god I need to see boobs like right now
Sade Olutola
occasionally subtle
almost home
No title available

blake kathryn
Alisa U Zemlji Chuda

titsay
KIROKAZE
d e v o n
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祝日 / Permanent Vacation

ellievsbear
Sweet Seals For You, Always
he wasn't even looking at me and he found me

Kaledo Art
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will byers stan first human second
i don't do bad sauce passes

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@mblaengsel
god I need to see boobs like right now
Night Tide 1961, dir. Curtis Harrington
femme lesbians with fucked up makeup!! femme lesbians in sweatpants and messy hair!! femme lesbians that spend most days working a minimum wage job or smoking pot!! femme lesbians wearing jeans and a t shirt!!
femme lesbians are not all coquette pink princesses and i feel like that’s all i see on social media these days.. make some noise for messy femme lesbians with messy lives!!
i will forever adore and love "friends to lovers" trope. being unaware of your emotions for your friend because that warm fuzzy feeling in your heart is normal, right? wanting to constantly be in contact with them; texting or videocall, but it's better when it's in person so you can pay closer attention to details of their face. they know everything about you, except for the fact they will never know how much you truly yearn for them.
"Thoughts on women?" Yeah pretty much constantly
femmes are awesome and even more awesome is that they're lesbians because men don't deserve them
i'm so attracted to emotional intelligence like damn the way you actually listen and communicate turns me on
I shouldn’t be working. I should be in bed with a gorgeous wlw whose only purpose is to make me feel so good I will forget about all my problems
pussy from a femme who never stops fucking talking
women are genuinely the greatest thing ever created, you’d be crazy not to adore them with your whole being
we exist in moments.
Oscar Wilde, con la sua Salomé, ci consegna un'opera teatrale folgorante, densa di simbolismo, desiderio e trasgressione. Il dramma si legge d’un fiato, avvolgendo il lettore in un'atmosfera sensuale e inquietante, in cui la parola e la bellezza si fanno strumenti di dominio e sovversione.
Riprendendo l’episodio biblico, Wilde reinterpreta la figura di Salomé alla luce della femme fatale fin-de-siècle, trasformandola in una donna consapevole del proprio potere seduttivo. Salomé non è più una giovane ingenua manovrata dagli altri individui e dagli eventi intorno a lei, ma è una stratega della seduzione, capace di piegare la volontà di Erode e ottenere ciò che desidera: la testa del Battista. Nonostante le esitazioni del tetrarca, il fascino e la parola di Salomé si impongono sulla ragione, ribaltando ogni gerarchia di potere.
Ciò che colpisce molto di Salomé è la sua figura ambigua: infantile nell’apparenza, ma scaltra e determinata nelle azioni. Disobbedisce alla madre rifiutandosi di essere solo una pedina per ottenere ciò che la madre desiderq, e al tempo stesso inganna Erode soddisfacendone i desideri per raggiungere il proprio scopo. La danza dei sette veli che fa per Erode non è solo una performance sensuale, ma un atto di suprema manipolazione, un rito di svelamento in cui il desiderio si mescola alla morte.
Ciò che ho particolarmente amato, è lo stile di Wilde nella Salomé, che è frammentario e ipnotico: battute brevi, domande sospese, affermazioni che sembrano emergere da un sogno febbrile o da desideri repressi. Le parole vibrano come echi in una cattedrale gotica, vertiginosa e sacra, in cui si intrecciano religione, ombra e lacerazione interiore. Un'opera sublime, in cui la bellezza si fa portatrice di rovina, e la trasgressione diventa inevitabile destino.🩶
“Se mi avessi guardata tu mi avresti amata. Lo so bene che tu mi avresti amata, e il mistero dell’amore è più grande del mistero della morte. Solo l’amore si deve guardare.”
"Però allora non sapeva come sarebbe andata a finire: se mi avrebbe abbracciato o scannato. Alla fine venne fuori che meglio di tutto era una cosa e l'altra insieme. Decisione quanto mai naturale! Già, la natura non ama i mostri, e lo abbatte con "decisioni naturali". Il mostro più mostruoso è il mostro di sentimenti nobili.”
“L’eterno marito” di Dostoevskij è una delle sue opere meno conosciute, brevi, ma decisamente interessanti. Si parla di un particolare e complesso triangolo amoroso tra Aleksandr Vel’caninov, Pavel Pavlovic (che erano stati molto amici in passato) e Natal’ja, donna che era sposata con Pavel, ma era anche l’amante di Vel’caninov. Il triangolo si scopre dopo la morte di Natal’ja, dunque è molto particolare come struttura proprio per questo, perché uno degli elementi cardini della storia non è presente fisicamente, ma ne sono presenti le ‘conseguenze’ di questo tradimento: la figlia illegittima Liza e un dolore estremo nell’anima di Pavel.
Nonostante ciò, tra i due si crea un legame molto ambiguo, destando confusione al lettore nel comprendere se tra Aleksandr e Pavel vi è amicizia, odio, rivalità o addirittura un sentimento che va anche oltre tutto ciò.
Non ho ancora letto molto di Dostoevskij, ma questo è stato interessante e da un punto di vista stilistico non mi ha dispiaciuta. È un libro che riesce a essere sia malinconico che sarcastico, quasi irreale, in cui gli uomini sono burattini delle proprie emozioni e desideri, e incapaci di vivere in maniera autonoma da essi.
Per altre recensioni e pensieri su opere letterarie, IG @/libridimar
the intimacy of being understood.