C'è la neve nei miei ricordi, c'è sempre la neve. E mi diventa bianco il cervello se non la smetto di ricordare. Tanto qui sotto, nulla è peccato
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C'è la neve nei miei ricordi, c'è sempre la neve. E mi diventa bianco il cervello se non la smetto di ricordare. Tanto qui sotto, nulla è peccato
Sto bene
Con te.
Ma forse
Prima di te Stavomeglio
Pretese
Scrivo una frase. Poi cancello. Poi riscrivo qualcosa. Non ne sono convinto.
Mi giro verso il bagno. Ho la lavatrice in funzione e guardo gli indumenti girare, mischiarsi. Ne sono quasi ipnotizzato e non riesco a capirne il motivo. Sento in rumore dell'acqua che si ritira. Prendo le gli indumenti e li stendo sul balcone. Fuori ci sono gli uccellini che cinguettano. L'inquilino del piano di sopra suona il jambè. Ed io scrivo. Quando vivo dei momenti strani della mia vita mi piace scrivere. In passato lo facevo principalmente per rileggermi nei mesi successivi e vedere cosa fosse cambiato della mia vita.
La vita da inoccupato è abbastanza noiosa. E' passata una settimana da quando ho lasciato l'azienda e mi sono messo a cercare altro. Attualmente sto vivendo a Verona ma nei mesi passati, ho avuto una sensazione non nuova: la sensazione che i luoghi e le persone che mi circondassero non potessero darmi di più di quello che già ho. Mi chiedo se esista una città che, dopo un certo periodo di tempo in cui ci vivo, riesca a darmi spunti per continuare a vivere li. Perché negli ultimi anni sembra che le città in cui vivo abbiano il timer. 1 anno e poi mi stancano. Troppe cose uguali. Troppa gente che all'inizio ci sta ma dopo stufa. E' brutto da dire ma credo di circondarmi di persone che dopo un certo intervallo di tempo non riescano più a darmi quel di più che cerco, quella curiosità, quella voglia di star bene con loro. Di certo, non escludo che possa essere io il problema. E non escludo tanto meno di pretendere da me stesso rapporti che mi diano di più e mi facciano crescere.
E tutto ciò mi fa pensare a cosa faccio qui, a Verona. La perdita del lavoro è stata la scintilla. E da quella scintilla è arrivato il pensiero per cui ogni giorno mi alzo e vado a dormire:
In questa città non sono più legato a niente ed a nessuno. Quindi, che cosa ci faccio qui? Ho voglia di rimanerci? Mi piace stare qui? Sono soddisfatto di me stesso?
La mia testa se ne fa tante di domande. E si dà, anche, tante risposte. E quelle risposte, adesso, sono piuttosto negative.
"E se questo punto di vista negativo lo girassi a mio favore e cominciassi a pensare che il "non essere legato a nulla" sia una cosa positiva?" mi chiedo.
E la mente vola verso ciò mi piacerebbe fare, ciò che potrebbe rendermi più soddisfatto. E da lì nascono i "problemi" perché mi rendo conto di diventare sempre più pretenzioso verso ciò che può rendermi più felice.
E dopo tutte queste considerazioni, giornate no, pensieri strani, inconscio in confusione, io alzo lo sguardo, mi specchio e noto una persona che sorride perché sa che la montagna è tanto alta e piena di grattacapi ma la voglia di camminare straborda. ✎8 Marzo 2017 ⌚17.21
Nessun posto è casa mia L’ho capito sì… andando via
Chiara - Nessun posto è casa mia
I posti sono semplicemnte persone
Chiara - Nessun posto è casa mia
Top of the world
Ed eccoci qui dopo un fottio di tempo.. Non ricordo neanche più l'ultima volta che mi sono messo su una tastiera a scrivere un po', a descrivere la mia vita.. Non ricordo neanche più il motivo per cui lo facessi eppure adesso mi va.
Le cose cambiano, evolvono. Devo ammettere di aver scritto un sacco in questi mesi, eppure non ho mai voluto condividere nulla.
Tante emozioni, bei momenti passati. Adesso le cose non vanno male ma ultimamente sono un po’ sottotono. Non penso che condividerò ciò che ho vissuto negli scorsi mesi, però sento la necessità di ritornare a scrivere.
Cosa mi aspetto da questo futuro? Di essere come il bimbo in foto: Top of the world
22 Gennaio 2017 - Ore 20:55
That’s it.
Come tutte le storie, le varie avventure, arrivano anche gli addii. Ed oggi è arrivato il momento degli addii. Oggi, 28 Marzo 2015. Ho cominciato questa avventura quasi per caso, per un "perchè no, proviamo e vediamo come va.." Era su per giù Agosto 2014. Londra cominciava a non soddisfarmi. Cominciavo a rendermi conto di stare a diventare un corpo più che una persona. Un corpo che si alza la mattina perchè è così che si fa, le persone la mattina si alzano dal letto. Un corpo che prende la metro per non deprimersi dentro casa, perchè le persone devono uscire di casa sennò diventano asociali. Volevo cominciare a far carriera, a vedere la mia strada. Papà mi disse: "C'è un bel corso, receptionist alberghiero. Perchè non provi?" E cominciò l'avventura. Partii per Londra lasciando tutto ciò che avevo coltivato. Forse non avevo coltivato così tanto. Bei rapporti però c'erano e ci sono ancora, almeno spero. Il 7 Settembre 2014 salutai Leytonini e <<ciao a tutti, grazie è stato bello, ci vedremo presto>> Feci l'esame e lo passai solo in una città. E poi dopo 6 mesi scesi nella mia città natale. E poi ritornai nella città in cui mi presero e cominciai l'avventura pensando che "un giorno mi piacerà, devo provare e mi piacerà, mi attirerà". Sta per finire Marzo, 7 mesi, e penso ancora tutte queste cose. Oggi, 28 Marzo, i miei compagni di corso, nonchè miei vicini di casa, salutano un ragazzo del corso con cui hanno stretto un rapporto, e piangono per un addio. E io sono lì a guardarli. Impassibile. Perchè a me non è cambiato nulla. E sono passati 7 mesi. So come si chiama, come si comporta, com'è di carattere. Ma oltre non è andato. Ci sono uscito qualche volta e questo è quanto. That's it. E così con tutti i ragazzi del corso. Con 2/3 ho stretto un rapporto, ma un rapporto molto instabile. Ci parlo e mi libero quasi totalmente ma più di questo nulla. Mi nascondo dietro un carattere timido ma avrei così voglia di andare oltre, di uscir fuori con il mio vero io ma non ce la faccio. All'inizio non pensanvo, tralasciavo questo fatto,ma penso che queste barriere che mi auto-creo sono ricollegabili a due parole: essere gay. Dico di non aver paura del giudizio altrui riguardo la mia omosessualità, alle volte ne sono quasi convinto ciecamente ma non è così. Ho paura di ciò che gli altri possano pensare se si accosta il mio nome con la parola gay. E questo non mi fa creare rapporti. Mi blocca. Per alcuni momenti sono stato libero ed ho lasciato vagare il mio vero carattere in questa realtà e per questo ho stretto i 2/3 rapporti che dicevo prima. Per il resto nulla. Io mi annullo. Non vivo. Non mi dimostro per ciò che sono. E questo mi sta portando ad autodistruggermi. Riflettendocci quando ero a Londra c'è stato il periodo in cui mi sono liberato di questo fatto: non mi dichiarai però se qualcuno me lo chiedeva in modo più o meno esplicito lo dicevo senza nessun problema. E questo mi aiutava molto ad essere me stesso. A vivere serenamente. Ad alzarmi serenamente ed ad andare a letto serenamente.
That's it.
Mi veniva da piangere,ma non ci riuscivo. Provavo solo un’amara stanchezza,una nausea triste: quando ti senti giù,che più a terra non potresti.
Charles Bukowski
(via
anormalguywithabnormalmind
)
✖
(via ragazzo-incasinato)
Voglia mia di vita, voglia di calore umano, voglia di partire, voglia di sapori nuovi, voglia di sognare forte, voglia di star bene, voglia di silenzio, voglia di saltare, voglia di conoscer pace.
Ogni giorno mi succede di sentirmi in maniera diversa, e oggi mi è capitato di sentirmi un fallimento. Quando ti senti un fallimento è un po’ più difficile vivere - ma non impossibile. Così ho letto un libro e mi sono messo a fotografare bottoni, che mi ha fatto stare meglio, ma non per molto. Ho...
Ve lo chiedete mai?
Io sì, spesso.
Me lo chiedo, soprattutto quando mi rendo conto di odiare profondamente i ragazzi ma di avere comunque bisogno di uno di loro accanto a me.
Qual è la cosa che mi blocca dall’essere affascinante, simpatico o semplicemente me stesso quando sono con qualcuno che...
Un sabato di dis-ordinaria quotidianità.
La mia giornata comincia alle 07.40 di questa mattina. Apro gli occhi. Penso che nonostante sia sabato io mi debba alzare dal letto. Ho due appuntamenti per vedere delle case. Ho deciso definitivamente di andar via da quella che è la mia attuale abitazione. Mi alzo dal letto. Mi avvicino al fornetto e prendo dal piatto uno dei muffin che ho fatto qualche giorno fa. Faccio una doccia veloce e mi vesto. Probabilmente incontrerò dei miei possibili futuri coinquilini quindi voglio vestirmi bene. Esco come una furia. Passo dalla fermata e la oltrepasso. Non ho i biglietti quindi vado al tabaccaio per comprarli. Tabaccaio chiuso. Apre alle 09.30. "Comodo il tabaccaio" penso tra me e me. L'altro tabacchino è a 10 minuti e rischio di perdere il bus. Lì vicino c'è una cartolibreria molto fornita. Entro, chiedo e li hanno. Ritorno alla fermata. Prendo il bus.
Arrivo a Verona. Prendo la circolare e dopo un po' capisco di aver preso il bus giusto ma dalla direzione opposta. Scendo e accendo il navigatore. 30 minuti a piedi. E famolo 'sto giro va... Arrivo senza troppe difficoltà. Aspetto il tipo. Mi guardo un po' dal riflesso del finestrino della macchina che ho difronte a me. Sto in ordine. Dopo un po' di tempo che aspetto vedo un tipo che sta buttando la spazzatura. Il giorno prima avevo visto una sua foto su Linkedin (il suo nome e cognome lo avevo trovato sull'annuncio). (Si, sono tanto uno stalker quando mi ci metto). Ragazzo verso la trentina considerando che si è laureato nel 2009. Ingengneria. Foto piuttosto seria. I pensieri che mi ero fatto su di lui non erano poi così sbagliati. Ragazzo semplice, educato, serio. Lo vedo avvicinarsi a me. E' lui. Mi guarda e mi fà: "Sei tu il ragazzo che deve vedere la casa?": Rispondo di si. Lo seguo. Dalla foto sembrava molto più piccolo. E' carino, sulla trentina, bel culetto (un grazie immenso all'inventore delle tute ed a lui che oggi ha deciso di metterla). A primo impatto siamo entrambi molto freddi. Mi fa vedere la casa, cominciamo a parlare di affitto, della casa, dell'ex inquilino.
Mentre mi parla noto che si è sbloccato un po' nei miei confronti e mi fa dei sorrisi un po' più particolari che vogliono far trasmettere un qualcosa in più. Sarà che gli piaccio come persona e che ho passato la "graduatoria del buon <nuovo inquilino>?. (Penso tra me e me) Non riesco a capire se è gay oppure no però non so, mi fa una strana impressione. Anche quando sto per andare via, trova un po' il modo per non farmi andare, vuole riattaccare bottone. Chissà. Fatto sta che io di viaggi mentali me ne faccio eccome quindi potrei aver intuito chissà cosa che poi possa essere completamente distorta, ma, chissà... Esco dal retro e mi ritrovo in un mezzo giardino-parcheggio. Cammino un po' e poi mi siedo su una panchina a scrivere dei particolari (elementi che la casa possiede o no) che altrimenti dimenticherei con il passare del tempo. Cammino un po' e decido di andare verso l'altra casa. Guardo l'orologio e sono le 12.20 Il secondo appuntamento ce l'ho alle 15. Decido quindi di girovagare un po' per cercare di trovare un posto per mangiucchiare qualcosa. Camminando, camminando arrivo in una piazza piena di locali dove diversi signori stanno facendo apertivo. Da lontano noto un mezzo localetto. E' un baracchino di pizza al taglio. Da fuori non riesco a capire se è aperto oppure no perchè i raggi del sole riflettono sulla porta d'entrata. Intravedo delle focacce sul bancone ed entro. E' piccolino ma molto curato. Ha delle mura in legno con delle sfumature che vanno dal bianco al marroncino e diversi quadri su tela. Appena entro nel locale, dietro il bancone non c'è nessuno. Sento dei passi e mi ritrovo di fronte un omaccione sulla trentina.
Alto, magro, muscolosetto, molto bear. Canotta bianca e grembiule nero. Ha un bel po' di barba (piuttosto sexy) e degli occhiali quadrati. Noto che ha una notevole abilità nel customer care. E' attento con i clienti e ci sa fare molto. La cosa che più mi è piaciuta sono stati i due tatuaggi che aveva. Uno sulla spalla che scendeva sino al braccio ed un altro sulla gamba. I capelli tutti tirati indietro e una bella sfumatura ai lati. Sembrava uno di quei figoni anglosassioni che si seguono su IG.
Entrare in questo locale mi ha fatto ritornare "mentalmente" a Londra. Londra ha un po' questo stile alternativo, deciso, accurato. E forse la mia voglia di ambire a queste caratteristiche che mi porta a rifletterci su. In questi momenti mi sento quasi come un freelance. Entrare, ordinare, mettersi seduto, togliersi il giubotto, lasciarlo sulla sedia e appoggiarsi sopra la borsa. Stare tutto il giorno fuori, mangiare una cosa al volo mentre "distribuisci" cuori su IG e pubblichi qualche cazzata su Twitter.
Mangio la pizza e vado. Con un bel po' di difficoltà e di giri arrivo alla seconda casa. Arriva il figlio della proprietaria. Mi fa vedere la casa. Una casa squallida.
Ritorno in stazione. Mezz'ora di attesa che arrivi il pulman e sono già diretto verso casa, con una malinconia ed una depressione che avevo perso per qualche ora ma che a suo tempo ritorna sempre.. ✎24 Gennaio 2015 Source: First Picture: Wendy Nielsen's Web Site Third Picture: Weheartit.com Fifth Picture: Photographer Lauren (Bamford hearthstudio.com.au)
Sproloqui senza un senso..
Ci sono giornate in cui scrivo e tutto mi viene incredibilmente naturale. Alle volte mi chiedo cosa penserebbero le persone se leggessero i miei pensieri più intimi. Non so descrivere la mia vita in questo momento ma ci proverò. Questa settimana ho avuto tre esami tre giorni consecutivi. Tre esami che dovrebbero essere andati stranamente bene. Quando è arrivato Venerdì sono stato felice, mi sono sentito invincibile (da un certo punto di vista) perché avevo superato una cosa che non pensavo di superare. Ho problemi con i miei coinquilini e forse cambierò casa. Forse mi trasferirò in un monolocale, almeno per due mesi. Riflettendoci ho sempre voluto trasferirmi in un monolocale. Ero uno dei miei obiettivi a lungo termine. Tanta indipendenza, non contare su nessuno se non su di te. Avere una casa da "addobbare" come vuoi. Mettere foto sui muri della tua stanza, mettere un post-it sulla porta come promemoria di un qualcosa. Sono cose che non io non ho il coraggio di fare (in case dove vivo con altra gente) perché mi prenderebbero per pazzo. Mi prendono già per pazzo adesso che faccio cose che io stesso ritengo più o meno normali (per me del tutto normali) figuriamoci qualcosa che io stesso penso siano strane. Che poi riflettendoci cosa c'è di strano un post-it su una porta? Ma questa è la gggente.
ggente: [gggèn-te] Sostantivo s.f. (pl. -ti) 1° Significato: <<Gentaglia>> 2° Significato: <<Persona che non si fanno i cazzi loro>> 3° Significato: <<Psicopatici che non riescono a vivere la loro vita senza rompere il cazzo>> 4° Significato: <<Gentaglia che giudica anche quante ciglia tu abbia.
Non ho mai avuto queste possibilità. Non ho mai personalizzato il luogo in cui vivo quotidianamente. E questo mi è mancato molto. Quando parlo del concetto di casa mi rendo conto che dove sono ora non mi sento a casa. E' solo un posto in cui mi sento discretamente bene, dove pago un affitto ogni mese che mi garantisce un letto dove dormire la notte. Chiedo scusa per questi sproloqui senza un senso, questo andare da un argomento ad un altro senza un nesso logico, ma ne avevo bisogno.
ツ ✎18 Gennaio 2015 ⌚18.40
Es uno de los post más bonitos que he visto :)
♥ANOTHER WAY OF LOVE♥
♥OTRA FORMA DE AMOR♥
Her, 2013
Credo che sia la prima volta che io ascolti così intensamente un cd come In The Lonely Hour di Sam Smith.