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Hanno tutti fame di fama
Miriam
Non ho piu tanto tempo Sto facendo il cameriere da 4 Mesi… tt le sere… quasi tutte 6/7…. uno stipendio dignitoso con busta paga…. cosa Che a Napoli non é proprio semplice da raggiungere… Ma nn posso fare questo a vita… al Momento va bene… ma si sopravvive… Come é difficile realizzare quello Che si vuole senza soldi
Colui che tanto vi domina non ha che due occhi, due mani, un corpo, non ha niente di più dell’uomo meno importante dell’immenso ed infinito numero delle nostre città, se non la superiorità che gli attribuite per distruggervi.
Étienne de La Boétie
(vento ribelle)
Ha vinto la costituzione
Chiamavano cambiamento la perfetta continuità con le politiche ordoliberiste che da trent'anni distruggono il lavoro, la coesione sociale, i diritti individuali e collettivi, la sovranità popolare, la stessa idea di democrazia. Si erano spinti, loro, semplici e cialtroneschi esecutori di ordini arrivati da oltreconfine, a voler manomettere il dispositivo costituzionale e a stravolgere l'assetto istituzionale che per quarant'anni ha funzionato perfettamente, contribuendo a rendere una nazione ridotta in macerie dopo gli eventi tragici della II Guerra Mondiale la quinta potenza industriale del mondo. Lo hanno fatto ignorando ogni regola e correttezza istituzionale, mettendo in moto una macchina da guerra propagandistica fatta di totale assenza non dico di ideali o visioni politiche, ma addirittura di argomenti razionali e di semplice buon senso, con la complicità di una informazione che ha da tempo smarrito dignità e senso della propria missione. Sono stati, inevitabilmente, inequivocabilmente, spazzati via. Il popolo italiano ha detto No. È solo il primo passo. Ci vorranno anni per far uscire l'Italia dalle macerie politiche, economiche, sociali, culturali in cui l'hanno ridotta. Il Paese è in sofferenza, ma è ancora vivo. È ora di riprendersi la sovranità che ci è stata troppo a lungo sottratta. Ma abbiamo una guida. Ed è la nostra Costituzione.
Auguri Comandante Fidel Castro, la rivoluzione non muore di Rete Dei Comunisti Sono davvero penosi quei ‘gusanos’ che a Miami festeggiano la morte di Fidel Castro come se si trattasse di una loro vittoria, e ancora più penosi sono quei media, anche ‘progressisti’, che concedono spazio e rilievo a quegli ignobili festeggiamenti.
La verità è che il Comandante Fidel Castro, più volte dato per morto dai media e dai cosiddetti 'dissidenti’ – e sfuggito ad un numero altissimo di attentati e tentativi di assassinio orchestrati dai servizi segreti di Washington e di altri paesi – si è spento poche ore fa al termine di una lunghissima vita vissuta intensamente, all'insegna della coerenza rivoluzionaria. Una vita vissuta nel rispetto di quei valori e di quegli obiettivi che guidarono un pugno di giovani cubani, capaci alla fine degli anni '50 di sollevare un'intera popolazione contro il feroce e corrotto regime di Fulgencio Batista, burattino degli interessi del governo di Washington, delle multinazionali e della mafia. Non solo la storia ha già da tempo assolto Fidel Castro, ma ne ha decretato l'eternità come leader rivoluzionario insieme ad Ernesto Che Guevara e a Camilo Cienfuegos, capaci di ribaltare una condizione di subalternità e sfruttamento per portare il proprio paese ed il proprio popolo in un cammino, difficile ma orgoglioso, di liberazione e di dignità. Oggi i media mainstream di tutto il pianeta, che pure non hanno risparmiato a Fidel feroci critiche in passato, non possono non riconoscerne la statura storica, la capacità di resistenza di fronte alle aggressioni del nemico, la dedizione nei confronti del proprio popolo anche nei momenti più difficili. Come quando, venuta meno l'Unione Sovietica, nonostante la crisi economica che ha caratterizzato il cosiddetto 'periodo especial’, la Rivoluzione Cubana ha voluto e saputo garantire a tutta la popolazione condizioni dignitose di vita, la distribuzione dei generi alimentari di prima necessità, un'assistenza sanitaria all'avanguardia nel mondo ed un sistema educativo capace non solo di sradicare l'analfabetismo nell'isola ma di elevare il grado di istruzione a Cuba ai livelli massimi. Questo mentre, prima in Sud America, e poi anche negli Stati Uniti ed in Europa, i regimi 'democratici’ sottomettevano le proprie popolazioni a draconiane politiche di privatizzazione, di tagli al welfare, di peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro in nome del profitto. Non solo la Rivoluzione ha garantito finora a Cuba e al suo popolo autodeterminazione ed indipendenza contro le mire e le continue aggressioni degli Stati Uniti e dei suoi alleati. Da decenni i rivoluzionari, i medici, gli insegnanti cubani hanno percorso tutto il sud del mondo, combattendo malattie, analfabetismo e ingiustizie. Oggi se i 'gusanos’ di Miami festeggiano, i popoli del mondo piangono la scomparsa di un leader che ha contribuito alla liberazione di una lunga lista di paesi, dal Venezuela bolivariano sottratto al dominio dell'imperialismo Usa alla Namibia liberata dal razzismo sudafricano, fino allo stesso Sudafrica, nella cui lotta contro l'apartheid Cuba ha svolto un ruolo determinante e generoso. E’ per questo che oggi diciamo 'Auguri Comandante, la rivoluzione non muore”. Che i popoli del mondo siano capaci di seguire l'esempio di quello cubano, che mille Fidel Castro sorgano a guidare il riscatto dei lavoratori e degli sfruttati.
Rete dei Comunisti 26 novembre 2016
(via https://www.youtube.com/watch?v=Il-n9DFqGWM)
A Miriam
Incontrare i tuoi occhi è stato magico, quasi come un viaggio fantastico. Io che non pensavo potessero piacerti i miei, mandai la richiesta appena a cas e 6.
Da li tutto ebbe inizio e la mia vita sola che non aveva senso, d'un tratto s’ arignette è gioia e disse aspe mo vengo.
Si mise in tiro era emozionata, voleva piacerti quando seppe di Ri-vederti.
So stati giorni belli, belli assai, liberi e di condivisione, bastò poco tempo e sembrava di conoscerci da un milione.
Ma poi non so perché i fraintendimenti son venuti e forse anche un Po la delusione e forse avrai pensato e nú coglione. Però a stu coglione adesso tu gli manchi, ti vuole bene, ti vuol recuperare, ti vuol con se… Ma tu si fredd e non lo so perché. La vita spesso sembra un brutto gioco e non sappiamo quanto durerá. E non sappiamo che ce vo fa fá.
Allora sai che faccio? Prendo e scrivo na poesia, che poi nun'è mai stat cosa mia. Ricimm a veritá faccio rime sceme da terza elementare, Comm e criatur che giocano a sputare.
Però che bello è stato poter sognare, In fondo il vero senso è proprio questo. In fondo rind’ a vit serv AMMOR.
Me mord e man se pens che te perd. Pe chelle che putev e nunn'è stat. O forse st'uocchie belle e vech ancor?. Dimmelle tu, piensece, nu me fa spantecá. In fondo nagg fatt Grav error, ie song o stess e na semmana fá.
Se non sarà così io ci ho provato. E mi convinco ca eva ie accussì. Ma di una cosa adesso sò sicur, Che io di te mo nun me scord kiù. E pur si sta storia è addvintat scur, o forse tien o cor a nata part. Ind'a sti juorne bell’…
Miriá to giùr…
Ca'luce e l'uocchie mì, Si stat tu!
Mi sento solo, morale basso, devo cercarmi un lavoro e La ragazza che frequentavo e che mi piaceva tanto mi ha detto non messaggiarmi più. Direi che più sfigato di me in questo momento ci sta solo Fantozzi.
Perso un Lavoro se ne cerca un altro. RIcomimciamo
Oggi sono nervoso, è un periodo che nn mi sento libero, ho litigato con il Masto tempo fa perché purtroppo a Napoli credono che il dipendente sia lo schiavo, ha capito che io so dire di no e le cose sono cambiate ormai, lui vorrebbe Licenziarmi perché quando nn fai quello che vogliono (extralavoro) dicono che nn sei gestibile e che sei ribelle. Mentre tu pensi solo che nn sia giusto. Cmq sto stressat i soldi sono pochi la vita è cara e teng na famiglia chin e problem e un mamma da aiutare. In più se ci mettiAmo che sono single e nn se trova na guagliona normale perché alla fine se tien problen e femmen te lascian pur, e se vi mettiamo che teng pur a machin senza Ass da 2 anni e certi cazzo di debiti con equitalia (che ovviamente nn pozz pavá ) allora forse se po capi perche sto nervus.
Massimo Troisi e Philippe Noiret, “Il postino” (Michael Radford, 1994).
WordsProject N. 4
Dint’ a butteglia n'atu rito ‘e vino è rimasto… Embe’ che fa m’ 'o guardo? M’ 'o tengo mente e dico: “Me l'astipo” e dimane m’ 'o bevo?” Dimane nun esiste. E 'o juorno primma, siccome se n'è gghiuto, manco esiste. Esiste sulamente stu mumento 'e chistu rito 'e vino int’ 'a butteglia. E che ffaccio, m’ 'o perdo? Che ne parlammo a ffà! Si m’ 'o perdesse manc’ 'a butteglia me perdunarria. E allora bevo… E chistu surz’ 'e vino vence 'a partita cu l'eternita’!
Eduardo de Filippo
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