I dolcificanti artificiali aumentano il rischio cardiovascolare
Il consumo di dolcificanti artificiali è associato ad un aumento del rischio di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari: questa correlazione, già emersa nella letteratura scientifica, è stata ad oggi confermata da uno studio francese.
I ricercatori hanno selezionato 103.388 partecipanti (età media 42,2 anni, 79,8% donne), i quali hanno riferito le proprie condizioni di salute e documentato i consumi alimentari quotidiani. Al termine dell’osservazione (ottobre 2021), i ricercatori hanno diviso i partecipanti in tre categorie di consumo di dolcificanti artificiali (zero, entro la media, più elevato), rilevando la rispettiva incidenza di malattie cardiovascolari.
Il 37,1% dei soggetti ha consumato edulcoranti artificiali, provenienti da bibite analcoliche e da alimenti e dolcificanti da tavola. È stato rilevato che tra i forti consumatori si è raggiunta la dose giornaliera di quasi 80 grammi: questo perché i soggetti hanno consumato alimenti confezionati ‘senza zuccheri aggiunti’ ma con edulcoranti di sintesi. Questi additivi alimentari sono infatti largamente diffusi negli alimenti ultra-elaborati, come bevande analcoliche, snack, piatti pronti e latticini.
Quello che è emerso da questo studio è che, al contrario di quanto si pensasse tempo fa, sostituire lo zucchero con gli edulcoranti di sintesi non è la soluzione ideale.
Infatti, è emerso come l’assunzione di dolcificanti artificiali aumenti del 9% il rischio di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari. In particolare, è risultato che l’aspartame (E 951) è correlato a un aumento del rischio di eventi cerebrovascolari, mentre l’acesulfame potassio (E 950) e il sucralosio (E 955) sono associati a un aumento del rischio di malattie coronariche.














