3 marzo 2024
Sono quasi giunta al 4 mese a casa dopo anni passati fuori.
Mi sto accorgendo di essere cresciuta in una famiglia disfunzionale. In realtà forse l'ho sempre saputo. Ma adesso so darmi diverse risposte. Innanzitutto penso di avere "traumi" che porto avanti da quando sono piccola e poco fa leggendo la descrizione di figli cargiver mi sono riconosciuta. Mi sono riconosciuta in una bambina che non si è mai potuta esprimere, un'adolescente che non si è mai potuta divertire, crescendo con l'idea che in un rapporto di coppia deve avere alti e bassi. Cosa che poi effettivamente mi ha portato a stare con una persona oggi dico "tossica". Sono cresciuta in una famiglia dove le emozioni non hanno mai avuto voce, così come i gesti. Non ho mai visto un bacio o un abbraccio dei miei genitori né tantomeno l'ho ricevuto. Attenzione non sto dicendo che la mia famiglia non mi vuole bene, sto solo dicendo che non mi ha cresciuto in modo sano. Mi sono sempre sentita giudicata e soprattutto paragonata a terze persone. Mi sono sempre sentita "poco amata", ecco perché sono stata in una relazione che pensavo fosse amore ma era semplicemente da parte mia. Ho sempre saputo in cuore mio di non essere amata, ma io ci stavo e sapete perché? Perché avevo qualcuno che a suo modo mi dimostrava affetto.
Sono cresciuta prima degli altri, non ho mai vissuto la mia età . Non sono rientrata mai tardi e guai ad andare in discoteca e bere. Che sei matto bere? Assolutamente
I problemi non si potevano avere. E se qualcosa non andava, non potevo esprimermi e se lo facevo risultava di poco conto. Ho iniziato a mentire sulle mie frequentazioni, ho iniziato a non rendere più partecipi della mia vita la mia famiglia.
Sanno che ho tot amici, ma finisce là . Non mi hanno mai chiesto ' come stai' e soprattutto nel mio massimo momento di stress e di conseguenza di sfogo mi hanno solamente potuto dire " tu sei matta, fatti curare".
È brutto sentirlo dire. In quel momento purtroppo non sono riuscita a tenermi dentro quello che stavo vivendo, e forse era solo una richiesta di aiuto. Un abbraccio magari poteva risolvere tutto, o quasi.
Sono arrivata a pensare di essere una persona stronza, anafettiva. È stato grazie a Dio il tempo e le varie esperienze a farmi cambiare idea.
È stato proprio questo il mio limite in una relazione. È stato proprio il mio non esprimere i sentimenti a fare riflettere l'altro. Per carità è stato un bene che sia finita, però ci sono traumi che appunto mi sto portando dietro.
Ad oggi a quasi 25 anni mi sento cambiata, sento che se mai un giorno diventerò mamma non farò i loro stessi sbagli. Ad oggi so cosa mi ha fatto star male e ad oggi non ci sto più male. Ai miei comportamenti ho iniziato a dare un perché, a capire tanto e forse troppi dei miei limiti.
"Sono ipervigili, non si lasciano andare a emozioni e non sono spontanei perché temono di apparire stupidi, di non essere compresi o che possa accadere qualcosa di terribile da un momento all’altro per cui è bene non abbassare la guardia e restare in allerta"
Eccomi sono proprio io.
Io che ho paura di affezionarmi, perché ho paura di essere abbandonato.
Oppure
"Hanno difficoltà a divertirsi. La spontaneità è un aspetto dei bambini ma loro hanno dovuto soffocarla perché sono dovuti crescere in fretta e dovevano fare attenzione a ciò che facevano per paura delle reazioni del genitore malato"
Ed è stata proprio questa frase a farmi riflettere. Alla soglia di quasi 25 anni ho paura di divertirmi. Per paura di essere giudicata.
Ma forse il problema non è manco stato papà ma mamma. Qui la chiamano genitore malato e forse è così
Ad oggi sto lavorando tanto su di me, vorrei andare da una psicologa.
Ad oggi sono felicemente accanto a una persona, che amo almeno così penso.
Sono totalmente un'altra Anna con lui. Penso sia la mia miglior versione di me stessa.
Volevo solo sfogarmi un po'









