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@meriforever
Le persone non si accorgono che ti perdono. Non si accorgono del fatto che avevi bisogno di una parola che non è stata detta, di un'attenzione che non ti è stata rivolta, di un gesto che, in un certo momento, sentivi indispensabile ma non è stato fatto.
Le persone non si accorgono che ti perdono quando ti rimandano ad un altro momento, a quando avranno più tempo o cose meno importanti da fare, quando non ascoltano il tuo silenzio, quando non comprendono che avresti bisogno di presenza, di conforto, do distrazione, di calore anche se non chiedi mai e loro non fanno domande.
Le persone non si accorgono che ti perdono quando, anche per piccole cose, tradiscono la tua fiducia, ti lasciano ad aspettare, ti mettono davanti altre cose, altre persone, non danno importanza a ciò che dici o a ciò a cui tieni, non ti chiedono mai come stai e non si preoccupano per te, dando per scontato che tanto tu ce la farai, qualunque cosa accada.
Le persone non si accorgono che ti perdono quando non dimostrano ciò che provano, non manifestano di tenerci a te, non ti dicono mai che ti vogliono bene e che sei davvero importante, quando ti fanno sentire una qualunque nelle loro vite, una che potrebbe anche non esserci.
Le persone non si accorgono che ti perdono, che per tante piccole mancanze, per tanti piccoli vuoti, per tante piccole disattenzioni, per tante piccole dimenticanze, ogni giorno sei sempre più lontana e non riesci nemmeno a spiegare perché, non è mai il singolo episodio, è come ti senti diversa ogni volta, è come ti senti più sola.
"Le persone si accorgono di averti persa solo quando già è successo."
Ho provato a scrivere per un'altra, più bella, forse, più profonda e lunare, probabilmente, ma le parole, seguite da poche altre, mi hanno detto: “noi apparteniamo a una sola, noi siamo gli occhi, la bocca e il cuore di una sola, noi siamo la parola del suo nome”.
Luigi Mancini
Ci sono foglie che si aggrappano ai rami
Perché non vogliono cadere mai
Ci sono stelle che si aggrappano al cielo
Perché si accorgono di finire, sai
Ci sono ubriachi che stringono il bicchiere
Perché è sempre l'ultimo che fa paura
Ci sono uccelli che sentono lo sparo
E contano quanto gli resta ancora
Ed è soltanto una questione di tempo
Quello che serve a salvare un uomo
Il cielo quando è in attesa di un lampo
Una chitarra che aspetta un suono
Una ragazza col cuore in gola
Perché il suo amore non può finire
Il tempo prima della parola
Che non avresti mai voluto dire
E tu, quanto tempo hai?
Tu, quanto amore hai?
Io non ti perdo mai
Ti aspetto al fondo
Di questa strada, sai
Tu, quanto tempo hai?
Quanto tempo hai?
Quanto amore hai?
(Roberto Vecchioni)
"Non ho smesso
di pensarti,
vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti
che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi e che ti penso.
Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.
Non so come stai.
E mi manca saperlo.
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?"
Charles Bukowski
Ciao, come stai? Io, io come sempre vado avanti,
in questo percorso di vita che spesso
non sento mi appartenga, tu dimmi come stai?
Sei felice? Hai trovato la tua dimensione?
Già, la dimensione, che parola strana eppure
rappresenta molto, beh, bando alle chiacchiere,
sai pensavo, pensavo a te stamani,
dopo tanto tempo... ma no che dico!
Tu sei sempre nei miei pensieri!
Ti chiederai perché di questa lettera
...sai la vita è imprevedibile e ed io ho deciso
di scriverti ...forse non la spedirò mai, o forse si.
Volevo dirti solo quello che non ho potuto dirti
mai ... o chiederti perché, cosi ho deciso di scriverti,
sai è stato bello amarti, andare oltre l'impossibile,
oltre le apparenze, andare in posti dove
non ero mai stata, sentire il battito dell'anima tua
nella mia, è stato bello poter volare con te,
dimenticare i problemi della vita un attimo.
Dimenticavo, sai ho capito che la vita è solo un attimo
...anche se avrei voluto un'impossibile per sempre da te.
Eppure il sempre esiste ancora in me, dopo anni,
ancora è li nell'anima mia ed inciso vi è il tuo nome.
Beh, meglio che chiuda, non voglio lacrime,
ma solo pensarti accanto a me ancora un po'.
E, chissà se mai ci sarà un altro te.
Ma, non credo...due gocce d'acqua in un mare
infinito non si incontrano due volte.
E tu, tu eri quella goccia
incontrata nell'immensità del mare.
Ora chiudo, con un semplice ciao.
Ciao amore mio... Chissà, forse, se mai...
Ciao amore... Alla prossima vita forse!
E non dimenticare mai quanto ti ho amato..
Tua per sempre..Io!
© Susan Randall
"Lettera d'amore"
Chissà che rumore fa l’amore quando si arrende.
Quando apre le braccia e dice:
"più di così non posso”.
Quando le emozioni sono diventate brandelli
di pelle e tu vorresti inventarti sarta,
ma non hai mai saputo cucire.
Chissà che rumore fa il cuore quando si strappa.
[Serena Santorelli]
Le donne fanno spesso l'errore di perdersi...
Si perdono in amori sbagliati,
in storie che le consumano,
in amicizie deludenti,
in giornate tristi.
A volte, le donne si consumano.
E un poco alla volta smettono di sorridere,
di ballare, di meravigliarsi.
E poi fanno l'errore più grande:
si dimenticano chi sono
e come lo sono diventate.
Dimenticano di essere speciali. E rare.
Poi, però, ed è questa la bellezza delle donne,
arriva un giorno in cui stravolgono tutto,
e dicono: "no, così non va".
E riaprono gli occhi.
E, in quel momento,
guardandosi allo specchio, si ritrovano.
In uno sguardo nuovo.
In una pettinatura insolita.
In una sfrontatezza improvvisa.
Si riscoprono uguali, ma diverse.
Più forti. Più vive.
Ed è bellissimo quando una donna
si innamora di sé stessa.
Riccardo Bertoldi
#lefrasi #lefrasipiùbelledeilibri #riccardobertoldi
Non tornare dove un giorno sei stato felice, è una trappola della malinconia, tutto sarà cambiato e niente sarà più come prima, nemmeno tu.
Non cercare gli stessi paesaggi, né le stesse persone, il tempo gioca sporco e si sarà occupato di distruggere tutto ciò che un giorno ti ha reso felice.
Non tornare nel luogo in cui un giorno sei stato felice, tienilo sempre nella tua memoria, com'era, ma non tornare. La vita va avanti e ci sono nuove strade da percorrere… nuovi posti da visitare e altre persone che ci aspettano.
Fernando Garcia
Ti mancherò, questo è certo.
Abbiamo fatto troppe volte l'amore per non mancarci,
e l'abbiamo fatto troppo bene per non ripensarci più,
per metterci semplicemente una pietra sopra.
Macché pietra e pietra, torneremmo fuori
anche dal fondo di un pozzo, io e te.
Il nostro ricordo.
Ti mancherò esattamente come tu mancherai a me.
Abbiamo fatto troppe cose insieme e le dimenticheremo tutte,
lentamente, ma non potremo mai cancellare le sensazioni,
quelle no, quelle si trasformeranno in vuoti e cercheremo
invano di riviverle altrove,
cercheremo e ci ritroveremo sempre più soli.
Ti mancherò, ma non tornerai.
Anche questo è certo.
Perché per quanto fosse amore, e lo era-bada bene-lo era,
per quanto fosse amore non mi sapevi guardare.
Guardarmi ti spaventava, avermi ti spaventava.
Scapperai ogni giorno, ogni maledettissimo giorno, da me,
e scappando sognerai di baciarmi ancora una volta,
ma non tornerai, perché sai che ti direi di sì,
ancora e ancora sì, che con te non ci sarà nuova vita che terrà,
non ci sarà presente per quanto sereno a trattenermi,
con te sarà sempre sì, e per te sarà sempre un casino,
così vai pure, ti mancherò, ma mai abbastanza.
-S. Casciani-
L’assenza si fa sentire, ha un suo profumo, un suo modo di camminare; rimane scalza ed è priva di rumore, ma sfonda il silenzio di una stanza vuota e grave. L’assenza m’è devota come un cane bastardo e nero, mi segue dappertutto, mi giro e la ritrovo.
Luigi Mancini
È un’epoca disperata, questa, fatta di solitudini che cercano altre solitudini per colmare il grande vuoto, e ci affidiamo agli abbracci virtuali, con il rischio di abbracciare virtualmente la solitudine della porta accanto.
Luigi Mancini