, e lumtur eshte valle, me burrin zemerbardhe e shtatelarte, Qendroj ta pershendes, ti them ca fjale, Si kalimtar, si mik e shok i larget.
Por koken nuk e kthen ajo nga une, Trak- trukun e sandaleve le pas, Ate ne djaleri e desha shume, Betoheshim te ishim perhere bashke…
Por bashke s'patem fat te lidhnim jeten, Se donte apartament te ri e telefona, Une beja vec artikuj per gazeten, Dhe flija redaksive ne poltrona..
Por une e di, akoma naten ne enderr, I shfaqem, e hap deren boje hiri, I shfaqem dhe i futem drejt ne zemer, Megjithse prane saj fle zemermiri.
Kjo grua qe bie era cokollate, Qe desh nga une apartament te ri, Tani jeton me burrin zemerbardhe, Jeton e lumtur ? Nuk e di !
Butrint Amphitheater, Albania
Beautiful
here with.
La Piscine (1969)
‘dhoma e burrav’
Marcello Mastroianni e Sophia Loren. “Ieri, oggi, domani” (Vittorio De Sica, 1963).
Se riuscirai a non perdere la testa quando tutti la perdono intorno a te, dandone a te la colpa; se riuscirai ad aver fede in te quando tutti dubitano, e mettendo in conto anche il loro dubitare; se riuscirai ad attendere senza stancarti nell'attesa, se, calunniato, non perderai tempo con le calunnie, o se, odiato, non ti farai prendere dall'odio, senza apparir però troppo buono o troppo saggio; se riuscirai a sognare senza che il sogno sia il padrone; se riuscirai a pensare senza che pensare sia il tuo scopo, se riuscirai ad affrontare il successo e l'insuccesso trattando quei due impostori allo stesso modo; se riuscirai a riascoltare la verità da te espressa distorta da furfanti per intrappolarvi gli ingenui, o a veder crollare le cose per cui dai la tua vita e a chinarti per rimetterle insieme con mezzi di ripiego; se riuscirai ad ammucchiare tutte le tue vincite e a giocartele in un sol colpo a testa-e-croce, e a perdere ed a ricominciar tutto daccapo, senza mai fiatare e dir nulla delle perdite; se riuscirai a costringere cuore, nervi e muscoli, benché sfiniti da un pezzo, a servire ai tuoi scopi, e a tener duro quando niente più resta in te tranne la volontà che ingiunge: «Tieni duro!»; se riuscirai a parlare alle folle serbando le tue virtù, o a passeggiar coi re e non perdere il tuo fare ordinario; se né i nemici né i cari amici riusciranno a colpirti, se tutti contano per te, ma nessuno mai troppo; se riuscirai a riempire l'attimo inesorabile e a dar valore ad ognuno dei suoi sessanta secondi, il mondo sarà tuo allora, con quanto contiene, e - quel che è più - tu sarai un Uomo, ragazzo mio!
(via comesonoimieiocchiseitu)
Se hai vent’anni vattene dall’Italia. A un ragazzo che oggi compie 20 anni direi di andare via dall’Italia. Gli direi di prendere la borsa, il cellulare, due libri e un po’ di musica e lasciare questo paese. Vattene perché se hai vissuto i tuoi primi 20 anni in questa nazione non hai visto niente dei cambiamenti del mondo. Sei rimasto indietro. Hai vissuto 20 anni di dibattito pubblico schiacciati sullo scontro pro o contro Berlusconi. Uno scontro fatto di puttane, “giudici comunisti” e Nesta/Balotelli. Uno scontro che ha lasciato un manipolo di anziani a dibattere in tv di un paese che non c’è. Spegni la tv, non imparerai niente da Ballarò o da Servizio Pubblico. E chiudi anche le dispense, la cultura non è una pillola da mandar giù. Ti direi di andartene perché hai vissuto 20 anni con le stesse metro – ah no a Roma hanno aperto la B1 –, con gli stessi palazzi, con gli stessi Intercity – il Frecciarossa non è alla portata di un ventenne -, con gli stessi regionali. Dovresti andare via per guardare come sono cambiate Londra, Parigi, New York in questi 20 anni. Sei nato all’alba della primavera dei Sindaci ma nel frattempo sei diventato maggiorenne e attendi ancora la linea C a Piazza San Giovanni in Roma. Per te non è cambiato nulla ma il resto del mondo ha corso. Come non mai. Se fossi partito avresti visto la più grande biblioteca d’Europa traslocare da un Palazzo del XVII secolo ad uno consono alla fruizione della cultura. Perché i libri, i reperti, non servono a nulla se non possono essere fruiti. Avresti visto una metropolitana che viaggia a 90km/h senza conducente costruita in 5 anni. Avresti visto un paese – il Sud Africa – passare dalla segregazione razziale ad ospitare i Mondiali. Fai una cosa: vattene. Non ascoltare chi ti dice che solo chi resta resiste davvero. Lascia questo paese, meticciati. Scopri la bellezza di altri corpi e di altri odori. Di altri cibi. Fai politica. Sì, fai politica. Perché non è tutto una “merda”. Ma scegliti altri maestri. Un buon politico non è un imbonitore ma un uomo che si carica sulle spalle la visione di un paese, nonostante i voti. Guarda Invictus. Dimentica Genova. Lì hanno ucciso una generazione, non farti fermare anche tu. Non ascoltare quella canzone “poteva come tanti scegliere e partire, invece lui decise di restare” è bellissima ma viene da un’altra epoca. Ho amato Peppino e la Sicilia ma ho anche imparato che le catene non coincidono con questo sentimento. Eduardo avrebbe detto Fujetevenne. Io ti scrivo vattene. Vattene per imparare che non è vero che una laurea ti forma. Vattene perché la festa che i tuoi vogliono organizzare è una pagliacciata di cui non hai bisogno. Ciò che hai in mano è un pezzo di carta, non conta niente. Non c’è nulla da festeggiare. Si festeggia il futuro, non il passato. Vattene via perché altrimenti anche a quarant’anni ti diranno che sei giovane. Non è vero. Vattene perché non devi leggere i giornali che aprono con le violenze per una partita di calcio. Non è giusto. Il calcio è solo uno sport. Parti, lasciaci qui, come i dannati di un inferno da noi stessi generato. Va via! Prendi un volo per il nord e respira la bellezza del senso di comunità. Perché la vicina che ti dà lo zucchero non c’entra nulla con l’empatia. E’ un modo per sperare che un giorno anche tu farai lo stesso… Se così non fosse non ci sarebbe il vociare dei condomini al tuo passaggio. Perché essere più di sé stessi, essere una collettività è la condivisione costante e silenziosa delle regole che consentono a tutti di andare avanti. E questo noi non sappiamo neanche cosa sia. Collettività non è svegliarsi una mattina e ricostruire ciò che è andato in fumo ma lavorare ogni giorno nel silenzio. Non ascoltare gli eroi. Questa nazione non ha bisogno di loro. E’ il contrario, sono loro a nutrirsi di questo paese perché senza i suoi mali non potrebbero vivere. Parti e torna solo se sarai convinto che è giunto il tuo tempo. Torna solo se hai visto il cambiamento e pensi sia giusto riportarlo indietro. Torna con i sogni di un ventenne e le spalle di un adulto.
Fanpage.it (via ilcielosutorinosembra)